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Direttore responsabile Alessandro Longo

LO SCENARIO

Frequenze 5G, che succederà in autunno: tutte le pedine in gioco

di Filippo Lucarelli, Partner ICT Consulting

04 Ott 2017

4 ottobre 2017

La messa a gara delle frequenze 5G risulta abbastanza rilevante poiché la quantità, le caratteristiche e la valorizzazione delle risorse che saranno rilasciate potranno determinare il riassetto del mercato, con impatti importanti sullo sviluppo delle nuove infrastrutture, l’innovazione tecnologica e la competizione

Il Governo si appresta a presentare entro il prossimo 20 ottobre il disegno di legge di Bilancio per il 2018, anticipato dal relativo documento programmatico che dovrà essere trasmesso alla Commissione Europea entro il 15 ottobre, data in cui potranno essere confermate le indiscrezioni relative all’inserimento nel suddetto disegno di legge di misure per la messa a gara delle frequenze 5G.

Il quadro che va delineandosi risulta particolarmente rilevante per tutti i soggetti del mercato delle TLC italiane, poiché la quantità, le caratteristiche e la valorizzazione economica delle risorse spettrali che saranno rilasciate, di concerto con l’impianto regolamentare che affiancherà le concessioni, potranno determinare il riassetto del mercato, con impatti che influenzeranno profondamente lo sviluppo delle nuove infrastrutture, l’innovazione tecnologica e la competizione nel settore.

L’assegnazione delle nuove frequenze avverrà in uno scenario che vive attualmente una significativa trasformazione. Gli equilibri del mercato delle TLC italiane sono stati recentemente rimessi in discussione dalla fusione tra Wind e H3G che, in virtù dell’approvazione ricevuta da parte degli enti regolatori, hanno avviato il processo di consolidamento delle proprie infrastrutture. L’autorizzazione alla fusione rilasciata dall’Antitrust europea ha previsto misure compensative che consentiranno l’ingresso nel mercato italiano dell’operatore francese Iliad, il quale dovrebbe lanciare i propri servizi nell’arco del 2018.

Lo scenario è altresì caratterizzato da un momento di discontinuità tecnologica che vede, nell’introduzione delle reti e dei sistemi 5G, uno stravolgimento delle architetture di rete mobile, le quali saranno prevalentemente basate sul dispiegamento massivo di small cell.

Le reti di quinta generazione saranno inoltre caratterizzate dall’impiego pervasivo delle tecnologie di virtualizzazione che permetteranno l’adozione di paradigmi di Network as a Service, grazie ai quali sarà possibile allocare, anche dinamicamente, un sottoinsieme delle risorse di rete ad uno specifico servizio. Tale evoluzione tecnologica comporterà una trasformazione sia dei modelli di dispiegamento delle infrastrutture, che dei paradigmi di definizione ed erogazione dei servizi di rete.

Potranno, quindi, emergere nuovi soggetti interessati a sviluppare infrastrutture e servizi destinati ad uno o più specifici segmenti del mercato, quali ad esempio quelli dell’Internet of Things o della Industry 4.0.

In tale contesto, a livello nazionale sono già state intraprese diverse iniziative mirate ad agevolare l’introduzione delle reti 5G, sia attraverso consultazioni pubbliche, sia attraverso attività di sperimentazione. Particolare rilevanza assume l’iniziativa “5 città per il 5G”, che prevede la realizzazione di progetti sperimentali 5G nello spettro compreso tra 3700 MHz e 3800 MHz, nelle città di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera nel quadriennio 2018 – 2021. La procedura di selezione dei progetti si è conclusa definitivamente il 20 settembre scorso, e la sperimentazione vedrà i principali attori del settore, tra cui TIM, Vodafone, Wind H3G, Fastweb, Open Fiber e Huawei, avviare le attività sperimentali entro la fine dell’anno.

