Quanto fastidio ci crea un improvviso e temporaneo malfunzionamento del wi-fi. A volte, però, questo è l’ultimo dei problemi legati a internet. Prima ci sono i governi che staccano le spine in modo strategico, i blackout causati da disastri naturali come alluvioni e terremoti, poca capacità infrastrutturale, gli attacchi cyber. Solo nel terzo trimestre 2026, Cloudflare Radar ha registrato 49 interruzioni, tra le quali 19 disposte dai governi, 14 dovute a problemi elettrici e cinque a disastri naturali. I dati emergono dal rapporto What took the Internet offline in Q3 2026, pubblicato il 27 ottobre, osserva il traffico diretto ai clienti Cloudflare tra luglio e settembre.
Una situazione che pone interrogativi sul tema della sovranità e della dipendenza tecnologica. La domanda per imprese e amministrazioni è, infatti, quanto siano davvero indipendenti le infrastrutture su cui si basano i servizi digitali. E serve uno sguardo anche al mondo offline, perché avere più connessioni può essere insufficiente se condividono alimentazione, edifici o percorsi. La distribuzione delle principali cause aiuta a distinguere i problemi che richiedono investimenti tecnici da quelli che nascono da decisioni politiche.
- 19. Single-network event (no location tag) — 2026-08-14 · Natural disaster / weather. Cloudflare Radar event carried no country/location code in the secondary API extraction
Indice degli argomenti
Interruzioni di Internet: sei casi nel mondo
Fra i casi documentati da Cloudfare Radar, ecco una selezione di alcuni episodi, con il loro perimetro geografico e operativo, visualizzabili sulla mappa interattiva all’inizio dell’articolo.
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CubaElettricità4 blackout elettrici nel trimestre.
HondurasElettricitàTraffico HTTP −63%. Durata: circa 3 ore.
ColombiaDisastri naturaliColombia Telecomunicaciones: disservizio di 4,5 giorni.
Tigray, EtiopiaBlocco governativoTraffico regionale −100%. Durata: 10 giorni.
IraqBlocchi governativi18 interruzioni legate agli esami.
NepalDisastri naturaliAree alluvionate: traffico fino a −18%. Durata: 2 ore.
Tutti i dati in formato testuale
- Cuba — Elettricità 4 blackout elettrici nel trimestre.
- Honduras — Elettricità Traffico HTTP −63%. Durata: circa 3 ore.
- Colombia — Disastri naturali Colombia Telecomunicaciones: disservizio di 4,5 giorni.
- Tigray, Etiopia — Blocco governativo Traffico regionale −100%. Durata: 10 giorni.
- Iraq — Blocchi governativi 18 interruzioni legate agli esami.
- Nepal — Disastri naturali Aree alluvionate: traffico fino a −18%. Durata: 2 ore.
I blackout a Cuba
A Cuba l’improvvisa mancanza di elettricità è un problema annoso e ricorrente. Nel trimestre analizzato si sono verificati quattro blackout, a causa dei problemi alla rete elettrica. Si tratta quindi soprattutto di guasti infrastrutturali, anche aggravati dal blocco sui carboranti imposto dagli Usa.
Il guasto in Honduras
In Honduras, più di dieci fornitori di servizi sono stati intaccati da un guasto all’alimentazione di una struttura di connessione. Per tre ore, il traffico HTTP nazionale si è ridotto del 63 per cento. La struttura di connessione unica ha rappresentato un single point of failure.
Gli scontri in Etiopia
Nella regione settentrionale del Tigray in Etiopia si sono registrate a settembre per dieci giorni interruzioni di internet e delle linee telefoniche, nel contesto di un’escalation di violenza che vede contrapposti il Tigray People’s Liberation Front e il governo federale. La crisi riaccende i timori legati alla guerra del 2020-2022, quando il Tigray rimase a lungo isolato e le restrizioni alle comunicazioni contribuirono ad aggravare l’emergenza umanitaria: secondo l’Unione Africana, il conflitto portò a 600mila perdite tra vittime dirette degli scontri, carestia e collasso del sistema sanitario.
Il blocco del web in Iraq per gli esami
Il governo iracheno ha disposto il blocco di internet più volte in concomitanza con lo svolgimento di esami scolastici pubblici. Una misura adottata per evitare irregolarità e frodi, ma che impatta sulla popolazione precludendo il diritto d’accedere alla rete. Non è la prima volta che succede, simili episodi si sono verificati anche negli anni precedenti.
Il terremoto in Colombia
Ad agosto, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia, provocando crolli di edifici, feriti ed evacuazioni di massa. L’emergenza ha avuto conseguenze rilevanti anche sulle infrastrutture digitali del Paese. I danni alla rete in fibra ottica, aggravati dalle difficoltà operative successive al sisma, hanno infatti causato un’interruzione di Internet durata circa quattro giorni e mezzo. I dati di Cloudflare mostrano un significativo calo del traffico riconducibile a Colombia Telecomunicaciones. L’episodio evidenzia quanto eventi naturali estremi possano compromettere non solo edifici e servizi essenziali, ma anche la connettività, ormai infrastruttura critica per comunicazioni, soccorsi e attività economiche.
L’alluvione in Nepal
Il 26 agosto, improvvise alluvioni hanno interessato i bacini dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli, colpendo diverse comunità nei distretti nepalesi di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Le inondazioni hanno danneggiato abitazioni, infrastrutture e servizi essenziali, compresa la rete elettrica. I problemi nella fornitura di energia hanno avuto ripercussioni anche sulla connettività Internet regionale. Secondo i dati rilevati da Cloudflare Radar, l’interruzione è durata circa due ore e ha determinato una riduzione del traffico HTTP fino al 18%. Eventi meteorologici estremi possono infatti generare effetti a cascata sulle infrastrutture digitali e sui servizi di comunicazione.
