Numeri e tendenze

Live commerce: come creare una strategia di successo



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Il Live Commerce è un fenomeno in costante crescita e ben radicato a livello globale, e possiamo attenderci un consolidamento ancora più forte negli anni a venire. Lo stato del mercato, le piattaforme più usate gli esempi italiani di successo: gli insight del rapporto McKinsey & Company

Pubblicato il 18 set 2023

Marianna Chillau

CEO & CoFounder @FlyerTech Presidente @4eCom



ecommerce

A sette anni dalla sua nascita, il Live Commerce appare più vivo e in salute che mai. Lungi dall’essere un trend passeggero, il fenomeno delle vendite eCommerce in live streaming si va affermando in diversi mercati in tutto il mondo. A darne testimonianza è McKinsey & Company, che di recente ha pubblicato un report[1] sullo stato del Live Commerce globale esaminando in particolare l’evoluzione in Cina, negli USA, in America Latina e in Europa.

Negli ultimi anni, il canale del Live Shopping si è esteso al di fuori del mercato cinese, diffondendosi anche in Occidente e nel mercato europeo. Sebbene non abbia raggiunto il livello di crescita e i numeri della Cina, il report dimostra come anche da noi sia destinato a espandersi e consolidarsi, a patto di comprendere e rispettare le specificità del nostro mercato. Il Live Commerce, infatti, non si dà in maniera uniforme e identica ovunque, ma presenta tratti originali e differenze significative tra le diverse regioni.

È dunque il caso di analizzare gli insight forniti dal report di McKinsey & Company per comprendere in quali direzioni si sta muovendo il Live Commerce nel mondo, quali sono le tendenze che sta seguendo nel nostro mercato e in che modo promuoverne il pieno sviluppo.

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Lo stato del Live Commerce: identikit e abitudini d’acquisto degli utenti in live streaming

Il Live Commerce nasce in Cina nel 2016, con il lancio di Taobao Live, e non sorprende che quello cinese rimanga il mercato più maturo e sviluppato. Basti pensare che solo nel 2022, il mercato del Live Shopping cinese valeva 500 miliardi di dollari[2].

Già in una ricerca del 2021, McKinsey riportava che erano i due terzi dei consumatori cinesi ad affermare di aver comprato prodotti in live streaming nell’ultimo anno[3]. Nel report pubblicato a luglio 2023, la società conferma sostanzialmente il livello di maturità del mercato cinese. Dal report, emerge ad esempio che in Cina il 57% degli utenti di Live Shopping utilizza questo canale da più di 3 anni, contro un valore del 5-7% in Europa, America Latina e USA. Questo dato testimonia come si tratti di un canale ormai largamente affermato tra i consumatori cinesi, come dimostra peraltro la percentuale di utenti che partecipano ad eventi di Live Shopping almeno una volta al mese: un valore dell’87% nel caso della Cina, significativamente più alto rispetto all’Europa (52%) e agli USA (43%).

Chi sono gli utenti in Live Shopping

Gli utenti che partecipano frequentemente agli eventi di Live Shopping hanno, a livello globale, un’età media compresa tra i 33 e i 36 anni, sebbene la fascia principale di utenti di Live Commerce abituali sia quella 25-34. Europa e Cina sarebbero in particolare le regioni con gli utenti di Live Commerce appartenenti a una fascia d’età più giovane (18-34), composta principalmente da Gen Z e Millennial.

Immagine tratta da McKinsey & Company

Cosa acquistano gli utenti in Live Shopping

In termini di acquisti in Live Shopping, fashion e beauty si confermano tra le categorie più acquistate, comparendo in tutte le regioni nella top 5. Vanno bene anche i dispositivi elettronici, che rappresentano la seconda categoria di articoli maggiormente acquistati in live streaming in Europa e in America Latina.

