la guida

Scuole, un piano di interventi per adeguarsi al Gdpr: “accountability” la parola chiave

A quasi due anni dall’entrata in vigore del GDPR, qual è la situazione all’interno degli istituti scolastici, come si configura il rapporto con il Data Protection Officer e cosa dovrebbero fare gli enti per rispettare il principio di accountability

Pubblicato il 19 Giu 2020

Emanuele Solombrino

Consulente per 01 S.r.l. – Servizi Privacy

Photo by kyo azuma on Unsplash

A oltre due anni dall’effettiva entrata in vigore del GDPR molte scuole sono ancora in affanno riguardo l’applicazione del nuovo regolamento. Troppo spesso infatti l’adeguamento si traduce erroneamente nella mera individuazione di un DPO e nell’aggiornamento una tantum della documentazione.

Questo approccio lascia esposto il patrimonio documentale scolastico a data breach, attacchi e perdite di vario genere. Un primo passo per controvertere tale tendenza è far comprendere alle scuole che la tutela del dato personale è un’attività strategica per proteggere tutti gli attori coinvolti nei vari trattamenti e che, anche se le risorse scarseggiano, uno strutturato piano di intervento e di auditing deve essere implementato per portarle verso il pieno adeguamento.

Il percorso delle scuole verso l’adeguamento al Gdpr

Quale percorso hanno intrapreso le scuole e come lo hanno fatto è un argomento difficile da affrontare ma che merita la massima attenzione.

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy

Partiamo dal principio, da quel “lontano” 25 maggio 2018, giorno in cui tra isteria di massa e corsa al consulente più vicino tutte le PA, comprese quindi le scuole, hanno cercato di fare quel minimo indispensabile per non dirsi fuori legge: nominare il DPO. L’articolo 37 del GDPR non ammette infatti interpretazioni: se il trattamento è effettuato da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico occorre nominare un Data Protection Officer o Responsabile per la Protezione dei Dati, che può essere interno o esterno alla struttura interessata.

Il lento percorso di adeguamento parte dunque da quei giorni, da quella nomina del DPO usato spesso come tampone per potersi dire adeguati. Analizziamo brevemente questa nuova figura, passaggio indispensabile per comprenderne le potenzialità e il ruolo all’interno di un istituto scolastico.

Le funzioni che il DPO deve “garantire” sono le seguenti:

  • deve informare e fornire consulenza al titolare del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal regolamento nonché da altre disposizioni dell’Unione e degli Stati membri relative alla protezione dei dati;
  • deve sorvegliare l’osservanza del regolamento, di altre disposizioni dell’Unione o degli Stati membri relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento in materia di protezione dei dati personali, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo;
  • deve fornire, se richiesto, un parere in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento;
  • deve cooperare con l’autorità di controllo;
  • deve fungere da punto di contatto per l’autorità di controllo per questioni connessi al trattamento.

Il DPO quindi:

  • deve essere coinvolto in tutte le questioni riguardanti la protezione dei dati personali;
  • devono essergli fornite le risorse necessarie per assolvere tali compiti e accedere ai dati personali e ai trattamenti e per mantenere la propria conoscenza specialistica;
  • non deve ricevere alcuna istruzione per quanto riguarda l’esecuzione di tali compiti.

Molto spesso ci si è fermati, nel mondo scolastico almeno, ai doveri e compiti del DPO e si sono ignorati gli obblighi che il Titolare ha nei suoi confronti.

Il DPO, la gestione e la tutela del dato personale all’interno della scuola

Considerato nel suo complesso, il Data Protection Officer riveste o dovrebbe rivestire un ruolo centrale nella gestione e nella tutela del dato personale all’interno della scuola. Ma la teoria si è dovuta scontrare con la pratica. Le realtà scolastiche, a volte piccole e con scarse risorse, hanno dovuto nominare un proprio DPO per rispettare il Reg. UE, ma a causa di pochi fondi a disposizione non è stata fatta una valutazione sulla figura da nominare. Il DPO non è stato dunque scelto per il programma che voleva intraprendere o per le azioni che riteneva necessario mettere in campo: la scelta è stata fatta su una semplice valutazione di costo del servizio.

Il primo problema o criticità è stata dunque quella di inserire, all’interno della struttura privacy istituzionale, una figura non metabolizzata, non selezionata con cui non si è potuto realizzare spesso un piano di intervento. Questo problema si intensifica con la logica di rotazione dei fornitori, applicata pedissequamente da alcune scuole. Il processo di adeguamento tramite DPO, un processo di medio-lungo termine, rischia dunque di bloccarsi nel momento in cui il Dirigente Scolastico decide di applicare il principio di turnazione dei fornitori e dunque cambiare consulente esterno periodicamente.

Ricapitolando: scarse risorse, poco tempo, rotazione del DPO, scarsa metabolizzazione della figura, sono i problemi che hanno investito le nostre scuole nel difficile processo di adeguamento al GDPR.

