innovation policy

L’intelligenza artificiale generativa ha aperto il vaso di Pandora del copyright

Come identificare l’autore di un’opera generata da intelligenza artificiale? È lecito usare contenuti di terzi (e protetti dal copyright) per “addestrare” i modelli di Intelligenza Artificiale? A chi spettano i diritti patrimoniali di sfruttamento delle opere? Come si muovono i Paesi in assenza di un chiaro quadro normativo

Pubblicato il 03 Mag 2023

Andrea Appella

Visiting Professor at King’s College; ICPC-Innovation, Regulation and Competition Policy Centre

Digital,Transformation,Concept.,Binary,Code.,Ai,(artificial,Intelligence).

La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa ha aperto il vaso di Pandora sotto molti profili giuridici, tra cui l’applicazione del diritto d’autore alle opere create da strumenti e applicazioni che usano questa nuova tecnologia, sollevando importanti domande.

Come identificare l’autore di un’opera generata da intelligenza artificiale? È lecito usare contenuti di terzi (e protetti dal copyright) per “addestrare” i modelli di Intelligenza Artificiale? A chi spettano i diritti patrimoniali di sfruttamento delle opere?

Verso un copyright “ibrido” per le opere create dall’IA? La decisione dell’US Patent Office

In assenza di un quadro normativo espressamente rivolto a queste nuove realtà, stanno attualmente emergendo due posizioni contrapposte: l’essenzialità del contributo umano all’atto creativo come condizione necessaria per la tutela del diritto d’autore (come negli Stati Uniti) e il libero utilizzo dei contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale (come in Gran Bretagna).

Le reazioni delle industrie creative all’uso dell’intelligenza artificiale generativa

La Writers Guild of America (WGA), il sindacato degli sceneggiatori americani, ha recentemente dichiarato la propria posizione nel contesto delle negoziazioni dei contratti collettivi.

Cinema e audio-visivo

Da un lato, la WGA sta cercando di introdurre disposizioni contrattuali che legittimino la possibilita’ che gli autori consultino e usino strumenti come ChatGPT per documentarsi e fare ricerche. Inm questo modo gli autori manterrebbero l’intera paternita’ dell’opera, senza correre il rischio di essere soggetti a cause per violazioni del diritto d’autore degli sviluppatori o di altri autori usati dall’Intelligenza Artificiale come database. Allo stesso tempo, la WGA vuole chiaramente proibire l’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa per scrivere soggetti, sceneggiature e/o adattare opera letterarie.

“L’output non è idoneo per la protezione del copyright né un software di Intelligenza Artificiale può firmare una dichiarazione d’autore. Al contrario, il plagio è una caratteristica del processo di intelligenza artificiale”.[1]

La proposta della WGA afferma, infatti, che il materiale generato dall’Intelligenza Artificiale non sara’ considerato “literary material” o “source material”, che sono termini fondamentali per l’assegnazione dei crediti di scrittura e il pagamento delle retribuzioni residuali.

Opere musicali

Anche nel settore della musica l’Intelligenza Artificiale ha iniziato a creare, produrre e suonare canzoni[2], sollevando gli stessi problemi sulla titolarita’ delle opere musicali, che attualmente sono tutelabili se risultano da scelte creative e intellettuali umane.

Un’ampia coalizione di musicisti e artisti si è unita per lanciare una campagna per garantire che l’Intelligenza Artificiale sia sviluppata e utilizzata in modi che sostengano la cultura e l’arte umana. L’obiettivo della Human Artistry Campaign è garantire che l’Intelligenza Artificiale non sostituisca o eroda la cultura e l’arte umana. Il gruppo ha elencato sette “Principi fondamentali per le applicazioni di Intelligenza Artificiale” volti a sostenere la creatività e le opere umane.

I principi affermano che: la tecnologia ha da tempo potenziato l’espressione umana e l’intelligenza artificiale non sarà diversa; le opere create dall’uomo continueranno a svolgere un ruolo essenziale nelle nostre vite; e l’uso di opere protette da copyright e l’uso delle voci e delle sembianze di artisti professionisti richiede l’autorizzazione, la licenza e il rispetto di tutte le leggi pertinenti.

La campagna sottolinea inoltre che il diritto d’autore dovrebbe proteggere solo il valore unico della creatività intellettuale umana; che l’affidabilità e la trasparenza sono essenziali per il successo dell’Intelligenza Artificiale e la protezione dei creatori; e che gli interessi dei creatori devono essere rappresentati nel processo decisionale.

