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Direttore responsabile Alessandro Longo

Ultrabroadband

Fibra ottica in Trentino Alto Adige, la vera copertura

di Marco Tomasi, Trentino Network

13 Mar 2017

13 marzo 2017

Circa un cittadino su tre è coperto da fibra in Trentino. Ma è vicina la rimonta del territorio per arrivare a una copertura completa della popolazione. Ecco come

Ai primi di marzo, SosTariffe.it pubblica dei risultati basati su dati di copertura forniti dagli operatori e rielaborati, e su quanto rilevato dallo strumento speed test.

Figura1. Copertura e velocità fibra ottica in Italia

 

Figura2. Diffusione fibra ottica per regione

 

 

In Trentino questo ha suscitato non pochi interrogativi e qualche mal di pancia. Le domande sono state sostanzialmente del tipo: sono informazioni corrette? È possibile che, dopo un investimento ingente da parte della Provincia Autonoma di Trento che, a partire dal 2005, ha visto completare la realizzazione di una rete proprietaria in fibra ottica di oltre 1.100 km (con rete principale di trasporto in anello, cioè in grado di garantire di poter invertire il percorso delle informazioni digitali nel caso su una tratta del percorso la rete venga accidentalmente danneggiata), che garantisce collegamenti in fibra ottica alla maggior parte delle sedi della Pubblica Amministrazione trentina ed Enti di riferimento, i cittadini del Trentino si trovino all’ultimo posto in Italia per possibilità di collegarsi in fibra ottica?

Di seguito un’analisi approfondita, a cura di Trentino Network S.r.l., dove inizialmente si propone un po’ di informazione sulla materia e sulla tecnologia, in seguito si analizzano le informazioni di SOStariffe.it alla luce della nostra conoscenza della rete e dello stato delle telecomunicazioni in Trentino (non in Alto Adige – SOStariffe.it aggrega i dati delle due Provincie ma noi disponiamo dei dati relativi al Trentino).

Iniziamo con un minimo di informazione, per avere un linguaggio comune.

Se fino a pochi anni fa si pensava la fibra ottica fosse esigenza imprescindibile per poter rimanere collegati al presente ed al futuro, sia come privati che come imprese, con l’avvento delle nuove tecnologie e per la particolarità del contesto italiano che presenta le distanze medie più corte a livello europeo da cabinet di strada a casa utente, ora, ammodernando la rete in fibra ottica sino al Nodo di centrale (FTTN) e proseguendo su doppino telefonico è possibile raggiungere prestazioni fino a 20 Mbit/sec in download e 2 Mbit/sec in upload (ma sul mercato il massimo offerto in upload è di 1Mbit/sec).

 

Figura3. Tecnologia e velocità

 

Estendendo la fibra ottica dal Nodo di centrale al Cabinet di strada (FTTC) – quella colonnina con un adesivo giallo con dei numeri -, e mettendola in combinazione con la tecnologia VDSL2 (una delle tecnologie in grado di ridurre le interferenze tra i doppini in rame – vedrete sopra l’armadio un’aggiunta di uno scatolotto in metallo con delle griglie di areazione) è possibile raggiungere prestazioni fino a 100 Mbit/sec in download e 40 Mbit/sec in upload (ma il massimo offerto in upload sul mercato è di 20Mbit/s – perché i teorici 40 Mbit/s sono strettamente legati al fatto la distanza del terminale dell’utente finale dal cabinet non superi un limito massimo generalmente pari a 500 metri). Estendendo la fibra ottica fino al building od alla casa (FFTB o FTTH) è possibile raggiungere prestazioni che vanno dai 100 Mbit/sec a 1Gbit/sec e superiori, sia in upload che in download (simmetriche).

Quando parliamo di Comuni raggiunti dalla fibra ottica, ci riferiamo quindi a Comuni nei quali la fibra ottica è stata portata almeno sino al Cabinet di strada (FTTC).

Eccoci arrivati a capire perché nell’infografica, SOStariffe.it si focalizza sulla fibra ottica: solo tramite questo mezzo trasmissivo (nelle sue vari declinazioni FTTC, FTTH) è possibile garantire agli utenti alte velocità nella trasmissione di dati in rete (banda ultra larga).

