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Internet of things, l’utilità del 5G: verso nuovi modelli di business

Per le caratteristiche di connettività dei dispositivi, fino ad oggi la maggior parte dei sistemi di Internet of Things ha utilizzato la tecnologia 2G o al più il 3G. Ma presto, per i servizi avanzati, arriva il 5G. Vediamo le tecnologie abilitanti e i modelli di business

06 Nov 2018

Emilio Marchionna

Head of Architecture & Governance di Wind Tre


Al crescere della numerosità dei dispositivi (Massive IoT) e con l’introduzione di specifiche richieste in termini di bassa latenza, di alta disponibilità e di copertura (Critical IoT), l’Internet delle Cose (internet of things) avrà bisogno di beneficiare della nuova tecnologia 5G per erogare servizi avanzati.

Sappiamo che l’Internet of Things è la nuova e pervasiva frontiera di Internet che apre a innumerevoli soluzioni: dalle telecamere IP (IPCam), alle stazioni meteo domestiche online, elettrodomestici connessi agli smart meter, come i contatori smart.

L’IoT supporta sensori ubiqui di ogni genere, che forniscono grandi moli di dati ai sistemi in cloud, pronti ad essere elaborati con nuovi approcci Big Data e di intelligenza artificiale (AI), per applicazioni utili in vari contesti, come quello dei sistemi di e-health e delle smart grids per la gestione in tempo reale dei flussi di energia o, ad esempio, per l’automotive dove, in un futuro ormai prossimo, vedranno la luce veicoli a guida autonoma che comunicano tra loro (V2V, Veicle-to-Veicle) e con l’ambiente circostante (V2X, Veicle-to-anything).

Connettività dei dispositivi IoT, le caratteristiche

Ma che cosa caratterizza la connettività dei dispositivi IoT? Tipicamente, elementi comuni sono l’elevata numerosità dei devices, la piccola quantità di informazioni che ognuno di essi trasmette nell’unità di tempo, la necessità di un basso consumo energetico, per consentire lunga autonomia e, in alcuni casi, l’esigenza di bassissima latenza, si pensi alla comunicazione V2V/V2X in cui si devono prendere decisioni vitali per i veicoli in tempi molto rapidi sulla base delle informazioni ricevute.

Fino ad oggi la maggior parte dei sistemi di Internet of Things ha utilizzato la tecnologia 2G, che garantiva bassi costi e consumi energetici limitati, o al più il 3G per una migliore connettività dati.

Il passo successivo dell’evoluzione è il Narrowband IoT (NB-IoT) con tecnologia 4G, che garantisce miglior copertura, ottimizzazione dei dati trasmessi e anche bassi consumi energetici (oltre 10 anni di vita per le batterie) e, allo stesso tempo, costi più ridotti per l’operatore.

IoT e 5G: tecnologie abilitanti e modelli di business

Wind Tre, azienda guidata da Jeffrey Hedberg, ai vertici del mercato mobile in Italia e tra i principali operatori alternativi nel fisso, sta predisponendo le tecnologie abilitanti e sta valutando nuovi modelli di business. Infatti, la nostra azienda sta definendo come arricchire il tipico modello di ‘pipeline dati’, la semplice offerta di un servizio di trasporto dal device ad internet.

La grande sfida dei prossimi mesi sarà, quindi, da un lato lo sviluppo del mercato, per raggiungere i numerosi dispositivi in grado di consentire un adeguato utilizzo delle infrastrutture di rete, dall’altro, per un operatore come Wind Tre, la transizione dal classico modello network-centric a quello di service-oriented in vari scenari, da quello dello Smart Metering, a quello del Fleet ed Asset Tracking, passando per contesti più noti come quelli della Smart City e della Smart Home.

La nostra partecipazione ad alcuni rilevanti progetti di ricerca europei, tra cui 5GCity, ICT4CART ed NRG5, dimostra quanto l’azienda sia attivamente impegnata in questo percorso innovativo.

Infine, Wind Tre ha anche lavorato all’integrazione dei propri sistemi IT con la piattaforma IoT Smart Connectivity di Cisco Jasper per lanciare servizi innovativi nell’ambito dell’Internet of Things. Questa importante implementazione ha permesso all’azienda di ottenere ulteriori elementi di differenziazione nell’ambito dei Bandi di Gara emessi dai principali player nazionali.

IA e Innovazione

Analisti e innovation influencer sono concordi nel definire il 2018 l’anno dell’Intelligenza Artificiale.

In effetti, i dati oggettivi lo dimostrano: abbiamo analizzato l’andamento, a livello mondiale, dei finanziamenti per le startup ed è emerso chiaramente che il comparto dell’Intelligenza Artificiale sia stato quello con il maggior numero di startup finanziate nel corso del 2017, raggiungendo più del 10% del totale. Dal 2016-2017, si nota anche il concretizzarsi di innumerevoli soluzioni di Big Data, volte alla predisposizione dell’infrastruttura necessaria per l’intelligenza Artificiale. Nel corso di questo anno dovremmo assistere, inoltre, al proliferare sul mercato di algoritmi di Machine Learning, Predictive Analytics e Natural Language Programming.

Non a caso, le principali startup nell’Intelligenza Artificiale, nord-americane ed asiatiche, che hanno ricevuto importanti finanziamenti, sono aziende impegnate in ambiti come l’implementazione di Reti Neurali, i servizi di IA as-a-service, l’IA applicata all’e-learning, l’Autonomous navigation per interni, le soluzioni di deep learning, la robotica e la predictive analytics.

Queste tecnologie si stanno affermando sempre di più in vari ambiti, come quello degli Autonomous Vehicles, del Fintech, in particolare per criptovalute e blockchain, della cybersecurity, della robotica e nell’ambito biotecnologico e dell’health-care, senza dimenticare le soluzioni di cloud computing, i giochi e l’advertising.

Le opportunità dell’IA

L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale rappresenta, per un operatore come Wind Tre, una grande opportunità per diffondere nuove forme di servizi digitali, utili all’interno dell’azienda e per migliorare la customer experience offerta. Un valido esempio è il recente accordo con IBM Italia per lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale basate su IBM Watson e IBM Cloud. In particolare, un innovativo operatore virtuale, basato su IBM Watson, affiancherà gli addetti al customer care di Wind Tre nella gestione delle richieste telefoniche da parte dei clienti, consentendo maggiori efficienze e flessibilità. In generale, come ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale pensiamo anche a soluzioni di manutenzione predittiva sugli apparati di rete e dei numerosi sistemi IT, all’ottimizzazione dei servizi e dei canali offerti ai clienti, e alle valutazioni della “brand reputation”. Questi sono solo alcuni esempi d’uso delle nuove tecnologie, che possono aprire scenari “rivoluzionari” in diversi campi e rappresentare una prospettiva interessante per le realtà produttive di tutti i settori.

L’articolo è parte di un progetto di comunicazione editoriale che Agendadigitale.eu sta sviluppando con il partner Wind Tre

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