Opere d’Arte

L’arte digitale si è  diffusa rapidamente attraverso strumenti risultanti dall’applicazione della tecnologia “Blockchain” quali NFTs, Crypto-asset, sistemi di Virtual Reality aumentata e Digital Art Work (Daw o Serigrafie Digitali).

In mancanza di un quadro normativo certo, vista la costante evoluzione delle modalità tecnologiche, i Musei e i governi nazionali hanno iniziato a riflettere sulla necessità di adottare adeguate risposte normative e regolamentari su due temi: la produzione di opere d’arte originali attraverso nuove tecnologie, e la riproduzione digitale di opere già esistenti, che puo’ rappresentare anche una fonte di finanziamento del patrimonio artistico fisico.

In questo campo, oltre alle questioni di diritto d’autore, e’ importante tenere anche in considerazione il profilo delle modalità di utilizzo dei beni del patrimonio culturale degli Stati.

Editori di opere letterarie e giornalistiche

L’uso di contenuti terzi per produrre opere letterarie o giornalistiche con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale può portare rischi, quali la produzione e diffusione di informazioni false (fake news), la classificazione di contenuti ingannevoli (pur non essendo tali), il danneggiamento della reputazione di terzi e la violazione del diritto d’autore di terzi sulle fonti usate. Su quest’ultimo punto gli editori e gli autori si sono già attivati per reclamare il diritto alla paternità e allo sfruttamento economico per l’uso delle opere giornalistiche protette dal copyright. “Chiunque voglia utilizzare il lavoro dei giornalisti del Wall Street Journal per addestrare l’Intelligenza Artificiale dovrebbe richiedere la licenza per i diritti a Dow Jones. Dow Jones non ha un simile accordo con OpenAI. Prendiamo sul serio l’uso improprio del lavoro dei nostri giornalisti e stiamo verificando questa situazione”, ha dichiarato Jason Conti, il responsabile dell’ufficio legale di Dow Jones di News Corp. a Bloomberg News.

Questi profili sono stati già sollevati nel contesto dell’uso di articoli giornalistici nei motori di ricerca quali Google News, su cui si sono pronunciate anche le Autorita’ della Concorrenza. Ad esempio, in Francia a seguito dell’intervento dell’ Autorité de la concurrence e una multa di 500 milioni di euro, Google si e’ impegnato a un quadro negoziale con gli editori, al fine di determinare il livello di remunerazione per l’utilizzo dei contenuti editoriali protetti che vanno oltre a link ed estratti brevi, sulla base di criteri trasparenti, obiettivi e non discriminatori. La piu’ recente iniziativa e’ stata annunciata in Sud Africa dalla Competition Commission, che adottando un approccio lungimirante in un’indagine di mercato, valuterà le nuove tecnologie adottate dalle piattaforme digitali, come il supporto della ricerca di Intelligenza Artificiale generativa come ChatGPT e il significato che queste possono avere sulle operazioni delle imprese nei media sudafricani settore.

Le linee guida emergenti in US e UK

Nel marzo 2023 l’US Copyright Office ha pubblicato le linee guida sull’applicazione del diritto d’autore alle opere prodotte da o con l’assistenza dell’Intelligenza Artificiale, confermando l’orientamento emerso nella decisione sulla graphic novel “Zarya of the Dawn”, in cui ha negato il riconoscimento del diritto d’autore alle immagini del libro creato dall’autrice Kristina Kashtanova tramite il software di generazione di immagini Midjourney

La linea dell’US Copyright Office

Nel caso di opere contenenti materiale generato dall’Intelligenza Artificiale, l’US Copyright Office ha dichiarato che valuterà se i contributi dell’Intelligenza Artificiale sono il risultato di una “riproduzione meccanica” o invece della “concezione mentale originale di un autore, a cui l’autore ha dato forma visibile”.

Quando una tecnologia Intelligenza Artificiale determina gli elementi espressivi del suo output, il materiale generato non è considerato il prodotto della paternità umana e quindi non e’ tutelabile.

