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Telemedicina, ecco un modello per umanizzare la cura: il progetto



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Agenas ha premiato il progetto “Telemedicina in chirurgia maxillo-facciale: dalla progettazione all’attuazione” come iniziativa innovativa e replicabile. Ecco i punti di forza di un modello positivo basato sulla tecno-umanizzazione delle cure

Pubblicato il 19 giu 2024

Elena Bocin

Dirigente Medico di Medicina Interna Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale

Elisabetta Ocello

Project Manager – SOC Controllo di Gestione Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale

Massimo Robiony

Professore Ordinario Università degli Studi di Udine



Sinergia fra umanizzazione delle cure e tecnologia: le sfide da vincere in telemedicina

Società 5.0, umanizzazione delle cure, medicina a 5P, innovazione sono le parole chiave che caratterizzano, in una visione di sistema, il progettoTelemedicina in chirurgia maxillo-facciale: dalla progettazione all’attuazione. Un modello vincente basato sull’umanizzazione delle cure”, realizzato dalla clinica di chirurgia maxillo-facciale, Dipartimento assistenziale integrato testa
collo e neuroscienze dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (AsuFC), e premiato da Agenas nell’ambito dell’iniziativa “Innovazioni in sanità digitale – innovatività del progetto in relazione all’uso dell’Information and Communication Technology: concretezza, sostenibilità e replicabilità”.

Ecco i punti di forza di un modello vincente basato sulla tecno-umanizzazione.

Master in Salute e Umanizzazione nell’Organizzazione e Gestione del SSN - prof. Massimo Robiony

Le origini del progetto

Il progetto nasce preliminarmente nel 2019 con l’obiettivo di garantire la presa in carico globale del paziente, integrando in modo appropriato gli strumenti di telemedicina in un percorso di cura organizzato, rispondendo alla necessità di monitorare a seguito della dimissione, i pazienti sottoposti a intervento chirurgico e residenti in zone periferiche/remote della regione, in altre regioni italiane oppure all’estero.
Successivamente, ci siamo concentrati nel comprendere come monitorare da remoto i pazienti dimessi dalla clinica di chirurgia maxillo-facciale durante il periodo del lockdown relativo alla pandemia da Covid 19, garantire l’accesso alle cure dei pazienti fragili e/o oncologici, pur rispettando le normative restrittive, e mantenere il monitoraggio di pazienti oncologici sottoposti a
intervento chirurgico e dimessi, assicurando l’accesso alle visite di controllo in presenza quando ritenute necessarie.

Successivamente le attività sono state indirizzate a migliorare e facilitare la presa in carico globale del paziente oncologico testa-collo, dal ricovero alla dimissione, garantendo un follow up sistematico, attraverso l’analisi del flusso del paziente dal punto di vista clinico e organizzativo, in modo da:

  • rendere appropriato l’utilizzo e l’integrazione degli strumenti di telemedicina;
  • progettare e realizzare una rete informatica e digitale per implementare una piattaforma digitale per erogare visite di controllo in telemedicina;
  • implementare e validare scientificamente la tele-semeiotica testa-collo (Health Technology Assesment) ovvero l’interpretazione in senso diagnostico di segni rilevabili e sintomi riferiti durante una tele-visita;
  • raccogliere, archiviare ed elaborare sistematicamente le immagini con il supporto dell’intelligenza artificiale, ottimizzare gli spazi e il tempo per operatori e utenti;
  • stimolare l’alfabetizzazione del paziente nell’utilizzo di strumenti di medicina nel percorso di cura insieme ai professionisti, permettendo di rafforzare la relazione di fiducia.

Le fasi del progetto

Il progetto, ancora in corso, si è sviluppato in tre fasi consequenziali considerando un approccio sistemico e multifattoriale.

Una prima fase sperimentale, nel 2020-2021, durante il lockdown ha permesso di comprendere quanto la possibilità di effettuare una televisita di controllo fosse utile per tutte le categorie dei pazienti maxillo-facciali e fondamentale per i pazienti oncologici, dimessi a seguito di un intervento chirurgico, per essere rassicurati sullo stato di convalescenza e di salute nel post-operatorio e supportati in una situazione di isolamento particolarmente delicata. Un valore per il paziente.

Inoltre, si è rivelato utile per i professionisti nella valutazione e individuazione dei pazienti che necessitassero una visita di controllo in presenza, garantendo l’appropriatezza degli accessi in ospedale, nei termini di appropriatezza del servizio e benessere organizzativo.

Grazie ai risultati ottenuti, è stato possibile tradurre il progetto sperimentale in un percorso di standardizzazione aziendale (fase 2 – anno 2022) volto a sistematizzare la buona pratica.

