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big data

Mobilità sostenibile, risparmiare con l’aiuto dei dati: il caso Opticities

di Cristina Pronello, Sorbonne Universités, UTC Mobilité Intelligente et Dynamiques Territoriales e Marina Dragonieri, CSI Piemonte

16 Feb 2017

16 febbraio 2017

Strumenti e tecnologie avanzate, già disponibili a costi molto contenuti, consentirebbero notevoli risparmi di risorse e di tempo. È compito delle Pubbliche Amministrazioni regionali e nazionali coglierne le potenzialità di innovazione e praticare azioni di coordinamento in un’ottica collaborativa con gli enti locali

Le tendenze evolutive degli ultimi decenni pongono le città sempre più al centro nella sfida verso una mobilità di persone e merci che risulti sostenibile dal punto di vista sociale, economico ed ambientale. Secondo il 13esimo Rapporto ISFORT sulla mobilità in Italia, i 2/3 degli spostamenti degli italiani non superano i 10 chilometri.

Le politiche europee evidenziano quanto sia importante intervenire puntando sui modi dolci (piedi e bici), sul trasporto pubblico, sulle nuove forme di mobilità condivisa, sugli scambi tra le diverse modalità di trasporto oltre che sulle tecnologie per motori puliti. E per intervenire su questi fronti sono necessarie svariate tipologie di informazioni, possibilmente geo-riferite ed in tempo reale, sia per fornire al cittadino indicazioni sui servizi di trasporto esistenti, sia per supportare gli amministratori nella pianificazione e nella richiesta di fondi regionali, ministeriali ed europei.

Però, per le pubbliche amministrazioni, e soprattutto per i Comuni, l’accesso alle informazioni di interesse è un percorso faticoso e che spesso porta ad avere dati che diventano presto obsoleti, di cui non è chiaro il significato o in un formato di difficile utilizzo.

A parte le note difficoltà nel reperire dati sulle effettive esigenze di spostamento dei cittadini, anche l’accesso ai dati sull’offerta di trasporto risulta una vera sfida, dato l’alto numero di attori pubblici e privati che ruotano attorno al trasporto pubblico locale, alle nuove forme di mobilità condivisa come il bike sharing, il car sharing, il car pooling ed altre forme di trasporto collettivo quali i bus a chiamata, i taxi collettivi e non, le navette turistiche.

È complicato anche accedere a dati che sono di competenza diretta delle municipalità, si pensi alle zone con limitazioni al traffico (ZTL, zone 30, zone pedonali…), alle piste ciclabili, ai parcheggi, spesso gestiti da settori diversi dello stesso ente e, talvolta, non disponibili in modalità digitale.

Questa è la situazione in Italia, ma si può dire che sia generalizzata in tutta Europa; non è un caso, quindi, che l’Unione Europea abbia deciso di investire in progetti di ricerca ed innovazione che pongano al centro il concetto di raccolta, standardizzazione e condivisione, tramite piattaforme, dei dati relativi ai trasporti.

È il caso di OPTICITIES, Optimise Sustainable Mobility In European Cities (Video). Un importante progetto europeo, recentemente concluso, finanziato per sostenere le città europee nella sperimentazione di nuove soluzioni per la mobilità intelligente di persone e merci, con particolare attenzione all’intermodalità ed alle modalità di trasporto alternative. A dare vita a OPTICITIES è stato un consorzio composto da 25 partner, provenienti da otto Stati membri dell’Unione Europea (Francia, Spagna, Italia, Svezia, Polonia, Gran Bretagna, Belgio, Germania). Tra i partner erano presenti università e istituti di ricerca, fornitori di sistemi informativi, industrie automobilistiche. L’Italia è stata ben rappresentata dal CSI Piemonte, dal Politecnico di Torino, da 5T e dal Comune di Torino.

Per l’area metropolitana di Torino il progetto OPTICITIES ha portato alla sperimentazione di uno strumento di supporto alle decisioni e di due strumenti di informazione per il cittadino. Il primo, la Mappa Multimodale dei trasporti realizzata dal CSI Piemonte, è in grado di supportare la pianificazione del trasporto intermodale in area metropolitana ed è dedicato ai pianificatori dei trasporti, ai funzionari pubblici, ai mobility manager ed agli operatori del settore. Si tratta di un portale web che, pur in versione prototipale, consente di consultare, condividere ed analizzare su mappa le informazioni relative alle diverse modalità di trasporto (bus, metropolitana, treno, bici, taxi, car sharing) e ad altri settori di interesse (popolazione, strutture sanitarie e per l’istruzione, incidenti stradali, traffico, mercati, turismo e cultura, etc.). Innovativo e di successo, l’approccio metodologico proposto dal Politecnico di Torino, da cui il sistema è stato progettato, testato e valutato tenendo conto del contributo dei potenziali utilizzatori tra decisori e funzionari della PA ed operatori del settore dei trasporti: oltre 100 tra partecipanti a eventi, focus group e laboratori di formazione.

