l'analisi I-COM

Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali

Qualsiasi governo arrivi dopo le elezioni del 25 settembre è bene si  ricordi che PNRR e altri fondi di derivazione comunitaria sono un’opportunità unica da non farsi sfuggire per mettersi alla pari con gli stati europei tecnologicamente più avanzati. Le sfide, i target da non mancare, il confronto con la Spagna

03 Ago 2022
Stefano da Empoli

presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com)

competenze digitali

Proprio nei giorni in cui la crisi politica stava inesorabilmente trascinando l’Italia verso le prime elezioni repubblicane autunnali e mentre, rispetto alle scadenze europee, l’attenzione dei più si concentrava sulla rata di fine anno del PNRR (21,8 miliardi di euro), tra Roma e Bruxelles si sono consumati senza grandi clamori mediatici due fatti probabilmente più rilevanti per gli scenari digitali del Paese.

Europa, dal DESI 2021 agli obiettivi per il 2030

Gli obiettivi digitali Ue al 2030 e i fondi di coesione 2021-2027

Il 14 luglio la Commissione europea ha salutato l’accordo politico raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio UE sul percorso per il decennio digitale, proposto da Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del settembre 2021. Se tutto filerà liscio, nei prossimi mesi la Commissione europea, di concerto con gli Stati Membri, elaborerà gli indicatori chiave di prestazione (ICP) che serviranno a misurare i progressi verso gli obiettivi al 2030 e, su queste basi, gli Stati Membri presenteranno la roadmap strategica con la traiettoria prevista per il raggiungimento dei target.

WHITEPAPER
Coinvolgi i tuoi dipendenti con una formazione che guardi alle loro esigenze, ecco come!
Risorse Umane/Organizzazione
Competenze Digitali

Insomma, se in passato il DESI, l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società elaborato annualmente dalla Commissione, poteva anche essere accolto con scetticismo e disinteresse, d’ora in poi, potenzialmente già dal 2023, sarà fonte di giudizi ben più rilevanti e conseguenti raccomandazioni formali da parte di Bruxelles.

Accanto al potenziale bastone, perlomeno verso i Paesi come l’Italia che si sono sempre trovati nelle retrovie del DESI, è nel frattempo arrivata anche la carota dell’accordo di partenariato firmato il 19 luglio a Roma tra la Commissaria europea Elisa Ferreira e la Ministra Mara Carfagna che sblocca i fondi per la coesione, rivolti in particolare alle Regioni meridionali. Si tratta di ben 42,7 miliardi di euro a valere sul bilancio UE 2021-2027, di cui 9,5 miliardi per ricerca, innovazione e digitale, ai quali va aggiunto il co-finanziamento nazionale.

Non tantissimi, apparentemente, rispetto a quelli stanziati per il PNRR (51 miliardi di euro complessivi per il digitale) ma occorre ricordare che si tratta esclusivamente di finanziamenti a fondo perduto, che dunque non vanno restituiti. E in più si concentrano sulle aree del Paese a maggior divario territoriale. Sommati dunque ai fondi PNRR potrebbero essere cruciali per far rimanere l’Italia in carreggiata nel percorso verso gli ambiziosi obiettivi al 2030.

PA, la vera transizione è culturale: sfide e obiettivi per il successo del PNRR

Le sfide del PNRR: le principali criticità per l’Italia e gli altri paesi del Sud Europa

Secondo un recente studio del network PromethEUs, coordinato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e del quale fanno parte anche il Real Instituto Elcano (Spagna), IOBE – Foundation for Economic and Industrial Research (Grecia) e l’Institute of Public Policy (Portogallo), lo schema nel quale si muovono i PNRR dei 4 Paesi, ai quali vanno 81 miliardi di euro, su un totale di 131,5 miliardi di euro allocati alla transizione digitale (dunque, ben il 61,6%), soffre di alcuni difetti di partenza, complice la fretta con il quale il dispositivo è stato approvato a livello comunitario. Con il rischio che finisca per essere soprattutto un’occasione persa per colmare il divario digitale con i Paesi dell’UE più avanzati e migliorare la vita e la produttività di cittadini e imprese.

La mancanza di coordinamento tra i vari programmi finanziati dall’Europa

Innanzitutto, manca, almeno ex ante, un vero coordinamento tra i vari programmi finanziati dall’Europa che insistono sulle stesse tematiche, così come tra i diversi Paesi su priorità strategiche individuate a livello europeo (in campo digitale, ad esempio l’intelligenza artificiale, la cybersecurity o la connettività). A questo proposito, non c’è stato modo di imporre una quota minima di progetti sovranazionali, che coinvolgessero più Stati Membri. Un aspetto giustamente enfatizzato dal percorso per il decennio digitale proposto dalla Commissione europea ma che ha visto i Paesi percettori dei fondi PNRR muoversi in ordine sparso. E in generale privilegiando una gestione esclusivamente nazionale dei progetti. Un’occasione almeno in parte persa per rafforzare sia dal lato della domanda che dell’offerta quel mercato unico che nel digitale (e non solo) stenta a decollare.