Considerando l’attuale assetto delle risorse spettrali in Italia, i risultati emersi dalla indagini conoscitive condotte da MiSE e AGCOM, nonché le assegnazioni già avvenute o in via di definizione negli altri paesi dell’Unione (LA SCHEDA), si ritiene che la prossima procedura di assegnazione possa riguardare lo spettro a 700 MHz, le frequenze a 2300-2400 MHz ed una parte consistente della banda compresa tra i 3400 MHz e i 3800 MHz. Le principali caratteristiche di ciascuna di queste frequenze sono riassunte nella seguente tabella:

 

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Spettro
Larghezza di banda e modalità trasmissiva
Possibili impieghi delle frequenze
700 MHz
60 MHz FDD[1] +
20 MHz SDL[2]
Tale banda, attualmente impiegata da alcuni broadcaster per la diffusione del segnale digitale terrestre e difficilmente disponibile prima del 2022, risulta particolarmente efficace per la realizzazione di coperture radio geografiche e potrebbe essere impiegata da un soggetto nuovo entrante per accelerare il dispiegamento della propria rete.In aggiunta, le caratteristiche di propagazione di tale spettro rendono queste risorse appetibili anche per la realizzazione di servizi in ambito Internet of Things.
2300 MHz – 2400 MHz
100 MHz TDD[3]
Le frequenze potranno essere impiegate per densificare le reti di accesso nelle aree urbane o per realizzare coperture nelle aree suburbane e rurali. L’utilizzo di tale spettro è soggetto all’adozione di meccanismi di condivisione delle frequenze di tipo “LicensedShared Access” (LSA) che prevedono il rispetto di determinate condizioni (aree interdette, limiti di potenza, ecc.) al fine di tutelare i sistemi degli utilizzatori incumbent.
3400 MHz – 3800 MHz
400 MHz[4]TDD
La banda potrà assumere un ruolo chiave nell’introduzione del 5G negli ambiti urbani densamente popolati, poiché adatta alla realizzazione di coperture sia tramite small cell, che tramite sistemi multi antenna di tipo “Massive MIMO”. Tale spettro può essere inoltre utilizzato per realizzare coperture radio geografiche in ambienti rurali, sia con tecnologie mobili che di tipo fisso wireless.

 

Il bagaglio di conoscenza acquisito tramite le attività condotte da AGCOM e MiSE, sia di indagine che sperimentali, potrà costituire una solida base su cui costruire una procedura di assegnazione che consenta l’avvio in tempi rapidi della realizzazione delle reti 5G. Contezza degli investimenti necessari e presenza di un framework regolamentare chiaro ed esaustivo sono elementi fondamentali affinché gli operatori possano procedere ad una pianificazione del dispiegamento delle nuove infrastrutture, così da traguardare l’obiettivo di attivare le prime reti 5G nel biennio 2020 – 2021. Inoltre, la procedura di gara dovrà tenere in considerazione le peculiarità tecnologiche delle reti 5G e assicurare l’impiego efficiente delle risorse spettrali concesse, garantendo al contempo la competizione nel settore e la tutela degli investimenti pregressi nelle bande oggetto di assegnazione.

Dal punto di vista tecnologico, le reti di quinta generazione comporteranno la definizione di nuovi modelli di sviluppo delle infrastrutture facenti leva sull’implementazione software delle funzionalità di rete e sul dispiegamento massivo di small cell, caratterizzate da antenne a bassa potenza integrate negli arredi urbani. Allo stesso modo, la flessibilità nell’impiego delle risorse favorirà la nascita di nuovi modelli di servizio e quindi l’ingresso nel mercato di nuovi player. Sarà dunque importante definire regole di gara che non presentino barriere all’ingresso di potenziali nuovi entranti. In tal senso, si ritiene che la definizione della dimensione dei lotti minimi e dell’estensione delle aree oggetto di assegnazione debba contemplare una granularità sufficiente a consentire la partecipazione di playerinteressati solo aspecifiche porzioni di spettro, anche all’interno di determinate aree geografiche. In questa direzione si sono mossi i regolatori di Irlanda, UK e Germania. Infatti la gara per l’assegnazione della banda 3400 – 3800 MHz conclusasi a maggio in Irlanda ha previsto l’assegnazione di lotti a partire da 5MHz, in 9 distinte aree geografiche, permettendo così l’ingresso nel mercato del nuovo entrante Airspan. Anche le Autorità di Germania e Regno Unito adotteranno un approccio simile nell’assegnazione della banda 3400 – 3800 MHz, mettendo a gara lotti di ampiezze rispettivamente pari a 10 MHz e 5 MHz, aggiudicabili su base regionale.

