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Direttore responsabile Alessandro Longo

TELECOM ITALIA

Italia Connessa: banda ultra larga, Scuola, Sanità. Qual è lo spread tra le regioni?

di Nicola Barone, responsabile Progetti Speciali di Sviluppo Rete di Telecom Italia e Presidente Telecom Italia San Marino

17 Dic 2014

17 dicembre 2014

Ecco il check up regionali: permangono importanti differenze tra le regioni in alcuni ambiti e tende ad accentuarsi negli anni. Necessario un maggiore coordinamento tra i territori. E’ la lezione emersa in questa terza edizione dell’iniziativa Telecom

Diffondere la cultura dell’innovazione tra le amministrazioni locali e promuovere la digitalizzazione nel Paese favorendo la diffusione di servizi innovativi ai cittadini e alle imprese anche nelle realtà di medie dimensioni (Comuni di 15.000/50.000 abitanti).

E’ questo il senso dell’iniziativa Telecom Italia Italia Connessa, culminata nell’evento finale del 16 dicembre (quest’anno alla sua terza edizione). Vediamo quale lezione è emersa da questa edizione, in una fase in cui il digitale riceve riconoscimenti politici sempre più importanti, circa il suo ruolo nello sviluppo economico e sociale di ogni Paese. L’Agenda Digitale è ormai entrata nell’ambito delle politiche di ogni Paese. In Italia è stata da qualche mese consolidata una nuova governance, che deve affrontare le numerose sfide in atto, per cercare con urgenza di recuperare i ritardi che il Paese ha accumulato in questo campo negli ultimi anni.

Molte Regioni hanno già avviato iniziative importanti, ma il coinvolgimento dei Governi regionali deve essere ancora maggiore e deve puntare ad accelerare il processo di attuazione dell’Agenda Digitale sul territorio. La nuova programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020 rappresenta un’occasione che il Paese non può perdere. Il miglioramento della capacità di spesa di questi fondi diviene un obiettivo imprescindibile, una sfida che le Regioni, comprese le nuove giunte regionali che verranno elette nei prossimi mesi, devono raccogliere e vincere.

Le prime edizioni di “Italia Connessa – Agende Digitali Regionali” hanno suscitato un dibattito nei territori e sono state importanti perché hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza sui gap più rilevanti, che riguardano la cultura informatica della popolazione, l’utilizzo della rete, l’automazione dei servizi pubblici, gli investimenti delle imprese in ICT, la diffusione del commercio elettronico. Questa terza edizione consolida il ruolo di Italia Connessa come strumento di dialogo con il territorio, come punto di partenza di un percorso comune tra la domanda e l‘offerta, nell’ottica di contribuire tutti insieme allo sviluppo del Paese.

Italia Connessa diventa quindi sempre più sinonimo di Italia Competitiva.
Il 2014 è stato l’anno dell’avvio del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei. Terminato il ciclo 2007-2013, peraltro con risultati non brillanti dal punto di vista della capacità di spesa, il nuovo ciclo è iniziato con l’intenzione di sfruttare meglio le risorse europee, dati anche i vincoli del bilancio ordinario delle amministrazioni. Negli ultimi mesi le Regioni sono state pertanto impegnate in questo esercizio di programmazione, che pone le basi per la politica di innovazione dei territori e per l’Agenda Digitale dei prossimi anni. Peraltro la mancanza di un PON sulle tematiche dell’Agenda Digitale e il conferimento della quasi totalità dei fondi alle Regioni rende questo esercizio determinante per l’Agenda Digitale italiana nel suo complesso e per le Agende Digitali Regionali in particolare.

