modelli di business

La trasformazione “data driven” delle telco: il cloud elemento chiave

L’analisi dei dati è un elemento chiave nella trasformazione digitale delle telco. L’infrastruttura dati esistente in molti casi non è però adeguata a tale obiettivo mentre il cloud ha dimostrato di essere un abilitatore chiave per implementare una trasformazione “data driven” di successo

Pubblicato il 12 Apr 2023

Luca Quattropani

Telco Media and Technologies Director di Capgemini Italia

telco smartphone

L’evoluzione tecnologica avvenuta nell’ultimo decennio ha spinto gli operatori Telco a rivoluzionare la propria offerta verso nuovi modelli di business e fondati anche su un arricchimento continuo con nuovi contenuti.

Gli attuali servizi innovativi delle telco

Oggi, gli operatori Telco sono in grado di offrire servizi di:

controllo remoto, videosorveglianza e linee di produzione robotizzate a basso costo operativo per Smart Factories altamente automatizzate.

servizi di analisi ed eventuali correzioni real-time tramite l’utilizzo di reti 5G private per i centri di distribuzione, porti, giacimenti petroliferi, miniere, depositi chimici.

manutenzione predittiva/preventiva tramite l’utilizzo di reti di sensori su larga scala.

realtà aumentata/realtà virtuale (AR/VR) o operazioni remote abilitate al metaverso ed orientate al monitoraggio ed alla formazione.

telemedicina, sfruttando la bassa latenza delle reti wireless che consente di effettuare interventi chirurgici da remoto e di abilitare soluzioni di remote monitoring & remote diagnostic

L’abilitazione di tali servizi richiede però, da parte degli operatori, ingenti investimenti per la necessaria trasformazione delle infrastrutture che devono mettere a disposizione una larghezza di banda sempre più elevata e consentire un accesso alle informazioni in bassa latenza in linea con le esigenze dell’ecosistema applicativo della digital connected economy . D’altro canto, tali investimenti devono anche essere sostenibili finanziariamente. In tal senso, la trasformazione potrà avvenire solo se gli use cases abilitati dei nuovi modelli di rete saranno riconosciuti ed adottati dal mercato ed i costi di gestione delle nuove piattaforme risulteranno inferiori rispetto agli scenari legacy di partenza.

Le scelte tecnologiche delle telco

Quanto detto rappresenta un elemento chiave per le società di telecomunicazioni che abbiano deciso di trasformare le loro architetture attraverso l’utilizzo del cloud, dovendo anche coniugare l’innovazione con una forte esigenza di riduzione delle spese sia CAPEX che OPEX. Ma quali sono quindi le scelte tecnologiche adottate in questo ambito dagli operatori?

Virtualizzazione

La “virtualizzazione” delle funzioni di rete – implementare funzioni di rete in forma software, anziché tramite apparati fisici dedicati – che è in molti casi il punto di partenza per la trasformazione telco cloud, è già in corso da diversi anni. Le funzioni di rete virtualizzate (VNF) facilitano la ‘programmabilità’ delle reti telco e consentono un uso efficiente delle risorse informatiche. L’implementazione “cloud native” delle funzioni di rete promette di aumentare ancora tali vantaggi, anche grazie alla possibilità di “containerizzazione” delle risorse gestite.

Funzioni di rete containerizzate

Le funzioni di rete containerizzate (CNF) sono funzioni di rete che possono essere impacchettate insieme con tutti i programmi di cui hanno bisogno in una forma che ne consenta l’esecuzione su qualsiasi infrastruttura, rendendole dunque “hardware agnostic”. Inoltre, i CNF facilitano l’utilizzo di hardware cloud standardizzato e di software personalizzato, aperto allo sviluppo di una rete più ampia di partner e vendor, riducendo le necessità di risorse sia storage che compute ed evitando rischi di vendor lock-in.

La facilità di scaling delle risorse cloud aumenta rapidamente la capacità della rete di servire nuove aere geografiche e/o clienti. È fondamentale per gli operatori “greenfield”, in termini di acquisizione di quote di mercato, nonché per quelli “brownfield” per migrare i propri clienti sui nuovi servizi in cloud. Inoltre, lo scaling automatico, consentendo il cambio di stato dinamico delle risorse di rete da inattive ad online su base necessità, può abilitare un uso più efficiente delle risorse di rete, abbassando i consumi di energia e quindi riducendo il carbon footprint a carico dell’operatore.

Le architetture a microservizi

L’adozione di un modello cloud native abilita gli sviluppi di applicazioni su architetture a microservizi: con un’architettura basata su microservizi, un’applicazione è realizzata da componenti indipendenti che eseguono ciascun processo applicativo come un servizio. Tali servizi comunicano attraverso un’interfaccia ben definita, standard ed aperta, che utilizza API leggere. Ogni servizio esegue una sola funzione. Poiché viene eseguito in modo indipendente secondo una logica “loosely coupling”, ciascun servizio può essere aggiornato, distribuito e ridimensionato per rispondere alla richiesta di funzioni specifiche di un’applicazione. Questi servizi possono essere sviluppati e distribuiti indipendentemente da altri servizi, consentendo inoltre modifiche facilmente isolabili dall’applicazione nel suo complesso. Il ricorso ad architetture a microservizi consente sia lo sviluppo molto più rapido di nuove funzionalità e servizi che l’incapsulamento di funzionalità legacy considerate mission-critical o differenzianti all’interno di componenti standard facilmente integrabili nel contesto applicativo di riferimento, con conseguente abbattimento del time to market.

Mediante le API (Application Programming Interfaces) si possono esporre in modo semplice, monitorato e strutturato, le capability di rete, offrendo un accesso diretto a terze parti, sia rete di partner che community di sviluppatori, in modo molto più standard ed aperto di quanto fosse possibile fare solo tramite VNF.

Gli ostacoli da superare

Tuttavia, ci sono ancora alcuni ostacoli significativi da superare quali l’implementazione di modelli efficaci e riconosciuti di monetizzazione dei servizi 5G ad imprese e consumatori finali e inoltre, non sempre i data center remoti riescono a gestire quelle applicazioni che hanno la necessità di essere ultra affidabili ed a bassissima latenza. In questi casi, la rete è obbligata a fornire i servizi da una posizione più vicina al cliente. Ciò comporterà, oltre ad una differente trasformazione della tecnologica, anche una modifica del modello operativo per l’erogazione di servizi edge.

Oltre a quanto attiene l’evoluzione dell’infrastruttura di rete e di servizio verso il cloud, la strategia di “move to cloud” dei telco providers è sostenuta da ragioni ancora più ampie: essi infatti sono tra i più grandi produttori e consumatori di dati nel mondo. Detengono quantità impressionanti di informazioni sui propri clienti, sui loro comportamenti, esperienze e preferenze, così come sulle reti stesse, i servizi erogati e le infrastrutture utilizzate per fornire tali esperienze.

L’analisi dei dati è un elemento chiave nella trasformazione digitale dei telco operator in quanto consente di prendere decisioni più efficaci basate su un livello superiore di automazione, rendendo il modello organizzativo ed operazionale più intelligente. L’infrastruttura dati esistente in molti telco non è però adeguata a tale obiettivo mentre il cloud ha dimostrato di essere un abilitatore chiave per implementare una trasformazione “data driven” di successo, che metta a valore grandi volumi di dati di elevata complessità.

Comunque, qualsiasi strategia di transizione al telco cloud, deve essere obbligatoriamente accompagnata da una radicale trasformazione culturale dell’organizzazione, del modello operativo e del modello di controllo finanziario dei progetti.

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