L’emendamento

Digital Bonus per la fibra negli edifici, una buona idea mal costruita

Un emendamento alla Legge di Bilancio introduce un bonus fiscale per accelerare il processo di aggiornamento degli impianti di telecomunicazioni negli edifici esistenti, ma finisce per tracciare un sistema “schizofrenico”, che non tiene conto della normativa esistente. Eppure ottenere lo scopo sarebbe abbastanza semplice

Pubblicato il 16 Dic 2020

Luca Baldin

project manager smart building italia

technology-big-data-robots-reti

Si fa strada l’idea, contenuta in un emendamento alla Legge di Bilancio 2021, di un bonus fiscale che nasce con le migliori intenzioni, ossia accelerare l’infrastrutturazione in fibra ottica degli edifici esistenti, ma finisce per creare un sistema “schizofrenico”, che non tiene conto delle normative già esistenti.

Digital Bonus, da dove nasce l’equivoco

L’emendamento, di cui si sta discutendo molto in questi ultimi giorni tra presunte bocciature e previsti ripescaggi, nella redazione licenziata dalla Commissione andrebbe ad inserire di fatto un nuovo articolo al testo di Legge, il 12 bis, denominato “Digital Bonus”, articolato in 6 commi.

WHITEPAPER
Contact Center as a Service, ecco come l’innovazione trasforma il customer care
CRM
Marketing

Più o meno equivocando, alcuni articoli comparsi lasciavano intendere che si intendesse estendere la validità del noto Ecobonus 110% ai lavori di adeguamento e rinnovamento degli impianti verticali di telecomunicazione degli edifici, inserendoli tra quelli “trainati”. In realtà, a ben leggere l’articolato dell’emendamento, per ora non si tratta di questo, e l’equivoco probabilmente è sorto dal fatto che si adotta analogamente all’Ecobonus la percentuale “magica” del 110%.

Fin dalle prime righe si comprende che lo scopo del legislatore è più ampio, ovvero mettere a punto un bonus fiscale tale da dare una forte accelerazione al processo di aggiornamento degli impianti di telecomunicazioni negli edifici esistenti, partendo dal dato inequivocabile che proprio la connettività costituirà un asset fondamentale anche del cosiddetto Recovery Fund e che i ritardi della rete italiana sono noti.  L’emendamento approvato dalla Commissione, infatti, punta esplicitamente alla “realizzazione di infrastrutture fisiche interne adatte al passaggio di cavi in fibra ottica per la costruzione di reti di comunicazione ad alta capacità”. L’aliquota prevista è, appunto, il 110% con un tetto di 1.000 euro per ogni unità immobiliare.

Al riguardo varrà la pena notare che per unità immobiliare si deve intendere “ogni parte di immobile che, nello stato di fatto in cui si trova, è di per sé stessa utile ed atta a produrre un reddito proprio”, quindi che il contributo “fino a 1.000 euro” viene riconosciuto non all’immobile (esempio un condominio) ma ad ogni sua unità (appartamenti, uffici, negozi). Questo per dire che si tratterebbe di un contributo corposo, se si pensa a edifici composti da numerose unità immobiliari, in grado di coprire ampiamente non solo i costi di realizzazione dei cosiddetti “spazi installativi”, ma dell’impianto di distribuzione in fibra ottica in ogni sua componente. L’intenzione del legislatore sembra quindi quella di spingere con decisione sulla diffusione di una rete performante, realmente FTTH (fiber to the home).

Luci e ombre dell’emendamento sul Digital Bonus

Tutto bene, quindi? Sì e no.

Un provvedimento quanto mai opportuno, a guardare il lento trend di crescita di questa tipologia di impianti in Italia, ostacolati anzitutto da una oggettiva difficoltà per gli operatori di entrare negli edifici, dovuta a problemi tecnici che si sommano ad una giustificata ritrosia degli amministratori di immobili ad aprire le porte ad un mercato anarchico e caotico che sull’esigenza primaria di non duplicare gli impianti non sembra ancora aver trovato una posizione unanime.