Se in USA, Europa e America Latina l’abbigliamento costituisce la categoria di prodotti più acquistati in assoluto, in Cina al primo posto ci sono invece i beni alimentari. Del resto, come sottolinea McKinsey, un fenomeno peculiare della Cina è la presenza di contadini che vendono prodotti agricoli in live streaming, la cui popolarità è cresciuta durante la pandemia.

Immagine tratta da McKinsey & Company

Riguardo il numero di ordini effettuati in Live Shopping, la maggior parte degli utenti in Europa e negli USA acquista in media 1-2 prodotti nel corso di una live; questo dato vale per tutte le categorie ad eccezione di abbigliamento, scarpe e accessori: qui, la maggior parte acquista 3-4 prodotti, dato che si può ricondurre a una maggiore capacità di cross-selling in questa tipologia di articoli.

Un dato interessante riguarda il conversion rate: McKinsey riporta in tutti i mercati tassi pari o superiori al 30%, fino a 10 volte più alti rispetto all’eCommerce tradizionale.

Quando acquistano gli utenti in Live Shopping

Mentre in Cina la maggior parte degli utenti abituali di Live Commerce è più attiva durante i weekend, preferendo partecipare alle live di sera, negli altri mercati è nei giorni settimanali che gli utenti sono più ingaggiati, con una preferenza verso il pomeriggio.

Un’altra differenza degna di nota riguarda il momento in cui avviene l’acquisto. Se la quasi totalità degli spettatori in Cina preferisce acquistare durante le dirette stesse (con punte del 100% per alcune categorie di prodotti d’uso quotidiano), molto meno sono gli spettatori che acquistano in diretta negli USA (tra il 40 e il 54%) e ancor meno in Europa (tra il 28 e il 46%). Molti preferiscono però acquistare dopo la diretta.

Un aspetto che va sottolineato è anche l’efficacia del replay per le conversioni: stando a una ricerca di Coresight Research, infatti, il 70% delle vendite relative a un evento di Live Shopping avvengono dopo l’evento stesso, grazie al replay[4].

Social, marketplace e sito web: le piattaforme più usate

Quanto alle piattaforme da cui gli utenti acquistano in live streaming, il report di McKinsey indica l’emergere di importanti differenze tra i diversi mercati. In Cina, le piattaforme più popolari sono Taobao Live, utilizzata dal 61% degli utenti di Live Commerce, e Douyin, la versione cinese di TikTok, usata dall’88% degli utenti di Live Commerce. Da una parte, la piattaforma di Live Commerce del marketplace di Alibaba, da cui nel 2016 ha avuto origine il Live Shopping; dall’altra parte, la celebre app social specializzata in short video – lanciata anch’essa nel 2016 da ByteDance – che è però in Cina molto utilizzata anche per partecipare alle live.

Un trend su cui gli autori si soffermano è l’utilizzo dei siti web proprietari come canali di Live Shopping. Poco popolari in Cina (meno dello 0,5% degli utenti di Live Commerce cinesi li utilizzerebbe), i siti web sarebbero ben più usati in Occidente, dove il loro utilizzo potrebbe essere accelerato da alcuni fenomeni.

Il declino del Live Shopping sui social

Un fattore decisivo nell’aumento delle live trasmesse sui siti dei brand è rappresentato dalla sospensione da parte di Meta delle funzioni di Live Shopping su Facebook e Instagram. Su Facebook, dove il Live Shopping era approdato già nel 2018, Meta ha accantonato questa funzionalità nell’ottobre del 2022 per focalizzarsi sui Reel. “Mentre i comportamenti di visualizzazione si spostano sugli short video, stiamo spostando la nostra attenzione su Reels su Facebook e Instagram, il formato di video brevi di Meta”, aveva dichiarato l’azienda[5]. A marzo 2023 è arrivata poi l’analoga decisione su Instagram.

