reti mobili next gen

L’open source dal 5G al 6G: tutti i nodi da sciogliere

L’approccio open source sembra essere cavalcato dai sostenitori di un 5G “sicuro”, che prescinda da problematiche geopolitiche e da produttori “closed”, ma l’atteggiamento relativo al 6G sembra comunque riaffermare una deriva “chiusa”, quanto meno nella partenza della tecnologia. Lo stato dell’arte e i possibili sviluppi

Pubblicato il 28 Mag 2021

Lorenzo Damiano

Analista Hermes Bay

Luisa Franchina

Presidente Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche

Lorenzo Toccaceli

Analyst Hermesbay

bando 5G

Le reti 5G fanno largo uso di tecnologie open source sia per gli apparati hardware, come nel caso delle Radio Access Network, che per la softwarizzazione generale dell’architettura di rete, come nel caso del network slicing, con importanti ricadute in termini di interoperabilità e sicurezza. Tali conquiste rischiano però di essere messe in discussione per via dell’approccio opposto adottato da alcuni stati per le reti 6G attualmente in fase di ricerca.

Il 5G e l’open source

Finora, le reti cellulari tradizionali sono state caratterizzate da un’infrastruttura fissa e monolitica legata a singoli operatori, in ossequio all’approccio “closed source” dominante. Come risultato, ogni operatore era legato all’utilizzo degli apparati fisici di un singolo fornitore, rendendo impossibile qualsivoglia tipo di interoperabilità. Invece, una delle maggiori innovazioni date dall’implementazione delle reti 5G è proprio l’adozione di un approccio “open source”, più appropriato alle sfide e opportunità offerta dalle reti di nuova generazione sia per l’hardware che, soprattutto, per il software. Le specifiche caratteristiche del 5G impongono la necessità di avere un controllo completo sulla grande quantità di risorse disponibili, di adattare i parametri alle condizioni e ai requisiti del traffico in tempo reale, nonché di gestire e implementare in maniera efficace le nuove tecnologie di cui la rete è portatrice.

Un numero crescente di organismi di standardizzazione e coalizioni industriali hanno riconosciuto nel software, nella virtualizzazione e nella disaggregazione delle funzionalità di rete i fattori chiave del necessario passaggio ad una maggiore flessibilità. Guidando l’innovazione tecnologica in questa direzione, diversi progetti e alleanze basati su software 5G hanno abbracciato l’approccio open source, rendendo disponibili nuove librerie e framework per la comunità (https://open5g.info).

Open Radio Access Network (RAN)

Per quanto riguarda gli apparati di rete, l’implementazione dell’approccio open source si traduce, ad esempio, in un’apertura del sistema delle Radio Access Network (RAN) verso un approccio “Open”. Fino all’arrivo del 5G, infatti, gli apparati terminali delle reti mobili che mettono in comunicazione i dispositivi personali con la rete dell’operatore prescelto erano legati a un singolo fornitore, impedendo quindi di utilizzare apparati di diversa origine in contemporanea. Ciò comporta non solo l’assenza di interoperabilità, ma anche una maggiore esposizione a rischi della supply chain. Difatti, in caso di guasto o inaffidabilità di un singolo fornitore, si è solitamente costretti a rivolgersi a quest’ultimo per le necessarie riparazioni, oppure, specialmente per questioni di sicurezza nazionale laddove l’operatore venisse posto in blacklist o venissero scoperte backdoor o simili, sostituire completamente gli apparati. Con l’avvento del nuovo approccio open source alla base della piattaforma 5G, la Radio Access Network sarà costituita da apparati hardware generici suddivisi in segmenti con diverse funzionalità in grado di comunicare tra loro con un alto livello di interoperabilità, liberando così gli operatori dall’essere legati a un singolo fornitore. Ciò avrà ovvie ricadute positive nel mitigare i rischi della supply chain e nell’incentivare i venditori di infrastrutture di rete a garantire un alto livello di sicurezza ed efficienza di apparati che potrebbero essere ora agevolmente sostituiti in caso di mancanze.

Al fine di catalizzare tale processo di apertura, nel 2018 è stata fondata la “O-RAN Alliance” (https://www.o-ran.org) da parte di alcuni dei maggiori provider e fornitori di rete al fine di spingere l’industria verso reti mobili più intelligenti, aperte, virtualizzate e completamente interoperabili. La nostrana TIM, che figura tra i membri del progetto, proprio nei giorni scorsi ha avviato il programma di sviluppo di Open RAN in Italia attuando una prima fase di test in cui implementerà la separazione degli apparati fisici dalle logiche classiche di chiusura.

Softwarizzazione: il network slicing

Per ciò che concerne la virtualizzazione degli apparati di rete e il trasferimento delle funzioni in capo al software piuttosto che all’hardware (c.d. softwarizzazione), il network slicing è uno dei migliori esempi dei benefici in termini di efficienza e sicurezza per operatori, clienti e utenti finali.

Diverse funzioni della rete 5G, piuttosto che essere affidate ad apparati hardware specifici, sono realizzate e distribuite via software, garantendo una flessibilità senza precedenti sia in termine di gestione della rete che di adattamento a bisogni in tempo reale, nonché di aggiornamento della stessa.

