telecomunicazioni

Quale futuro per le telco nell’era della trasformazione digitale

Ormai da diversi anni, le compagnie telefoniche fanno i conti con uno scenario tecnologico e culturale in continuo mutamento e con l’aggressiva concorrenza di competitor che ne hanno scardinato i modelli di business. Ecco come hanno reagito e quale nuovo ruolo innovativo potrebbero ritagliarsi

19 Mag 2017
Fabrizio Pascale

Telco, Media & Technology MED Leader di EY

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La discussione sul futuro degli operatori di telecomunicazioni non è una novità. Da tempo si sottolineano le incertezze che permeano il business di questi operatori, soprattutto per quanto riguarda i servizi più tradizionali, che rappresentano al momento ancora una quota considerevole dei loro ricavi, sottoposti a un continuo decalage tariffario legato sia al ricambio tecnologico (es. la sostituzione della fonia tradizionale con il VoIP) che all’aggressività commerciale dei principali competitor.

Il trend di decrescita delle fonti tradizionali di revenues per gli operatori, basate sulla connettività, è una realtà che stiamo verificando ormai da anni. A questo fenomeno contribuiscono, oltre all’effetto combinato della competizione e della riduzione dei costi delle tecnologie di base, anche decisioni regolatorie a livello nazionale ed europeo. D’altro canto, sul fronte della domanda la crescita del traffico a larga banda, particolarmente per il mobile, costringe l’operatore a nuovi investimenti nella rete di accesso e nel core anche solo per mantenere un sufficiente livello di QoE per l’utente.

A fronte di queste evoluzioni, la risposta dei Telco si configura sia per linee interne che esterne. Il primo caso è rappresentato ad esempio dal passaggio dei servizi di connettività dal broadband all’ultra broadband: EY stima che nel corso degli ultimi due anni, a fronte della crescita del numero di accessi Internet di rete fissa di ca 1,1 milioni (gennaio 2015-dicembre 2016), la componente in fibra ottica è cresciuta di 1,6 milioni, quasi triplicando la base installata (da 900mila a 2,6 milioni di accessi), portando un primo beneficio economico a questi operatori, i cui risultati (come dimostrano le trimestrali che vengono annunciate in questi giorni) sono tutti in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti.

Ma la linea di sviluppo con le maggiori prospettive di crescita è quella associata alla diversificazione per linee esterne, ovvero verso aree di business collaterali, dall’Information Technology al mondo dei contenuti.

Nel caso dell’IT si assiste infatti a un progressivo allargamento dell’”impronta” dei Telco che, partendo dai servizi ad essi più vicini (i servizi da datacenter, nei quali sfruttano sia le competenze che gli asset infrastrutturali – siti e reti ultra broadband – di cui dispongono) si spostano gradualmente verso il Cloud Computing (inizialmente solo IaaS, ora anche PaaS e SaaS) e le nuove piattaforme Big Data, viste sia come un’offerta da portare sul mercato, sia come una piattaforma per affinare la loro offerta e monetizzare i dati di cui dispongono. Per dare una dimensione del fenomeno, EY stima che nel 2016 nel mercato delle maggiori aziende italiane, nell’ambito dei servizi di rete fissa i ricavi da servizi ICT abbiano ormai equiparato i ricavi derivanti dai servizi voce e dati/connettività.

A ciò si aggiunge l’effort per proporsi come fornitori di soluzioni ICT innovative complesse, che indirizzano la trasformazione digitale di imprese e enti pubblici, ad esempio in ambito Smart City e IoT, due aree nelle quali i Telco integrano piattaforme IT e servizi di connettività fisso, mobile e wireless.

C’è un comune consenso, sposato anche dagli enti di standardizzazione, relativo ai raggruppamenti dei servizi applicativi più avanzati, che comprendono il mondo degli Smart Environments (Smart City e Smart Home/Building) e alcuni settori verticali che stanno sviluppandosi velocemente in termini di numerosità e fatturati (Energia, Automotive, eHealth e Manufactoring/Industry 4.0). È particolarmente interessante notare come in tutte queste aree si assiste ad una integrazione fra le tecnologie ICT più avanzate e innovazioni specifiche del settore in termini di processi tecnologici, dispositivi e materiali.

