la riforma

Il nuovo Codice appalti, contratti pubblici al banco di prova del digitale: cosa cambia

Novità e aspetti salienti della nuova normativa come la creazione di procedure di gara interamente informatizzate e il sistema generale nazionale di e-procurement, un passo importante per quelli che saranno i futuri principi generali dell’agire dell’Amministrazione Digitale

Pubblicato il 07 Apr 2023

Anna Gava

trainee di Dentons

Ilaria Gobbato

partner di Dentons

shutterstock_2156691081.jpg

Quella sulla “Digitalizzazione del ciclo vita dei contratti”, è, certamente, per le pubbliche amministrazioni, una delle novità più rilevanti del nuovo Codice dei contratti pubblici. In questo ambito, le disposizioni normative diverranno operative dal 1° gennaio del 2024 (come previsto dall’articolo 225, comma 2, del D.lgs. n. 36/2023).

Un periodo di tempo necessario per consentire alle stazioni appaltanti e agli operatori del settore di prepararsi ai cambiamenti di quest’ultima disciplina. Da questi restano escluse alcune previsioni relative agli strumenti di acquisto aggregati, aste elettroniche e cataloghi elettronici, già contenute nel codice del 2016 e che acquisteranno efficacia già a partire dal prossimo luglio.

Nuovo Codice appalti, niente paura: subappalto, RUP e semplificazioni, tutto ciò che bisogna sapere

Una digitalizzazione in totale aderenza con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con l’obiettivo della cosiddetta “transizione digitale”, soprattutto della pubblica amministrazione: tanto è vero che la prima Missione del PNRR è proprio finalizzata (tra l’altro) alla digitalizzazione e all’innovazione del settore pubblico.

La contrattualistica pubblica funge, dunque, da primo terreno di prova per la “rivoluzione digitale” nel nostro Paese, ma quali sono gli aspetti principali della riforma?

Il Codice dei contratti pubblici

Lo scorso 31 marzo 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 il Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (rubricato, “Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici”), che – come noto – reca la nuova disciplina in materia di contratti pubblici, sino a questo momento contenuta nell’oramai (quasi) superato Decreto Legislativo n. 50/2016.

Il “Nuovo Codice” – già entrato in vigore lo scorso 1° aprile – acquisterà definitivamente efficacia a partire dal prossimo 1° luglio: data in cui verrà definitivamente abrogato, per l’appunto, il Decreto Legislativo n. 50/2016, che continuerà ad applicarsi ad una serie di procedure di gara (in sintesi: quelle bandite prima dell’entrata in vigore del Nuovo Codice), secondo quanto disposto dal complesso “regime transitorio” di cui agli articoli 224 e seguenti del “neo” Decreto.

Digitalizzazione del ciclo vita dei contratti: i nuovi istituti dell’e-procurement

La “Parte II” del Nuovo Codice è interamente dedicata alla “Digitalizzazione del ciclo vita dei contratti”. Di cosa si tratta?

Tutte le fasi che fanno parte della procedura di gara – programmazione, progettazione, pubblicazione, affidamento ed esecuzione – devono avere luogo digitalmente, ossia attraverso le piattaforme informatiche istituite ad hoc e rese tra loro interoperabili, nel rispetto delle regole previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo n. 82/2005, il cosiddetto “CAD”). Lo stabilisce l’articolo 21 del Decreto Legislativo n. 36/2023.

Nasce così l’e-procurement, un vero e proprio “Ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale” (istituito dall’articolo 22 del Decreto Legislativo n. 36/2023): un elaborato sistema informatizzato costituito in modo organico “da tutte le piattaforme e dai servizi digitali infrastrutturali abilitanti la gestione del ciclo di vita dei contratti pubblici”. Il sistema dovrebbe permettere la gestione informatizzata di tutti i diversi momenti della commessa pubblica, dalle attività riguardanti la “redazione o l’acquisizione degli atti in formato nativo digitale”, alla presentazione della documentazione di gara e delle offerte da parte degli operatori, all’apertura e gestione del fascicolo in formato digitale, sino a tutte le attività di controllo, anche legate alla fase esecutiva del contratto.

