Sanità

Salute digitale 2020: le tendenze che la politica italiana non può più ignorare

In Italia c’è oggi a una congiunzione astrale senza precedenti, con un Ministero dell’Innovazione, un Team Digitale e un Ministero della Salute che sembrano, almeno nelle intenzioni, indirizzati verso l’innovazione digitale della salute. Ecco le previsioni di tre giganti che politici nazionali e regionali dovrebbero leggere

13 Gen 2020
Sergio Pillon

Rappresentante VAS nella European Public Health Alliance - Digital Health Working Group, già coautore e coordinatore della Commissione Paritetica Nazionale per la governance delle Linee di indirizzo sulla Telemedicina (Ministero della Salute, Conferenza Stato-Regioni) 


Fare una previsione è sempre difficile, però immaginare tendenze e proiettarle in avanti è possibile. Un esperto di un settore vive naturalmente una realtà orientata verso quello che per il comune sentore è il futuro ed anche quest’anno vorrei provare ad immaginare dove l’innovazione digitale ci porterà nel 2020. Dopo le feste siamo sempre un po’ più ottimisti e avviso subito i lettori: le mie sono previsioni ed anche speranze, sto invecchiando e quindi spero che alcune previsioni si realizzino rapidamente, potrei averne bisogno.

Nel mondo, e non solo nella parte più ricca, il tema diventa sempre più sentito e, soprattutto nei paesi densamente popolati, con molte sacche di assenza del sistema sanitario pubblico, si sta verificando una grande accelerazione, i cui risultati si faranno sentire anche in Europa, con dispositivi e modelli innovativi. “Ogni strategia sanitaria dovrà includere la digitalizzazione in futuro”, hanno affermato all’unanimità gli esperti presenti al quarto vertice sulla salute dell’India digitale e ai Wolters Kluwer Innovation Awards. Il summit si è tenuto a Mumbai con la partecipazione di oltre 100 leader delle tecnologie sanitarie, influenzatori del mercato e operatori sanitari. L’idea era quella di riunire i changemakers del settore sanitario e scambiare idee e innovazioni che possano consentire al settore di raggiungere i propri obiettivi digitali e trasformare l’erogazione di assistenza sanitaria.

Rajendra Pratap Gupta nella sua prolusione di apertura ha dichiarato: “Se un’azienda tecnologica come Apple sta sostenendo di avere il maggiore impatto sull’umanità attraverso la salute, allora le aziende sanitarie dovrebbero impegnarsi a produrre il maggiore impatto sulla salute attraverso la tecnologia”. Immagino che non serva spiegare le dimensioni del mercato indiano della salute digitale. Allo stesso modo si sta muovendo la Repubblica Popolare Cinese: la salute digitale sta velocemente diventando parte dell’assistenza sanitaria nazionale.

Il futuro prossimo dell’eHealth

In Italia abbiamo oggi un Ministero dell’Innovazione, un Team Digitale diventato una struttura del Dipartimento dell’Innovazione, guidato da Luca Attias, e un Ministero della Salute che sembrano, almeno nelle dichiarazioni di intenti, indirizzati verso l’innovazione digitale della salute. Fondi dedicati all’innovazione digitale sono nel patto della Salute, le farmacie dei servizi sono finanziate su progetti di telemedicina, la telemedicina è stata finanziata presso gli studi nei medici di medicina generale. Io però sono un tecnico e non un politico, per cui non faccio previsioni su quello che accadrà realmente nel nostro paese, ma spero che i politici nazionali e regionali leggano le previsioni che tre “giganti”: Philips, una della maggiori aziende di settore al mondo, un gigante della consulenza aziendale e un guru della valutazione dei mercati, Frost & Sullivan e Forbes, fanno sul futuro prossimo del settore dell’eHealth.

Spero che ne facciano tesoro, soprattutto per fare quello che mi aspetto dai miei governanti: stabilire regole chiare e applicabili che consentano a tutti noi di entrare nel mondo, pieno di opportunità, della salute digitale. Opportunità per le famiglie, che spendono migliaia di euro in badanti per cercare di sostenere la salute residua dei propri cari, per tutte le persone fragili, per tutti gli operatori del SSN che oggi fanno le cosiddette “nozze con i fichi secchi” per sostenere, spesso di tasca proprio e senza alcun merito riconosciuto, l’innovazione digitale, per le aziende, che vedono come un miraggio lontano un grande mercato che in altri paesi è già una realtà e per il nostro SSN, che così non potrà andare avanti per molto altro tempo.