A livello nazionale (Fonte: Digital Agenda Scoreboard UE) tutti gli indicatori presenti nel rapporto evidenziano un miglioramento rispetto all’anno precedente (EoY ’13 vs EoY ’12), in particolare i miglioramenti più rilevanti sono relativi alla copertura UBB dove in un anno si è passati dal valore del 14% al valore del 21%, arrivando al  27% ad ottobre 2014(Fonte: dati TI). Anche i dati sulla % di popolazione che usa regolarmente internet, che usa i servizi di e-gov e che compra on-line sono migliorati (in un anno si è passati rispettivamente dal 53% al 56%, dal 19% al 21%  e dal 17% al 20%). La notizia meno positiva è che i GAP rispetto la media UE e verso i Target dell’ADE sono ancora rilevanti, indice di un ritardo che è ancora da colmare. Per dare un’idea più precisa di questi ritardi riportiamo il confronto di alcuni indicatori tra il dato della media nazionale a fine ‘12 e a fine ‘13, la media UE a fine ’13 ed il target ADE: 

Indicatori dell’Agenda Digitale Europea

Media Italia (EoY ‘12)

Media Italia (EoY ’13)

Media UE (EoY ’13)

Target ADE

Copertura Fast BB (>30Mbit/s)

14%

21%

62%

100% (al 2020)

% di Popolazione che usa internet regolarmente

53%

56%

72%

75% (al 2015)

% di Aziende che vendono on-line

4%

5%

14%

33% (al 2015)

% di Popolazione che compra on-line

17%

20%

47%

50% (al 2015)

% di Popolazione che usa l’e-Gov

19%

21%

41,5%

50% (al 2015)

La maggior parte delle risorse europee del prossimo settennato sono affidate, come già detto, alle Regioni, che quindi diventeranno le vere protagoniste dell’Agenda Digitale Italiana dei prossimi anni. Si rafforza quindi il loro ruolo di “cerniera” tra centro e periferia, tra governo e territorio, avendo da un lato il compito “top-down” di attuare l’Agenda Digitale Italiana sul territorio, dall’altro quello “bottom-up” di interpretare e rappresentare le esigenze dei cittadini, delle imprese, delle amministrazioni locali. Per questo motivo Telecom Italia intende supportare le Regioni nel loro percorso di costruzione delle Agende Digitali Regionali attraverso il Progetto Italia Connessa ed in particolare con la metodologia del check-up digitale, anche al fine di favorire la sincronizzazione delle Agende Digitali Regionali e di quella Nazionale.

Del resto (e il rapporto lo testimonia ampiamente) a livello regionale si presentano situazioni molto diverse. Ognuna di esse ha punti di forza e di debolezza specifici e vocazioni “territoriali” molto differenti, che sono il risultato da un lato dalla diversità di alcune condizioni di partenza (es. l’età media più o meno avanzata, la composizione del nucleo familiare o il reddito medio influiscono molto sui tassi di adozione delle varie innovazioni tecnologiche, così come la frammentazione dei piccoli comuni condiziona la capacità di innovazione del sistema amministrativo locale nel suo complesso), dall’altro delle politiche di innovazione e delle scelte di priorità e di allocazione dei fondi che le Amministrazioni hanno adottato negli ultimi anni.

L’analisi degli spread degli indicatori a livello regionale rappresenta quanto la situazione sia disuniforme. 

Per le coperture BB Base (ADSL – Fonte: dati TI) lo spread regionale è ormai molto ridotto e si va dal valore massimo del 100%  di copertura lorda sulla popolazione delle Regioni che hanno eliminato il Digital Divide di base, in linea con il target dell’Agenda Digitale Europea che prevedeva la chiusura completa entro il 2013 (Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Valle D’Aosta e Puglia), al valore minimo della Regione Molise che ha ancora una copertura ADSL di base pari all’88%, con un ritardo ormai residuale.

Diversa è la situazione relativa alle coperture UBB (VDSL), dove il valore nazionale è ancora relativamente basso e dove lo spread regionale è ancora sensibile (la Regione più avanti è il Lazio con un valore di copertura pari al 41%, mentre le Regioni più indietro sono il Molise e la Valle D’Aosta con un valore pari a 0 – Fonte: dati TI).

Per le coperture UBB Mobile (LTE) la situazione (riferita a Telecom Italia) è molto in evoluzione per effetto dei Piani di Copertura e fotografa una situazione che a EoY’12 vedeva un valore nazionale pari al 32% della popolazione e che a Set ’14 vede un valore nazionale pari al 72 %, con uno spread ampio tra il valore massimo del Lazio (83%) e il minimo della Basilicata (22%). Ad Ott ’14 la copertura è arrivata al 74%. (Fonte: dati TI).