Occorre inoltre considerare che l’eterogeneità delle risorse spettrali che potrebbero essere messe a gara impone l’elaborazione di un impianto regolamentare in grado di garantire la massima efficienza nell’utilizzo delle frequenze. Gli strumenti a disposizione del regolatore per perseguire tale obiettivo includono la promozione di meccanismi di condivisione geografica “orizzontale” delle frequenze, quali ad esempio quelli basati su schemi LSA, così come i meccanismi di condivisione “verticale” dello spettro basati su modelli di sharing attivo consolidati come MOCN o MORAN[5], o su nuovi paradigmi basati su Network Slicing che potranno affermarsi nei prossimi anni. L’impiego efficiente delle frequenze potrà inoltre essere tutelato tramite la definizione di opportuni obblighi di copertura, da ritagliare intorno alle specifiche caratteristiche delle frequenze.

Le nuovi assegnazioni potranno inoltre comportare implicazioni sull’assetto del mercato tali da imporre un’attenta valutazione degli aspetti legati alla competizione. Sarà infatti di primaria importanza prevenire eventuali strategie di accaparramento delle risorse, evitando quindi sbarramenti all’ingresso di nuovi soggetti. A tal scopo, il regolatore potrà, come già accaduto in passato, inserire opportuni meccanismi di capping, ovvero definire un limite massimo alla quantità di risorse spettrali che ogni aggiudicatario potrà assicurarsi. Accorgimenti di questo tipo nell’assegnazione delle frequenze 3400 – 3800 MHz sono stati definiti ad esempio dalle autorità di Irlanda, Repubblica Ceca e UK. In particolare il regolatore Ceco ha previsto l’adozione di limitazioni differenziate tra nuovi entranti e operatori preesistenti, rispettivamente pari a 80 MHz e 40 MHz, favorendo così l’ingresso nel mercato dei nuovi soggetti Nordic Telecom 5G e PODA.

In aggiunta, al fine di promuovere lo sviluppo infrastrutturale e sfruttare l’assegnazione delle nuove frequenze per dare una spinta innovativa all’intero settore, i criteri di aggiudicazione dei lotti messi a gara non dovrebbero basarsi su metriche meramente economiche, ma potrebbero prevedere meccanismi atti a premiare proposte industriali che mirino all’infrastrutturazione del Paese e allo sviluppo di nuove tecnologie e servizi.

In conclusione, si ritiene che lo sviluppo delle reti di quinta generazione e dell’ecosistema a queste legato rappresenti un’opportunità unica per il Paese, che dovrà essere pienamente colta per assumere una posizione di leadership nel processo di digital transformation. L’ottimo percorso intrapreso con l’avvio dei progetti sperimentali 5G potrà essere confermato dalla definizione di procedure di gara per l’assegnazione delle nuove frequenze che siano caratterizzate da una visione strategica di sistema, tale da fornire una spinta innovativa al settore e promuovere la rapida realizzazione delle nuove reti 5G.

Questo articolo fa parte di un progetto di informazione che la nostra testata sta curando, sul destino delle frequenze per 5G e FWB, con l’aiuto dei nostri partner Fastweb e Tiscali.

[1]FrequencyDivision Duplexing, implica l’impiego di frequenze separate per le trasmissioni in Uplink e Downlink
[2]Supplemental Down-Link, implica l’impiego della risorsa per le sole trasmissioni Downlink
[3] Time Division Duplexing, implica l’impiego di differenti intervalli di tempo per le trasmissioni in Uplink e Downlink utilizzando la medesima frequenza
[4] Al netto delle bande di guardia e delle porzioni di spettro che potrebbero rimanere nella disponibilità del Ministero della Difesa.
[5] MOCN e MORAN sono modelli standard per la condivisione degli apparati trasmissivi di una rete radiomobile. Tali meccanismi possono contemplare anche la condivisione dello spettro.

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