Se quindi in Cina short video e Live Shopping coesistono spesso all’interno delle stesse piattaforme, questa coesistenza ha più difficoltà ad affermarsi negli USA e soprattutto in Europa. Già a luglio 2022, TikTok aveva annunciato che avrebbe abbandonato il progetto di estendere la funzionalità di Live Shopping che prevedeva di lanciare in alcuni Paesi in Europa (Germania, Francia, Italia e Spagna) e negli Stati Uniti, a seguito dei risultati al di sotto delle aspettative avuti nel Regno Unito con il lancio di TikTok Shop[6]. Come il Financial Times evidenzia, mentre Douyin – l’app “sorella” di Tiktok – aveva visto in Cina triplicare le vendite in un anno grazie al Live Shopping[7], questo modello mostrava di fare più fatica a prendere piede in Occidente. Solo alcuni mesi dopo, TikTok è tornata a parlare di portare TikTok Shop e il Live Shopping negli USA, in partnership con TalkShopLive[8], progetto che non riguarda in ogni caso l’Europa.

Sebbene queste notizie siano state accolte da alcuni come segnale del fallimento – o comunque di una brusca frenata – del Live Shopping nei mercati occidentali, di fatto esse segnano piuttosto la fine di un modello di Live Shopping – quello sui social – che in Occidente, e nello specifico in Europa, non ha mai davvero preso piede né raggiunto il grado di sviluppo che ha avuto in Cina.

Questo anche perché, a differenza che in Cina, da noi i social non offrono un’esperienza di Live Shopping completa e immersiva. In Europa, le piattaforme social non rendono possibile procedere al checkout in maniera fluida e integrata: gli utenti sono spesso costretti ad abbandonare la live per completare l’acquisto, in genere tramite link esterni che rimandano al sito. Ad oggi, in Europa, il sito rimane perciò il touchpoint che garantisce la maggiore immersività, dando agli utenti la possibilità di vedere le schede prodotto, aggiungere al carrello e procedere al pagamento senza mai smettere di seguire la live.

Dati di prima parte ed era post-cookie

Trasmettere le dirette sul sito eCommerce, stando a McKinsey, presenta anche un altro vantaggio: canali proprietari come il sito consentono di raccogliere e utilizzare più dati sui clienti, specialmente dati di prima parte. Il valore di questi dati, fondamentali per conoscere a fondo la propria audience e fornire esperienze personalizzate, diventa ancora più prezioso in un periodo come quello attuale in cui ci avviamo alla fine dei cookie di terze parti – che Google ha annunciato di sospendere su Chrome entro il 2024[9].

Con la morte dei dati di terze parti, diventa cruciale per le aziende adottare strategie che si basino su dati di prima parte e zero-party, che permettono di ottenere una comprensione dettagliata e completa della persona dietro l’utente. In questo contesto, il Live Shopping rappresenta uno dei canali più efficaci di “people-based marketing”, ossia di un marketing fondato e orientato alle persone, volto ad affrontare la sfida della rivoluzione post-cookie grazie alla creazione di relazioni dirette e umane con gli utenti[10].

Il Live Commerce tra Cina e Occidente: differenze e tendenze del mercato europeo

Come abbiamo cominciato a vedere, emergono differenze significative tra le traiettorie prese dal Live Commerce nel mercato cinese e quelle prese nei mercati occidentali. Come notano gli autori del report di McKinsey: “Il Live Commerce sta prosperando in particolar modo in Cina e rappresenta una grande opportunità per aumentare le vendite, migliorare le offerte e stringere relazioni più profonde con i clienti. Tuttavia, per cogliere questa opportunità bisogna comprendere e tenere conto delle spiccate differenze nei modi in cui, a livello globale, i clienti scoprono, interagiscono e utilizzano il formato del Live Commerce. Ciò vuol dire che non esiste un approccio universale per determinare la strategia ottimale di Live Commerce: le soluzioni devono essere adattate a ciascun mercato”.

Occorre in effetti resistere alla tentazione di vedere nell’evoluzione del Live Commerce in Cina l’anticipazione di quello che avverrà nel resto del mondo, come se il modello di Live Commerce che si è lì affermato, così come le modalità e la velocità con cui si è lì affermato, fossero destinati a ripresentarsi identici nel nostro mercato.

Come si legge in un altro articolo di McKinsey & Company a proposito di Social Commerce e Live Shopping tra Cina e USA: “Alcuni dei fattori che spingono la rapida crescita e popolarità del social commerce in Cina sono legati alle circostanze particolari del Paese. Pertanto, sebbene la Cina rappresenti un mercato utile per trarre insegnamenti e ispirazione, la sua adozione in altri Paesi probabilmente seguirà una traiettoria più lenta”. Si pensi ad esempio al fatto che la Cina ha iniziato il suo percorso di poderosa crescita economica contemporaneamente alla rivoluzione di internet, e può per questo contare oggi su “una base di consumatori profondamente digitalizzata con oltre un miliardo di utenti di internet (più degli Stati Uniti e dell’Unione Europea combinati) e una popolazione con uno dei livelli più elevati di e-commerce al mondo”[11].

Una differenza da tenere in considerazione riguarda poi la concentrazione del mercato del retail cinese intorno a grandi player come Alibaba[12]: una tendenza che porta i brand a vendere soprattutto tramite grossi marketplace come Taobao.

Anche McKinsey riporta come in Cina la crescita del Live Commerce sia trainata da marketplace e canali social, inquadrandolo nel contesto più ampio del Social Commerce. Questo fenomeno sarebbe da collegarsi a diversi fattori, come il valore attribuito all’interazione sociale nella cultura cinese, da un lato, e le funzionalità avanzate di queste piattaforme, dall’altro, che permettono di offrire esperienze d’acquisto fluide e integrate. Tutto ciò contribuisce a spiegare la differenza vista prima in merito alle piattaforme di Live Commerce più usate in Cina rispetto al mercato occidentale, dove – evidenzia il report – piattaforme social e marketplace non possiedono quelle stesse funzionalità e rimangono pertanto meno adatti ad ospitare eventi di Live Shopping. Per questi motivi, sarebbe un errore aspettarsi che da noi il Live Commerce si consolidi su questi canali, e per i brand europei conviene piuttosto puntare su canali come sito web e app.

Va peraltro notato, come si legge in un articolo di Retail TouchPoints, che se il Live Commerce in Cina avviene perlopiù su siti come Douyin o Taobao, è anche perché è su questi che i consumatori cinesi sono più abituati ad acquistare, a differenza che nei mercati occidentali dove i siti eCommerce sono ampiamente più sviluppati e preferiti per gli acquisti online rispetto ai social[13].

Del resto, non è così scontato che Live Commerce e canali social come TikTok possano funzionare bene insieme, e ciò potrebbe spiegare lo scarso successo della loro integrazione nei mercati occidentali. È lo stesso articolo di Retail TouchPoints a metterlo in luce: “Infilare un video di livestream shopping nello scrolling frenetico e dopaminico che avviene con i TikTok o i Reel semplicemente non funziona così bene come queste piattaforme speravano”. Se l’obiettivo di app social e di short video è fornire contenuti brevi e veloci, che invogliano l’utente a scorrere rapidamente tra un contenuto e l’altro, l’obiettivo di una live è invece quello di intrattenere e trattenere l’utente per il maggior tempo possibile all’interno della diretta stessa. C’è insomma alla base una divergenza nelle modalità di funzionamento e negli obiettivi di questi due tipologie di contenuti.

Tra shopping e intrattenimento: i contenuti più apprezzati dai consumatori europei

Analizzando i motivi per cui gli utenti partecipano alle live e i contenuti cercati, anche qui emerge una differenza considerevole tra Cina e mercati occidentali. Stando alla ricerca di McKinsey, mentre in Cina gli utenti partecipano a eventi di Live Shopping per acquistare comodamente dai brand che amano e accedere a offerte e prodotti esclusivi, in Europa e USA gli utenti cercano innanzitutto intrattenimento e momenti di “divertimento” da una live. Questo è il motivo più citato dagli utenti europei (38%) e statunitensi (42%), mentre la ricerca di prezzi e offerte viene subito dopo.

