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fibra ottica

Perché la fibra nelle case è disomogenea persino a Milano e come risolvere

Una nuova analisi della copertura FTTH e FTTC nell’area di Milano approfondisce il problema e i motivi per cui anche nella città più importante il mercato non opera in modo completo. E perché sarebbe opportuno agire su incentivi e regole per migliorarne il funzionamento

28 Nov 2018

Claudio Leporelli

prof. ordinario, Dip. di Ingegneria informatica, automatica e gestionale Antonio Ruberti, "Sapienza" Univ. di Roma


Abbiamo condotto una nuova analisi su dati di basi censuarie per approfondire il problema denunciato in precedenza, cioè che anche a Milano la fibra ottica è a macchia di leopardo, ossia ha zone a fallimento di mercato.

Ci possono essere due diverse cause per questo fenomeno.

  • Da un lato potrebbero essere stati gli operatori che hanno progettato alla fine degli anni ‘90 l’infrastruttura più capillare a Milano (Metroweb, in stretto rapporto con Fastweb, di gran lunga il suo principale cliente dell’epoca) a tenersi troppo lontani da alcuni isolati meno promettenti o più costosi da raggiungere.
  • Dall’altro, in alternativa, gli operatori che oggi stanno utilizzando quella infrastruttura, per commercializzare servizi FTTH potrebbero non aver ancora richiesto il rilegamento degli edifici a partire da punti di presenza in cui la domanda è più bassa.

In entrambi i casi, sembra, stando all’esercizio di classificazione proposto, che questi soggetti abbiano tenuto conto, nel definire le loro priorità, di criteri socioeconomici quali il livello di istruzione ed il tasso di occupazione della popolazione.

La disomogeneità riscontrata sui dati AGCOM potrebbe derivare quindi, in alternativa, o dalle scelte di offerta fatte a suo tempo da Metroweb (se alcune zone richiedessero lo sviluppo di infrastrutture passive costose, non ancora deciso da Openfiber, che ha recentemente assorbito Metroweb) o da carenza di domanda se, come risulta da molte discussioni in rete, Open Fiber è pronta a rilegare gli edifici relativamente vicini alla sua infrastruttura passiva su richiesta degli abitanti. Potrebbe inoltre esserci un gap temporale tra il rilegamento dell’edificio da parte dell’operatore wholesale e l’attivazione dell’offerta da parte del fornitore di servizi retail. Ulteriori fonti di incertezza derivano dal fatto che le mappe AGCOM, con riferimento alla copertura FTTH, indicano in verde le “zone infrastrutturate”.

La fibra a Milano, avanguardia d’Italia in Europa

Il piano che ha reso noto in Italia il caso Milano e ha fatto conoscere Fastweb come impresa votata ai servizi in fibra risale alla fine degli anni ’90 e i servizi al dettaglio a Milano sono partiti nel 2001. Per molti anni si è trattato dell’unica infrastruttura adatta a fornire servizi a banda ultralarga ad utenze residenziali in Italia. In realtà i servizi inizialmente offerti da Fastweb erano FTTB e a velocità non eccelsa (10Mb simmetrici) e basati su una tecnologia oggi superata, anche se largamente migliori dei servizi ADSL dell’epoca. In quegli anni l’iniziativa di Fastweb poneva l’Italia all’avanguardia in Europa, anche se sul versante della domanda il successo fu limitato (fig. 1), presumibilmente a causa del differenziale di prezzo.

Fig. 1

Negli anni successivi Fastweb ha esteso la sua offerta in Italia basandosi principalmente sull’unbundling del local loop in rame e l’ADSL. Successivamente ha iniziato ad offrire servizi VDSL e EVDSL basandosi sia sul subloop unbundling che sul VULA. A Milano l’upgrade dei servizi FTTB è cominciato nel 2010 con servizi a 100Mb/sec in download e 50Mb/sec in upload, in concomitanza con il lancio dell’iniziativa congiunta Fibra per l’Italia, presto interrotta, tra Fastweb, Vodafone e Wind. Nel 2016, anche a Milano, gli upgrade di prestazione di Fastweb sono stati introdotti con tecnologie EVDSL e solo successivamente è iniziata l’offerta di servizi FTTH a 1000 Mb/sec (presumibilmente come risposta alla competizione delle imprese che avevano aderito ai piani FTTH di Open Fiber (in primis Vodafone, Tiscali e Wind-Infostrada).