“Nel 2019, vediamo che alcuni [paesi] hanno già fatto passi da gigante e queste tecnologie fanno sempre più parte dell’esperienza sanitaria quotidiana sia per gli operatori sanitari che per i pazienti”, ha scritto Philips nel suo ultimo rapporto Future Health Index. La conclusione è supportata da molteplici risultati. In Russia, Arabia Saudita, India e Cina, la percentuale di operatori sanitari che utilizzano una tecnologia per la salute digitale o un’app per la salute mobile varia dall’81% al 94%. In Germania, Regno Unito, Australia e Stati Uniti, l’intervallo va dal 64% al 76%.

Innovazione digitale e assistenza sanitaria nelle economie emergenti

Vi sono segnali che l’innovazione digitale sta rimodellando l’assistenza sanitaria nelle economie emergenti. In Cina, il 60% degli operatori sanitari consiglia sempre o spesso ai pazienti di utilizzare le tecnologie sanitarie digitali per monitorare la loro pressione sanguigna. La media in tutti i 15 paesi intervistati è del 44%. È molto più probabile che i pazienti cinesi agiscano anche su informazioni auto-raccolte, con l’80% dei cittadini che utilizzano tecnologie digitali o app mobili per la salute che contattano gli operatori sanitari sulla base dei loro dati. La media di 15 paesi è del 47%. I cittadini dell’Arabia Saudita e dell’India sono i successivi più proattivi, rispettivamente con il 74% e il 70%, a seguito di dati auto-tracciati. I risultati corrispondono alle previsioni di crescita del mercato dei dispositivi indossabili. Le vendite delle tecnologie in India e Arabia Saudita sono destinate a crescere rispettivamente del 5,8% e del 5,6%, rispetto a una media del 4,5% in tutti e 15 i paesi.

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I cittadini di Cina, India e Arabia Saudita hanno maggiori probabilità di avere percezioni positive dell’uso dell’IA nell’assistenza sanitaria. I paesi, in particolare la Cina, hanno adottato anche la teleassistenza in misura maggiore, potenzialmente perché la bassa densità dei medici rende le consultazioni remote più interessanti.

Il mercato eHealth 2020 per Frost & Sullivan

Secondo Frost & Sullivan nel mercato eHealth 2020 vedremo:

  1. diminuire la ricerca sull’intelligenza artificiale in favore dell’uso, anche se in modo semplificato, dell’AI nei servizi sanitari;
  2. un aumento della richiesta di Cybersecurity nel settore sanitario;
  3. nuove opportunità di cura e di sviluppo per l’ICT sanitaria, create dalle terapie digitali;
  4. nuove opportunità create dal superamento del concetto di digitale al servizio della sola cronicità;
  5. una tecnologia al servizio del superamento della salute “di genere”, con il cosiddetto femtech che diventa una delle cinque aree con maggiori investimenti nel settore della salute digitale;
  6. un aumento dell’uso (e della dipendenza) del big data per la cura;
  7. l’arrivo della gestione digitale del welfare aziendale che diventa una delle priorità al top delle maggiori corporate
  8. la medicina digitale entrare nelle soluzioni end to end (televiste, teleconsulti, certificati a distanza, …) e questi strumenti diventeranno routinari;
  9. l’analisi dei dati (data analytics) diventerà uno strumento maturo in tutto il mondo.

Anche il gruppo di futuristi, analisti e consulenti del Transformational Healthcare Group di Frost & Sullivan si riunisce a fine anno per fare brainstorming e prevedere i temi, le tecnologie e le forze globali che definiranno i prossimi 12-18 mesi per il settore sanitario. “La nuova visione per l’assistenza sanitaria per il 2020 e oltre non si concentrerà solo sull’accesso, la qualità e l’accessibilità economica, ma anche su modelli di assistenza predittivi, preventivi e basati sui risultati che promuovono l’inclusione sociale e finanziaria. Dato che siamo sul punto di entrare in un nuovo decennio di cambiamenti a livello globale, il 2020 sarà un controllo di realtà per politiche sanitarie nazionali in atto e riforme normative che devono rinvigorire le strategie future. La Cina continuerà a raggiungere gli Stati Uniti su alcune importanti metriche sanitarie mentre si sforza di diventare il ‘sistema sanitario migliore e più economico del mondo’.”