Se quindi i consumatori cinesi partecipano alle live essenzialmente per fare shopping, i consumatori europei le vedono più come shoppertainment, ossia una forma di shopping che si unisce all’entertainment.

Riguardo i contenuti offerti in live, per gli utenti europei è importante che i brand presentino sconti e promozioni, ma anche tutorial su come usare i prodotti. Il Live Shopping, in questo senso, è percepito come un canale in cui non solo acquistare divertendosi, ma anche informarsi sui prodotti e ottenere contenuti utili e di valore. Ciò influisce anche sul tipo di show organizzati e di conduttori scelti per la live da parte dei brand.

Oltre KOL e influencer: chi sono i conduttori delle live?

In Cina, i protagonisti delle live sono perlopiù KOL (Key Opinion Leaders) e KOC (Key Opinion Consumers), figure di influencer in grado di attirare gli utenti sulle piattaforme di Live Commerce come Taobao Live e vendere in live streaming grandi quantità di prodotti, arrivando a vendere articoli dal valore di milioni di yuan nel corso di una singola live[14].

Se in Cina, dove le live sono incentrate principalmente sullo shopping, gli influencer sono figure centrali, non sempre lo sono invece in Occidente, dove a condurre le dirette possono essere figure di vario tipo a seconda del tipo di show. Molto più spesso, ad esempio, la scelta si orienta verso addetti vendita, che possono rispondere meglio alla richiesta di tutorial e dimostrazioni di prodotti da parte degli utenti europei. Gli host principali possono essere affiancati da esperti del brand, professionisti esterni, celebrità televisive, speaker radiofonici, o anche appunto content creator e influencer. Gli influencer possono dunque essere coinvolti in veste di co-host, soprattutto se specializzati in settori affini a quello del brand, ma la loro partecipazione alle live è tendenzialmente più limitata e il loro ruolo sicuramente meno centrale che in Cina.

Come ottimizzare le live e costruire una strategia di Live Shopping efficace

Nonostante la significativa crescita del Live Commerce registrata, il report di McKinsey & Company sostiene che in tutti i mercati ci siano margini di miglioramento, gettando luce su alcuni aspetti che possono rallentare la sua espansione.

Guardando in particolare all’Europa, tra i fattori che gli utenti citano come ostacoli alla partecipazione alle dirette di Live Shopping ci sono gli orari di trasmissione delle live, la durata a volte lunga, ma anche i contenuti spesso monotoni e dal tono eccessivamente commerciale. Questo riflette l’interesse da parte degli utenti europei a seguire live incentrate non solo su prodotti, offerte e contenuti promozionali, ma anche contenuti di valore in grado di coinvolgere, informare e divertire.

Molti brand in Europa stanno andando in questa direzione, adottando un approccio più orientato all’intrattenimento e all’interattività nelle loro dirette. Alcuni merchant introducono ad esempio sessioni di Q&A, quiz, elementi di gamification, e ci sono piattaforme di Live Commerce che permettono ai merchant di attivare funzioni interattive come survey e contest.

Tuttavia, è importante sottolineare che la realizzazione di live efficaci non dipende dalla semplice attivazione delle funzioni tecnologiche offerte dalla piattaforma. Prima ancora della tecnologia, l’efficacia del Live Shopping dipende dalla strategia adottata. Definire una buona strategia è essenziale per ideare e organizzare dirette capaci di attirare una vasta audience, intrattenere gli spettatori e fornire esperienze di shoppertainment d’impatto.