Cosa fare e come risolvere le problematiche

Innanzitutto, risulta utile comprendere cosa ci chiede il GDPR e cosa comporta per le scuole il cambio di paradigma dall’applicazione delle misure minime di sicurezza al principio di accountability. Anche la scuola, Titolare dei suoi trattamenti, deve dunque attenersi al concetto di responsabilizzazione applicando tutte le misure tecniche e organizzative necessarie a tutelare la sua enorme mole di dati personali. Chiaramente questo processo deve necessariamente passare attraverso il Data Protection Officer, questo “organismo” che affianca, consiglia e aiuta il titolare del trattamento.

Per mettere in campo e attuare le misure “necessarie” di sicurezza il titolare, per il tramite del DPO, dovrà inevitabilmente procedere con un piano di auditing strutturato e preciso, che possa permettere ad entrambi di avere una visione chiara e approfondita della struttura scolastica: chi fa cosa, come lo fa, tramite cosa lo fa.

Grazie al piano di auditing sarà possibile far emergere e individuare le criticità. A questo punto risulterà indispensabile un piano di intervento su due tempi che garantisca un miglioramento progressivo della struttura privacy scolastica: di breve periodo per le non conformità gravi e di medio-lungo per quelle meno urgenti.

Occorre dunque un cambio di paradigma da parte di tutti i soggetti coinvolti. Le scuole in primis, favorendo l’attività del DPO, la sua conoscenza all’interno e all’esterno del contesto scolastico, fornendogli tutte le risorse, umane ed economiche, necessarie e indispensabili per attuare la sua strategia. Il Dirigente e tutto il personale scolastico devono “educarsi” a coinvolgere sempre il proprio Data Protection Officer per tutte le questioni riguardanti la gestione dei dati: dalle informative ai data breach, dalle valutazioni di impatto al registro dei trattamenti, tutto deve passare dal vaglio della nuova figura.

Dall’altra parte i DPO devono avviare necessariamente un percorso di auditing per far emergere le criticità nella gestione del dato. Facendo fronte anche alle ristrettezze economiche dovrà poi attivare un piano di intervento, anche di lungo respiro, che possa permettere alla scuola di ritrovarsi, progressivamente, con una migliore gestione dei dati personali.

Altro passaggio importante riguarda il personale scolastico. Non si può più pensare di raggiungere un pieno adeguamento senza il coinvolgimento di tutti i soggetti che trattano, in vario modo, i dati personali: i docenti, il personale ATA, il DS e il DSGA, tutti dovranno essere formati e tutti dovranno lavorare seguendo istruzioni precise riguardo il trattamento. Come utilizzare gli strumenti, informatici e non, quali misure di sicurezza garantire, cosa fare in caso di incidenti sui dati personali, come gestire un esercizio di diritti da parte degli interessati: ogni aspetto dovrà essere adeguatamente normato e disciplinato.

A questo punto l’ultimo, complicato aspetto da affrontare è la sicurezza informatica. Tutto il mondo scolastico ha subito il passaggio, si potrebbe dire epocale, dalla carta al file, dall’analogico al digitale. Il registro elettronico, il software per la gestione documentale e per la protocollazione, la conservazione digitale, la firma digitale e la marca temporale rappresentano lo standard, strumenti e innovazioni da cui non si può più tornare indietro, da cui non si può più prescindere.

L’innovazione però, se non affrontata con metodo, può rappresentare una criticità. Il trasferimento del patrimonio documentale e di dati dal supporto cartaceo a quello digitale se non adeguatamente governato può essere infatti una vulnerabilità immensa per la scuola. D’altra parte “gestire la privacy” non può prescindere ormai da questo mondo: tutelare il dato significa oggi non solo produrre la documentazione e chiudere a chiave gli archivi ma significa proteggere il flusso di acquisizione, gestione e conservazione in ogni sua forma. Tutelare il dato significa oggi valutare e gestire gli strumenti informatici che la scuola utilizza: dal cloud al server scolastico, dal responsabile IT esterno al personale tecnico che gestisce la strumentazione, tutto deve essere valutato.

Il fornitore è affidabile? Gli strumenti sono protetti? I docenti sono adeguatamente formati circa l’utilizzo di chiavette USB? Sono tanti gli interrogativi e i punti da analizzare, ma ognuno di essi costituisce un passo fondamentale verso la messa in sicurezza dell’impianto scolastico. Una minima criticità potrebbe esporre tutta la scuola a gravi violazioni.

Usciamo tutti dunque dalla logica imperante del “ho aggiornato le informative, chiusa la questione” ed entriamo nel nuovo principio di accountability. Capiamo cosa fare, sfruttando al massimo questa nuova figura oramai ovunque presente.

La parola d’ordine quindi è piano di intervento: programmare gli audit, pianificare gli interventi, verificare la fattibilità degli stessi e la loro efficacia. Poche cose alla volta, pochi passaggi ma chirurgici potranno permettere alle scuole di tutelare l’immenso patrimonio di dati in loro possesso, sia esso

WHITEPAPER
Cyber Risk : la guida per gestire il rischio in banca
Sicurezza
Cybersecurity
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2