Sfruttando tali caratteristiche, il network slicing permetterà agli operatori di rete di fornire ai propri clienti un servizio costruito ad hoc per le loro esigenze, in grado di creare nuove opportunità di business sia nel mercato consumer che in quello imprenditoriale. Nello specifico, come suggerisce il nome stesso, consiste nella divisione delle varie componenti della rete in “fette”, ovvero in porzioni di rete separate, adattabili e configurabili per rispondere a specifici requisiti in termini di banda, latenza e sicurezza. Ad esempio, in uno stesso ambiente si potrebbe prevedere la configurazione di porzioni di rete separate a seconda della specifica destinazione d’uso. Alcuni clienti potrebbero privilegiare una bassa latenza rispetto a un’alta velocità o viceversa, o ancora richiedere entrambe le caratteristiche ai massimi livelli. Ciò permetterebbe non solo di fornire soluzioni dedicate senza spese ulteriori o la necessità di separare fisicamente le diverse porzioni di rete, ma anche di tenere separate strutture che richiedono standard di sicurezza diversificati, evitando pericolose commistioni. In pratica, si adotterebbe la logica comunemente utilizzata per il mondo server e infrastrutture di cloud computing: invece di approntare diverse macchine per operazioni specifiche, con i relativi costi di creazione e gestione, si è soliti usare macchine virtuali specializzate create all’interno di un’unica macchina fisica.

Il 6G in bilico tra closed e open source

L’approccio open source, che come visto è alla base della filosofia del 5G, diverrà fondamentale anche per le reti di sesta generazione che, seppur lungi dall’effettiva implementazione, sono già in fase di studio da parte delle maggiori potenze mondiali. Oltre a migliorare ulteriormente le capacità in termini di banda e latenza, sarà necessario sviluppare un’architettura di rete che riesca a gestire, smistare e organizzare efficacemente flussi di dati di diversa origine che incrementeranno massicciamente con l’uso intensivo di dispositivi Iot o automotive sempre connessi.

In ambito europeo, il progetto di ricerca Hexa-X, guidato da Nokia ed Ericsson in collaborazione con la Commissione Europea, punta ad affrontare, da qui al 2023, 6 sfide ritenute fondamentali per delineare la nuova architettura:

  • Connettere l’intelligence: fornire un framework per supportare, migliorare e consentire un controllo affidabile in tempo reale sull’uso dell’IA e del Machine Learning con integrazione del fattore umano.
  • Rete di reti: aggregare e integrare ecosistemi digitali eterogenei in un’unica realtà.
  • Sostenibilità: diminuire l’impronta ecologica delle infrastrutture digitali.
  • Copertura del servizio globale: ridurre il digital divide con la connessione di aree remote.
  • Esperienza estrema: aumento della velocità da Gbps a Tbps, latenza impercettibile, capacità virtualmente infinita e localizzazione precisa.
  • Affidabilità: confidenzialità, integrità delle comunicazioni end-to-end e garanzia sulla riservatezza dei dati, la resilienza operativa e la sicurezza.

D’altra parte, anche la Cina non è restata a guardare, formulando il 9 marzo scorso il suo quattordicesimo piano quinquennale per lo sviluppo economico (2021-2025) in cui lo sviluppo del 6G assume una posizione di rilievo, considerata come un veicolo di incremento per lo sviluppo economico e industriale del paese. Dopo il lancio del primo satellite di test per il 6G dello scorso anno, Huawei pare proseguirà con altri lanci previsti per luglio, chiaro segnale della spinta che intende imprimere il Governo di appartenenza. Nello stabilire le linee guida di ricerca, il colosso cinese ha anche presentato una proposta più ampia di ridefinizione della rete internet, denominata “New IP” che mira alla creazione di una “sicurezza intrinseca” del web, per la cui implementazione gli utenti saranno obbligati a registrarsi per poter accedere alla rete. La proposta, che verrà formalmente valutata dall’ITU solo a febbraio 2022, permetterebbe alle autorità di interrompere in qualsiasi momento l’accesso a internet di ogni utente ampliando così il loro potere di censura.

Conclusioni

L’approccio open source sembra essere cavalcato dai sostenitori di un 5G “sicuro”, che prescinda da problematiche geopolitiche e da produttori “closed”. Negli organismi sovranazionali di studio e standardizzazione delle tecniche open source sono presenti tutti i Paesi del mondo, dall’estremo Oriente all’estremo Occidente e questo rende le tecnologie OS “pan-statuali”.

Quest’ultima considerazione ha generato commenti preoccupati da parte degli Stati Uniti che vedono uno specchio per le allodole negli approcci OS che vedono numerosissimi rappresentanti di Huawei e di altre Aziende cinesi presenti negli organismi di standardizzazione.

L’atteggiamento relativo al 6G da parte di Huawei sembra comunque riaffermare una deriva “chiusa”, quanto meno nella partenza della tecnologia, come sempre d’altra parte per poter occupare posizioni di mercato e per orientare lo standard brevettando soluzioni che diventano stato dell’arte.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati