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la richiesta

Potti: (Confindustria): puntare su manifattura 4.0 integrata a servizi

di Gianni Potti, Confindustria Servizi Innovativi

26 Mag 2015

26 maggio 2015

Ue e Governo italiano devono lavorare per integrare i servizi innovativi alla produzione industriale, con l’obiettivo di sviluppare una “manifattura 4.0” che permetta di creare crescita e occupazione e raggiungere l’obiettivo Ue del 20% pil entro il 2020. E’ il messaggio della Confindustria Servizi innovativi e tecnologici, impegnata con il presidente Ennio Lucarelli, il direttore Luigi Perissich e il presidente di Cnct Gianni Potti in una serie di incontri a Bruxelles con i rappresentanti delle istituzioni europee.

Dal cloud ai ‘big data’, dall’outsourcing alle applicazioni satellitari, sono già circa 800mila le imprese in Italia attive in questo settore con 255 mld di fatturato e 110 mld di valore aggiunto, e che possono far fare il salto di qualità verso un sistema manifatturiero integrato di reti, informazioni e macchine che consenta di recuperare competitività.

Da qui la richiesta di Confindustria Servizi innovativi all’Ue di proseguire il lavoro cominciato dall’ex commissario all’industria Antonio Tajani con l’Industrial Compact, presentando “nel prossimo futuro” una “roadmap” che metta in piedi strumenti concreti per favorire l’integrazione tra servizi e manifatturiero. Serve però anche il sostegno del governo, ha sottolineato Lucarelli, sia a Bruxelles che in Italia, dove la richiesta è di creare una “piattaforma nazionale sulla manifattura 4.0 che metta insieme tutti gli attori industriali, della ricerca e e dell’università” definendo le priorità ed attivando risorse sia nazionali che Ue.

“E’ il momento di cambiare passo, per questo lanciamo il nostro messaggio sia all’Ue ma soprattutto all’Italia”, ha rimarcato Potti. La nuova strategia di Bruxelles per il mercato unico digitale è “sicuramente importante” ma, ha proseguito Potti, “serve anche l’infrastrutturazione”, restando in attesa di vedere i risultati che produrrà il Piano Juncker. Un passo positivo della Commissione verso il raggiungimento di questi obiettivi è stata anche la fusione in un’unica direzione generale, la Dg Growth, di servizi e industria.

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