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infrastrutture

Elettromagnetismo e 5G, Romano (M5S): “Paure infondate rischiano di farci sfuggire importanti vantaggi”

I discorsi dominanti sul 5G hanno in sé un pericolo: di farci sfuggire di vista i veri vantaggi concreti che vengono per cittadini, imprese e città. Si parla infatti troppo e male di elettromagnetismo. E in modo troppo limitante di Iot e smart city. Un’analisi emersa dalle audizioni del deputato Romano con gli operatori

27 Dic 2018

Paolo N. Romano

deputato M5S


Con il 5G stiamo correndo un rischio: a causa di paure infondate (come quelle per l’elettromagnetismo) o da visioni troppo limitate sui casi applicativi, rischiamo di farci sfuggire di vista i veri vantaggi che ne deriveranno per tutti noi.

E’ quanto ho appreso in questi mesi alla luce di tre audizioni fatte con i principali operatori telefonici.

Esistono, certo, delle criticità, principalmente in ambito sicurezza, ma di certo il 5G è un’opportunità che il nostro Paese non deve e non può farsi scappare.

I vantaggi del 5G

Ma perché nel 2018, ormai 2019, ci limitiamo a parlare di 5G unicamente nelle “smart city” ed “internet of things”?

Ci sono tre categorie principali avvantaggiate dalla connessione veloce: le imprese, la città ed i cittadini. La connessione 5G ha tre principali vantaggi che possono essere sfruttati dai tre soggetti prima citati:

  • la velocità viene aumentata di venti volte rispetto a quella attuale;
  • diminuisce drasticamente la latenza, passando da 20ms ad addirittura 1ms in alcuni casi (pensate che il battito di ciglia è all’incirca di 10ms);
  • si arriverà ad una connessione simultanea di dispositivi pari a 1 milione per km2 (dalle poche centinaia attuali).

Cosa vuol dire questo? Vuol dire avere la possibilità di rendere controllabile e smart ogni punto della città, vuol dire pensare ad una coltivazione puntuale e sana, in cui ogni ettaro coltivato sarà monitorato in modo tale da poter fornire un prodotto finito di qualità, vuol dire ripensare l’e-learning e la digital education dalla scuola primaria sino all’università (pensiamo ai tanti fuori sede che non riescono a raggiungere la facoltà per seguire le lezioni); un monitoraggio continuo degli edifici eretti nelle zone a rischio sismico per evitare catastrofi; una nuova visione di e-mobility (il sindaco di Roma, Virginia Raggi qualche settimana fa ha guidato da Roma una macchina che era fisicamente a Torino con una latenza di pochi millisecondi); e tanti altri esempi che toccano ogni aspetto della vita del cittadino.

5G e onde elettromagnetiche

Quando parliamo di onde elettromagnetiche non ci si deve far prendere dal panico, ma bisogna partire da un presupposto: per una analisi attenta ed affidabile dobbiamo sempre ed in ogni circostanza fare riferimento alle associazioni indipendenti ed internazionali, che basano i loro esperimenti su prove costanti e ripetute.

Navigando in rete, prima ancora di sentire direttamente le società proponenti, ho trovato di tutto. Spaziamo da sostenitori di un nuovo ordine mondiale in grado di controllare le menti umane attraverso la tecnologia 5G, a chi sostiene che finiremo tutti cotti come in un forno a microonde o addirittura a chi dice che farà proliferare i tumori.

Porto come esempio l’OMSA o l’IRCNIP (a breve in audizione presso la Commissione Trasporti) che dal 1998 si occupano di monitorare i cambiamenti dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

Bene, la prima dice che non vi sono rischi per la salute dell’uomo, la seconda ribadisce nella sua ultima relazione (a vent’anni dopo l’inizio del primo monitoraggio), che i limiti minimi e assolutamente non dannosi per l’uomo variano da 40 V/m a 60 V/m. Gli altri paesi europei, facendo riferimento a questi valori, si sono mossi di conseguenza. Se andiamo a vedere il caso italiano, invece, scopriamo che dal 2003 i limiti sono stati fissati a 6 V/m, ovvero dieci volte più bassi dei limiti già considerati ampiamente sicuri per l’uomo.

Le criticità di tutti gli operatori telefonici sono legate a questi limiti, e portano ad una conclusione condivisa: se rimarranno tali, saranno costretti ad aumentare la densità delle stazioni radio per compensare i limiti imposti.

Completare la copertura ultrabroadband

Il progetto, da qui a cinque anni, è completare la diffusione della banda ultra larga.

Il bando delle frequenze infatti chiede alla società una copertura pari al 99%, questo vuole dire che ogni borgo italiano dovrà avere una connessione 5G, compito arduo viste le innumerevoli zone rurali o disagiate. Proprio quest’ultime potranno così beneficiare delle connessioni 5G FWA (fixed wireless access) con le quali si potrebbe arrivare a sostituire l’ultimo miglio in fibra, con una connessione wireless con velocità di connessione nominali pari a 1 Gbps.

Il lavoro da fare è tanto, sarà necessaria l’assoluta sinergia tra tutti gli attori in campo, ma dovrà essere portato a termine per non lasciare indietro il nostro paese.

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