Senza fibra ottica non c’è Agenda digitale: lo scenario

Il nostro Paese sul fronte dell’infrastruttura per la banda ultra larga arriva in ritardo, ma ha ora la grandissima opportunità di fare bene, scegliere la strada migliore, i prodotti migliori e le tecnologie più avanzate. Se saremo in grado di fare le scelte giuste riusciremo a colmare il gap con gli altri Paesi e diventare competitivi

Pubblicato il 04 Nov 2016

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Senza fibra ottica non c’è Agenda digitale: lo scenario

Con l’avvicinarsi della revisione della normativa europea sulle telecomunicazioni, che rappresenterà il punto di riferimento per l’avanzamento del settore nei prossimi anni, dalla Commissione europea arrivano segnali chiari sull’importanza della connettività per la costituzione di un Mercato Unico Digitale che aspira a realizzare.

La strategia che sottende al Mercato Unico Digitale sottolinea quanto sia importante la disponibilità di reti sicure, affidabili e altamente performanti al fine di raggiungere i propri obiettivi e promette di incoraggiare gli investimenti nella banda larga ad altissima velocità. Prysmian Group sostiene con convinzione questo ambizioso progetto perché rappresenta una visione futuristica che impone un processo decisionale politico perspicace, in quanto la domanda del futuro dovrà essere soddisfatta dagli investimenti di oggi. E questa domanda è destinata ad esplodere basti pensare che il Boston Consulting Group, rispetto alla richiesta di dati in Europa, prevede una crescita annuale del 32% tra il 2015 e il 2025 spinta da un forte aumento della condivisione dei contenuti e di altre tecnologie promettenti come, ad esempio, le automobili a guida autonoma e la realtà virtuale. Queste richiederanno funzionalità che andranno sempre oltre il semplice incremento della velocità di download dei dati ma che interesseranno la qualità della rete come incrementate capacità in upload, una bassa latenza e una copertura sempre affidabile.

La connettività è quindi, ancora una volta, uno degli aspetti imprescindibili per la Digital Economy e il Mercato Unico Digitale e se si pensa che un terzo della crescita della produzione industriale in Europa è legata all’impiego di tecnologie digitali, è chiaro che non si tratta di un tema limitato al solo settore digitale ma che riguarda l’intera economia. In termini di connettività mobile, le prossime comunicazioni e proposte della Commissione europea si concentrano sul piano d’azione per il roll out del 5G la cui connettività mobile è supportata dalle reti di backhaul fisse.

Ne consegue che la capacità del 5G di offrire connessioni mobili superveloci dipenderà sensibilmente dalle prestazioni e dalla qualità dell’infrastruttura fissa di supporto. Per questa ragione, abbiamo accolto favorevolmente il discorso del commissario Oettinger che ha sottolineato che “non ci sarà 5G senza un accesso capillare alla fibra”. Riteniamo che le reti basate sulla fibra ottica siano l’unica soluzione capace di soddisfare nel lungo periodo le esigenze future. Strade alternative non sono, non saranno, in grado di fornire le velocità necessarie, ma difettano di altri standard che definiscono la performance della rete. Un approccio multi-tecnologico può costituire una fase transitoria per gestire lo scaglionamento degli investimenti o le complessità che caratterizzano la trasformazione della rete, ma comporta, ovviamente, un prezzo in termini di costi operativi poiché la disomogeneità della rete necessita sempre maggiori costi di manutenzione e un più elevato consumo energetico. Una simile transizione deve quindi essere realizzata tenendo presente che la soluzione a lungo termine dovrà consistere nell’architettura Fibre-to-the- Antenna o Fibre-to-the-Premises per più del 95% delle entità connesse (aziende, servizi pubblici, comunità, persone e cose).

Scegliere la fibra significa investire nell’infrastruttura con la più elevata probabilità di riuscire a soddisfare i requisiti di connettività che si presenteranno da qui ai prossimi 20-30 anni, quando, cioè, la Digital Economy attraverserà una fase molto più matura anche se a prescindere dai futuri miglioramenti dei componenti attivi, la capacità della fibra ottica non raggiungerà comunque il suo limite fisico.

Per gli investitori che dispongono delle risorse adeguate, puntare sin da subito sulla soluzione corretta rappresenta il modo migliore per ottimizzare il Net Present Value del bene. Non solo. Con la fibra si elimineranno tutte le problematiche relative alla simmetria, poiché la fibra è simmetrica per definizione: qualunque sia l’evoluzione della velocità di upload/download in futuro, la struttura passiva di una rete in fibra ottica sarà comunque adeguata. Laddove la rete di distribuzione passiva in fibra ottica sarà presente omogeneamente in un’ampia area geografica, il costo di manutenzione delle reti sarà inferiore rispetto ad altre soluzioni e la trasmissione del segnale risulterà più affidabile, in quanto la fibra ottica non è soggetta ad interferenze. Anche la latenza sarà più bassa e il consumo energetico inferiore poiché la scelta di un’architettura di rete in fibra ottica completamente passiva non comporta l’alimentazione di dispositivi attivi.

Il nostro Paese, che sul fronte dell’infrastruttura per la banda ultra larga arriva in ritardo, ha la grandissima opportunità di fare bene, scegliere la strada migliore, i prodotti migliori e le tecnologie più avanzate. Se saremo in grado di fare le scelte giuste riusciremo a colmare il gap con gli altri Paesi e diventare competitivi. Noi ci crediamo da sempre e da sempre, per migliorare i nostri prodotti, investiamo costantemente in Ricerca e Sviluppo anche con l’obiettivo di rendere la costruzione in Europa della rete a banda ultra larga più facile ed economicamente sostenibile. Solo così potremo portare un reale miglioramento nella vita di tutti, non solo per gli operatori, ma anche e soprattutto per le persone.

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Pilota42
Pilota42
9 anni fa

Non ce la farete mai. E’già sorpassata. Il futuro era ieri !!!!

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