hybrid war

Guerra russo-ucraina, allarme cyber attacchi: rischi e strumenti di difesa

I venti di guerra ai confini dell’Europa destano grande preoccupazione anche sul fronte cyber, tra attacchi di data wiping e malware sempre più sofisticati. Ma la crisi potrebbe essere un’ottima occasione in Italia per aumentare la robustezza delle infrastrutture private pubbliche e private e la formazione cybersecurity

22 Feb 2022
Fabrizio Baiardi

Professore Ordinario di Informatica, Responsabile gruppo ICT risk assessment and management, Università di Pisa

cyberwar

In questi giorni lo spettro della guerra sta tornando a muoversi lungo la frontiera russo-ucraina il generando il più grande rischio del più grande scontro militare dopo la Seconda guerra mondiale. Molti analisti prevedono anche che questa guerra potrà essere affiancata da attacchi cyber devastanti visto che da molti anni la Russia ha utilizzato l’Ucraina come un laboratorio dove sperimentare strategie e strumenti di attacco informatici.

Cosa ci insegnano gli attacchi cyber all’Ucraina: gli scenari possibili

Data wiping e malware sempre più complessi

Dal 2015 al 2017, la Russia ha eseguito attacchi data wiping, cioè per cancellare tutti i dati esistenti sui sistemi contro l’Ucraina. Questi attacchi sono strutturalmente simili agli attacchi ransomware e talvolta si sono mascherati anche da ransomware richiedendo un riscatto alle vittime. A differenza dei ransomware però, lo scopo in questo caso è quello di rendere il sistema inutilizzabile e quindi l’attacco è stato progettato in modo che non sia possibile recuperare le informazioni che non sono state cifrate ma cancellate.

e-book
Smart Manufacturing e Industry 4.0: come “iniettare” intelligenza nei processi
ERP
Manifatturiero/Produzione

In questi attacchi sono stati usati malware via via più complessi ma anche più flessibili e con strategie sempre più sofisticate che non richiedevano interazioni con un controllore umano. Si è passati ad esempio dall’attacco ad impianti secondari per la distribuzione dell’energia elettrica ad attacchi ad una singola stazione per più di 200 megawatt. Secondo gli analisti che lo hanno analizzato la versione finale del malware, “CrashOverride,” era uno strumento di attacco sofisticato e specializzato per la griglia elettrica. Questi attacchi sono stati attribuiti a Sandworm, un gruppo successivamente identificato dagli Stati Uniti come un gruppo operativo della agenzia di intelligence militare russa, GRU. Negli stessi anni, attacchi atttibuiti a Sandworm hanno danneggiato un grande numero di sistemi nei sistemi delle utility ucraine, nelle agenzie informative, nei trasporti ed uffici governativi. Alcuni degli attacchi contro l’Ucraina avevano forse lo scopo di impedire la privatizzazione della produzione e distribuzione di energia elettrica che avrebbe danneggiato alcuni autocrati russi.

NotPetya

Questi attacchi sono culminati in NotPetya, un worm distruttivo che si è diffuso dall’Ucraina nel 2017 ed il cui principale mezzo di diffusione si ritiene sia stato un pacchetto di aggiornamenti corrotto di uno strumento di contabilità M.E.Doc dell’azienda informatica Intellect Service. Nel 2017, M.E.Doc era utilizzato dall’80% delle aziende che operavano in Ucraina e dai loro clienti. Siamo quindi di fronte ad un attacco di tipo supply chain dove un fornitore viene attaccato per includere nei suoi prodotti del malware che viene poi distribuito ai vari clienti.

Sostanzialmente NotPetya cancellava il boot record e la sua diffusione è stata molto veloce perché la nuova versione del malware utilizzava EthernalBlue, codice sviluppato da NSA e che sfruttava una vulnerabilità del protocollo SMB della Microsoft. È questo uno dei primi esempi che hanno confermato l’estrema flessibilità delle armi informatiche: chi è il bersaglio di un malware può trasformarlo facilmente in un’arma contro chi lo aveva progettato e diffuso. L’arma è stata molto efficace anche se Microsoft aveva rilasciato da tempo una patch per risolvere la vulnerabilità ma, come sempre accade, molti degli utenti colpiti non avevano ancora applicato la patch ai loro dispositivi.