Le tendenze eHealth secondo Forbes

Vediamo quali saranno le tendenze, suddivise da Forbes in otto punti:

  • Prendersi cura

Entro la fine del 2020, il 40% dei sistemi sanitari e dei pagatori commerciali statunitensi utilizzerà i dati di “determinanti sociali” di qualche tipo per effettuare valutazioni del rischio, sensibilizzazione dei pazienti e decisioni commerciali. I determinanti sociali della salute (SDOH) rappresentano una quota maggiore dei risultati sanitari complessivi rispetto alle sole cure mediche. La nostra ricerca suggerisce che le cure mediche rappresentano solo il 10% -20% dei risultati sanitari, mentre l’altro 80% -90% è attribuito a fattori demografici, ambientali e socioeconomici. Coinvolgere in modo proattivo i pazienti giusti in base al loro SDOH può migliorare i risultati sanitari e aiutare le organizzazioni sanitarie a soddisfare gli standard di qualità. Riteniamo che nel prossimo decennio i dati SDOH costituiranno input critici per ottimizzare i costi delle cure individuali e migliorare la qualità delle cure fornite da ospedali e sistemi sanitari.

  • Intelligenza artificiale

Nonostante le prestazioni dell’IA stiano diventando più avanzate con i tassi di accuratezza per la diagnosi e il rilevamento di malattie, rimane ancora una domanda: cosa succede se qualcosa va storto (specialmente dalla comunità di radiologia)? Riteniamo che il modo più sicuro percepito per i medici di utilizzare l’IA, dal punto di vista della responsabilità, sia più uno “strumento di conferma” per le migliori pratiche esistenti, piuttosto che un modo per migliorare l’assistenza con nuove intuizioni. (…) Nel settore farmaceutico, gli accordi di investimento sull’IA continueranno a salire, soprattutto per le applicazioni di scoperta di farmaci.

  • Terapie geniche

Il lancio della terapia genica di UniQure Glybera ha suscitato molto interesse, i suoi costi elevati, la domanda estremamente bassa e la mancanza di un modello di rimborso sostenibile (rimborso disponibile solo in Germania e in Italia) hanno portato a prestazioni inferiori alla media. I modelli di pagamento, inclusi i risultati basati su risultati, riassicurazione, prezzi basati sul reddito o dinamici, vengono sperimentati in tutto il mondo, ma carenze come il monitoraggio improprio, l’impatto terapeutico a lungo termine delle terapie e il coinvolgimento di più assicuratori hanno prevenuto il loro uso diffuso. Riteniamo che la sostenibilità del modello di rimborso basato sull’annualità aprirà il potenziale di commercializzazione delle terapie geniche e realizzerà entrate per 2 miliardi di euro entro la fine del 2020.

  • Unicorni

Il 2020 sarà un anno eccezionale per le uscite IPO di Unicorni del Digital Health. (Il termine “azienda unicorno” è stato coniato con lo scopo di identificare quelle aziende che, nell’arco del breve periodo, e utilizzando strade poco battute e mezzi tecnologici all’avanguardia, sono state in grado di rivoluzionare il settore di riferimento, riuscendo sfondare e conquistando un patrimonio capitale di oltre un miliardo di dollari ndr).

Ci sono due motivi per cui prevediamo un aumento dell’attività IPO nei prossimi 12-18 mesi. Innanzitutto, a partire dalla metà del 2019, ci sono circa 38 unicorni sanitari sostenuti da Venture Capital (VC) che valgono una valutazione combinata di oltre 70 miliardi di dollari e la valutazione totale della coorte nel 2019 continua a crescere a causa dei continui mega round agli unicorni esistenti, come ad esempio 23andme , Tempus e Doctolib (negli Stati Uniti); BenevolentAI e Oxford Nanopore Technologies (nel Regno Unito); Ottobock (una società tedesca di protesi); United Imaging , Yitu, Henlius, iCarbon X e We Doctor in Cina e altri. In secondo luogo, negli ultimi anni, le fusioni e acquisizioni sono state l’opzione di uscita preferita rispetto alle IPO. Man mano che la quota di accordi di finanziamento VC nella fase successiva aumenta e matura, insieme all’aumento dell’attività IPO nel 2019, prevediamo che cinque nuovi unicorni sanitari digitali usciranno tramite IPO entro la fine del 2020.

