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Le Regioni costruiscono l’AI italiana: i modelli di Lombardia e Puglia


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Lombardia e Puglia definiscono strumenti, governance e piattaforme per integrare l’intelligenza artificiale nella ricerca, nei servizi pubblici e nel sistema produttivo, mentre i quattro progetti pilota di Reg4IA puntano a rendere riutilizzabili su scala nazionale le sperimentazioni promosse dalle Regioni

Pubblicato il 29 ott 2026

Donato A. Limone

già professore ordinario di informatica giuridica; direttore della Rivista elettronica di diritto, economia, management; esperto di processi di organizzazione e digitalizzazione delle PA



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Continua la rassegna sulla legislazione regionale in materia di IA con alcune riflessioni sulla legislazione della Lombardia e della Puglia dopo avere fatto brevemente riferimento al progetto Reg4IA, iniziativa promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri di intesa con le Regioni e le province autonome. Il progetto ha lo scopo di creare una rete di conoscenza e innovazione che interessa Governo, Regioni e Province autonome per potenziare con la IA i servizi pubblici.

Reg4IA e la legislazione regionale sull’intelligenza artificiale

Reg4IA comprende 4 progetti pilota per valorizzare soluzioni sperimentate per favorire il riuso e la replicabilità su scala nazionale:

  • Centri regionali IA per la salute e il turismo, presentato da Regione Liguria (capofila) con Calabria, Lazio, Basilicata, Molise, Piemonte, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento, mira a sperimentare soluzioni innovative sul problema delle liste d’attesa in sanità (analisi e previsione della domanda, allocazione adattiva delle risorse, gestione delle agende e supporto al processo di prenotazione, compliance etico-normativa) e sulla gestione dei flussi turistici per offrire un’esperienza personalizzata e migliorare l’offerta complessiva.
  • Centri regionali IA per dati Ambientali e mobilità sostenibile, in logica federata, presentato da Regione Lombardia (capofila) e Regione del Veneto, intende creare una “smart land” con modelli di analisi evolute su un’architettura dati federata per ottimizzare politiche ambientali e di mobilità, sfruttando l’AI su scala transregionale per promuovere innovazione e sostenibilità.
  • Centri regionali IA per la PA, presentato da Regione Puglia (capofila) con Abruzzo, Marche, Umbria, Valle d’Aosta, Campania e Provincia Autonoma di Bolzano, punta ad aumentare la qualità dell’azione amministrativa e del lavoro nella PA supportando con l’IA le decisioni umane nelle policy pubbliche e nell’istruttoria tecnico-amministrativa.
  • Centri regionali IA per la resilienza e la sicurezza del territorio con azione pilota 5G, presentato da Regione Toscana (capofila), Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna, mira infine a prevenire criticità ambientali, favorire il governo e monitoraggio del territorio, delle grandi infrastrutture, dei cantieri e degli edifici, monitorare i rischi, pianificare interventi e migliorare la gestione delle emergenze e la pianificazione territoriale.

Sarà importante verificare i risultati di questi progetti pilota considerando che ancora non c’è una strategia “reale” nazionale sulla IA, che ancora non c’è una strategia complessiva sui diversi settori di sperimentazione del Reg4IA e la legislazione regionale è ancora in evoluzione. Sarà quindi importante rilevare la coerenza e il coordinamento tra i vari progetti e le diverse legislazioni regionali.

La legislazione regionale sull’intelligenza artificiale in Lombardia

La Regione Lombardia è tra le prime regioni in Italia ad occuparsi di IA aggiornando e revisionando la legge regionale n.29/2016 (“Lombardia è ricerca e innovazione”). La regione ha approvato la proposta di legge “Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile”.

Obiettivo della legge: rafforzare in modo organico e strategico il sistema lombardo della ricerca, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, ponendo la Regione Lombardia al centro dei processi di sviluppo tecnologico e competitivo.

La ricerca scientifica e tecnologica rappresenta un fattore chiave per garantire competitività, attrattività, sostenibilità, qualità dei servizi pubblici e benessere dei cittadini. Inoltre, la trasformazione digitale, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale e la crescente complessità dei sistemi socio-economici impongono alle istituzioni un nuovo ruolo di indirizzo, coordinamento e promozione.

La legge introduce strumenti, organi di governance e politiche integrate per:

  • sostenere e valorizzare l’intero sistema regionale della ricerca, quale complesso degli attori pubblici e privati che operano nell’ambito della ricerca;
  • promuovere l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale;
  • favorire il trasferimento tecnologico e la crescita del capitale umano;
  • rafforzare la collaborazione pubblico-privata;
  • investire in infrastrutture di ricerca e piattaforme per l’innovazione;
  • riconoscere l’eccellenza scientifica e imprenditoriale.

La legge (art. 1) pone come obiettivo centrale il rafforzamento sistemico della ricerca e dell’innovazione in Lombardia.
La IA è intesa quale strumento fondamentale per aumentare la competitività del sistema imprenditoriale, migliorare i servizi pubblici e supportare la crescita economica e sociale.

La legge riconosce il ruolo centrale degli attori sia pubblici che privati — università, organismi di ricerca, parchi tecnologici, centri nazionali per la ricerca, ecosistemi dell’innovazione, cluster tecnologici, filiere produttive, IRCCS, ITS Academy e associazioni di rappresentanza delle imprese, dei lavoratori e degli enti locali — e definisce 13 linee d’azione per la promozione e lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale in ogni ambito garantendo al contempo il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone.

La legge (art. 2) stabilisce principi sulla governance del sistema regionale della ricerca, della innovazione e della IA: la Regione riconosce che innovazione e sviluppo tecnologico richiedono una gestione coordinata, strategica e partecipata, e per questo introduce una struttura di governo multilivello.

Governance e programmazione triennale della IA in Lombardia

Il primo pilastro è la programmazione strategica triennale della ricerca, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, che consente alla Regione di definire obiettivi e interventi da realizzare nel rispetto delle risorse disponibili con una visione allineata ai cambiamenti scientifici e tecnologici. Questo strumento permette di anticipare tendenze, intervenire in modo tempestivo e garantire che le politiche siano coerenti con gli indirizzi nazionali ed europei.

Il secondo pilastro è l’istituzione di un organismo indipendente di supporto tecnico-scientifico, che assicura competenze qualificate e un monitoraggio continuo del sistema della ricerca, con il compito di fornire pareri e proposte basate sulle evidenze scientifiche, contribuendo a rendere le decisioni politiche più solide e informate.

Il terzo pilastro riguarda il coinvolgimento attivo degli attori dell’ecosistema innovativo con l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto quale spazio permanente di dialogo utile a condividere esigenze, definire priorità comuni, favorire collaborazioni e orientare investimenti. La regione intende proseguire nella realizzazione di iniziative volte a rafforzare l’internazionalizzazione della ricerca e la valorizzazione dell’attività svolta da ricercatori, nonché occasioni di confronto pubblico, divulgazione scientifica e dialogo tra ricerca, istituzioni, imprese e cittadinanza, tra cui la Giornata della ricerca.

La Regione indica tra le proprie priorità la messa a disposizione di piattaforme digitali dedicate all’innovazione e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, strumenti che consentono di collegare soggetti pubblici e privati, facilitare lo scambio di informazioni, e accelerare processi di innovazione aperta.

L’articolo 3 delinea il processo che conduce alla definizione della pianificazione triennale: la Giunta regionale elabora la proposta di Programma strategico triennale per la ricerca, l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’intelligenza artificiale che definisce gli obiettivi operativi e gli interventi realizzabili sulla base delle risorse necessarie; il programma viene approvato dal Consiglio regionale ed è di competenza della Giunta regionale definire, in coerenza con il programma approvato, le tipologie di intervento da finanziare prioritariamente e i criteri e le modalità con cui attribuire le risorse. Il processo di costruzione del programma è partecipato: coinvolge il Comitato scientifico, il Tavolo regionale, i soggetti pubblici e privati del sistema regionale della ricerca e i cittadini.