Possiamo considerare quindi il caso di Milano per certi aspetti atipico, nel quadro italiano, caratterizzato come fu, inizialmente, dalla alleanza tra un nuovo entrante e una municipalizzata, con una forte carica innovativa, all’epoca della irrazionale esuberanza dei mercati finanziari che condusse al crollo della primavera del 2000. Per altri aspetti esso è rappresentativo del punto di vista di operatori che dovettero successivamente affrontare significativi vincoli finanziari e videro nelle successive evoluzioni delle tecnologie Vdsl una strada per contenere gli investimenti. Infine esso risente oggi della competizione strategica tra TIM e Fastweb, da un lato, e Open Fiber e i suoi alleati retail dall’altra.

I rapporti tra copertura FTTH e copertura FTTC

Al fine di caratterizzare gli esiti sin qui prodotti da questa evoluzione, sono stati effettuati nuovi esercizi di classificazione delle sezioni censuarie ISTAT, analizzando i rapporti tra copertura FTTH e copertura FTTC.

In particolare, sono state utilizzate variabili socioeconomiche ed urbanistiche a livello di sezione censuaria quali variabili esplicative per calcolare due diversi alberi di classificazione, rispettivamente aventi per variabili endogene la percentuale di copertura FTTH e FTTC delle sezioni. Queste due partizioni del territorio possono essere tra loro intersecate per verificare l’esistenza di coppie di foglie, una dell’albero FTTH e una dell’albero FTTC, cui appartenga un numero elevato di sezioni censuarie. Le sezioni appartenenti alla intersezione di due foglie condividono la caratterizzazione socioeconomica che esse hanno nei due alberi. Ne risulta una caratterizzazione più precisa di questi casi esemplificativi. Un ulteriore raffinamento può essere ottenuto considerando distintamente sezioni appartenenti a diverse Zone di decentramento.

A titolo esemplificativo presentiamo alcuni dati che caratterizzano cinque gruppi di sezioni individuate intersecando specifici nodi terminali dell’albero di classificazione FTTH e di quello FTTC. La scelta fatta assicura che, per ogni zona di decentramento, sia presente il gruppo di sezioni che, in quella zona, comprende più sezioni.

Limitatamente a questi cinque gruppi di sezioni, individuati con le lettere da A ad E, presentiamo in primo luogo le regole di classificazione scelte dall’algoritmo di costruzione degli alberi. In secondo luogo, nella successiva tabella presentiamo il grado di copertura dei servizi a banda ultralarga ed alcuni indicatori socioeconomici.

Per contenere l’arbitrarietà nella stima della disponibilità dei servizi FTTH, EVDSL e FTTH si è deciso di limitarsi a fare riferimento alla numerosità degli indirizzi stradali in cui è disponibile il servizio, rapportando questo dato, per ciascuno dei tre servizi, al numero degli indirizzi stradali in cui è disponibile il servizio ADSL.

Conviene notare, innanzitutto, nella seconda tabella, che, passando dai gruppi A e B al gruppo E, decresce la copertura FTTH e cresce quella VDSL e quella EVDSL. In particolare, nei gruppi A e B la copertura FTTC è praticamente nulla. La copertura FTTC, e in particolare quella EVDSL, sono significativamente presenti nei casi in cui quella FTTH è molto bassa.

Sia le variabili socioeconomiche utilizzate nella classificazione (prima tabella) sia le altre misurabili a valle di essa (seconda tabella) mostrano la forte disomogeneità socioeconomiche dei cinque insiemi di sezioni. Ad esempio, il rapporto tra numero di laureati e la popolazione con almeno 25 anni è non inferiore al 36%, nelle medie di zona per i gruppi A e B, e mai superiore al 14% nelle medie di zona dei gruppi D ed E. Il rapporto tra disoccupati e appartenenti alle forze di lavoro è compreso tra il 3% ed il 6% nelle medie di zona per i gruppi A e B, mentre è compreso tra il 10% ed il 12% nelle medie di zona del gruppo E. Il rapporto tra studenti con almeno 15 anni e la popolazione tra 15 e 24 anni è mediamente il 92% nel gruppo A e compreso invece tra il 47% ed il 58% nel gruppo E. Il rapporto tra forze di lavoro e popolazione con almeno 15 anni è intorno al 60% nel gruppo A mentre oscilla, nelle medie di zona, tra il 37% ed il 42% nel gruppo E.

Queste ulteriori analisi sembrano confermare che nemmeno nella privilegiata area di Milano l’interazione tra domanda e offerta determina i comportamenti di investimento che il piano del Governo ha ritenuto necessari per le zone a fallimento di mercato. Sarebbe paradossale sostenere che anche a Milano ci sono fallimenti di mercato e occorrono aiuti di Stato. Forse occorre, però, agire su incentivi e regole per far funzionare meglio il mercato.