  • Interoperabilità

Prevediamo che nel 2020 l’interoperabilità farà un grande passo avanti in termini di politiche governative, accettazione dei fornitori e attenzione strategica da parte degli acquirenti IT sanitari. Le soluzioni indipendenti e che non consentono la mobilità dei dati perderanno terreno significativo o non saranno acquistate. Il governo degli Stati Uniti farà importanti passi avanti per costringere l’industria a consentire l’interoperabilità nelle cartelle cliniche dei pazienti, promuovendo il passaggio alle cartelle cliniche personali rispetto alle cartelle cliniche aziendali. Nella regione europea, le soluzioni di interoperabilità raccoglieranno una forte domanda poiché i sistemi sanitari stano procedendo nel piano dell’Unione europea per raggiungere le pietre miliari del piano d’azione eHealth dell’UE 2012-2020 (EHAP), compresi gli scambi transfrontalieri di dati sanitari dei pazienti e il regolamento generale sulla protezione dei dati. La maggior parte dei paesi emergenti in regioni come l’Asia e l’Africa sono spesso noti per essere “ricchi di dati ma poveri di informazioni”. Molti di questi paesi stanno sviluppando le loro politiche nazionali di sanità elettronica (ad esempio l’India) e probabilmente abbracceranno sistemi interoperabili dalla fase iniziale per garantire la futura scalabilità. L’industria sanitaria si impegna ad estendere l’uso di sistemi e framework aperti, inclusi standard come API e integrazione della piattaforma, per risolvere le sfide dell’interoperabilità del sistema HIT e dell’integrazione dei dati. Entro la fine del prossimo decennio, le cartelle cliniche personali basate su blockchain (PHR) saranno considerate fondamentali per garantire l’accesso e la proprietà dei singoli dati sanitari.

  • Telesalute

La Telesalute diventerà un’applicazione diffusa comunemente nel mainstream del mix complessivo dell’offerta di servizi sanitari e si espanderà oltre l’attuale attenzione alle condizioni croniche. Prevediamo che entro la fine del 2020, i sistemi sanitari progressivamente inizieranno a considerare la teleassistenza come un’opzione standard di assistenza per la consultazione virtuale delle cure primarie. Nei prossimi 2-3 anni, la telesalute avrà piena approvazione normativa e supporto da parte del medico. La telemedicina promette di risolvere i problemi più difficili nel sistema sanitario negli anni a venire, consentendo l’accesso alle cure in modo economicamente vantaggioso. Con l’apertura del rimborso per i servizi di teleassistenza in molte grandi nazioni, le prospettive sono nettamente migliorate e il panorama sta cambiando con numerosi progetti condotti negli ultimi mesi. Riteniamo che i contribuenti sanitari statunitensi offriranno ai pazienti più opzioni, mentre la Cina prevede di coprire il 70% dell’ospedalità pubblica della nazione nell’ambito del programma di telemedicina sostenuto dal governo entro il 2022. Nei prossimi 2-5 anni, il wireless 5G lo farà aumentare il potenziale di telesalute aggiungendo più capacità al domicilio del paziente.

  • Medicina di precisione

Riteniamo che, nel prossimo decennio, piattaforme cognitive analitiche in grado di sfruttare i dati genomici, clinici e di stile di vita disponibili per fornire approfondimenti clinici, colmeranno l’ultimo miglio per la medicina di precisione nella pratica clinica. Stimiamo che il mercato dei servizi informatici di medicina di precisione supererà i 5 miliardi di dollari entro la fine del 2020. Una piattaforma di conoscenza cognitiva basata su SaaS di medicina di precisione con l’interoperabilità, la sicurezza e la multimodalità desiderate, integrata funzionalmente in un ecosistema intrecciato di pagatori, fornitori e il settore farmaceutico guadagnerà mercato. (…) I grandi sistemi sanitari, nel passaggio all’assistenza basata sul valore, sono costretti a utilizzare più partner per un paziente.

  • Retailizzazione

Uno dei cambiamenti di tendenza che stiamo iniziando a vedere nel settore sanitario è il “consumismo sanitario”, in cui i pazienti / consumatori richiedono un’esperienza di acquisto al dettaglio per avvalersi di servizi e prodotti sanitari. La “vendita al dettaglio” del settore sanitario è in gran parte guidata da pazienti abilitati dalle tecnologie digitali. La digitalizzazione di prodotti, servizi e modelli commerciali sta democratizzando gli attuali sistemi sanitari, manifestando il concetto della mentalità del consumatore orientata allo “Shopping Comparativo”. Riteniamo che il 2020 sarà l’anno delle offerte di servizi sanitari nuovi o ampliati da parte di nuovi “partecipanti”. Ad esempio, CVS e Walgreens dal punto di vista della farmacia; Walmart, Costco e Best Buy dal punto di vista del punto vendita e Amazon e Ali Health per un mercato digitale; sono tutti settori in cui continueremo a vedere importanti sviluppi in corso per tutto il 2020. Modelli di erogazione di assistenza orientata al consumatore come telemedicina, farmacia elettronica, assistenza al dettaglio, trasparenza dei prezzi e assistenza presso il domicilio della persona, tra gli altri, raggiungeranno il mercato nel prossimo decennio.

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