i fantasmi della scuola

Piano Scuola 4.0 senza visione e coraggio: così si rischia di sprecare (di nuovo) l’occasione

Il Piano Scuola 4.0 è ambizioso e coerente, ma non mostra i grandi fantasmi del sistema scolastico italiano. La visione educativa e il coraggio di una riforma profonda della scuola sono le grandi assenti dei progetti appena approvati. Riuscirà a essere vera leva di cambiamento?

08 Set 2022
Daniela Di Donato

Docente di lettere, Dottoranda di ricerca presso Sapienza Università di Roma-Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione, Collaboratrice del Crespi

scuola

A giugno 2022 è stato adottato il Piano Scuola 4.0, previsto dal PNRR quale strumento di sintesi e accompagnamento all’attuazione delle relative linee di investimento. Lo scopo è quello di utilizzare le risorse europee per sviluppare azioni innovative e cambiamento sistemico nelle scuole italiane e farlo nel rispetto dell’autonomia didattica, gestionale e organizzativa.

Per quanto il Piano sia ambizioso e coerente nelle sue misure, provveda ad inserire gli aspetti pedagogici, aggiunga tracce di ricerche a supporto delle ipotesi e abbracci ogni ordine di scuola, non mostra direttamente i grandi fantasmi della scuola: la visione educativa, la relazione docente-studente e il rapporto culturale tra gli ambienti digitali progettati dai docenti in funzione del miglioramento dei processi di apprendimento di studentesse e studenti, nel quadro di un ampiamento in tutte le funzioni cognitive.

Piano Scuola 4.0, finta innovazione per una didattica senza futuro

Ma andiamo per gradi.

Il Piano Scuola 4.0: un documento in progress

Il Piano è diviso in quattro sezioni:

  • Background: definisce il contesto dell’intervento, ripercorrendo brevemente le principali tappe del processo di trasformazione didattica e digitale della scuola italiana e gli scenari europei di riferimento;
  • Nella sezione Framework si presentano due campi, che costituiscono il quadro di riferimento e i principali orientamenti per la progettazione degli ambienti di apprendimento innovativi (Next Generation Classrooms) e dei laboratori per le professioni digitali del futuro (Next Generation Labs);
  • Roadmap è l’ultima delle quattro sezioni e illustra e sintetizza gli step di attuazione della linea di investimento “Scuola 4.0”.

Il ministro ha chiesto di considerare questo documento non in modo statico, ma in chiave di work in progress perché il suo aggiornamento seguirà tutto l’iter attuativo della linea di investimento e si completerà con ulteriori linee di indirizzo e di sostegno e con la valutazione e la presentazione dei risultati e delle buone pratiche realizzate dalle scuole.

WHITEPAPER
Robot intelligenti: i vantaggi nei progetti di automazione nell'Industry4.0
Industria 4.0
Realtà virtuale

Come ho imparato tanti anni fa, quando lavoravo come funzionario per la direzione generale di un ministero, alcune preziose informazioni di ogni documento e decreto si annidano nelle frasi d’apertura, che sembrano rituali premesse al vero contenuto del testo: rilevato, considerato che, ritenuto che

La definizione di che cosa sia questo piano la troviamo lì: il Piano scuola 4.0 intende favorire la transizione digitale del sistema scolastico italiano con la trasformazione di almeno 100.000 aule delle scuole primarie e secondarie in ambienti di apprendimento innovativi adattivi e flessibili, connessi e integrati con tecnologie digitali, fisiche e virtuali, e la creazione di laboratori per le nuove professioni digitali in tutte le scuole superiori, interconnessi con le imprese e le start-up innovative per la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle nuove professioni digitali (come l’intelligenza artificiale, la robotica, la cybersecurity, etc.), identificando le fasi previste per la sua attuazione, in particolare in relazione ad avvisi pubblici, decreto di assegnazione, flussi finanziari di rendicontazione e pagamento e procedure relative alle istituzioni scolastiche in qualità di soggetti attuatori.

Chi se ne dovrebbe occupare è l’Unità di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza presso il Ministero dell’istruzione, che con successivi atti provvede a fornire alle istituzioni scolastiche statali tutte le indicazioni per l’attuazione, il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo dei singoli interventi.