Più risorse agli investimenti e meno alle riforme

Un altro risultato emerso dall’analisi di benchmarking realizzata dai think tank affiliati a PromethEUs è che i PNRR, in generale, dedicano più risorse e meccanismi agli investimenti e meno alle riforme. Tutte le leve, i programmi e le componenti che riguardano la transizione digitale dovrebbero dare priorità alle riforme rispetto agli investimenti o, almeno, trovare tra le due un migliore equilibrio. Anche perché, per avere pienamente successo, la transizione digitale deve portare a un radicale cambiamento culturale e organizzativo. Gli investimenti certamente forniscono il carburante alla macchina ma se poi il modello dell’autovettura rimane lo stesso nulla o poco sarà cambiato dopo che il PNRR terminerà.

Frammentazione, colli di bottiglia procedurali e scarsità di competenze digitali

Un’ulteriore sfida che emerge dallo studio è quella collegata all’attuazione dei PNRR. Tra i principali fattori che potrebbero incidere sfavorevolmente, a cominciare dall’Italia, possono essere citati l’eccessiva frammentazione dei soggetti attuatori, i soliti colli di bottiglia procedurali (legati in particolare ad autorizzazioni e licenze) e la scarsità di competenze digitali. Per queste ultime incombe sulla pubblica amministrazione una sorta di paradosso del Comma 22. È tanto più urgente investire risorse per aumentare le competenze nelle amministrazioni pubbliche meno preparate per approntare programmi per farlo (al pari di altre policy digitali). A partire dalle amministrazioni territoriali. Per questo è indispensabile non solo un coordinamento ma anche un advisory da parte di soggetti esterni (vedi CDP) o, in alternativa, forme di gemellaggio con amministrazioni con maggiori competenze oppure, nei casi più gravi e più difficile da risolvere, occorrerebbe ricorrere all’esercizio di poteri sostitutivi.

Considerato che i fondi dei PNRR hanno un orientamento più basato sui risultati, a differenza dei tradizionali programmi europei, e che chi è ricorso ai prestiti, come l’Italia, dovrà un giorno restituirli, monitoraggio in tempo reale e valutazione ex post diventano strumenti essenziali di accountability.

Informazioni complete e chiare sui KPI

Per renderli possibili occorre però che gli Stati membri forniscano informazioni complete e chiare sui KPI (Key Performance Indicators) previsti dal regolamento che sovraintende al PNRR. Tuttavia, in Italia come altrove, non sempre i KPI sono stati concepiti come metriche che assicurano l’effettivo raggiungimento degli obiettivi identificati nei PNRR.

Il primo passo dovrebbe però essere quello di rendere davvero comparabili i piani, che risentono di organizzazione e livelli di trasparenza altamente eterogenei. Anche perché è proprio dal confronto che deriva la possibilità di imparare e migliorarsi. Senza sprecare la grande occasione che è stata data all’Italia e agli altri Paesi del Sud Europa.

AI e competenze digitali: il gap con la Spagna potrebbe aumentare

Proprio al confronto, almeno a grandi linee, in base agli elementi a disposizione, è bene rifarsi fin dalle fasi iniziali come queste. In particolare, a quello con la Spagna, tra i quattro considerati, sicuramente il Paese a noi più vicino per dimensione e ruolo. E che parte, tuttavia, da performance digitali decisamente migliori delle nostre (pur considerando il recupero dell’Italia negli ultimi anni, che ci fa stare nell’ultimo lustro nettamente in testa nella classifica degli overperforming countries, davanti a Germania e Irlanda).

L’edizione 2022 del DESI, pubblicata a fine luglio, vede la Spagna al settimo posto contro l’Italia al diciottesimo. Per intenderci, la Spagna non solo è il Paese dell’Europa del Sud che fa meglio (il Portogallo si piazza al quindicesimo posto, la Grecia al venticinquesimo) ma ha la classifica migliore tra i grandi Stati membri (la Francia e la Germania non vanno oltre il dodicesimo e il tredicesimo posto, rispettivamente).