Tra le principali componenti del neonato “ecosistema” di particolare rilievo sono:

  1. La “Banca Nazionale dei contratti pubblici”: un’infrastruttura tecnologica già istituita presso l’ANAC e che – ai sensi dell’articolo 23 del neo Decreto – sarà sviluppata per abilitare l’“Ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale”. Si presenterà come una sorta di portale in cui verranno resi disponibili, mediante interoperabilità tra le singole piattaforme di approvvigionamento delle stazioni appaltanti, i servizi e le informazioni necessari allo svolgimento delle fasi dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici;
  2. Fascicolo Virtuale dell’operatore economico” (FVOE): istituto regolato all’articolo 24 del nuovo testo e definito come sorta di “repository” in cui i concorrenti caricheranno i documenti comprovanti il possesso dei requisiti di moralità, nonché dei requisiti a carattere tecnico-organizzativo ed economico-finanziario utili per la partecipazione alla procedura di interesse. Questa nuovo tool andrà a sostituire l’obsoleto sistema “AVCPass” e verrà implementato nel contesto della Banca Nazionale dei contratti pubblici, così da semplificare le procedure di verifica delle stazioni appaltanti (che avranno, così, accesso diretto e “condensato” a tutta la documentazione inerente ai partecipanti, contenuta nei rispettivi FVOE);
  3. Piattaforme di approvvigionamento digitale”: l’insieme di servizi e sistemi informatici utilizzati dalle stazioni appaltanti per svolgere le attività necessarie alla gestione delle procedure ad evidenza pubblica. La principale novità di queste piattaforme è legata al fatto che saranno interconnesse e interoperanti tra di loro al fine di (articolo 25) “assicurare la piena digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici” e interagiranno in via immediata anche con la Banca istituita presso l’ANAC (nonché con la più generale “Piattaforma digitale Nazionale dati” di cui all’articolo 50-ter del CAD).

Una normativa per informatizzare gli appalti pubblici

L’obiettivo del legislatore è, dunque, quello di informatizzare i vari step degli appalti pubblici: tant’è vero che le stesse stazioni appaltanti dovranno (articolo 30) provvedere “ove possibile, ad automatizzare le proprie attività” in ossequio a principi di efficienza ed economicità (parimenti si legge all’articolo 19, comma 7 del Codice come: “Ove possibile e in relazione al tipo di procedura di affidamento, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti ricorrono a procedure automatizzate nella valutazione delle offerte, …”).

Inoltre, anche tutti gli aspetti correlati e consequenziali l’espletamento della procedura dovranno essere posti in essere nel contesto dell’innovativo e-procurement: in primis, tutti gli scambi di informazioni e le comunicazioni di cui al Nuovo Codice dovranno avvenire (principalmente) attraverso le piattaforme istituite ad hoc (articolo 29); in secondo luogo, i doveri di pubblicità e trasparenza delle amministrazioni aggiudicatrici andranno adempiuti attraverso la Banca Nazionale dei contratti pubblici (specifiche indicazioni operative agli articoli 27 e 28).

Una digitalizzazione dirompente si ritrova anche nella disciplina in materia di accesso agli atti alle procedure di gara: il Nuovo Codice che impone alle stazioni appaltanti (SA) di garantire “in modalità digitale l’accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, mediante acquisizione diretta dei dati e delle informazioni inseriti nelle piattaforme, …” (articolo 35).

Ma non solo: sempre in un’ottica di massima trasparenza e diretta accessibilità, l’articolo 36 impone alle amministrazioni aggiudicatrici di rendere immediatamente disponibili (rectius, contestualmente alla comunicazione di aggiudicazione), attraverso le rispettive piattaforme di approvvigionamento digitale, l’offerta del concorrente risultato vincitore agli operatori non definitivamente esclusi da una gara, nonché, reciprocamente, agli OE collocatosi nei primi cinque posti della graduatoria le rispettive offerte presentate in seno alla procedura.

