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Direttore responsabile Alessandro Longo

D’Angelo: “Rivedere il concetto di servizio universale”

di Nicola D'Angelo

06 Feb 2013

6 febbraio 2013

Le tecnologie sono utili se ad esse accedono tutti i cittadini. In caso diverso si va incontro a forti fenomeni di esclusione sociale. Se la rete diventa centrale nell’economia e nella nostra vita (qualcuno parla del web come di un bene comune) esiste un un problema di inclusione.

Si tratta di una questione che riveste connotati “costituzionali” di effettiva parità tra tutti i cittadini. Non solo per le imprese ma per ciascun individuo. Bisogna quindi garantire una capacita di accesso a tutti sia da un punto di vista tecnico che economico. Per questa ragione va profondamente rivisto il concetto di servizio universale.

  • Claudio

    Concordo nella sostanza. Resta vivo il problema dell’alfabetizzazione in quando i sempre troppo pochi punti di accesso pubblici ove avere una corretta introduzione a questo servizio, decisamente semplice da interpellare quando un comune elettrodomestico se utilizzato in modo coerente. Le fasce di età della cittadinanza “pensionata” hanno vissuto le tre rivoluzioni tecnologiche del ventesimo secolo. La così detta “terza età” comprende segmenti sociali talmente divergenti ma tutti in grado di comandare la “televisione” e pertanto potenzialmente a pieno titolo utenti dei servizi e dei contenuti fruibili in modo interattivo attraverso dei canali digitali pubblici equivalenti ai portali telematici della Rete internet.
    Ne consegue che, secondo il mio modesto parere, la democrazia “digitale” è realizzabile con opportune misure di interfaccia grafica amichevole ed intuitiva. Buon Lavoro Nicola!

  • Lucifer

    Servizio universale nel 2013 dovrebbe voler dire 2 mb/s effettivi per tutti. Technology-agnostic, nel senso che che vengano da ADSL rame, FTTCab, FTTH, Hiperlan, Wimax, LTE, HDSPA o Satellite, vanno sempre bene. Alla condizione che siano 2 Mb/s 24 ore su 24 senza cali di velocita’, caps di dati mensili e servizi rallentati. Poi veramente si puo’ parlare di servizio “universale,” nel senso che anche chi vive in una baita desolata in montagna puo’ avere un esperienza piu’ o meno completa di quello che Internet puo’ offrire. Le bandwidth and data caps devono essere proibite sul nascere.

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