didattica a distanza

Invalsi, la Scuola sprofonda ma troppo facile incolpare la DAD: ecco i veri problemi

Anche alla luce dei risultati Invalsi, è chiara la pesante investitura conferita alla scuola nell’accelerazione del processo di digitalizzazione della società. Ed è evidente la responsabilità corrispondente nel contribuire a costruire capacità e competenze digitali. Problemi da risolvere e progetti in corso

15 Lug 2021
Francesco Amorosa

CTO AFA Systems, Co-fondatore UNIDPO, DPO certificato UNI 11697

scuola

I risultati dei test Invalsi, salvo poche eccezioni e pur con significative differenze per cluster geografici e sociali, fotografano un livello di preparazione dei nostri figli a dir poco insufficiente sull’intero territorio nazionale. E il dato più sconfortante è la tendenza al peggioramento.

È colpa della pandemia, della didattica a distanza come dicono molti in questi giorni? Essa di certo ha reso le scuole un cantiere tuttora aperto, amplificando la necessità di iniziative non estemporanee per conseguire risultati di medio periodo, senza pretesa o illusione che essi siano istantanei.

Di sicuro, però, le carenze e le difficoltà della scuola sono molte, di molteplice natura e di origine non proprio recentissima.

Scuola, un piano triennale per uscire dall’emergenza: la proposta

La pandemia e i tempi della scuola

In questo contesto, uno degli effetti della pandemia, poco evidenziato e invece fortemente percepito dal sistema scolastico degli alunni e dei docenti, è la modificazione dei tempi dentro e fuori la scuola durante i lockdown.

WHITEPAPER
Aumenta la competitività della tua azienda con IoT e RTLS
IoT
Industria 4.0

Pur in un panorama molto disomogeneo per territori e situazioni, la repentina e massiva adozione a fini didattici degli strumenti della rete ha avviato l’evoluzione dei tempi dello studio in funzioni e quantità, trasformandoli infine in un continuum di attività, non sempre percepite e gestite dagli alunni come importanti e distinte dalle loro abituali attività online. Anche la stessa definizione delle nuove metodologie è in evoluzione e la nozione inizialmente utilizzata di Didattica a Distanza (DaD) è al momento stata sostituita da quella di Didattica Digitale Integrata (DDI).

Come tutto sommato era prevedibile, quindi, anche i risultati INVALSI evidenziano che il tempo scolastico totale probabilmente si è ridotto e, anche quando ciò non è avvenuto, ha comunque perso ulteriormente efficacia: più ore, minor apprendimento.

La didattica a distanza e gli Invalsi, a Scuola

Proprio quel tempo scolastico che a casa è risultato per gli alunni un’esperienza solitaria, separata e completamente diversa dal tempo scolastico a scuola, un’esperienza vissuta da autodidatti.

Appare necessario, quindi, oggi più che mai alla luce dei risultati INVALSI, che la DDI, così ben prefigurata in tante declaratorie, si trasformi in pratica quotidiana anche nel tempo in presenza a scuola, entrando a far parte del POF (Piano dell’Offerta Formativa).

In altre parole, appare necessario che a scuola gli alunni abbiano occasione di acquisire familiarità con gli strumenti digitali che utilizzeranno nel tempo scolastico a casa, per progredire dall’inconsapevole e disinvolta dimestichezza con le app del proprio smartphone alla comprensione delle app, o per meglio dire degli strumenti online, che utilizzeranno per “studiare” (si dice ancora così?!) ed apprendere.

Una DDI a scuola potrà al tempo stesso consentire ai docenti, magari supportati da corsi di formazione specifici, di cercare il modo migliore di utilizzare i nuovi strumenti digitali, valutando “dal vivo” all’interno dell’aula l’efficacia della propria didattica.

I requisiti per la DDI

Si delineano dunque nuovi percorsi di insegnamento, forse una nuova materia che affrontando a scuola le stesse esperienze, finora solo domestiche, di utilizzo di app e strumenti online le renda esperienze condivise curando che diventino competenze digitali di base.

Ma al tempo stesso riemergono criticità non nuove. Certamente ai docenti è richiesto di fare propri i nuovi strumenti didattici; si tratta di uno sforzo grande, tenuto conto che molti di loro non partono dalla …disinvolta dimestichezza dei loro alunni, di cui sopra. Su questa prima criticità il dibattito è ampio e ne rimandiamo l’analisi ad altra occasione.

Di tutt’altra natura, ma egualmente impattanti, risultano le criticità che derivano dalle problematiche condizioni di impiego della rete all’interno degli edifici scolastici. Come si può pensare, infatti, di insegnare agli alunni l’uso avveduto e proficuo di app e piattaforme per lo studio, se a scuola non è possibile usarle? Rendono critico questo tentativo le caratteristiche per così dire fisiche delle scuole: la concentrazione di un gran numero di utenti che svolgono contemporaneamente attività di rete e sulla rete, talvolta anche molto intense. Si tratta a ben guardare di una criticità doppia: una relativa alla rete interna alla scuola, es. al Wi-Fi; l’altra relativa alla connettività verso Internet.