Digitale ed educazione: non basta investire in tecnologie, serve un cambiamento culturale

La pitagorica numerazione degli investimenti, anche comprensibile visto che si tratta prima di tutto di un documento che insegue una logica economica, non rende in modo chiaro e approfondito l’idea del rapporto, che ci dovrebbe essere tra digitale ed educazione. Sembra più importante sottolineare un rapporto quantitativo persona/macchina che non una relazione qualitativa persona/apprendimento/miglioramento provocato dal setting e dalle tecnologie digitali.

Ecco che quindi la lista della spesa prende progressivamente corpo. Fra il 2014 e il 2021 il rapporto fra alunni/dispositivi è passato da 8,9 a 4 e tra LIM e classi è passato da meno di una LIM ogni due classi ad una LIM/Schermo digitale per ogni classe. L’utilizzo del registro elettronico è salito dal 69% al 99% delle scuole. Sono oltre 40.000 gli ambienti didattici innovativi e digitali realizzati dall’approvazione del Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD). Rispetto alla digitalizzazione amministrativa, prima del PNSD, il 68% delle segreterie scolastiche aveva un sistema di gestione documentale informatizzato, oggi il 97%.

Mi sembra che l’errore sia diventato come un bug di sistema: sempre lo stesso, difficile da stanare e ostinatamente ricorrente, perché non si tratta solo di investire in oggetti, ma di nutrire cambiamenti culturali, che sono lenti e hanno bisogno di molte prospettive e scenari possibili. Ci si illude sempre che basti aumentare le tecnologie in un altrove futuristico e auspicato, per avere un coerente miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento e magari anche un aumento del benessere di tutta la comunità: docenti, dirigenti scolastici, famiglie e corpi studenteschi. Le ricerche di Hattie[1], benché comincino ad avere una certa età, ce lo avevano già raccontato: la frequenza dell’uso delle tecnologie va messa in relazione con i progressi dell’apprendimento o quantomeno con l’impatto delle metodologie, che usano le tecnologie sul miglioramento dei processi e degli apprendimenti a scuola.

Next Generation Classrooms e la Next Generation Labs: dalla teoria alla pratica

Per questo, quando si leggono nel documento stralci come quello che segue, che sembra tratto da una scena del film Ritorno al futuro, si viene raggiunti da piccoli brividi, immaginando il disorientamento di chi poi si ritroverà a progettare la didattica, gli spazi e gli strumenti di monitoraggio: “Gli ambienti fisici di apprendimento non possono essere oggi progettati senza tener conto anche degli ambienti digitali (ambienti on line tramite piattaforme cloud di e-learning e ambienti immersivi in realtà virtuale) per configurare nuove dimensioni di apprendimento ibrido. L’utilizzo del metaverso in ambito educativo costituisce un recente campo di esplorazione, l’eduverso, che offre la possibilità di ottenere nuovi “spazi” di comunicazione sociale, maggiore libertà di creare e condividere, offerta di nuove esperienze didattiche immersive attraverso la virtualizzazione, creando un continuum educativo e scolastico fra lo spazio fisico e lo spazio virtuale per l’apprendimento, ovvero un ambiente di apprendimento onlife”.

Le due azioni del Piano “Scuola 4.0, che dovrebbero portare a questo sarebbero la Next Generation Classrooms e la Next Generation Labs. La prima azione prevede la trasformazione di almeno 100.000 aule in ambienti innovativi di apprendimento. Le comunità scolastiche del primo e del secondo ciclo progetteranno e realizzeranno ambienti fisici e digitali di apprendimento (on-life), caratterizzati da innovazione degli spazi, degli arredi e delle attrezzature e da un nucleo portante di pedagogie innovative per il loro più efficace utilizzo, secondo i principi delineati dal quadro di riferimento nazionale ed europeo. La trasformazione fisica e virtuale deve essere accompagnata dal cambiamento delle metodologie e delle tecniche di apprendimento e insegnamento. La comunità scolastica in collaborazione con l’animatore digitale, il team per l’innovazione e le altre figure strumentali, costituisce un gruppo di progettazione, coinvolgendo i docenti e gli studenti.

