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Direttore responsabile Alessandro Longo

Agenzia Italia Digitale

Nuova Agid, quattro dossier urgenti

di Alessandro Longo

14 Lug 2014

14 luglio 2014

Fare il primo bilancio dell’Agenzia. Esaminare le gare Consip in corso. Riprendere il tema della razionalizzazione dell’IT pubblico. E guardare all’identità digitale. Il tutto mentre il nodo della Governance è ancora da sciogliere

Il nuovo corso dell’Agenzia per l’Italia Digitale sta per cominciare e già alcuni dossier premono, più urgenti degli altri, nella staffetta che ci sarà tra l’attuale direttore dimissionario e il nuovo (Alessandra Poggiani). 

Giuseppe Iacono ha tracciato il quadro delle sette aree di intervento su cui ci dobbiamo aspettare l’azione dell’Agid. Ma quali sono i punti specifici più urgenti? Ne ho individuati quattro, che Poggiani dovrà/vorrà affrontare subito non appena si sarà ufficialmente insidiata (si attende un decreto e poi la registrazione alla Corte dei Conti; ma di sicuro la nuova governance Agid comincerà a riunirsi a partire da questi giorni per esaminare i temi più scottanti).

  • Il primo bilancio. Agid non ne ha ancora uno. Un’organizzazione senza un bilancio è un po’ difficile da fare andare avanti correttamente. Aspetto prosaico ma un sine qua non che va risolto subito.
  • Le gare cloud e nuovo Spc, di Consip. Sono in corso e la nuova Agid se le trova in eredità. Se dovesse ritenerle non adeguate (come dicono alcuni operatori), può solo chiederne il blocco e rifare il capitolato tecnico. Potrebbero però non esserci i tempi e le gare venire assegnate prima che la nuova Agid diventi operativa. In questa fase transitoria, solo la ministra Marianna Madia potrebbe agire sulle gare.
  • Razionalizzazione dei datacenter. E’ stato uno dei cavalli di battaglia dell’attuale Agid, che mira a ridurli a una ventina. Certo è un processo che dovrà andare avanti, ma con quali modalità? La nuova Agenzia potrebbe decidere per una radicalizzazione: ridurre ancora di più il numero di datacenter rispetto ai piani.
  • Identità digitale-Pin unico. Madia e Renzi parlano soprattutto di questo nell’Agenda Digitale, ma al momento resta ancora da chiudere un decreto attuativo per avviare la riforma (da ultimare entro il 2015). Che però- in odore di inattuabilità- potrebbe anche essere modificato. Proprio su indicazione della nuova Agid.

 

In tutto questo, non si è ancora sciolto il nodo della governance Agid. Mancano alcuni organi. Non è chiaro inoltre il ruolo del Comitato di Indirizzo e come interagirà con il nuovo direttore generale. Nello Statuto si legge che ha un compito- non cogente- di indicare le strategie, come consulente del ministro (Madia)… Di fatto aggiungendosi a quello che già fa Paolo Coppola (PD). Un punto da chiarire per evitare impasse di cui la storia dell’Agenzia è già molto ricca. 

  • Damiano

    PIACEREBBE AD ALCUNI….
    Ma diventeremmo il PAESE DELLE BANANE !
    Ma per carità! rallentare ulteriormente l’Agenda Digitale: è questa la nuova missione di Poggiani? NON CREDO!

  • Carlo D

    Longo, nel suo articolo dice che alcuni operatori chiedono di bloccare la gara.
    MA CHI LO CHIEDE ??? FACCIA I NOMI, NON VANE IPOTESI…
    Perché quando ci sarà l’indagine PENALE per il REATO DI TURBATIVA D’ASTA, il Procuratore le chiederà chi mai abbia chiesto di bloccare la gara… E RIMARRA’ SOLO LEI ED IL SUO ARTICOLO !

  • Carlo D

    I ricorsi al TAR, se ci sono, sono pubblici, e saranno decisi da un giudice.
    Altra cosa è assecondarli PRIMA del giudizio, visto che i ricorrenti evidentemente temono di non vincere …
    Questo accade nei PAESI DELLE BANANE e l’Italia non lo è.

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