Sulla rete Wi-Fi interna alla scuola si è investito con fondi specifici negli scorsi anni. I risultati migliori si sono registrati quando si è evitato di adottare progetti e soluzioni preconfezionati e i progetti sono stati concepiti dalle scuole, tenendo specificamente conto delle molte variabili che le differenziano l’una dall’altra, fra le quali non ultime sono le caratteristiche degli edifici scolastici, che vanno da monumentali strutture ottocentesche fino a recenti prefabbricati industriali. Se qua e là si ha occasione di incontrare dirigenti scolastici che esprimono completa delusione per lo scadente funzionamento del proprio Wi-Fi, è opportuno ribadire come quella tecnologia richieda un’adeguata progettazione senza improvvisazioni e garantisca tutte le prestazioni di cui una scuola ha bisogno, quando correttamente implementata.

Anche la connettività condiziona le attività didattiche in rete e naturalmente “non è mai abbastanza”. Il fabbisogno cresce velocemente, la disponibilità fortunatamente aumenta, ma stenta a tenere il passo. Progressivamente andrà considerata l’opportunità di predisporre piattaforme in cloud privato e locale, cioè interne alla scuola, per attenuare le congestioni della connessione che si determinano quando ad es. un download viene eseguito da tutti gli alunni di una classe che scaricano documenti contemporaneamente e a volte persino il medesimo documento.

Con la pandemia questi temi sono emersi nella loro urgenza, la politica ha preso ad occuparsene e due importanti iniziative sono in movimento.

Il Piano Scuole Connesse

La prima è costituita dal “Piano Scuole Connesse” in banda ultra-larga. Come ha ricordato il suo AD Marco Bellezza lo scorso febbraio proprio su questa testata, Infratel ha assunto la gestione del piano che vale circa 400 milioni di euro, dandone esecuzione attraverso convenzioni con le Regioni, per quelle che hanno scelto di procedere autonomamente (Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento), e negli altri casi attraverso gli operatori di rete aggiudicatari dei sette lotti messi a bando (4 a Fastweb, 3 a Tim, 1 a Intred).

Italia a banda ultralarga? Ecco come correggere il PNRR per evitare il flop

Con la sua nota 9068 dello scorso aprile, il Ministero dell’Istruzione ribadisce gli obiettivi del piano: dotare circa 35.000 edifici scolastici (oltre l’80% dei circa 42.000 presenti sul territorio nazionale) di un accesso a Internet basato su connettività di 1 Gbit/s, con almeno 100 Mbit/s simmetrici garantiti, coprendone i costi per 5 anni. I lavori hanno stanno avendo inizio e naturalmente l’auspicio è che gli obiettivi attesi vengano conseguiti presto.

La promessa di una connettività “simmetrica” è molto interessante poiché denota attenzione al canale di upload, cioè al flusso di dati dalla scuola verso Internet. In molti casi la capacità del canale di upload è ritenuta secondaria e poco rilevante, nell’ipotesi che sia il flusso dati prevalente sia quello da Internet verso la sede utente, in questo caso la scuola. Se ciò spesso è vero, diverso è il caso costituito dalle scuole: la necessità di accedere ad esse via Internet (dunque con prevalente uso del canale di upload) è esplosa durante il lockdown ed oggi è diventata esigenza quotidiana.

Anche nei casi in cui la connettività consegnata alla scuola dal Piano sia solo quella minima garantita di 100Mbit/s e non quella annunciata di 1 Gbit/s, il Piano Scuole Connesse costituirà un importante passo avanti per l’operatività della scuola in rete.

La rete UNIRE

Un’altra importante iniziativa è quella promossa dalla senatrice Maria Laura Mantovani (M5S). Si tratta di un disegno di legge (DDL 2142), finalizzato ad accrescere l’efficacia dell’intervento “Scuola 4.0” del PNRR. Il DDL istituisce e disciplina la rete di interconnessione unica nazionale dell’istruzione (rete UNIRE). Su questa testata chi scrive aveva dato notizia a metà aprile dell’iniziativa che, qualche giorno dopo, aveva trovato ampio spazio su CorCom nell’intervista di Federica Meta alla senatrice.

Oggi l’iniziativa prende corpo con l’approvazione, lo scorso 17 giugno in commissione Bilancio del Senato, di un emendamento presentato dalla senatrice al decreto cosiddetto “fondo complementare”. L’emendamento destina 135 milioni di euro alla rete UNIRE. Si va ben oltre l’ipotesi iniziale (50 milioni da ripartire in cinque anni) che era stata prospettata nel convegno di presentazione del DDL lo scorso 28 maggio. Un successo importante, che segnala come finalmente la politica cominci a cogliere le necessità vere delle scuole.