Passiamo ora a far comprendere chi siamo noi e cosa facciamo.

Trentino Network è la società alla quale la Provincia Autonoma di Trento ha affidato il compito di garantire in modo diretto reti e servizi TLC agli Enti della Pubblica Amministrazione (solo Trentino, non Alto Adige). Grazie ad investimenti e sforzi di realizzazione, il Trentino è ai vertici in Italia come connessione in fibra ottica delle sedi ed Enti della Pubblica Amministrazione, tutte interconnesse in una rete in fibra ottica dedicata (TELPAT), grazie alla quale si possono garantire servizi evoluti ad altissima velocità, indispensabili ad un’efficace gestione delle competenze in capo alla Provincia e agli Enti Locali (scuole, amministrazione, turismo, cultura, sport, prevenzione e protezione del territorio, viabilità, ecc.).

Trentino Network, pur non potendo per legge (concorrenza) servire direttamente i cittadini privati, cerca di dare supporto affinchè i Provider estendano le proprie reti in fibra ottica verso i cittadini: Trentino Network può infatti, in una percentuale limitata del suo fatturato (inferiore al 20%), affittare ai Provider, a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, la propria rete/servizi (costruita per la Pubblica Amministrazione).

Nei confronti dei privati, Trentino Network cerca di fare il massimo che la legge le consente: fare in modo che le scelte tecnologiche messe in campo per soddisfare le esigenze della Pubblica Amministrazione, siano di aiuto pure per i Provider, favorendo in modo indiretto, il raggiungimento dell’utente privato. Un eccezione si è avuta tra il 2011 ed il 2013, prima dell’attuale piano strategico per la banda ultra larga e della consultazione pubblica sui piani degli operatori, quando Trentino Network ha cablato in FTTH le principali aree industriali del territorio portando connessioni a oltre 2.000 aziende.

Ed è vera l’informazione di SOStariffe.it che individua per il Trentino solo pochi Provider in grado di garantire ai cittadini collegamenti in fibra ottica? E’ sostanzialmente vera, poiché, anche se potenzialmente i Provider che agiscono in Provincia sono molti, solo pochi hanno la possibilità di disporre di una rete in fibra ottica che arriva sino agli armadi di strada (FTTC) o alle case (FTTH); sostanzialmente solo TIM nel primo caso (con armadi in affiancamento da parte di Vodafone e Fastweb), mentre nel secondo caso sempre TIM (a molti cittadini di Trento capita di vedere in questo periodo, come in altre città d’Italia, cartelli alle proprie abitazioni con cui TIM chiede se si è interessati alla posa della fibra ottica sino alla borchia di casa) ed in alcune zone, come ad esempio le aree industriali, gli altri operatori locali (Brennercom, Mc-Link, MyNet, Tecnodata ecc.), i quali utilizzano la rete FTTH di Trentino Network oppure hanno una propria rete in fibra ottica sino alle aziende, che poi si interconnette (in affitto) alla rete di Trentino Network.

Abbiamo voluto stimare la copertura della fibra ottica per regione in base ai dati proposti da SOStariffe.it ed ai dati demografici/statistici ISTAT. Stima fatta supponendo che le rilevazioni di SOStariffe.it siano avvenute regione per regione in ordine decrescente di popolosità dei comuni, e con l’incertezza derivante dal fatto che, nell’analisi, 303 Comuni non sono stati considerati e non abbiamo modo di capire quali.

L’obiettivo è quello di rileggere i dati proposti da SOStariffe.it, in funzione della percentuale della popolazione di una regione che è potenzialmente raggiunta dalla fibra ottica. L’analisi è sintetizzata in Figura4, e ci fornisce l’informazione che circa un privato cittadino trentino su 3 ha la possibilità di accedere ad un collegamento in fibra ottica.

Sono dati corretti? Leggermente sottostimati ma corretti, le nostre informazioni, derivate dal MiSE, indicano circa un 33% della popolazione, che poco ci muove dalla classifica proposta, e ci pone in un gruppo di regioni quali Molise, Sardegna, Abruzzo, Valle d’Aosta.

Figura4. Classifica regionale copertura in fibra ottica della popolazione

Esiste un elemento comune con queste regioni che può essere un fattore chiave di questa difficoltà ed esigenza di rincorrere? Se guardiamo la colonna degli abitanti per mq di territorio, ad eccezione della Basilicata (che con una densità di 57 abitanti al kmq si trova a metà classifica), che ha fruito negli anni passati dei cosiddetti Bandi EUROSUD, notiamo come tutte queste regioni abbiano una densità abitativa molto bassa (70, 69, 39, 78); ciò significa che vi sono diverse aree abitate da poche persone.

Cosa significa questo? Che i Provider hanno “aggredito” le regioni con maggiore densità di popolazione/kmq perché evidentemente più profittevoli in quanto densamente popolate ed in modo intrinseco morfologicamente più convenienti per i lavori connessi da fare (in genere le zone popolose sono in insediamenti di pianura).

Ed ora? Come è possibile far in modo che, se il Trentino è un’eccellenza per collegamenti e servizi in fibra ottica per la Pubblica Amministrazione, arrivi presto ai primo posti pure per la possibilità dei cittadini (e non solo le aziende localizzate nelle principali aree produttive) di avere la “fibra ottica sino a casa” (FTTC o FTTH)?

Si era provato ad essere efficaci pure verso il settore privato: anticipando i tempi (nel 2010), la Provincia di Trento aveva costituito una partnership pubblico-privata (TIM-PAT) nella società Trentino NGN per portare la fibra ottica a tutti i cittadini, poi bloccata dalla Commissione Europea (fino al 2013) per esposti di alcuni Operatori concorrenti. Si sono persi due anni (nei quali le regioni del Sud come abbiamo visto hanno lavorato efficacemente con il MiSE utilizzando fondi residui della precedente programmazione europea), e si è dovuta cambiare strategia.

Ora occorre essere umili, concreti e decisi e rincorrere. Le azioni saranno due: sulle aree dette nere e grigie (profittevoli perché ad alta densità di popolazione – le cittadine maggiori) TIM sta portando la fibra ottica sino ai cabinet (FTTC) ed a Trento pure sino alle case (FTTH), mentre sulle aree dette bianche, quelle più remote e per le quali la Provincia Autonoma di Trento è ben consapevole dell’importanza di consentire connessioni ad alte velocità ai cittadini che hanno ancor maggior necessità di essere messi in grado di comunicare e di sviluppare le proprie attività economiche, il quadro degli investimenti pubblici verrà completato tramite il bando pubblicato l’agosto scorso dalla società in-house del Ministero dello sviluppo economico (MiSE) Infratel Italia. In particolare il bando, che prevede 72 milioni di euro in investimenti, riguarda la scelta di un concessionario che avrà mandato di realizzare e gestire all’ingrosso la rete verso i privati. Il tutto legato all’accordo di programma sottoscritto nel luglio 2016 tra la Provincia Autonoma di Trento e il MiSE per lo sviluppo della banda ultralarga in Trentino. Si prevede i lavori partiranno entro l’estate.

L’obiettivo è di raggiungere, con queste due azioni, la copertura in fibra ottica di tutto il territorio e la popolazione, secondo gli obiettivi dell’agenda digitale europea.

 

  • Brubo55

    Perché esiste il limite del 20% del fatturato nei confronti dei servizi offerti ai privati? Quindi la dorsale in fibra ottica costata 135.000.000€ può essere noleggiata solo per il massimo del 20% delle sue potenzialità al settore privato? È un uso oculato delle risorse pubbliche?

    • Marco Tomasi

      Buongiorno Brubo55,
      può fare riferimento all’Art.16, comma3 al seguente link. Per ora la legge è questa e dobbiamo rispettarla.
      http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-09-08&atto.codiceRedazionale=16G00188&currentPage=1

      Se devo immaginare la ratio del legislatore… anche se non è il mio campo… “se fai società con soldi pubblici per garantire servizi alla pubblica amministrazione, l’investimento non può essere distorsivo del mercato e portare danni ai privati che invece, con soldi propri investono con bel businness plan e piano di rientro negli anni”.

      Quindi è un uso occulato delle risorse pubbliche: non arrecare danno al mercato, portando al pubblico modernità ed efficenza nei servizi (pensiamo ai risparmi di tutte le linee telefoniche della PAT che ora viaggiano su Voip, alla possibilità di evitare spese e viaggi per recuperare materiale ed informazioni, alla sanità e tutta la mole di dati connessa, alla protezione civile, a nuovi servizi evoluti di protocollazione eliminando l’utilizzo dei servizi postali, ecc ecc.). Poi ogni anno, come ogni società si fa un bilancio che, per capacità di gestione deve essere in attivo.

      • Aghezz

        Il link non funziona!

        • Marco Tomasi

          Ho fatto provare a diverse persone da diversi browser e funziona. Riprovi dovrebbe essere stato un problema momentaneo. Altrimenti se vuole cercare in autonomia: legge Bersani limite 80% societá in house. Oppure, visto mi sembra di vedere lei sia del posto, passi pure a trovarmi in ufficio che la vediamo insieme. Buona serata.

          • Aghezz

            deve mettere il link diretto al documento, non il link della ricerca che ha scadenza e quindi dopo un po’ non funziona

          • Marco Tomasi

            La ringazio. Puó risolvere cosí: DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016, n. 175 e li trova articolo e comma

      • Aghezz

        altra affermazione incredibile. I privati NON investono nella aree a fallimento di mercato, che per l’orografia del territorio trentino sono la maggior parte. Quindi di quale “distorsione di mercato” stiamo parlando? Se i privati non fanno nulla l’ente pubblico sta a guardare e non fa nulla pure lui?

  • Aghezz

    Un trentino su tre coperto dalla fibra ? E’ una affermazione francamente incredibile, se non risibile. Suffragata da quali dati? Purtroppo tutte le statistiche serie, di soggetti terzi, descrivono una situazione per il Trentino abbastanza disastrosa. Già è carente per la copertura della cosiddetta banda larga (considerata tale anche quella a soli 2 mb!), figuriamoci per la fibra!

    La brillante iniziativa di “Trentino NGN” ci ha fatto perdere non 2 ma 5 anni (!). E non per un capriccio della UE, come più volte si è tentato maldestramente di far credere, ma per un poco opportuno inciucio con Telecom Italia, giustamente stoppato sul nascere (“aiuto di stato” a impresa privata).

    Si sostiene poi che Trentino Network non può servire direttamente i cittadini e le aziende private, perché ciò gli sarebbe vietato per legge.
    Questa tesi però è clamorosamente smentita dalla vicina provincia di Bolzano, che sta costruendo una rete in fibra tutta pubblica che collegherà le utenze private. E non si tratta di certo un caso isolato in Italia: altre amministrazioni stanno costruendo nuove reti per i cittadini e nessuno ha niente da ridire. Solo in Trentino si obietta che “non si può”. Perché? Siamo i più “furbi” come al solito?

    Infine una considerazione generale, che ritengo di semplice buon senso: le nostre strade, quelle fisiche, sono statali, provinciali, comunali, e sono per definizione pubbliche: non si capisce per quale assurda ragione le strade telematiche, le reti, asset fondamentale per lo sviluppo del territorio, debbano essere tutte in mani private! In Trentino poi la situazione è ancor più assurda: esiste una rete in fibra ottica che collega tutto il territorio, operativa e funzionante, pagata coi soli dei contribuenti, che però è inaccessibile perché serve solo gli enti pubblici!
    Uno spreco assurdo che è costato una montagna di quattrini pubblici e che attualmente è una specie di cattedrale nel deserto.

    Sul gruppo FB Trentinoenbanda tentiamo da tempo di fare un po’ di sana contro-informazione: la situazione reale non è affatto quella che viene descritta dalla propaganda sovietica provinciale.
    https://www.facebook.com/groups/trentinoenbanda/

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