Tre saranno gli aspetti fondamentali:

  • il disegno (design) degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali;
  • la progettazione didattica basata su pedagogie innovative adeguate ai nuovi ambienti e l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione;
  • la previsione delle misure di accompagnamento per l’utilizzo efficace dei nuovi spazi didattici.

La seconda azione sarebbe la Next Generation Labs: prevede la realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro, capaci di fornire competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati, trasversali ai settori economici, in un contesto di attività autentiche e di effettiva simulazione dei luoghi, degli strumenti e dei processi legati alle nuove professioni.

Sviluppo delle competenze digitali

In applicazione del PNRR nel DL 152/21 è stato introdotto anche l’articolo 24-bis “Sviluppo delle competenze digitali” che prevede le seguenti azioni:

  • nel triennio 2022/23 – 2024/25 il Piano nazionale di formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado (Legge 107/15 art. 1 commi 124 e 125) individua tra le priorità nazionali, l’approccio agli apprendimenti della programmazione informatica (coding) e della didattica digitale;
  • entro il 2024/25 sono integrati gli obiettivi specifici di apprendimento e i traguardi di competenza delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida vigenti per le scuole secondarie di II grado;
  • a decorrere dal 2025/26 nelle scuole di ogni ordine e grado si persegue lo sviluppo delle competenze digitali, anche favorendo gli apprendimenti della programmazione informatica (coding), nell’ambito degli insegnamenti esistenti.

Come sarà possibile realizzare tutto questo senza mettere mano al ripensamento della struttura profonda della scuola, cioè il tempo (organizzazione delle unità orarie, del tempo degli insegnanti, del tempo di lavoro a casa di docenti e studenti…) e la valutazione degli esiti?

La partenza delle due azioni

Le due azioni sono appena partite (agosto 2022): nel Next Generation Classrooms sono state finanziate 8253 istituzioni scolastiche (il Finanziamento più elevato è toccato Ipsseoa “Pietro Piazza” di Palermo con € 490.778,36), mentre nel Next Generation Labs sono state finanziate 2821 scuole secondaria di II grado. Agli istituti tecnici e agli istituti professionale è stata assegnata la cifra di € 164.644,23. Ai licei è stata assegnata la cifra di € 124.044,57. Solo l’istituto statale di istruzione specializzata per sordi “A. Magaratto” risulta assegnatario di € 493.936,50. Le scuole che riceveranno le risorse più elevate sono l’istituto statale di istruzione specializzata per sordi “A. Magaratto” di Roma con € 672.775,63, l’Ipsseoa “Pietro Piazza” di Palermo con € 655.422,59, l’ISIS “A. Malignani” di Udine con 604.290,43, l’IIIS Aldini Valeriani di Bologna con € 600.564,62, l’ITI Enrico Medi di S. Giorgio a Cremano (Na) con € 586.470,38, il polo sc. Tec. Prof.le “Fermi – Giorgi” di Lucca con € 581.935,54.

Conclusioni

Non si potrebbero prevedere a questo punto strategie e strumenti che sviluppino e monitorino quella desiderata cultura del digitale e prevedano piani a lungo termine? Come mai la figura del fantomatico docente esperto (che poi anche questa sembra una contraddizione e anche un po’ una mortificazione della professionalità dei docenti) è completamente sganciata da queste prospettive del Piano? L’expertise educativa da incrementare quindi sarebbe di due tipologie diverse: un docente tecnico e un docente pedagogista? Ma non esistono già docenti super esperti, che nel tempo hanno investito personalmente in percorsi di formazione e di professionalizzazione?

Temo che si rischi uno svilimento, a fronte invece di risorse importanti che potrebbero essere solo il punto di partenza, per un ripensamento serio e coerente della scuola italiana, che ne faccia una leva per il cambiamento e per la promozione di una cittadinanza innovativa e responsabile. L’ottimismo di ogni educatore si scontra spesso con i conticini, che non riescono a raccontare la complessità di un sistema che attende da tempo una revisione globale.

Note

  1. Hattie J. (2009). Visible Learning. A synthesis of over 800 meta-analyses relating to achievement. London & New York: Routledge.

WHITEPAPER
Intelligent enterprise: dall’azienda estesa alla filiera integrata e collaborativa
IoT
Manifatturiero/Produzione
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4