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Regole di classificazione per i gruppi di sezioni analizzate
ARapporto tra Laureati e Diplomati e popolazione con almeno 20 anni> ,811
Componenti medi per famiglia> 2,198
Percentuale della popolazione con almeno 55 anni(,286, ,348]
Rapporto tra occupati e popolazione con almeno 15 anni(,544, ,593]
BPercentuale delle famiglie con almeno 5 componenti<= 3,1%
Rapporto tra Laureati e Diplomati e popolazione con almeno 20 anni(,714, ,811]
Superficie media per abitante delle abitazioni(43,178, 50,290]
Rapporto tra occupati e popolazione con almeno 15 anni(,500, ,544]
CRapporto tra Laureati e Diplomati e popolazione con almeno 20 anni(,500, ,616]
Percentuale delle famiglie con al più 2 componenti(,710, ,788]
Rapporto tra occupati e popolazione con almeno 15 anni(,500, ,544]
Percentuale degli edifici residenziali in stato pessimo o mediocre> ,000
Superficie media per abitante delle abitazioni(34,023, 38,409]
DComponenti medi per famiglia(1,808, 1,928]
Rapporto tra occupati e popolazione con almeno 15 anni<= ,438
Percentuale degli edifici residenziali in stato pessimo o mediocre<= 12,5%
Percentuale degli edifici residenziali costruiti prima del 1946<= ,000
EQuota delle persone con almeno 15 anni con al più la licenza media> ,463
Rapporto tra Laureati e Diplomati e popolazione con almeno 20 anni<= ,500
Componenti medi per famiglia(1,928, 2,043]
Rapporto tra occupati e popolazione con almeno 15 anni<= ,438
Percentuale degli edifici residenziali in stato pessimo o mediocre<= 12,5%
Percentuale degli edifici residenziali costruiti prima del 1946<= ,000
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Copertura dei servizi e caratterizzazione socioeconomica dei gruppi di sezione
Gruppo di SezioniZona di decentramentoN° di sezioni censuarieRapporto tra numero di laureati e popolazione con almeno 25 anniRapporto tra disoccupati e appartenenti alle forze di lavoroRapporto tra studenti con almeno 15 anni e popolazione tra 15 e 24 anniRapporto tra appartenenti alle forze di lavoro e popolazione con almeno 15 anniRapporto tra numero di indirizzi serviti da VDSL e numero di indirizzi serviti da ADSLRapporto tra numero di indirizzi serviti da FTTH e numero di indirizzi serviti da ADSLRapporto tra numero di indirizzi serviti da EVDSL e numero di indirizzi serviti da ADSL
ACentro Storico1358%3%92%59%0%92%0%
Forze Armate – San Siro – Baggio550%3%92%60%0%74%0%
BCentro Storico744%5%91%56%0%92%0%
Porta Vittoria – Porta Romana – Rogoredo1841%4%77%55%0%93%0%
Forze Armate – San Siro – Baggio739%4%79%55%0%86%0%
Porta Genova – Giambellino – Lorenteggio639%6%85%55%0%84%0%
Porta Venezia – Lambrate – Città Studi2038%5%83%55%0%99%0%
Porta Volta – Fiera – Gallaratese – Quarto Oggiaro936%4%82%55%9%89%5%
CStazione Centrale – Greco – Crescenzago819%7%59%57%55%76%32%
DPorta Venezia – Lambrate – Città Studi514%7%61%45%78%49%24%
Porta Ticinese – Vigentino – Gratosoglio810%11%50%44%86%59%0%
Porta Nuova – Bovisa – Niguarda – Fulvio Testi138%10%49%42%11%83%6%
Porta Vittoria – Porta Romana – Rogoredo177%10%51%44%57%56%5%
Porta Volta – Fiera – Gallaratese – Quarto Oggiaro97%9%52%38%73%56%46%
Porta Genova – Giambellino – Lorenteggio135%12%52%40%90%49%38%
EPorta Volta – Fiera – Gallaratese – Quarto Oggiaro327%10%52%40%55%50%21%
Porta Ticinese – Vigentino – Gratosoglio187%10%58%37%100%25%0%
Porta Nuova – Bovisa – Niguarda – Fulvio Testi117%10%56%41%5%76%5%
Porta Vittoria – Porta Romana – Rogoredo67%11%49%42%0%74%0%
Porta Genova – Giambellino – Lorenteggio177%11%47%41%80%35%37%
Forze Armate – San Siro – Baggio145%12%49%40%76%60%25%

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