Elementi di una strategia di Live Shopping ed esempi italiani

Una buona strategia parte dalla creazione di un piano di Live Shopping, che abbia chiari obiettivi e pubblico di riferimento delle live, così da offrire contenuti rilevanti per la propria audience. È fondamentale strutturare un piano strategico a medio-lungo termine, che preveda la pianificazione e calendarizzazione di diverse live, in base a occasioni speciali, festività, nuovi lanci, ecc. Il Live Shopping è un canale che porta maggiori benefici se utilizzato in maniera regolare, creando live che diventano appuntamenti fissi e sperimentando diverse tipologie di show con cui entrare in relazione con i propri utenti.

Un esempio di successo in questo senso è dato da Farmacia Loreto, farmacia online del Gruppo Farmacie Italiane che da novembre 2022 ha cominciato a realizzare regolarmente dirette sul proprio sito. Su “Loreto TV” vanno in onda live settimanali, tenute dai farmacisti dei punti vendita insieme a figure come esperti dei brand partner, brand ambassador e influencer. Nel corso di ogni diretta, farmacisti ed esperti presentano prodotti e mettono a disposizione la loro expertise, dando consigli e rispondendo a domande e dubbi degli spettatori.

Quanto ai format di show che si possono organizzare, se ne possono testare e adottare diversi. Si possono ad esempio tenere live direttamente nei punti vendita, creando così un’esperienza che unisce store fisico e store online all’insegna dell’omnicanalità.

Per creare esperienze omnichannel, si possono anche preparare eventi fisici trasmessi in live, come eventi in fiera o persino sfilate. Un esempio di quest’ultimo tipo di live è stato il Fashion show di Rinascimento, organizzato dal brand in occasione del lancio della collezione autunno/inverno 2022.

È anche possibile adottare modelli televisivi come il cooking show e trasporli nelle proprie live. Un esempio di questa strategia è dato da Leroy Merlin, che ha lanciato una serie di live a tema BBQ. Una di queste dirette è stata organizzata come una vera e propria sfida con voto in diretta: due community legate al mondo del barbecue, Braciami Ancora e Grigliare Duro, si sono misurate in una “sfida all’ultima brace”, giudicate dagli spettatori, che hanno potuto votare in tempo reale da casa, e dallo chef Max Mariola, chef e content creator che ha condotto la diretta.

In base al format adottato, un aspetto importante della strategia è la scelta delle figure più giuste come conduttori e ospiti degli show. Vanno poi definiti i contenuti delle live, così come i prodotti da mostrare e le offerte da proporre, includendo anche elementi di storytelling con cui instaurare connessioni più intime con gli utenti.

Un altro elemento fondamentale è la definizione della strategia promozionale, per attirare spettatori sia durante le dirette che nella fase post-live. Ricordiamo d’altronde che le live non sono contenuti che si esauriscono nella diretta stessa, ma possono essere continuamente riviste in replay, continuando a generare visualizzazioni e conversioni anche a mesi di distanza.

Parti dello show, inoltre, possono essere sfruttati anche come short video. Sebbene, come abbiamo visto, video brevi e live siano contenuti di tipo molto diverso, non sono tuttavia incompatibili e, anzi, un video breve può essere realizzato estrapolando alcuni momenti da una diretta, come le dimostrazioni dei prodotti o i consigli degli esperti. Oltre che sui social, gli short video possono anche essere integrati sul sito eCommerce come Shoppable Video: a differenza dei video sui social, questo formato di video brevi interattivi permette agli utenti di cliccare sulle icone dei prodotti, visualizzarne i dettagli e procedere all’acquisto senza mai abbandonare il video stesso.

Il caso Doppelgänger

Un brand italiano che si sta contraddistinguendo per la sua strategia di Live Shopping è Doppelgänger. Il marchio di abbigliamento uomo ha iniziato a trasmettere live sul sito insieme a Filippo Nardi, Brand Ambassador e conduttore delle dirette, affiancato da figure chiave dei punti vendita come store manager e visual merchandiser. La scelta di queste figure non è casuale: Doppelgänger tiene infatti le sue live in negozio, in modo da ricreare relazione, consulenza e cura tipiche dello shopping offline e offrire così un’esperienza omnicanale.