Cyber attacchi e guerra ibrida
Non si tratta, come detto, di tutti gli episodi registrati da Cloudfare Radar, nemmeno di tutti i motivi che hanno portato ai blackout. Non mancano infatti nella lista attacchi cyber, come quelli avvenuti in Portogallo.
E poi c’è il contesto più ampio di instabilità in cui tutto il mondo si trova. Il legame tra blackout di Internet e guerra ibrida emerge con particolare evidenza quando la connettività diventa parte integrante del confronto politico e militare. Nel terzo trimestre 2026, Cloudflare Radar ha registrato diversi casi in cui conflitti, sabotaggi o decisioni governative hanno inciso direttamente sull’accesso alla rete.
In Ucraina, per esempio, attacchi con droni contro infrastrutture energetiche hanno provocato interruzioni di corrente e un conseguente crollo del traffico Internet fino al 95%, mostrando quanto reti elettriche e digitali siano ormai strettamente interdipendenti. Il caso già citato dell’Etiopia evidenzia come il controllo della connettività possa diventare uno strumento di pressione, isolamento e gestione dell’informazione durante una crisi.
In una prospettiva di guerra ibrida, quindi, interrompere Internet non significa soltanto colpire una rete tecnica: significa ostacolare comunicazioni, coordinamento dei soccorsi, attività economiche, accesso alle informazioni e capacità di documentare gli eventi. Proprio questa pluralità di effetti rende le infrastrutture digitali un obiettivo strategico, al confine tra attacco fisico, cyber warfare, coercizione politica e controllo informativo.
Gli impatti del mondo fisico su quello virtuale
La prima dipendenza da ricostruire è materiale. Come spiega l’Internet Society nella sua analisi sulla resilienza elettrica, router, apparati di rete e centri dati hanno bisogno di energia per funzionare. La disponibilità della fibra è soltanto uno degli elementi: ai suoi estremi devono restare operativi i dispositivi che trasmettono e ricevono i dati.
Il problema riguarda anche il punto da cui l’utente prova a collegarsi. Un servizio ospitato in un impianto protetto può restare attivo mentre viene meno l’alimentazione delle apparecchiature necessarie per raggiungerlo. La stessa Internet Society richiama esperienze di reti locali sostenute da batterie e pannelli solari. La continuità va quindi pensata lungo l’intero percorso, fino ai dispositivi utilizzati dalle persone.
Quando più reti condividono lo stesso rischio
Questa catena presenta concentrazioni poco visibili. Gli Internet exchange point, o IXP, sono luoghi nei quali le reti si interconnettono per scambiare traffico. Un’analisi pubblicata nel 2026 su Internet Society Pulse studia la relazione tra questi impianti e le sottostazioni elettriche vicine. Il punto critico è la condivisione delle strutture fisiche: più interconnessioni possono dipendere dallo stesso edificio e risultare esposte a un guasto comune.
La ricerca utilizza modelli geografici e simulazioni, distinguibili dalle interruzioni effettivamente osservate. La sua indicazione utile è guardare oltre il numero dei fornitori. Per esempio, due collegamenti acquistati separatamente ma instradati attraverso uno stesso sito vulnerabile offrono una protezione diversa da due percorsi fisicamente indipendenti. Per capire quale sia il caso concreto occorrono informazioni sull’infrastruttura sottostante.
Perché gli stop imposti dai governi richiedono risposte diverse
La verifica delle dipendenze cambia ancora quando l’interruzione deriva da una scelta delle autorità. Riparare un cavo o predisporre energia di riserva risponde a un guasto; un blocco imposto agli operatori coinvolge invece le condizioni di accesso alla rete. La distinzione conta per chi organizza attività digitali in un territorio e deve comprendere quali eventi possano interromperle.
Nel suo Policy Brief: Internet Shutdowns, l’Internet Society raccomanda ai governi di affrontare i problemi alla loro origine e di valutare gli effetti delle sospensioni su produttività, investimenti e fiducia. Per le imprese propone di includere gli shutdown nella valutazione del rischio operativo. Un’interruzione può infatti compromettere comunicazioni e transazioni anche quando le apparecchiature sono integre.
La dimensione politica introduce inoltre un limite alla sola ridondanza tecnica. Se l’accesso viene sospeso su più reti, cambiare operatore può lasciare irrisolto il problema. Da qui una conseguenza organizzativa: chi dipende da un servizio online dovrebbe identificare quali attività possono proseguire temporaneamente senza connessione e quali richiedono un canale alternativo verificato, compatibile con le condizioni locali.
La resilienza si misura nei percorsi alternativi
Per i guasti fisici, la possibilità di aggirare il punto danneggiato rimane centrale. Nel suo framework per misurare la resilienza di Internet, Cloudflare descrive il contributo di collegamenti internazionali diversificati e interconnessioni multiple. La rete dispone così di più strade per il traffico: quando una viene meno, altre possono mantenere il collegamento.
La conseguenza pratica è chiedere ai fornitori dove passano quelle strade e quali risorse condividono. Una verifica utile dovrebbe partire dai servizi essenziali, risalire alle connessioni e individuare i punti comuni. Il passaggio successivo è provare il funzionamento delle alternative nelle condizioni previste. La seconda linea diventa una misura concreta di continuità quando è disponibile proprio durante il guasto della prima. Anche quando il guasto si prolunga.


































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