Il secondo strumento è Carpooling hub, un applicativo web progettato per aggregare i dati provenienti da diversi siti di carpooling per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di passaggi in auto tra privati. Dal portale Sistema Piemonte è possibile trovare con una sola ricerca la soluzione di viaggio più adatta tra le offerte di passaggi in auto proposte sui diversi siti di carpooling, senza consultarli uno alla volta, anche indicando una specifica fascia oraria e distanza dal punto di arrivo e partenza indicato. Le pubbliche amministrazioni potranno promuovere il car pooling in maniera trasparente e nel rispetto della concorrenza tra fornitori, semplicemente inserendo il widget Carpooling hub sul sito istituzionale o sui siti dedicati a turismo, trasporti e mobilità sostenibile.

Infine, è stata sviluppata e sperimentata un’App per smartphone per la navigazione intermodale ed in tempo reale nell’area metropolitana di Torino – a cura di Cityway, una società francese partner del progetto – utilizzando i dati messi a disposizione dai data provider locali. L’applicazione TUeTO calcola i percorsi considerando le condizioni reali di traffico ed i cicli semaforici e, di conseguenza, i ritardi che la congestione, i lavori in corso, gli eventi hanno sui tempi di percorrenza dei diversi modi di trasporto. L’applicazione consente all’utente di essere seguito durante lo spostamento e suggerisce i modi di trasporto ed i percorsi che consentono di ridurre i tempi di spostamento, ne indica il costo e l’emissione di CO2. Questo servizio differisce da quello fornito da Google che non fornisce informazioni che integrino in un percorso più modi di trasporto (trip chain) in tempo reale.

Gli strumenti sviluppati all’interno del progetto Opticities possono essere molto utili per le città, ma richiedono, per essere efficienti, di disporre di grandi quantità di dati in formato digitale.

Il percorso di sperimentazione di OPTICITIES ha evidenziato che:

·         per creare i dati digitali occorre definire i formati ed avere a disposizione infrastrutture software di archivio e gestione dei dati. Il formato deve essere definito in maniera condivisa, in modo da garantire un facile utilizzo a chi lo produce ed a chi lo usa, soprattutto quando si analizzano aree vaste;

·         per aggiornare i dati digitali occorre implementare processi anche di tipo organizzativo che garantiscano un flusso continuo di informazioni;

·         per condividere dati digitali sono necessarie infrastrutture di esposizione dei dati (piattaforme come i geoportali). Ma soprattutto occorre consapevolezza sul fatto che il proprio dato aumenta di valore se messo in sinergia con gli altri; questo vale sempre, ma soprattutto nel settore dei trasporti, in cui sono necessarie informazioni frammentate, perché solitamnete gestite da più soggetti, sia pubblici che privati.

Dunque la disponibilità di infrastrutture hardware e software condivise e di strumenti dedicati e di semplice utilizzo e accessibili via web, come la Mappa Multimodale dei trasporti, possono aiutare moltissimo le città nelle attività di raccolta, aggiornamento e consultazione dei dati.  

L’esperienza preziosa dei 15 laboratori formativi e dei 5 focus group sulla Mappa multimodale del progetto OPTICITIES, con amministratori, tecnici ed operatori dei trasporti, ha evidenziato che solo mettendo a confronto problemi ed esigenze può nascere la vera innovazione che non è solo tecnologica, ma anche e soprattutto culturale ed organizzativa. Ora si tratta di cogliere il potenziale di una esperienza di successo che ha combinato azioni formative sull’uso di strumenti condivisi con azioni di networking e scambio di conoscenze.  Il ruolo di coordinamento degli enti pubblici può consentire di avviare iniziative a lungo termine, che portino innovazione, pur usando strumenti e metodi già disponibili, in un approccio collaborativo e di continuo apprendimento.

Innescare una tale innovazione è prioritario, soprattutto in Italia, dove le città si trovano in prima linea, con poche risorse e pochi strumenti a disposizione, dovendo gestire problemi di mobilità in aree soggette ad altissimi livelli di inquinamento atmosferico, come la Pianura Padana. Senza dati non è possibile prendere decisioni, né monitorare i cambiamenti, né partecipare a bandi per accedere a finanziamenti. Ecco perché creare, aggiornare e condividere dati digitali sui trasporti è di importanza cruciale. Ma non è affatto semplice. Occorre ragionare in ottica di sistema e condividere metodi e strumenti per risparmiare tempo e risorse. 

 

 

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