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Spettro radio: le decisioni della WRC-23 cruciali per il futuro



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Alla Conferenza Mondiale sulle Radiocomunicazioni sono state prese decisioni cruciali per il futuro dello spettro radio, con un focus su bande sotto 1 GHz, 3,5 GHz e 6 GHz per il mobile, e armonizzazione globale, soprattutto per il 5G-Advanced. Tra i temi sul tavolo anche le comunicazioni satellitari e la convergenza tra infrastrutture di connettività…

Pubblicato il 3 apr 2024

Mario Frullone

Direttore delle Ricerche presso Fondazione Ugo Bordoni



tlc telecom telco

La Conferenza Mondiale sulle Radiocomunicazioni (WRC-23), tenutasi a Dubai dal 20 novembre al 15 dicembre 2023, ha rappresentato un evento cruciale per l’uso futuro dello spettro radioelettrico a livello globale.

WRC-23: prosegue il dibattito sulla banda sub-700 MHz

Quasi come per un riflesso condizionato legato a decenni di dispute tra sistemi cellulari e servizi di broadcasting, i commenti sugli esiti della WRC-23 hanno dedicato uno spazio fin troppo ampio alla banda al di sotto dei 700 MHz.

In molti Paesi europei sarà possibile una allocazione secondaria della banda sub-700 per applicazioni mobili (eccetto aeronautiche), ma non in Italia e Spagna. Per effetto di protezioni reciproche rivendicate proprio da Italia e Spagna da un lato e da alcuni Paesi del Nord Africa dall’altro questa allocazione secondaria per il nostro Paese non è prevista. In Italia queste bande rimarranno nella disponibilità sostanziale del digitale terrestre fino al 2031. Non sembra, in realtà, che ciò possa avere un impatto significativo sul futuro del 5G o del 6G, anche in considerazione della esiguità della banda. L’impatto potrebbe riguardare al più la copertura di aree remote, per le quali, come vedremo più avanti, si profilano soluzioni diverse da parte di investitori globali.

Una lettura più attenta conduce a ritenere che gli esiti della WRC-23 che avranno davvero un impatto sul futuro del settore ICT e, a cascata, sull’intero settore produttivo europeo sono altri e riguardano altre bande di frequenza. Ma andiamo per gradi.

L’armonizzazione della banda da 3,3 a 3,8 GHz e l’upper 6 GHz

La WRC-23 ha concordato l’assegnazione di nuovo spettro mobile non solo sotto 1 GHz (a parte come visto per Italia e Spagna) e in banda media nelle gamme di 3,5 GHz e 6 GHz. Questa capacità può essere utilizzata per consentire uno sviluppo del traffico nel settore mobile e per armonizzarne l’uso.

Infatti, la banda da 3,3 a 3,8 GHz, la banda pioniera del 5G, ha raggiunto l’armonizzazione in tutta l’area EMEA, con benefici importanti per il futuro della tecnologia 5G.

Di portata ancora maggiore è la decisione sulla banda cosiddetta upper 6 GHz, cioè la banda da 6,425 a 7,125 GHz, che è stata identificata per l’uso mobile in ogni regione ITU. Le condizioni tecniche per lo spettro a 6 GHz sono ora armonizzate a livello globale, ponendo le basi per l’espansione della capacità mobile, in particolare per il 5G-Advanced e oltre.

Il futuro del Wi-Fi 7 e l’uso duplice del spettro a 6 GHz

Questa decisione è stata giudicata negativamente da chi aspettava che l’intera banda fosse destinata a uso non licenziato, e in sostanza al Wi-Fi 7, di cui ho parlato in un precedente contributo, motivando sostanzialmente tale delusione con la necessità di avere una estensione wi-fi con potenzialità adeguate ai progressi dei collegamenti in fibra. In realtà, senza molti precedenti, la banda ha una destinazione potenzialmente duplice: “the [6425-7125 MHz ] frequency bands are .. used for the implementation of wireless access systems (WAS), including radio local area networks (RLANs).”