Lo spreading di NotPetya fuori dall’Ucraina

Successivamente, è stata sviluppata una nuova versione di NotPetya più flessibile attacca utilizzando credenziali rubate. NotPetya si è però diffuso anche fuori dall’Ucraina attaccando anche ditte che avevano sedi in Ucraina ma che operavano in tutto il mondo. Uno dei casi più eclatanti è stato quello della Maersk, la ditta di logistica i cui sistemi sono stati cancellati da NotPetya e che ha potuto ricostruire tutto solo perché in una sede africana c’era un domain controller non collegato quando l’attacco ha avuto luogo. Altri attacchi hanno coinvolto aziende e enti operanti nel settore della salute come aveva fatto WannaCry, un’altra creatura di Sandworm. Lo spreading di NotPetya fuori dall’Ucraina rivela che chi ha sviluppato il malware non aveva inserito nel malware tutti quei controlli che erano ad esempio presenti in Stuxnet e che garantivano che l’attacco sarebbe avvenuto solo contro uno specifico sistema con precise caratteristiche descritto in un modello rappresentato da una struttura dati nel malware stesso. Grazie a questi controlli, Stuxnet si è diffuso ma non ha danneggiato nulla al di fuori del suo bersaglio. Come ha detto qualcuno, è evidente che dietro gli sviluppatori di Stuxnet c’era un forte ufficio legale che ha imposto precise regole di ingaggio per garantire che solo uno specifico impianto sarebbe stato danneggiato.

Gli analisti hanno anche attribuito a Sandworm, che avrebbe quindi sfruttato l’esperienza acquisita nella palestra Ucraina, attacchi a vari soggetti in Francia durante la campagna elettorale del presidente Macron, attacchi contro l’infrastruttura delle Olimpiadi Invernali del 2018 e il defacement di migliaia di siti in Georgia.

Una guerra sempre più ibrida

Tutte queste azioni sono quelle che hanno portato all’incriminazione da parte del ministero della giustizia USA di sei militari russi e fanno parte di quella che, con un termine ancora vago ed ambiguo, viene indicata come hybrid war, una strategia di attacco che comprende azioni fisiche, attacchi cyber e diffusione di fake news mediante strumenti digitali e tradizionali. Il termine vago che si usa è forse proprio dovuto al fatto che siamo ancora in una fase sperimentale, di palestra, dove si sta ancora valutando l’efficacia del singolo meccanismo e la miscela ottimale dei meccanismi nella strategia di attacco complessivo.

Anche se molte discussioni sono ancora in corso sulla efficacia della hybrid war e quindi sulla convenienza per uno stato di sostituire attacchi di classe hybrid war a quelli di una guerra tradizionale, indubbi sono i danni che un attacco cyber ben progettato può provocare. Ad esempio, la Merck una ditta farmaceutica ha appena vinto una causa legale contro la sua assicurazione che dovrà pagare circa 1.4 miliardi di dollari di danni e FedEx ha subito danni simili. Inoltre, NotPetya avrebbe causato danni in Ucraina pari circa a mezzo punto del PIL della nazione.

Un primo attacco wiper che non cripta ma cancella le informazioni è già stato denunciato dall’Ucraina in gennaio. In questo caso il wiper cancellava inizialmente il boot record e quindi tutti i file nel sistema target siano essi documenti Word, html o php. Il wiper lasciava anche una nota chiedendo un riscatto, ovviamente inutile. L’Ucraina ha attribuito l’attacco del wiper ed il defacement di alcuni siti web governativi ad un gruppo associato ai servizi speciali della Bielorussia. Ha anche attribuito alla Russia alcuni attacchi di tipo DDOS anche se non erano particolarmente rilevanti nel panorama complessivo di questo tipo di attacchi.

Un crescendo di attacchi ransomware e viper

È comunque facile prevedere un crescendo di attacchi ransomware e viper almeno come preambolo o come supporto ad altre azioni. Una prima conferma è venuta dal segretario generale della NATO Lloyd Austin secondo il quale “prima di un attacco ci aspettiamo di vedere cyber attacchi, attività di false flag, un incremento della retorica nello spazio informativo. E iniziamo a vedere sempre più questo”. Una ulteriore conferma è un avviso di pochi giorni fa della banca centrale europea alle varie banche su possibili attacchi da attaccanti sponsorizzati da stati. Quasi contemporaneamente, Cisa, la agenzia federale US per la sicurezza delle infrastrutture, FBI, NSA e le agenzie corrispondenti agenzie di Australia e UK hanno emesso un avviso congiunto sulla possibilità di attacchi ad infrastrutture informatiche ed infrastrutture critiche. Secondo questo avviso gli attaccanti potrebbero avere come bersaglio:

  • Infrastrutture cloud,
  • Managed system provider cioè gestori esterni di servizi come sicurezza e monitoraggio di infrastruture come passo intermedio per raggiungere i loro clienti ed i sistemi monitorati,
  • Sistemi di controllo industriale,
  • Fornitori di software come in un classico supply chain attack,

Le possibili contromisure

Le agenzie forniscono anche una lista di contromisure da applicare per ridurre o eliminare il rischio dovuto ad attacchi. La lista è ormai ben nota e comprende strategie quali l’applicazione di patch, la segmentazione delle reti, hardening dei sistemi, autenticazione a più fattori e controllo del traffico in uscita.

L’agenzia nazionale sulla cybersicurezza si è mossa in modo analogo invitando le aziende italiane ad applicare un insieme di contromisure che sembrano soprattutto pensate per attacchi ransomware. Anche se il nostro paese non è in prima linea, l’esperienza passata di NotPetya e WannaCry indica che le armi informatiche difficilmente possono essere controllate adeguatamente da chi le usa e viaggiano molto velocemente in Internet diffondendosi senza tener conto di distanze fisiche o di frontiere tra stati.