Un ulteriore allargamento è rappresentato dal mercato dei contenuti media. Sempre di più componenti “entertainment” sono associate alle offerte dei principali Telco, sia per servizi di rete fissa che mobile. Una delle traiettorie più recenti è rappresentata dai servizi di video streaming online (Netflix, Now TV ecc.) visti come servizi addizionali in sé, sia come driver dei servizi core dei Telco (banda ultra larga). Per quanto si tratti di servizi ancora in una fase iniziale di diffusione, dalle analisi condotte da EY emerge che anche nel nostro Paese la domanda sta crescendo a tassi significativi trimestre per trimestre coinvolgendo un’utenza eterogenea non concentrata solo nelle fasce più giovani di consumatori.

Questa tendenza all’innovazione “interna” e “esterna” non è concentrata solo nei grandi operatori ma è molto diffusa

Una statistica che abbiamo raccolto recentemente indica che nel 2016 le offerte innovative erano presenti nel portafoglio del 60% degli operatori nazionali.

L’ampiezza degli ambiti nei quali i Telco possono indirizzare i loro sforzi innovativi, oltre che essere un’opportunità, impone all’operatore di definire una propria strategia innovativa ben focalizzata e orientata alla domanda emergente dei propri clienti, in modo da non disperdere gli investimenti.

Il 5G è anche abilitatore di questi, come anche la fibra ovviamente. Come?

Un’area estremamente “calda” di innovazione per i Telco è il 5G. Fin dalle prime fasi della sua definizione, il 5G è stato pensato come il vero abilitatore dell’innovazione dei servizi di cui si parlava prima. La definizione dei tre principali scenari di uso (o, per meglio dire, di supporto ai servizi):

  • Enhanced Mobile Broadband (eMBB)
  • Massive machine type communications (mMTC)
  • Ultra-reliable and low latency communications (URLLC)

Corrisponde ad una visione applicativa in cui trovano posto in maniera naturale tutte le principali idee di sviluppo applicativo di cui si è parlato, che è sintetizzata in questa immagine.

Fonte: ITU

Ritroviamo maggiore flessibilità e prestazioni nella fornitura di servizi e contenuti tradizionali (in prossimità dell’angolo “eMBB” del diagramma), il mondo della Smart Applications e dell’IoT (a sinistra) e un ampio (e parzialmente inesplorato) mondo di applicazioni ad elevatissime prestazioni orientate a settori verticali (a destra).

Lo sviluppo di servizi innovativi (con QoS) può anche creare attriti lato neutralità della rete

Il concetto di neutralità della rete è nato con l’architettura di Internet ed è strettamente legato ad un insieme di principi amministrativi e organizzativi orientati all’apertura che sono stati indubbiamente uno dei fattori alla base del successo e della diffusione pervasiva della rete.

È però evidente che l’attuale evoluzione della rete richiede di affrontare queste tematiche da una prospettiva completamente nuova. Nella rete core 5G è previsto il concetto di “network slicing”, in cui i principi di virtualizzazione sono adottati in maniera più completa, con il supporto delle tecnologie di Software Defined Networking e Network Function Virtualization.

In questa impostazione la rete viene vista da utenti/applicazioni come un insieme di “slice” virtuali, ciascuno caratterizzato da un bilanciamento di risorse e parametri di QoS specifico ed ottimizzato per le necessità dello specifico ambito applicativo. Con le ovvie conseguenze in termini di pricing e controllo degli accessi.

Risulta allora impossibile applicare in maniera diretta alle nuove reti gli stessi principi di neutralità che sono stati definiti in epoche tecnologicamente ormai remote, altrimenti si genererebbero certamente situazioni di tensione sul piano normativo che non potrebbero che rallentare lo sviluppo del mercato.

È quindi giunto il momento di uno sforzo congiunto da parte di tutti gli stakeholder coinvolti nel 5G (operatori, aziende tecnologiche, autorità di regolamentazione) di ridefinire i principi di neutralità e accesso sulla base di questo nuovo framework tecnologico.

Esempi innovativi, europei, di operatori che hanno già abbracciato o stanno sperimentando in questo senso

In questo momento l’affermazione di mercato delle tecnologie di quarta generazione costituisce un caso di successo estremamente importante. Gli operatori radiomobili hanno ormai capito chiaramente che l’accelerazione nello sviluppo della domanda ha già creato uno scenario economico adatto al deployment del 5G nella prospettiva temporale del 2020, e stanno agendo di conseguenza.

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A livello mondiale vi sono dozzine di esperimenti già in corso su frequenze 5G (3,5 e 28 GHz ma non solo) e, a livello nazionale, la gara per la concessione, con finalità di sperimentazione, delle frequenze 3,6-3,8 GHz vede già coinvolti tutti i principali operatori (non solo radiomobili) attivi a livello nazionale.

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