Alla luce di quanto detto – e il punto non può passare inosservato – si evince come si tratti di una riforma della materia fortemente innovativa, figlia della rivoluzione tecnologica che caratterizza il nostro tempo e che, sotto un diverso profilo, impatta sulla stessa azione della Pubblica Amministrazione.

I nuovi principi dell’Amministrazione Digitale

Nella nuova disciplina dei contratti pubblici, per la prima voltasi trovano infatti affermati i principi cui dovrà ispirarsi nel suo agire la futura pubblica amministrazione digitale.

In applicazione dell’articolo 19, del resto, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, nell’assicurare la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti, oltre che le disposizioni del CAD, dovranno garantire “l’esercizio dei diritti di cittadinanza digitale”, nonché operare secondo i principi di “neutralità tecnologica”, di “trasparenza”, “protezione dei dati personali” e “di sicurezza informatica”. Con la conseguenza che sarà ancor più necessario, lato stazione appaltante, prestare la massima attenzione al rispetto della normativa in tema di sicurezza informatica e la protezione dei dati personali dei soggetti coinvolti nella procedura di gara: proprio in tal senso, il Nuovo Codice, all’articolo 19, comma 5, richiede sin da subito alle amministrazioni di adottare delle misure tecniche e organizzative a presidio di tali valori, di assicurare un’adeguata formazione ai funzionari e al personale addetto, garantendone il costante aggiornamento.

Dall’altro lato, l’operatore economico potrà giovarsi di questi innovativi canoni, a presidio della legittima azione della nuova Amministrazione Digitale. A tal riguardo, il già menzionato articolo 30 del Nuovo Codice (che, come accennato, contempla la possibilità per le SA di ricorrere a forme di automazione delle procedure) prevede, ad esempio, che le cosiddette decisioni automatizzate dovranno rispettare i principi di:

  • conoscibilità e comprensibilità, che comportano il diritto di ogni operatore di conoscere l’esistenza di processi decisionali automatizzati che lo riguardino e, in tal caso, di ricevere informazioni significative sulla logica utilizzata;
  • non esclusività della decisione algoritmica, che implica la necessità di assicurare, in ogni decisione assunta con tali modalità, un contributo umano, quantomeno a fini di controllo;
  • non discriminazione algoritmica, corollario (quest’ultimo) del più generale principio di eguaglianza.

In aggiunta, si auspica che la digitalizzazione possa avere un impatto positivo sugli operatori del settore anche da un punto di vista di alleggerimento e concentrazione degli adempimenti necessari a fini partecipativi: il tutto in ossequio alla logica di semplificazione che permea tutta la nuova disciplina della contrattualistica pubblica.

Semplificazione che si ricollega ad un’altra delle chiavi di lettura della riforma di recente introdotta: l’idea che l’amministrazione non sia responsabile unicamente della legittimità dei propri atti e provvedimenti, ma anche dei risultati raggiunti, valutati soprattutto in termini di efficienza ed economicità.

Si tratta di un’idea che già da tempo si è insinuata nella moderna visione della pubblica amministrazione, ma che viene – nel contesto del Nuovo Codice – elevata a criterio d’azione: sotto questo profilo non può passare inosservato che il Nuovo Codice si apre proprio con un’intera previsione dedicata al principio del risultato, prevedendo da un lato che l’obbiettivo delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti è quello “dell’affidamento del contratto e della sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza”; dall’altro, come “il principio del risultato costituisce criterio prioritario per l’esercizio del potere discrezionale e per l’individuazione della regola del caso concreto, …”.

Principio del risultato e logica della semplificazione che si auspica troveranno una loro sintesi nella nuova Parte dedicata alla “Digitalizzazione del ciclo vita dei contratti”, così da consentire di giungere all’aggiudicazione delle pubbliche commesse in modo più agile e in tempi celeri, con un minor impatto sulla spesa pubblica, ma pur sempre nel rispetto dei principi di concorrenza che, proprio data la rilevanza della domanda pubblica, non devono essere disattesi.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4