La stessa propensione all’omnicanalità si vede anche nella strategia promozionale adottata, che include diversi canali sia online che offline (tra cui schermi all’interno dei punti vendita ed SMS). Le live vengono poi utilizzate, post-live, come Shoppable Video sul sito.

I risultati di questa strategia integrata di Live & Video Commerce sono notevoli: solo la prima live, andata in onda a maggio, ha ricevuto 68.000 visualizzazioni in meno di una settimana e generato 50.000€ di revenue in soli 4 giorni, con acquisti avvenuti in maniera omnicanale (sia online che in negozio)[15].

Conclusioni

Guardando agli ultimi sette anni di evoluzione, il Live Commerce si è dimostrato un fenomeno in costante crescita e ben radicato a livello globale, e possiamo attenderci un consolidamento ancora più forte negli anni a venire. Per riprendere le parole con cui si chiude il report di McKinsey & Company: “Sebbene si possa fare ancora molto per perfezionare il format del Live Commerce, è chiaro che, sette anni dopo la sua comparsa, il Live Commerce è qui per rimanere – e il suo potenziale continua a crescere”.

Nonostante il mercato cinese rimanga il più maturo e sviluppato, anche negli Stati Uniti e in Europa, come abbiamo visto, il Live Shopping sta prendendo piede e mostra un notevole potenziale di espansione, che sarà tanto maggiore quanto più saremo in grado di comprendere e sfruttare le peculiarità del nostro mercato. Ciò implica saper scegliere le piattaforme e i canali più giusti su cui trasmettere le live, puntando su soluzioni che consentano di andare live sul sito eCommerce, specie in vista dell’era post-cookie; ma al di là della componente tecnologica, vuol dire saper adottare il Live Shopping con strategia, creando live experience d’impatto che diano agli utenti un mix di intrattenimento, contenuti informativi e occasioni di interazione con il brand.

In conclusione, il Live Commerce è in continua evoluzione in Europa e nel mondo, e i brand che sapranno adattarlo alle specificità del proprio mercato e fornire esperienze coinvolgenti, capaci di creare relazioni dirette e umane con gli utenti, avranno maggiori probabilità di cogliere le opportunità offerte da questo promettente canale.

Note

  1. “Ready for prime time? The state of live commerce”, McKinsey & Company.
  2. “Livestream Shopping: A $500 Billion Market In 2022 As Amazon, Google, Facebook, TikTok Jump In?”, Forbes.
  3. “It’s showtime! How live commerce is transforming the shopping experience”, McKinsey & Company.
  4. “Livestreaming: Debunking 5 Common Myths”, Retail TouchPoints.
  5. “Facebook is shutting down its live shopping feature on October 1”, TechCrunch.
  6. “TikTok abandons ecommerce expansion in Europe and US”, Financial Times.
  7. Ibidem.
  8. “TikTok to launch live shopping in US using outsourced technology”, Financial Times.
  9. “Expanding testing for the Privacy Sandbox for the Web”, The Keyword.
  10. Sulla relazione tra Live Shopping e People-Based Marketing parlo in maniera estesa nel libro edito da Hoepli “People-based marketing. Dal nurturing al live shopping: strategie e strumenti orientati all’era post-cookie”.
  11. “Social commerce: The future of how consumers interact with brands”, McKinsey & Company.
  12. “Da Facebook a TikTok, frena il live shopping”, Milano Finanza.
  13. “Livestreaming in the U.S. isn’t Dead, it’s Just Happening in the Wrong Place”, Retail TouchPoints.
  14. Parlavo di alcuni esempi celebri di KOL e di risultati raggiunti in termini di vendite in live in questo articolo: “Livestream shopping, i numeri del fenomeno che punta a trasformare il retail in Italia”, Agenda Digitale.
  15. “Live Shopping & Fashion, così Doppelgänger va live e genera 50k€”, Adnkronos.

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Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
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Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
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