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Direttore responsabile Alessandro Longo

Il commento

Nessuno osi abbassare l’Iva e-book, l’Europa condanna la Francia

di Alessandro Longo

29 Ott 2012

29 ottobre 2012

Ultimatum della Commissione UE per allineare la tassazione sui libri digitali al resto d’Europa. Com’è difficile toccare un aspetto eppure importante per l’e-commerce italiano

La storia di Francia e Lussemburgo- ora costretti certo a ubbidire all’ultimatum UE- rivela che imporre il digitale è più difficile di quanto sembri. E che molte rivoluzioni dovranno per forza passare dall’Europa.

Abbassare l’Iva degli e-book, magari allineandola a quella del libro fisico, è sacrosanto, utilissimo per sviluppare non solo l’e-commerce ma anche la cultura digitale, tanto che è una delle idee della proposta parlamentare bipartisan, ora ferma in Parlamento e destinata a dare solo vita a emendamenti del Crescita 2.0). Potremmo persino aggiungere che sia assurdo tenere l’Iva più alta per l’e-book rispetto alle copie fisiche. Giusto.

Eppure bisogna fare i conti con l’Europa e con molti equilibri delicati. Quei due Paesi ci hanno provato, ma secondo l’UE stanno creando così gravi alterazioni della concorrenza sul mercato e-book, come spiegato qui.

“E’ il motivo per cui Sviluppo economico ha preferito non toccare l’Iva, nel decreto Crescita 2.0. Bisogna passare dall’Europa o ci si becca una procedura d’infrazione”, mi ha spiegato Giuseppe Tripoli, del ministero e responsabile dei temi e-commerce per l’Agenda. Allora forse servirebbe che l’Europa tutta abbassi quest’Iva sull’e-book. 

E’ proprio vero che c’è una distanza tra le buone idee e la loro realizzazione pratica. E che prima di criticare le lacune di questo o di quel provvedimento, dovremmo sforzarci di analizzare le macro ragioni di certe scelte. 

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