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FSE

Fascicolo sanitario elettronico in Emilia-Romagna: le prospettive

La Regione sta promuovendo l’utilizzo del Fascicolo e il suo valore. La sfida tecnologica sta nel progettarlo come uno strumento sempre più utile sia per l’assistito che per il professionista

08 Gen 2018

Gandolfo Miserendino

Regione Emilia-Romagna


“Fascicolo sanitario elettronico: serve anche a me!”. Con questo motto-obiettivo la Regione Emilia-Romagna ha lanciato la nuova campagna informativa sul Fascicolo sanitario elettronico nel mese di novembre e il messaggio è “Fascicolo sanitario elettronico. Serve a tutti. Serve anche a te. Serve anche a me”.

L’obiettivo è far comprendere l’importanza e, al tempo stesso, la praticità del Fascicolo sanitario elettronico che consente, accedendo con un semplice clic, di avere a portata di mano ovunque e con qualsiasi strumento (computer, tablet o smartphone) tutta la propria storia clinica, in forma protetta e riservata. Tutto questo in un contesto dove il bisogno di cura e di conseguenza il modello per poterlo soddisfare, rispettando gli usuali parametri di efficienza ed efficacia, sono cambiati radicalmente negli ultimi anni e sono tuttora in fase di rapida trasformazione.

Ad esempio, alla gestione dell’episodio acuto, che pur deve continuare a essere adeguatamente trattato, si affianca la necessità sempre più frequente di gestire anche la presa in carico del paziente, in particolare in situazioni di cronicità, ma soprattutto attraverso percorsi che richiedono un approccio multi-disciplinare che tengano conto anche della componente sociale e sociosanitaria.

Stante queste premesse il sistema ha reagito a queste sollecitazioni, da un lato identificando settori e metodi per ridurre o contenere la spesa (azione sempre richiesta) e dall’altro pensando nuovi modelli organizzativi e tecnologici per rendere sempre più efficienti ed efficaci i processi di cura.

Per garantire che le soluzioni tecnologiche adottate siano in grado di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni provenienti dal contesto occorre utilizzare un approccio per processi quale requisito imprescindibile per la modellazione e lo sviluppo dei sistemi informativi di nuova generazione.

Resta fondamentale perseguire sempre un approccio di sistema che deve essere applicato a ogni singolo progetto di sviluppo ICT, anche se a un primo esame possono apparire ridondanti alcune valutazioni di opportunità, conformità, omogeneità. Per esempio, tornando alla realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, è abbastanza evidente come la costituzione di un indice di dati e documenti sanitari e sociosanitari a livello regionale, interoperabile a livello nazionale, imponga una omogeneizzazione dei sistemi che producono e utilizzano i documenti conservati nel fascicolo, ciò si ottiene mediante la realizzazione di una piattaforma di interoperabilità basata su regole di produzione e accesso al dato, che siano certe, definite e uniformi a livello regionale e perché no, nazionale. Tuttavia, un approccio di sistema impone di tener conto di ulteriori specifiche a livello aziendale che consentano di applicare regole di accesso peculiari del titolare del dato o della struttura che ha in carico il paziente, per esempio perché finalizzate a uno specifico processo di cura.

D’altra parte, come definito nel DPCM 178 del 29 settembre 2015, il Fascicolo sanitario elettronico deve raccordarsi anche con il mondo sociosanitario, il che porterà a un allargamento notevole dei confini del perimetro di interoperabilità.

Inoltre, sempre in termini di approccio di sistema, non si può prescindere dalle forti implicazioni in termini di rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali (si veda Regolamento europeo privacy) ove l’utilizzo sempre più diffuso del Fascicolo sanitario elettronico può presentare elementi di contrasto con le complesse tematiche associate al trattamento dei dati, quali la pertinenza, la non eccedenza e il bilanciamento di diritti a volte contrastanti.

Altro elemento che deve concorrere alla definizione di modelli di riferimento è la constatazione che il rapido sviluppo tecnologico, legato anche all’evoluzione di Internet, rende disponibili nuovi modelli di integrazione e di condivisione dei dati che consentono un considerevole aumento della capacità di ricavare informazioni dai “dati grezzi” messi a disposizione (ampliamento del dominio semantico) anche se archiviati in quantità enormi (big data).

La sfida tecnologica sta nel progettare il Fascicolo sanitario elettronico come uno strumento sempre più utile sia per l’assistito che per il professionista. L’assistito deve trovare al proprio interno non solo la propria storia clinica sempre più completa (documentazione prodotta da tutte le strutture erogatrici sia pubbliche che private) ma anche tutti quei servizi (prenotazione visite, cambio del medico di medicina generale, pagamento online delle prestazioni, ecc..) che portano quest’ultimo ad avere il minimo contatto fisico con la struttura sanitaria limitandola ove possibile al solo “contatto in erogazione”.

Il professionista deve trovare, nel rispetto delle logiche del consenso legato al mondo privacy, le informazioni cliniche rilevanti, non solo come insieme di documenti visibili in un ordine cronologico, ma anche come singole informazioni strutturate o non rese disponibili secondo indici di pertinenza. Queste informazioni possono oggi essere elaborate da computer che attraverso azioni di apprendimento automatico (machine learning) o con l’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) permettano un maggior supporto Informativo al professionista verso una sempre migliore diagnosi.

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