Saranno possibili quindi profili di coesistenza tra uso licenziato e non licenziato. Per alcuni commentatori, soprattutto negli Stati Uniti, questo è sufficiente. Il settore Wi-Fi è già sulla strada giusta per sfruttare appieno la banda a 6 GHz e presto diventerà del tutto chiaro che l’estensione del Wi-Fi all’intera banda dei 6 GHz rappresenta una forza irresistibile per lo sviluppo delle comunicazioni wireless.

Considerazioni sull’equilibrio tra hyperscaler e operatori cellulari

La situazione andrebbe però letta anche in riferimento al dibattito in corso relativamente ai rapporti di forza tra hyperscaler e operatori cellulari. Partiamo dalla situazione descritta recentemente dal commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton nel suo intervento alla Mobile World Conference 24 e dal recente White Paper “How to master Europe’s digital infrastructure needs?”.

Le reti digitali stanno subendo una trasformazione in cui le infrastrutture di connettività stanno convergendo con le capacità del cloud e dell’edge computing. Il concetto di Network as a Service (NaaS) consente la creazione di un ambiente comune e aperto che rende possibile per nuovi soggetti nel dominio dei servizi di rete, come appunto i cloud hyperscaler, di avviare servizi carrier-grade, di elevata qualità.

Attualmente, gli operatori controllano ancora la maggior parte delle interazioni basate sulle telecomunicazioni con gli utenti finali, ma, ad esempio, nel settore delle reti private 5G la competizione può diventare presto vivace. La disponibilità di ampie bande licenziate potrebbe lavorare a favore degli operatori telco. Non invito a trarre rapide conclusioni, ma ad osservare che l’Europa richiama ad essere sensibili a queste dinamiche.

L’enfasi sulle comunicazioni satellitari alla WRC-23

La WRC-23, e ancor più farà la WRC-27, ha dato grande enfasi alle comunicazioni satellitari.

In primo luogo, per quanto riguarda i servizi critici: le decisioni prese alla WRC-23 riflettono l’impegno verso la salvaguardia dei servizi satellitari critici.

Inoltre, la WRC-23 ha assegnato spettro aggiuntivo per i servizi di comunicazione satellitare. Questa espansione è essenziale per soddisfare le crescenti richieste di applicazioni ad elevata velocità di trasmissione e le tecnologie emergenti. La WRC-23 ha riconosciuto l’importanza di sostenere e accogliere le tecnologie satellitari emergenti nel quadro normativo.

Le sfide future: cosa ci aspetta dopo la WRC-23

Vedremo anche una maggiore attenzione alla connettività D2D. A livello globale vengono annunciati un numero crescente di partenariati tra reti terrestri e satellitari. Sebbene tali partenariati possano supportare il divario di copertura ed essere un motore per l’inclusione digitale, le questioni normative relative alla parità normativa, all’acquisizione dello spettro, alle condizioni di licenza e alla qualità del servizio dovranno essere discusse per capire come i quadri normativi armonizzati possano avvantaggiare tutti. Ci sarà anche un confronto con la realtà di questa nuova tecnologia e una considerazione del suo impatto sulla connettività globale. È probabile che la popolazione globale nel divario di copertura si trovi anche nel divario di utilizzo della telefonia mobile: persone che vivono all’interno della copertura ma non la utilizzano. Il 5% della popolazione globale che vive al di fuori della copertura potrebbe, in teoria, essere connesso tramite D2D, ma le comunità rurali sono molto più colpite dal divario di utilizzo e l’impatto effettivo del D2D nel connettere coloro che non sono connessi è probabile che sia limitato.

Sia nella sovrapposizione tecnologica tra Hyperscaler e operatori di rete, sia nell’ambito dei sistemi satellitari dove Amazon e Starlink sono già una realtà globale emerge la dimensione ormai mondiale delle dinamiche del settore ICT. Il discorso potrebbe riguardare anche i cavi sottomarini e la loro importanza per la resilienza del sistema delle telecomunicazioni.

Conclusioni

Le decisioni della WRC assumono sempre maggiore rilevanza e in parallelo cresce la consapevolezza di ciò da parte delle amministrazioni nazionali e delle istituzioni europee. Nel quadriennio tra due WRC non si tira il fiato, ma si è impegnati sempre più in studi intensi e approfondimenti per affrontare tempestivamente le sfide tecnologiche globali.

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