Nella Sanità ci sono Regioni molto avanti nel percorso di digitalizzazione dei servizi (Emilia Romagna, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta) con il 100% delle ASL/AO che forniscono il servizio di ritiro dei Referti on-line e altre Regioni (Sicilia, Puglia, Molise,..) che ancora devono partire.

Nella Scuola ci sono Regioni molto avanti nella disponibilità di PC per Studente (Provincia Autonoma di Trento con 4,9 studenti/PC) e nei Laboratori Connessi (Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Basilicata e Marche con l’84% di Laboratori Connessi) così come nelle comunicazioni on-line scuola-famiglia (Marche, Umbria ed Emilia Romagna rispettivamente con il 73%, 66% ed il 63% di scuole che hanno già adottato sistemi di Comunicazione on line scuola-famiglia), a fronte di altre Regioni che presentano i valori inferiori (il Lazio con 10 studenti/PC, la Calabria con il 70% di laboratori connessi e con il 39% di scuole che hanno un sistema di comunicazioni on-line scuola-famiglia).

Il divario di innovazione tra i vari territori rimane quindi elevato, e tende ad accentuarsi negli anni. Se quindi il livello regionale rimane essenziale per l’attuazione delle politiche, tuttavia il persistere di un forte divario territoriale deve spingere ad un maggiore coordinamento tra le Regioni (anche attraverso un ruolo più incisivo degli organismi centrali), all’individuazione di modelli replicabili e al trasferimento delle buone pratiche.

La terza edizione del Libro Bianco “Italia Connessa – Agende Digitali Regionali” intende proporsi proprio come strumento a supporto dei processi sopra descritti, proseguendo nell’iniziativa di fornire una fotografia dell’attuazione dell’Agenda Digitale a livello locale.

I piani di sviluppo delle reti di nuova generazione, sia di Telecom Italia che degli altri operatori sono concentrati principalmente sulle città medio-grandi, le cui dimensioni prospettano una maggior concentrazione della domanda di nuovi servizi e costi unitari di investimento minori grazie alle economie di scala offerte dalla densità abitativa.  Telecom Italia ritiene tuttavia che sia possibile innescare condizioni favorevoli alla realizzazione di nuove reti anche in città di minore dimensione, operando sulla riduzione dei costi di installazione e sullo sviluppo di nuovi servizi digitali per la comunità.

Il Contest Italia Connessa ’14 consiste in un concorso di proposte, idee ed iniziative rivolto ai comuni italiani di medie dimensioni, con popolazione compresa tra i 15.000 e 50.000 abitanti, aventi come oggetto:

– Le modalità con cui si intende semplificare e favorire lo sviluppo delle nuove infrastrutture NGN;

– Il Piano di Sviluppo Digitale del territorio, inteso come un insieme di iniziative finalizzate alla diffusione dell’uso di servizi digitali da parte di cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni in coerenza con gli obiettivi delle Agende Digitali Nazionale ed Europea, valorizzando le specificità del territorio.

A conclusione del contest, il comune che avrà presentato il Piano di Sviluppo Digitale più convincente e concreto e che darà la maggiore disponibilità a facilitare la realizzazione delle infrastrutture, beneficerà dello sviluppo e realizzazione dell’infrastruttura NGN fissa e mobile nel territorio del Comune da parte di Telecom Italia, che ne sosterrà completamente le spese e ne gestirà la messa in atto.

Il Contest del 2014 è stato vinto dal Comune di Capannori, premiato ieri per il migliore piano di sviluppo digitale, in occasione dell’evento di presentazione del terzo rapporto “Italia Connessa”.
Il comune in provincia di Lucca ha presentato il programma di digitalizzazione del territorio più innovativo e concreto tra gli oltre 100 comuni italiani di medie dimensioni a cui era rivolta l’iniziativa.
Grazie a questo riconoscimento, Telecom Italia realizzerà nel territorio di Capannori tutte le infrastrutture ultrabroadband fisse (NGN) e mobili di ultima generazione (4G Plus), in anticipo rispetto ai propri piani di sviluppo.

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