Tra le aree d’intervento del Programma strategico triennale rientrano:

  • investimenti nelle infrastrutture per ricerca e IA e nelle tecnologie digitali;
  • sostegno a iniziative congiunte tra soggetti deputati alla ricerca e imprese;
  • valorizzazione del capitale umano, sostegno al rientro dei ricercatori impegnati all’estero e alla permanenza dei ricercatori già operanti presso le università e gli enti di ricerca lombardi;
  • agevolazioni per imprese emergenti e innovative;
  • sostegno alla creazione e diffusione di brevetti e alla tutela della proprietà intellettuale;
  • promozione dell’aggregazione tra soggetti operanti nella ricerca anche di livello europeo e internazionale;
  • sperimentazione e norme tecniche su open data, big data e IA.

Comitato, Tavolo e piattaforma dell’innovazione in Lombardia

Viene istituito (art. 4) il Comitato scientifico per la ricerca e l’innovazione, organismo indipendente (composto da 5 esperti di alta qualificazione professionale) istituito per affiancare la Regione nella definizione delle politiche strategiche previste dalla legge che opera nel rispetto dei principi di imparzialità, riservatezza e trasparenza.

L’articolo 5 istituisce il Tavolo regionale per la ricerca, l’innovazione e l’intelligenza artificiale, strumento di coordinamento e confronto per mettere in relazione in modo strutturato i principali attori del sistema lombardo della ricerca e dell’innovazione. Si tratta di un organismo di particolare rilevanza, perché consente alla Regione di operare in maniera condivisa e partecipata con il mondo accademico, scientifico e produttivo.

Il Tavolo è un luogo permanente di confronto, dibattito e collaborazione tra i diversi soggetti che operano nella ricerca e nell’innovazione, creando un ponte stabile tra amministrazione regionale e stakeholder del territorio.

La proposta di legge prevede la istituzione della “Giornata della ricerca” per valorizzare le eccellenze del mondo scientifico, tecnologico e imprenditoriale.

L’articolo 7 introduce e definisce il ruolo della Piattaforma digitale per l’Innovazione, riconosciuta dalla Regione Lombardia come uno strumento strategico per sostenere, organizzare e potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione del territorio. La Piattaforma è concepita come un luogo virtuale dinamico e multifunzionale in cui promuovere l’innovazione aperta (open innovation) che incoraggia la collaborazione tra molteplici attori — imprese, università, amministrazioni pubbliche, centri di ricerca, associazioni — consentendo loro di condividere conoscenze e soluzioni. In questo ambiente virtuale, le politiche regionali per l’innovazione possono essere illustrate e diffuse, e le iniziative già avviate possono essere descritte e messe a disposizione di un pubblico ampio.

Carta regionale per una IA antropocentrica e centri dati

L’art. 8 introduce la Carta regionale per lo sviluppo della Intelligenza artificiale, documento programmatico che la Regione Lombardia promuove con l’obiettivo di costruire un quadro condiviso per lo sviluppo dell’IA sul territorio. La Regione promuove la sottoscrizione della Carta coinvolgendo una pluralità di soggetti: istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile, nonché attori nazionali e internazionali interessati allo sviluppo della tecnologia dell’IA.

L’obiettivo è costruire una rete solida, ampia e multidisciplinare, capace di sostenere la diffusione dell’intelligenza artificiale in contesti diversi – lavorativi, sociali, sanitari, formativi, amministrativi — e di orientarla secondo principi condivisi. La Carta è un documento di riferimento che orienta i soggetti firmatari verso un modello di IA antropocentrico, conforme alla normativa europea e statale e alle migliori pratiche internazionali.

La Regione ha anche approvato la legge regionale n.11 del 3 giugno 2026 (Disposizioni in materia di insediamento di centri dati).

La legislazione regionale della Lombardia ha lo scopo di creare un contesto ben strutturato per integrare appunto innovazione e IA.

Puglia: innovazione aperta nella legislazione regionale sulla IA

La Regione Puglia ha approvato la legge 14 aprile 2025, n. 4 “Misure di promozione in materia di innovazione aperta e intelligenza artificiale e disposizioni varie”. Finalità della legge (art. 1): “la Regione, al fine di sostenere e accelerare lo sviluppo e l’innovazione tecnologica del sistema produttivo regionale, valorizzando le risorse e le competenze presenti sul territorio, nonché attraendo talenti tecnologici e creativi, disciplina le misure per favorire lo scambio di flussi di conoscenza tra gli attori dei processi produttivi e della ricerca con l’obiettivo di agevolare e stimolare, anche attraverso il coinvolgimento delle agenzie strategiche regionali e delle società in house, l’incontro tra la domanda di innovazione e l’offerta innovativa”.

Innovazione aperta e IA fanno quindi parte di una strategia regionale in linea con le strategie della Unione europea e nazionali sia in tema di innovazione e sia in materia di IA.

La Regione promuove, inoltre, in collaborazione con tutti i portatori di interessi, con le agenzie strategiche regionali e le società in house, la costituzione di comunità digitali e di hub territoriali di innovazione aperta di cui all’articolo 5 della stessa legge. In questo contesto di innovazione la Regione sostiene la diffusione dell’intelligenza artificiale quale strumento per lo sviluppo del sistema economico e sociale regionale. La legge si basa su alcune definizioni importanti.

Intanto cosa si intende per innovazione aperta: “un modello di innovazione di carattere strategico e collaborativo, basato sullo scambio di flussi di conoscenza dall’esterno all’interno dell’organizzazione e viceversa, finalizzato a sostenere lo sviluppo e l’innovazione tecnologica del sistema produttivo regionale secondo principi di neutralità tecnologica e orientato a:

  1. promuovere la collaborazione tra le imprese e l’ambiente esterno, in particolar modo start-up, università, organismi di ricerca, incubatori certificati d’impresa, altri enti e istituzioni pubbliche e private;
  2. determinare sinergie tali da accelerare e migliorare i processi di innovazione;
  3. stimolare la logica di rete, favorendo l’innovazione di processi, servizi, prodotti, modelli e metodi contribuendo a risolvere le sfide economiche, sociali ed ambientali, presenti e future, anche attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale e delle altre tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies – KETs);
  4. accelerare l’innovazione e ottenere vantaggi competitivi attraverso una maggiore apertura e collaborazione con l’ecosistema esterno.

Agenda e piattaforma digitale dell’innovazione in Puglia

Istituzione dell’Agenda strategica triennale (art. 3). La Giunta regionale, in armonia con gli strumenti di programmazione vigenti e con le pianificazioni di settore, anche in tema di attrazione e valorizzazione dei talenti, approva l’agenda strategica triennale in materia di innovazione aperta, che individua gli ambiti e le priorità dell’intervento regionale per favorirne la diffusione sul territorio pugliese.

La Regione, coerentemente con il piano di riorganizzazione digitale dell’amministrazione, istituisce la piattaforma digitale dell’innovazione per favorire la diffusione dell’innovazione aperta e promuovere lo sviluppo di progetti e collaborazioni, nel rispetto dei principi di pubblicità, trasparenza, parità di accesso e di trattamento, pari opportunità e non discriminazione. La piattaforma assicura adeguati standard di sicurezza informatica e di protezione dei dati personali, dei diritti di autore, della proprietà intellettuale e del segreto industriale.

Gli obiettivi della piattaforma

La Regione, attraverso la piattaforma, persegue i seguenti obiettivi:

a) valorizzare le risorse e le competenze presenti sul territorio, promuovendo collaborazioni e partenariati;

b) censire le pregresse esperienze regionali in tema di innovazione aperta;

c) garantire una mappatura trasversale e georeferenziata degli attori dell’innovazione, particolarmente delle start-up, mettendo a disposizione degli utenti uno strumento di interrogazione tramite motore di ricerca;

d) favorire l’incontro tra domanda e offerta di innovazione;

e) diffondere la conoscenza delle eccellenze industriali e scientifiche;

f) attrarre talenti tecnologici e creativi;

g) individuare le sfide innovative e tecnologiche a cui il sistema industriale può rispondere in ottica di ecosistema;

h) contribuire allo sviluppo di industrie emergenti valorizzando le competenze e le tecnologie chiave abilitanti;

i) promuovere l’aggregazione degli attori dei processi di innovazione in un ecosistema digitale collaborativo, in cui si definiscono e realizzano progettualità in linea con gli obiettivi strategici per la crescita della Regione, sia in termini di miglioramento della competitività delle imprese che di qualità della vita dei cittadini.

I tre pilastri della piattaforma digitale dell’innovazione

La piattaforma digitale dell’innovazione si sviluppa su tre pilastri:

a) luogo di incontro tra domanda di innovazione espressa o rilevata da imprese, pubblica amministrazione e altre istituzioni o organizzazioni e soluzioni provenienti da innovatori, micro, piccole e medie imprese, startup e spin-off;

b) vetrina di proposte e iniziative di innovazione, nuovi prodotti e servizi innovativi provenienti dall’ecosistema;

c) ambiente per lavoro cooperativo, supporto a progetti di ricerca ed innovazione e alla gestione di gruppi di lavoro.

Al fine di garantire il dialogo tra la domanda di innovazione e le competenze, la piattaforma implementa altresì processi di incontro automatico, basato anche su tecniche di intelligenza artificiale, finalizzati ad analizzare gli interessi, le esperienze e le innovazioni dell’utente e a suggerire sfide e innovazioni pubblicate da altri attori.

La piattaforma fornisce agli utenti informazioni adeguate per consentire decisioni consapevoli riguardo all’uso dei servizi che utilizzano l’intelligenza artificiale e garantisce ai massimi livelli i principi di equità, trasparenza e non discriminazione.

La Regione favorisce la costituzione di hub territoriali dell’innovazione aperta all’interno di spazi pubblici esistenti, idonei ad accogliere iniziative nei settori della ricerca e sviluppo.

Intelligenza artificiale nella PA e Centro di competenza regionale

La Regione promuove l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione; supporta lo sviluppo di reti costituite tra i responsabili per la transizione digitale delle pubbliche amministrazioni del territorio, per promuovere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale al fine di migliorare la qualità e la gamma dell’offerta di servizi, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone e di accessibilità ai servizi pubblici digitali.

La Regione istituisce il Centro di competenza regionale per l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Il Centro ha le seguenti finalità: a) indagare, analizzare, comprendere, monitorare e valutare le implicazioni e la sostenibilità di applicazioni, sistemi, strumenti e soluzioni di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione regionale; b) promuovere la redazione di linee di indirizzo, attività di ricerca, formazione e studio specifiche, anche tramite costituzione di tavoli di lavoro; c) sperimentare l’utilizzo di applicazioni, sistemi, strumenti e soluzioni di intelligenza artificiale in ambito regionale, all’interno di processi e sistemi.

Il Centro può sottoscrivere protocolli di collaborazione in ambito pubblico e in ambito pubblico privato, senza ulteriori oneri a carico del bilancio regionale, allo scopo di monitorare l’offerta di sistemi di intelligenza artificiale sul territorio regionale.

La Regione promuove (art. 10) lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale delle MPM.

Anche la legislazione regionale della Puglia si muove nella direzione della Regione Lombardia ma si occupa in particolare della IA rispetto al sistema produttivo e alla pubblica amministrazione.

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