Cicchetti (Telecom): “Ecco come svilupperemo la rete fino a 1 Gigabit”

Il commento di un noto esperto di infrastrutture digitali. L’idea è superare il nostro ritardo digitale grazie a una nuova stagione di investimenti convergenti, fisso-mobili. Un backbone unico, connessione in fibra di armadi stradali e stazioni radio, intelligenza di rete integrata. Con un’evoluzione graduale, fino a 1 Gigabit

08 Mag 2014
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AGCOM ha recentemente comunicato i dati di penetrazione della banda larga in Italia a fine 2013: meno di 14 milioni i collegamenti a larga banda su rete fissa e 38 milioni di cellulari che accedono ad Internet. Sono dati che indicano una crescita ma non tale da modificare significativamente il ritardo digitale del nostro Paese il cui dato più emblematico è quel 45% di popolazione che ancora non usa internet. E’ stata molto appropriata l’attenzione che operatori ed istituzioni hanno finora posto al superamento del digital divide e entro il 2014 si raggiungerà l’obiettivo di rendere disponibile una connessione di almeno 2 Mbit/sec a tutti. Ma ciò non risolve il vero digital divide del nostro paese che è un ritardo di conoscenza, di diffusione edi utilizzo.

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle istituzioni e dei governi ed oggi l’urgenza di recuperare in fretta è un sentimento diffuso. Sono stati adottati importanti provvedimenti legislativi come il Decreto Crescita 2.0 e il Decreto del Fare, è stata creata l’Agenzia Digitale e l’unità di missione guidata da Francesco Caio, le Regioni si stanno dotando di una propria agenda digitale, si sono recuperate risorse importanti per la realizzazione di reti nelle aree a fallimento di mercato delle regioni del Sud e si guarda con molta attenzione alle risorse che saranno messe a disposizione nella prossima programmazione 2014/2020. Molte sono ancora le criticità ed i ritardi ma è doveroso lasciar da parte il pessimismo della ragione e scommettere, con una buona dose di ottimismo della volontà, sulla capacità del nostro Paese di recuperare i ritardi e cogliere le opportunità del digitale. Parafrasando una frase del premier non è qualcosa da fare perché è richiesto dall’agenda digitale europea ma perché è necessario per il futuro dei nostri figli.

Se si innescherà il ciclo virtuoso dello sviluppo digitale aumenterà la domanda di Internet. Individui, aziende e amministrazioni saranno permanentemente presenti ed attivi in rete con tanti dispositivi ed utilizzeranno una grande quantità di servizi ed applicazioni. La rete si estenderà agli oggetti e ai luoghi che interagiranno con intelligenze umane o artificiali. Le reti di nova generazione dovranno sostenere tutto ciò fornendo connessioni veloci, sicure, performanti e intelligenti in tutti i luoghi ed in qualsiasi momento.

Partendo da questa convinzione Telecom Italia ha lanciato una nuova stagione di investimenti in Italia: oltre 9 miliardi di Euro nei prossimi 3 anni.

Il nostro piano punta in primo luogo su uno sviluppo integrato di reti fisse e mobili. Dopo anni di “convergenza parlata” siamo oggi alla convergenza reale. Quando usiamo un tablet o uno smartphone non ci interessa, e spesso non sappiamo, se siamo collegati ad un wifi di rete fissa o ad un’antenna di rete mobile. Anche dal punto di vista ingegneristico la distinzione fisso mobile tende a svanire. La rete in fibra sarà sempre più capillare e raggiungerà punti di distribuzione fissi e mobili sempre più vicini alle sorgenti di traffico. Le nuove reti mobili non saranno solo basate su grandi stazioni radianti che illuminano vaste aree di territorio ma su tante piccole celle molto più leggere e meno costose collegate in fibra che utilizzano in modo intelligente tutte le frequenze disponibili. Il cliente, il dispositivo l’applicazione dovranno essere riconosciuti su qualsiasi piattaforma e quindi l’intelligenza di rete sarà sempre più unificata.

Il nostro modello di rete di nuova generazione seguirà questa impostazione convergente: un backbone unico, connessione in fibra di armadi stradali e stazioni radio, intelligenza di rete integrata.

La seconda caratteristica del Piano Telecom è la velocità. In Italia i bisogni di rete non sono concentrati in grandi metropoli e grandi aree industriali. L’Italia è il paese degli 8.000 campanili e dei distretti industriali. Per questo motivo abbiamo adottato una modalità di sviluppo della rete fissa e mobile che consente di rendere disponibili in poco tempo connessioni veloci ad almeno 30 Mbit/sec in un grande numero di città. Sulla rete fissa ci siamo orientati sull’architettura Fiber to the Cabinet che prevede la connessioni in fibra e l’installazione di elettronica di nuova generazione negli armadi stradali. Entro il 2016 più del 50% delle unità immobiliari saranno raggiunte dalle nuove reti. In sinergia con lo sviluppo di rete fissa prevediamo di far crescere la rete di nuova generazione mobile 4G portando la fibra e installando la nuova tecnologia su gran parte delle stazioni radio esistenti, realizzandone di nuove ed iniziando la copertura microcellulare nelle aree a maggior intensità di traffico. Entro il 2016 la copertura 4G sarà in grado di raggiungere l’80% della popolazione.

L’approccio adottato, oltre a consentire uno sviluppo rapido dell’ultrabroadband fisso e mobile, è “a prova di futuro” per due motivi. Primo perché le evoluzioni tecnologiche attese nei prossimi anni porteranno, a parità di configurazione, (Fibra all’armadio e copertura macrocellulare) performance di rete molto prossime ai 100 Mbit/sec. Secondo perché è stata già prevista un’evoluzione graduale e scalabile verso l’architettura target (Fibra a casa, copertura microcellulare) che consentirà di traguardare velocità prossime ad 1 Gbit/sec.

La terza caratteristica del piano di Telecom Italia riguarda l’intelligenza della rete. La diffusione del protocollo Internet ha innescato un nuovo modo di costruire servizi “ai bordi della rete”. Servizi basati sull’intelligenza dei terminali e dei cloud che vedono la rete come “dumb pipe” (un tubo stupido) che trasporta i bit in modalità “best effort” (facendo del suo meglio). Su questo paradigma si sono sviluppati grandi player mondiali, i cosiddetti Over the Top, come Google, Apple, Amazon. La nuova Internet dovrà superare questo modello, poiché i nuovi servizi non sono più compatibili con il “best effort”. Occorre una “Internet dei Servizi” che sia in grado di riconoscere utilizzatori, contenuti, oggetti e ambienti e adeguare dinamicamente configurazioni, velocità, tempi di latenza, sicurezza, privacy.

Questi nuovi requisiti di intelligenza, che sono alla base del piano di trasformazione della nostra core network, abiliteranno un nuovo modo di valorizzazione della rete che si presenterà ai fornitori di contenuti digitali come un insieme di prestazioni programmabili (Net Application Programming Interface) con cui comporre configurazioni originali di servizio ed al cliente finalecome un luogo di organizzazione del proprio spazio digitale fornendo, oltre all’accesso, servizi a qualità differenziata, gestione delle identità digitali e delle reti sociali, data sore protetti, fornitura e pagamento di contenuti e applicazioni.

Siamo convinti che con questo sviluppo di infrastrutture e piattaforme Telecom Italia darà un contributo determinante allo sviluppo digitale del Paese, sarà in grado di intercettare la domanda di nuove prestazioni e nuovi servizi di clienti consumer e business, potrà innescare ambiti di collaborazione con fornitori di contenuti e servizi, in particolare con gli Over the Top, che consentiranno di valorizzare gli asset di rete e la relazione con il cliente.

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