Il DDL è costituito da 6 articoli, il terzo dei quali stabilisce la costituzione di una società pubblica per la gestione della rete. Il secondo articolo è quello che chiarisce le attività che svolgerà UNIRE. Il disegno complessivo è interessante, delineando l’istituzione di un cloud nazionale, in una complessiva strategia di “federazione” di istituti scolastici (e piattaforme) alla quale UNIRE contribuisce con propri servizi di rete cosiddetti di base. Tuttavia, sempre nel secondo articolo, nella disposizione “…fornire interconnessione…”, potrebbe celarsi il rischio che alcune attività di UNIRE vadano a sovrapporsi con gli interventi del Piano Scuole Connesse. Siamo tuttavia ancora alla fase di “disegno” di legge e comunque conterà poi la lettura esecutiva che verrà data al punto.

L’auspicio è che UNIRE promuova un modello “federato” di reti scolastiche, diventando al tempo stesso l’occasione di selezione e riuso delle pratiche migliori. Il ruolo potrebbe essere in parte analogo a quello che il Consorzio GARR esercita rispetto alle Università, come gruppo di armonizzazione delle reti (…stiamo rievocando la vecchia interpretazione dell’acronimo GARR). Sul panorama tecnologico iniziano ad apparire reali applicazioni del futuro modello di “web decentralizzato”, così consono alla natura delle scuole: enti (e reti in rete) molto simili fra loro e tuttavia distribuiti: UNIRE potrebbe facilitare, su uno scenario così idoneo, l’adozione di modelli di rete davvero “resilienti”.

La scuola insegni la digitalizzazione

L’adattamento alle nuove condizioni socio-tecnologiche determinate dalla pandemia è appena iniziato ed è già possibile riscontrare grandi differenze fra organizzazioni meglio predisposte al cambiamento, che sono riuscite a darsi nuove forme operative, e organizzazioni invece più sclerotizzate che stentano anche solo a rimodulare il tempo del lavoro ricomprendendovi quello da remoto. Le capacità di adottare i modelli e gli strumenti operativi della rete, in breve la “digitalizzazione”, sono decisive per ripensare e ricostruire le organizzazioni e garantirne la sopravvivenza nel “mutato paesaggio” post-pandemico, intensamente digitale. Come analizzato su questa testata da Sandra Troia, lo scorso maggio, la “digitalizzazione” è al centro del PNRR e si costruisce sulle competenze digitali dei singoli che, come tutte le altre competenze, possono essere insegnate.

Per questo abbiamo bisogno di una scuola che insegni a comprendere i modelli operativi digitali, a “smontarli e rimontarli”. È importante che la scuola mantenga quell’autonomia che essa stessa rivendica e non cada nell’adozione acritica di modelli didattici standardizzati: le cosiddette piattaforme, quasi sempre sofisticate e complesse ben oltre le necessità didattiche.

L’uso quotidiano di uno strumento o una piattaforma si trasforma in “pratica” e abitudine. In molte occasioni, la ricerca del “punto giusto dove cliccare” distoglie dal fine per il quale quella piattaforma viene usata. E ancora, come è fatta quella piattaforma (e come essa cambia via via che si succedono gli aggiornamenti), è deciso altrove e rispetto a finalità d’uso che non sono quelle didattiche.

Eppure, vi sono esperienze encomiabili, anche di adozione di software open source, specificamente concepiti per uso didattico, come BigBlueButton. Una significativa esperienza in tale direzione è riportata dall’Open Source Observatory (OSOR) dell’UE, che descrive il caso della Provincia di Bolzano con l’importante contributo di Paolo Vecchi.

Ma difficilmente si cessa di usare uno strumento con fatica appreso, se non si è avuta occasione di vederne altri e, in termini più generali, se non si è stati allenati al cambiamento. È necessario che la scuola tenga in debito conto anche questi effetti differiti nel tempo, che possono diventare omologazione nel ragionamento e dipendenza dall’uno o dall’altro sistema. Omologazione e dipendenza che costituiscono condizioni antitetiche a quegli obiettivi generali continuamente evocati che raccogliamo sotto i concetti di resilienza e sovranità digitale.

Anche alla luce dei risultati Invalsi, è chiara la pesante investitura conferita alla scuola nell’accelerazione del processo di digitalizzazione della società. Ed è evidente la responsabilità corrispondente nel contribuire a costruire capacità e competenze digitali. L’occasione del PNRR è irripetibile. Gli interventi della politica sulla scuola siano attenti e precisi. Non bisogna pretendere risultati istantanei ma non si può perdere un minuto.

INFOGRAFICA
Manufacturing 5.0: ecco i vantaggi della monetizzazione dei dati!
Big Data
IoT
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati