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Direttore responsabile Alessandro Longo

La cosa più importante da fare adesso per l’Agenda è completare la Governance, con tutti i passaggi burocratici del caso. Questa deve essere la priorità, per consentire al Comitato di funzionare.

A quest’ultimo poi spetterà decidere quali temi da sviluppare subito, dopo aver completato la Governance. A mio avviso, le cose più urgenti si dividono in tre categorie: gestione della macchina pubblica, servizi al cittadino e competenze digitali. A titolo personale, ritengo che nella prima categoria le cose prioritarie siano l’anagrafe unica e la fatturazione elettronica. Nel secondo sono SPID e pagamenti verso la pubblica amministrazione. Infine, la cultura digitale, che secondo me è l’infrastruttura principale di cui abbiamo bisogno. Qui ci sono due direttrici da sviluppare: una verso la massa degli utenti (la Rai e la Scuola hanno un ruolo fondamentale in questo caso) e l’altra verso l’azienda. Favorire lo sviluppo delle startup è funzionale anche ai fini della diffusione della cultura digitale delle aziende. 

Su tutto questo, aggiungo una nota sul metodo di lavoro da seguire: non reinventiamo di nuovo l’acqua calda, ma studiamo ciò che di buono è già stato fatto in Italia e all’estero. Proporrò al Comitato di seguire questa modalità. 

 

(*Quintarelli è stato designato Presidente del Comitato, ma si attende il decreto per la nomina effettiva)

  • Maurizio Poerio

    Non vorrei che si ritornasse ai famosi progetti di e-gov che non hanno prodotto nulla anzi…

  • marco tommasi

    come docente condivido l’idea della cultura digitale come priorità assoluta, sono perfettamente d’accordo con lo studio e la valorizzazione delle buone pratiche, vado in estasi per la maiuscola usata per la Scuola.
    Un unico dubbio: si pensa ad un coinvolgimento dal basso oppure si prenderanno a riferimento le solite 4 iniziative che negli ultimi anni hanno monopolizzato finanziamenti pubblici e privati?

  • Attilio A. Romita

    1. Sarebbe utile conoscere chi non vuole che il Comitato Innovazione non parta. Forse è la paura e l’azione nascosta di contro-operatori che ritengono che due attori forti mettano in pericolo una azione positiva ed innovativa.
    2.La cultura digitale è sicuramente il processo che può portarci alla riduzione quasi totale del digital divide cioè dell’ignoranza della potenza degli strumenti digitali ….ma troppi burusaurus rex pubblici e privati la osteggiano ….avranno forse paura che si scopra che il loro potere è basato sulla conoscenza reale della loro incapacità.
    Ai posteri, ma moltissimo vicini prosperi, l’ardua sentenza.

  • Gb

    Innovazione-ricerca-sviluppo-infrastrutture…
    Benissimo una Carta dei Diritti per la rete, pero’intanto iniziare a darsi delle priorità, da un’alfabetizzazione informatica (giovani con l’iphone che credono internet siano facebook-instagramm o whatsap) per il “superamento” del digital-divide, una commissione che decida in fretta chi, come e quando avviare i lavori per un’infrastruttura di rete che si possa definire tale, net neutrality e condizioni di accesso indiscriminatorie e alla portata di tutti.
    Quindi scritte le “regole” diritti e doveri, fare formazione nelle scuole, nelle imprese, nel sociale, creare infrastruttura
    (pubblica potrebbe ridare allo Stato onori, oneri e utili (?) ) e due chiacchere con gli amici Telecom…
    Perchè sentire ancora discussioni sulle governance (che poi abbiamo funzionari con 25 anni di stellette in ForumPa) nei convegni per i soliti esperti invitati… è davvero oltre che noioso, ridicolo e frustrante. Forse quando avremmo fatto saltare le resistenze su questi 3 punti, si potrà parlare di anagrafe,fatture,sanità,giustizia e tutto quello che puo’portare una rivoluzione-innovazione della cosa pubblica.

    Gb

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