Le contromisure suggerite sono divise in due classi: quelle organizzative procedurali e quelle tecniche vere e proprie. Quelle organizzative-procedurali definiscono modalità di accesso ai sistemi, utilizzando privilegio minimo e creando zone demilitarizzate per separare i propri sistemi da quelli dei partner. Suggeriscono anche di predisporre piani di emergenza e di gestioni di incidenti, verificando con esercitazioni la loro efficacia. Si tratta di ottimi suggerimenti, anche se notiamo la mancanza di indicazioni su utilizzo di soluzioni zero trust che potrebbero essere particolarmente efficaci in questo contesto. Il dubbio che sorge è quello sui tempi necessari per implementare i suggerimenti e quello della diffusione di un nuovo NotPetya. Se è possibile applicare a breve misure quali:

“Identificazione dei flussi informativi e delle componenti direttamente interconnesse con partner e/o localizzate presso reti ucraine”

è difficile pensare che indicazioni come:

“Creazione, aggiornamento, mantenimento ed esercizio periodico di capacità di incident response, di un piano di continuità operativa e resilienza in caso di perdita di accesso o controllo di un ambiente informatico (IT) e/o operativo (OT)”

possano essere applicate in un tempo tale da permettere una difesa efficace negli intervalli di tempi in gioco. Nello stesso modo è ragionevolmente possibile nei tempi brevi: “Incrementare le attività di info-sharing con le strutture di sicurezza informatica con particolare riferimento allo CSIRT Italia”.

Più difficile, ed un poco criptico, appare: “Prestare particolare attenzione alla protezione degli ambienti cloud prima di trasferire file rilevanti per le attività della propria organizzazione. Inoltre, si raccomanda di utilizzare i controlli di sicurezza resi disponibili dalle piattaforme cloud”.

Non è chiaro se chi deve prestare attenzione alla protezione degli ambienti cloud sia il cliente o il provider. Anche in questo caso, se il provider non offre meccanismi adeguati, rimediare è un processo a medio-lungo termine e non certo a breve.

Le misure tecniche che suggeriscono alcune attività di monitoraggio e l’adozione generalizzata della autenticazione a più fattori. Anche in questo caso valgono considerazioni simili alle precedenti.

“Prioritizzare il patching di sistemi esposti ad internet”: difficile non essere d’accordo ma difficile raccogliere il suggerimento se l’azienda o l’ente non utilizza strumenti di patching e non ha definito un insieme di strategie per scegliere da dove partire.

“Prioritizzare le analisi a seguito di individuazione di codice malevolo (es. Cobalt Strike e webshell)”: è un altro ottimo suggerimento visto il pesante uso che gli attaccanti fanno di questi strumenti, ma richiede strumenti di monitoraggio in grado di analizzare codice malevolo e di riconoscere le varie webshell e le reverse shell. Una capacità spesso rara anche in grandi aziende ed ancora più rara in aziende medio piccole che sicuramente hanno contatti con Ucraina e connessioni con reti che possono essere facilmente infettate dall’Ucraina.

Conclusioni

Per la PA raccogliere i suggerimenti è forse ancora più complesso perché nel dicembre del 2020, CERT-Agid segnalava che su circa 20.000 siti della PA esaminati 445 (2%) non avevano HTTPS abilitato, 13.297 (67%) avevano gravi problemi di sicurezza e 4.510 (22%) avevano un canale HTTPS mal configurato. Sicuramente la situazione è migliorata dopo più di un anno ma una soluzione completa richiede una prospettiva a medio-lungo termine.

A parziale consolazione, un report sul devastante attacco ransomware che ha colpito la sanità irlandese indica le gravi carenze che hanno permesso quest’attacco e che comprendono la mancanza di un CISO, la mancanza di una strategia di patching e di capacità di monitoraggio e rilevazione di intrusioni e l’esistenza di circa 30.000 computer che utilizzavano sistemi operativi non più supportati.

Complessivamente è evidente che la situazione attuale tra Ucraina e Russia potrebbe essere un’ottima occasione in Italia, ma non solo, di iniziare un percorso di crescita che permetta, nel medio lungo termine, di aumentare la robustezza delle infrastrutture private pubbliche e private. In questo processo si colloca perfettamente la formazione di professionisti sui temi di cybersecurity L’inizio di un processo virtuoso che favorisca l’adozione di soluzioni strutturate per la valutazione e gestione del rischio informatico da un lato e la creazione di professionisti con le adeguate competenze è fondamentale per aumentare la resilienza del sistema paese e sarebbe un ottimo ed inatteso risultato della attuale crisi.

WHITEPAPER
IoT Platform: trasforma le promesse del 4.0 in realtà
IoT
Integrazione applicativa
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3