È stato inoltre evidente che l‘utilizzo e l’integrazione degli strumenti di telemedicina rappresentavano un nuovo scenario di competenze e abilità su cui investire e applicare nei percorsi di cura, sia riguardo alla capacità di utilizzo della tecnologia, sia sulle modalità di relazione con gli utenti.

La televisita

La televisita, standardizzata e integrata nei flussi di pazienti afferenti alla clinica, è stata erogata in particolare per i pazienti oncologici e ortognatici, utilizzando la piattaforma aziendale e creando una agenda dedicata.

I pazienti hanno ricevuto in dotazione tablet aziendali e formazione all’utilizzo. Nella terza fase (2023 e ancora in corso), il percorso aziendale è stato selezionato come buona pratica clinica dalla Direzione centrale salute della Regione Friuli-Venezia Giulia per la progettazione, realizzazione e implementazione della piattaforma regionale di telemedicina (Pohema – Population Health Management).

La cooperazione tra professionisti della salute con competenze complementari ai diversi livelli ha permesso di realizzare una piattaforma che rispondesse alle esigenze del paziente, del professionista e del sistema salute, considerando la prospettiva organizzativa, informatica e di protezione della privacy.

Premio Agenas al progetto di telemedicina: cosa significa tecno-umanizzazione

La mission del progetto è sempre stata per noi molto chiara: potenziare la presa in carico globale dei pazienti oncologici testa-collo, attraverso l’introduzione appropriata di strumenti di telemedicina in un percorso organizzato e caratterizzato dall’integrazione sinergica di competenze tecniche, organizzative e relazionali per erogare un servizio di qualità.

Il lavoro di squadra è stato la vera chiave di volta per raggiungere gli obiettivi di progetto e Agenas ha riconosciuto l’innovatività del progetto sotto diversi punti di vista.

Puntiamo molto sul valore etico in tutti i nostri progetti di innovazione tecnologica, compresi quelli di intelligenza artificiale, che sono parte integrante del modello di umanizzazione delle cure. Abbiamo infatti coniato il termine “tecno-umanizzazione”.

Il lavoro di squadra

Considerando tutte le fasi del percorso di cura del paziente (prima visita, pre-
ricovero, ricovero, intervento chirurgico, degenza, dimissione e follow-up) e le diverse prospettive (clinica, chirurgica, assistenziale, organizzativa, gestionale, strumentale, informatica e tecnologica), è avvenuto l’arruolamento di tutte le figure professionali necessarie per ottenere una visione complessiva dei flussi di lavoro e delle necessità dei pazienti.

L’aspetto d’avanguardia, nella costruzione del team, riguarda l’introduzione di due competenze non comuni in un contesto chirurgico:

  • la figura del medico internista, successivamente affiancato anche dal medico neurologo, al fine di garantire la gestione clinica globale del paziente complesso e/o fragile nel percorso di cura in stretta cooperazione con il medico chirurgo;
  • la figura del project manager, per coordinare le attività e supportare il direttore nel suo ruolo di gestione, in modo da permettergli di riappropriarsi pienamente e serenamente del suo ruolo prevalente di clinico, formatore e innovatore.

La cooperazione tra le diverse competenze ha permesso di realizzare un piano di azione organico e volto a migliorare la prestazione del servizio nei confronti del paziente e di migliorare l’organizzazione interna nell’integrazione di una nuova modalità di svolgimento del proprio lavoro.

L’approccio multistakeholder

Il progetto ha creduto nella cooperazione e co-progettazione trasversale tra i 4 attori principali del sistema che osservano fenomeni sociali e organizzativi da
prospettive diverse e complementari: decisori politici e loro istituzioni, università/centri di ricerca, mondo imprenditoriale e popolazione.

La partnership tra AsuFC, Università di Udine, Direzione centrale salute della Regione FVG e aziende collegate, pazienti e loro famigliari ha favorito la costruzione di un piano di azione organizzato, efficace ed efficiente a favore dell’utente finale.

Il progetto in numeri

Dal 2020 il progetto ha contato oltre 210 televisite con una percentuale di
successo del 100%
, 193 pazienti che hanno ricevuto una valutazione in qualità di monitorabili a domicilio nel follow-up e 17 con necessità di una valutazione in presenza per sintomatologia più severa a seguito di televisita.

La telemedicina rappresenta dunque una nuova frontiera per le organizzazioni
sanitarie,
non solo dal punto di vista tecnologico e gestionale, ma anche per quanto riguarda la relazione con il paziente. Diventa rilevante studiare e sperimentare nuove tecniche di osservazione, valutazione e comunicazione affinché il virtuale diventi reale.

Un aspetto fondamentale su cui focalizzare l’attenzione è la necessità di arruolare nuove competenze che permettano al sistema sanitario di
affrontare le sfide attuali e future, con un approccio sistemico e orientato ai bisogni di salute della popolazione, continuamente in divenire.

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