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Città sostenibili, che può fare l’università: ecco il cambiamento necessario

Le università devono rafforzare il loro ruolo di nucleo propulsore per lo sviluppo delle “smart city”, promuovendo non solo la realizzazione ma anche l’adozione e la validazione di sistemi e servizi innovativi. Ecco perché è essenziale innescare un meccanismo virtuoso di integrazione tra università e città

01 Mar 2019

Giuseppe Pirlo

Pro Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Referente per Agenda Digitale e Smart City, Presidente AICA Puglia


Le università svolgono un ruolo cruciale per creare valore dal cambiamento e dall’evoluzione tecnologica, per formare e sostenere gli “smart citizen”, i cittadini di domani. Serve però ripensare profondamente gli schemi accademici, declinando le conoscenze verso percorsi interdisciplinari in grado di rispondere alle esigenze formative richieste da una società in continuo mutamente e dalle imprese.

Un processo che va sviluppato in maniera virtuosa seguendo precise direttrici di interazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese che proveremo di seguito a esaminare, per fare delle università il nucleo propulsore delle smart city e delle tecnologie più innovative, come il 5G.

Tecnologie e sviluppo delle città

Fondamentale nello sviluppo delle città e dei territori, l’evoluzione tecnologica rappresenta oramai un trend in continua crescita. A solo titolo di esempio si pensi all’evoluzione rapidissima della telefonia mobile che in poche decine di anni ha visto lo sviluppo di diverse generazioni di reti di telecomunicazioni. Infatti se il primo sistema di telefonia mobile 1G è del 1982, il 2G si affermò nel 1992 e il 3G nel 2001. Il sistema 4G è riferibile al 2012 e oggigiorno è in fase di avanzata sperimentazione il sistema 5G, caratterizzato da una tecnologia di telecomunicazione integrata fissa e mobile, sia ottica che satellitare e delle prestazioni elevatissime in termini di velocità e densità di dispositivi supportati, e con soprattutto una latenza inferiore a 5 ms.

Ovviamente questo trend tecnologico impone che le diverse realtà sociali ed economiche dei territori si misurino con il continuo cambiamento che tale evoluzione impone, superando schemi di adattamento classici spesso puramente “inerziali” per poter interpretare ed anzi anticipare le opzioni che tale rapidissimi cambiamenti tecnologici rendono disponibili. Sorge quindi come mai prima d’ora la necessità di accettare la sfida in primo luogo culturale, ma anche organizzativa ed economica, che nella nostra società in continua evoluzione è indispensabile e improrogabile. L’evoluzione tecnologica rende infatti rapidamente obsolete non solo normative e procedure, ma anche competenze ed esperienze. Ciascun cittadino deve quotidianamente, e sempre più lo sarà in futuro, confrontarsi con una società che cambia costantemente e con sistemi e metodi in continua evoluzione.

Il ruolo delle università per lo sviluppo delle smart city

In questo scenario il ruolo delle Università diventa quindi cruciale per riuscire a derivare valore dal cambiamento, per poter supportare adeguatamente gli “smart citizen”, i cittadini che saranno causa ed effetto dello sviluppo delle smart cities.

Le conoscenze vanno infatti declinate secondo percorsi interdisciplinari e condivise con modelli e sistemi innovativi. In pochi anni appaiono superate le tradizionali modalità di insegnamento relegate a spazi e tempi definiti e circoscritti, mentre l’apprendimento è sempre meno legato alle singole discipline che prese isolatamente non rispondono più alla complessità dei sistemi con i quali è necessario confrontarsi. L’università è quindi chiamata ad avviare un processo di profondo ripensamento laddove la formazione richiesta dalla società e dal mondo delle imprese è sempre più interdisciplinare e sempre meno legata agli schemi accademici ancora fortemente basati su settori disciplinari distinti e poco integrati tra loro.

Rafforzare l’interazione tra università e imprese

Affinché questo processo possa avvenire in maniera virtuosa è però necessario rafforzare le modalità di interazione tra il sistema delle università e quello delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, superando gli eventi occasionali di interazione ed avviandosi con decisione verso lo sviluppo di azioni sistemiche condivise di analisi, progettazione e sviluppo di soluzioni.

A tale scopo serve rafforzare all’interno delle università la rete di centri pubblico-privati di ricerca e sviluppo interdisciplinare, che abbiano la duplice finalità di favorire da un lato l’inserimento dei giovani su tematiche interdisciplinari immediatamente connesse con le esigenze delle pubbliche amministrazioni e lo sviluppo delle imprese del territorio e dall’altro di sostenere in maniera continuativa la creazione di spin-off universitarie e start-up innovative in grado di agire su ambiti di reale interesse per il mercato, limitando la diffusa esperienza di giovani imprese costrette a chiudere perché impegnate su soluzioni magari utili e interessanti, ma lontane dalle reali richieste del mercato.

Questo è il caso ad esempio delle attività sulle nuove reti di telecomunicazione basate sulla tecnologie 5G, per le quali è indispensabile promuovere uno sforzo comune per individuare non solo soluzioni avanzate nei diversi domini applicativi ma anche adeguati strumenti normativi e modelli economici per consentire, una volta usciti dalla fase sperimentale, a consentire la diffusione sostenibile sul mercato di tali soluzioni.

Nondimeno le università – in quanto luoghi dove si formano i cittadini delle future “smart cities” – devono diventare anche i luoghi dove prioritariamente le nuove tecnologie devono essere utilizzate e validate; sono i campus universitari i luoghi privilegiati, i “living labs” naturali delle future città intelligenti e sostenibili, dove cittadini e tecnologie del futuro, come ad esempio proprio quella delle reti di telecomunicazione 5G, si confrontano e si valutano in un’ottica di sviluppo inclusivo e sostenibile. Per lo sviluppo delle “smart city” sono le Università che quindi devono sempre più diventare il nucleo propulsore, promuovendo non solo la realizzazione ma anche l’adozione e la validazione di sistemi e servizi innovativi. Il livello di integrazione tra università e città rappresenta quindi sin d’ora un parametro in grado di stimare la capacità di sostenere quel meccanismo virtuoso di sviluppo in grado di stare al passo con l’evoluzione tecnologica e di mettere a valore, secondo politiche condivise ed inclusive e nel rispetto delle specifiche ambizioni del territorio, tutte le potenzialità che lo sviluppo tecnologico virtuoso può esprimere a favore della comunità.

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