È quindi da annoverare tra le cose indubbiamente positive lo sforzo del legislatore di spingere, utilizzando la leva fiscale, per superare quello che a tutti gli effetti si presenta come il vero collo di bottiglia della rete a banda ultra-larga, ovvero il verticale d’edificio. È questo, infatti, il nodo che sta rallentando in modo pesante lo sviluppo di vere connessioni  a banda ultra larga nel Paese.

Sempre nel novero delle cose positive va registrata anche la consapevolezza dimostrata, attraverso l’approvazione unanime dell’emendamento, dell’urgenza di intervenire sul costruito, allineandolo a quanto già previsto da oltre cinque anni per gli edifici nuovi o ristrutturati, a seguito dell’approvazione della Legge 164/2014 e dell’inserimento nel Testo Unico dell’edilizia dell’art. 135 bis.

Affianco a queste notazioni sicuramente positive, alla lettura del testo approvato in commissione sono emersi tuttavia alcuni elementi critici, che debitamente segnalati da numerose parti agli estensori, hanno già portato ad ipotizzarne una riscrittura parziale.

La separazione tra i cavi

Il primo punto che non convince è al comma 1 e riguarda la prevista separazione tra i cavi per telecomunicazioni e quelli relativi agli altri servizi digitali d’edificio, come per esempio videocitofonia, videosorveglianza, telerilevamento, ma potremmo aggiungere i servizi broadcast. Un punto che non convince perché non tiene in nessuna considerazione lo sforzo fatto fin dal 2014 per definire le caratteristiche tecniche degli impianti di cablaggio per le comunicazioni elettroniche degli edifici di nuova costruzione, culminato nella pubblicazione della Guida Tecnica CEI 306-22 “Disposizioni per l’infrastrutturazione degli edifici con impianti di comunicazione elettronica – Linee guida per l’applicazione della Legge 11 novembre 2014, n. 164”. Una Guida tecnica i cui contenuti, e questo è il dato rilevante, sono stati opportunamente inglobati lo scorso luglio all’interno della nuova Guida CEI 306-2, ovvero la bibbia del cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici.

Documenti che fanno perno sul concetto di “impianto multiservizio” come infrastruttura unica dell’edificio per le comunicazioni elettroniche, in grado di integrare tutti i servizi digitali grazie ad un sistema di distribuzione multifibra. Il modello prefigurato dall’emendamento non tiene quindi in considerazione l’esistenza di una normativa precedente e di norme tecniche precise in materia, frutto di un lungo confronto tra tutti i soggetti coinvolti, compresi i rappresentanti delle telecom che, nel ridisegnare la CEI 306-2, hanno normato le caratteristiche degli impianti di comunicazione di tutti gli edifici: nuovi, ristrutturati o esistenti. Andando quindi ben oltre il perimetro della L. 164/2014.

Difformità tra vecchi e nuovi edifici

Il testo dell’emendamento sembrerebbe viceversa definire un sistema duale, distinguendo gli edifici nuovi, a cui si applica la norma CEI, da quelli esistenti, a cui non si applicherebbe. La domanda che sorge è quindi: perché?

La risposta a questa domanda sembra risiedere nello stesso comma poche righe sotto, quando si precisa che il contributo riguarda sostanzialmente lo spazio installativo, quindi la canalizzazione, che rimarrebbe di proprietà del condominio, mentre la fibra che vi verrà passata sarebbe di proprietà dell’operatore o addirittura “degli operatori “ che la posano, lasciando intendere che si ritiene accettabile il fatto che ogni operatore agisca in autonomia, persino duplicando l’impianto, ovvero in spregio di qualsiasi regola del buon senso e di economicità e persino in netto contrasto con quanto auspicato dalla stessa Comunità Europea.

Al comma 2, per dare senso a questa cosa ci si appella ad una presunta “integrità delle reti” tutta da dimostrare, dal momento che è cosa nota che gli operatori usano da sempre tratte di rete non proprietarie, riconoscendosi reciprocamente dei diritti di transito il cui ammontare viene stabilito annualmente da Agcom. Il problema, quindi, non è l’integrità della rete, ma la definizione di regole comuni, che già esistono e che andrebbero estese ai cosiddetti operatori d’edificio.

Attribuiti ad Agcom poteri che non ha

Ma sempre il comma 2 va ben oltre, appellandosi proprio all’Autorità garante (Agcom) che, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, dovrebbe indicare le specifiche tecniche dei cavidotti e persino qualificare gli operatori autorizzati ad operare su tali impianti.

Il legislatore, in questo caso, attribuisce all’autorità garante un potere che non ha, dal momento che non è Agcom a stabilire le caratteristiche tecniche degli impianti, bensì il CEI, che l’ha già fatto; che la qualifica dei tecnici avviene per legge attraverso il DM 37/08; che nessuna norma prevede abilitazioni di secondo livello e, infine, che nessuno può vietare ad un tecnico di realizzare un impianto per il quale ha ottenuto l’abilitazione, men che meno un’autorità garante.

Un sistema “schizofrenico”

In sintesi l’emendamento approvato in Commissione lascia trasparire un’intenzione più che buona, ma sembra tracciare un sistema “schizofrenico”, prefigurando impianti di natura diversa a seconda che l’edificio sia di nuova costruzione o già costruito; con fibre che in parte apparterranno ai condomini e in parte agli operatori; con montanti in fibra portati persino da più operatori, ovvero duplicando l’impianto; escludendo dalla possibilità di realizzazione e manutenzione i tecnici che la legge abilita proprio a tali servizi; ponendo a carico del contribuente, quindi di noi tutti, interventi infrastrutturali che andranno a solo vantaggio degli operatori.

Tutto ciò per non accettare un nuovo modello di distribuzione dei segnali ottici, basato su rete nazionale orizzontale (la famosa rete unica) e verticali in carico ai proprietari dell’immobile, ovvero ciò che avviene per tutte le altre commodities (gas, luce, acqua), senza eccezione alcuna.

L’anello mancante

L’anello mancante per rendere estremamente convincente questa soluzione era il fatto che ci potessero essere incentivi fiscali tali da prefigurare impianti realizzati a spese dello Stato, ovvero esattamente quello che lascia intendere l’emendamento in questione e che è la cosa che andrebbe assolutamente salvata.

Il modello che si potrebbe prefigurare è semplice e lineare e si può sintetizzare in pochi punti:

  • lo Stato riconosce un benefit fiscale importante al privato che rinnova il proprio impianto;
  • l’impianto viene realizzato dal privato con propri tecnici imponendo il rispetto della norma CEI 306-2;
  • i tecnici registrano gli impianti verticali nel Sinfi (catasto delle infrastrutture) come tratte delle rete nazionale di telecomunicazioni, non duplicabile;
  • a fronte del finanziamento, il privato accetta di far transitare sul proprio impianto multiservizi gratuitamente tutti gli operatori telecom che ne facciano richiesta e che a loro volta si impegnano ad utilizzarlo;
  • la proprietà dell’immobile si impegna ad assicurare attraverso apposito contratto di manutenzione il rispetto delle SLA previste contrattualmente dalle telecom con i propri utenti;
  • gli utenti finali godono del fatto che un tratto della rete viene utilizzato dagli operatori gratuitamente, con uno sconto in bolletta.

Con pochi aggiustamenti il Digital Bonus può costituire una vera occasione di modernizzazione del Paese, così come sta già accadendo con l’Ecobonus, ma a condizione di adottare un percorso chiaro e di evitare pasticci.

WHITEPAPER
Come sfruttare le Unifed Communications per far crescere il tuo business
Cloud
Networking
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3