Tuttavia, l’US Copyright Office valuterà caso per caso le opere contenenti materiale generato dall’intelligenza artificiale. Riconoscendo che un essere umano può selezionare o organizzare il materiale generato dall’intelligenza artificiale in un modo sufficientemente creativo che “l’opera risultante nel suo insieme costituisce un’opera d’autore originale”, il copyright potrà proteggere solo gli aspetti dell’opera creati dall’uomo, che sono “indipendenti da” e “non influiscono” sullo stato del copyright del materiale generato dall’Intelligenza Artificiale stessa.

UK light touch

L’approccio del Regno Unito alla regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale è incentrato sulla promozione dell’innovazione e quindi più light touch rispetto a quello dell’UE e degli Stati Unity. Sir Patrick Vallance, con il contributo degli esperti Priya Lakhani e Matt Clifford, ha recentemente pubblicato una riflessione su come la regolamentazione a favore dell’innovazione possa supportare le tecnologie digitali emergenti e ha presentato raccomandazioni al governo, tra cui quella che il Governo dovrebbe definire una chiara posizione politica sul rapporto tra diritto della proprietà intellettuale e intelligenza Artificiale generativa. La risposta del Governo accetta le raccomandazioni di Sir Patrick Vallance e stabilisce come queste saranno attuate.

In particolare l’Intellectual Property Office dovrà: a) produrre un codice di condotta entro l’estate 2023 per fornire una guida per sostenere le aziende di Intelligenza Artificiale nell’accesso alle opere protette da copyright come input per i loro modelli e garantire che vi siano protezioni sull’output generato per i titolari di copyright; b) coinvolgere sia il settore Intelligenza Artificiale che quello creativo per arrivare ad un codice di condotta equilibrato e pragmatic (l’obiettivo e’ di permettere a un’impresa di Intelligenza Artificiale di ottenere una licenza ragionevole offerta dai titolari dei diritti previo impegno al rispetto del codice di Condotta); tuttavia, si riconosce che se il codice di condotta non viene concordato o adottato, potrebbe invece essere necessaria una legislazione; c) fornire indicazioni sull’applicazione alle imprese di Intelligenza Artificiale entro l’estate 2023, coordinare l’intelligence sulla violazione sistematica del copyright da parte di Intelligenza Artificiale e incoraggiare lo sviluppo di strumenti di Intelligenza Artificiale per aiutare a far rispettare i diritti.

Conclusioni

L’Intelligenza Artificiale generativa rappresenta uno sviluppo tecnologico dirompente, che ha il potenziale di portare enormi benefici all’umanità, come il fuoco per Prometeo. La mitologia greca però ci insegna che gli esseri umani rischiano di essere puniti tramite le conseguenze dannose dell’apertura del vaso di Pandora, se peccano di hubris e la loro potenza si avvicina a quella delle divinità. Oltre alle problematiche sollevate sul ruolo dell’essere umano nella realizzazione delle opere creative esposte in questo articolo, sono emerse recentemente serie preoccupazioni dal punto di vista etico (una lettera aperta con più di 1000 firmatari ha chiesto una pausa degli esperimenti di Intelligenza Artificiale), della privacy (il Garante italiano ha bloccato ChatGPT per raccolta illecita di dati personali) e di diritto della concorrenza (la Commissione Europea, la Federal Trade Commission e il Department of Justice hanno dichiarato che vigileranno sui tentativi di monopolizzazione da parte delle grandi piattaforme digitali).

I fenomeni tecnologici corrono piu’ rapidamente dei legislatori e delle Autorita’ regolamentari e non hanno confini. È pertanto urgente individuare ed adottare un quadro di controllo e regolamentazione che bilanci, da un lato, gli incentivi a sviluppare le potenzialità’ dell’Intelligenza Artificiale e, dall’altro, la tutela dei titolari dei diritti rispetto a sfruttamenti abusivi. Ciascuno Stato si sta muovendo, a diverse velocita’, nel contesto del proprio ordinamento giuridico sul territorio nazionale, ma e’ auspicabile arrivare a una regolamentazione il piu’ possible uniforme e condivisa a livello Europeo e globale.

*Questo articolo è parte della rubrica “Innovation Policy: Quo vadis?” a cura dell’ICPC-Innovation, Regulation and Competition Policy Centre

Note

  1. https://www-hollywoodreporter-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.hollywoodreporter.com/business/business-news/wga-ban-ai-created-works-negotiations-1235358617/amp/
  2. Tramite applicazioni quali AIVA, Endel, Xhail, Boomy, Score/Amper, Jukebox, MuseNet, ChatGPT, MusicLM.

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