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Emendamento

Palmieri: “Con la riforma costituzionale, le norme digitali non passeranno più dalle Regioni”

11 Feb 2015

Antonio Palmieri, Forza Italia


Certo, adesso bisognerà aspettare iter della riforma costituzionale (che dovrà passare dal Senato e poi di nuovo da Camera e Senato). E quindi questa è una novità in divenire (e di là da venire). Però l’emendamento che ho portato in Senato per il comma R dell’articolo 117 (dopo che Coppola e Quintarelli l’avevano presentato e poi ritirato), avrà una grosso impatto sul modo in cui l’Italia fa la riforma digitale.

Si legge che spetta allo Stato il “coordinamento informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e comunale”. L’impatto è che l’iniziativa legislativa passa allo Stato. Se il Governo e l’Agid approvano un nuovo piano per il digitale, la cosa diventa subito esecutiva. Non c’è più bisogno di coordinamento Stato-Regioni, con un risparmio di tempi e costi per la macchina dello Stato, e meno rischi di sovrapposizioni e frammentazioni.

Tutto questo si tradurrà ovviamente sui provvedimenti del futuro.