Ebbene, se consideriamo che la Spagna ha scelto di accedere a molti meno fondi rispetto all’Italia, avendo rinunciato ai prestiti, che nel caso del nostro Paese pesano per circa il 64% delle risorse complessive provenienti dall’Europa, sui temi digitali il piano spagnolo spicca rispetto a quello italiano su almeno due aspetti tutt’altro che trascurabili.

In primo luogo, sfrutta il PNRR per rafforzare l’attuazione della Strategia nazionale sull’intelligenza artificiale. Alla quale, come nel caso italiano, è arrivata tardi, dopo che i piani degli Stati membri principali erano stati già pubblicati da alcuni anni. Ma mentre l’Italia nel novembre scorso ha varato un piano con orizzonte triennale, che non traguardava neppure il PNRR (per non dire il decennio digitale europeo), omettendo di dichiarare perfino il budget che vi avrebbe investito, la Spagna ha annunciato uno stanziamento monstre di 4,5 miliardi di euro, con 500 milioni di euro che si prevede arriveranno dal PNRR.

Da notare che, secondo gli indicatori DESI, per percentuale di imprese che utilizzano almeno una tecnologia AI, è vero che la Spagna non brilla al tredicesimo posto, ma l’Italia è solo sedicesima, dietro tutti i grandi Paesi.

Una parte di questo ritardo è senz’altro da attribuire a una carenza di competenze digitali (di base e specializzate). Da ricordare che, nella sezione del DESI che riguarda il capitale umano, la Spagna si classifica decima mentre l’Italia è al terzultimo posto (venticinquesima, davanti soltanto a Romania e Bulgaria).

Anche qui è tuttavia la Spagna a cogliere l’occasione del PNRR per attuare un “Piano nazionale per le competenze digitali”, finanziato con ben 3,6 miliardi di euro (una delle principali voci di spesa del piano spagnolo).

Come disegnare il futuro delle competenze digitali in Europa: le strategie delle coalizioni nazionali

Ai e competenze, l’Italia manca di una visione generale

Nel primo caso (intelligenza artificiale) come nel secondo (competenze digitali) sono previsti evidentemente dei progetti anche nel piano italiano, sia pure sembrerebbe di importo inferiore a quello spagnolo (tenendo conto anche della disparità di risorse potenziali).

Tuttavia, nel caso italiano manca palesemente su questi due temi così decisivi per una trasformazione digitale di successo una visione generale, che invece c’è in altri capitoli (si pensi soprattutto alla connettività ma anche alla strategia cloud per la PA). E, per rispondere a una delle potenziali critiche (contano le riforme almeno tanto quanto gli investimenti), una delle misure chiave della strategia spagnola, presentata nei mesi scorsi a Bruxelles, è quella di una sandbox regolatoria particolarmente estesa verso chi sviluppa tecnologie AI sul suolo spagnolo. Misura particolarmente amata da startup e imprese innovative. Anche qui, d’altronde, toccherebbe darsi una sveglia, visto che gli unicorni spagnoli, cioè le aziende che valgono almeno 1 miliardo di dollari, sono secondo il DESI più del doppio di quelli italiani (12 contro 5). Ma in questa classifica, come in altre, il Sud Europa è ancora molto indietro. Basti pensare che nel marzo del 2022, periodo al quale i dati della Commissione si riferiscono, la Germania poteva contare su 58 unicorni, la Francia su 35, la Svezia su 30 e l’Olanda su 24.

Conclusioni

Grazie al PNRR e considerando anche gli altri fondi a disposizione di derivazione comunitaria che sono almeno parzialmente destinati alla transizione digitale (da Digital Europe a Horizon Europe fino ai fondi per la coesione di cui il Sud Europa è il principale beneficiario, insieme all’Est), l’Italia, insieme a Spagna, Grecia e Portogallo, ha un’opportunità unica da non farsi sfuggire: quella di mettersi alla pari con gli stati europei tecnologicamente più avanzati.

Per tradurre in realtà queste premesse, non serve meramente spendere i soldi che si riceveranno. Specialmente in Italia (ma non solo), ci si concentra molto sul rispetto delle tabelle di marcia per ottenere i fondi e spenderli. Una giusta attenzione di partenza, vista la fatica con la quale tradizionalmente utilizziamo i fondi europei. Ma che riflette un’ambizione troppo limitata rispetto all’obiettivo finale, che deve essere soprattutto quello di far fare al Paese quel salto in avanti in termini di produttività, crescita e innovazione che solo con le nostre forze non si riuscirebbe a compiere.

Qualsiasi governo arrivi dopo le elezioni del 25 settembre è bene se ne ricordi. E provi a lavorare a testa bassa per raggiungere quelle ambizioni che un grande Paese come l’Italia è giusto che abbia. E coerentemente realizzi.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4