normativa

Data Governance Act ora applicativo: così cambia l’economia digitale



Indirizzo copiato

L’applicabilità del DGA rappresenta un passo verso la realizzazione di un framework normativo unitario per la realizzazione di una data economy europea

Pubblicato il 22 set 2023

Anna Cataleta

Senior Partner di P4I e Senior Advisor presso l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection (MIP)



Privacy,Concept:,Closed,Digital,Lock,Key,On,Digital,Background.,3d

Il 24 settembre 2023 con la piena applicabilità del Data Governance Act (DGA) entra vigore il framework normativo che farà da impalcatura al funzionamento dello Spazio comune europeo dei dati, già prefigurato nella Comunicazione della Commissione UE del 19 febbraio 2020 e richiamato nel considerando 2 del DGA.

Diversamente dal momento in cui il GDPR è diventato efficace e pienamente applicabile, il Data Governance Act non dispone degli obblighi di adeguamento nell’immediato, ma offre delle opportunità per tutti coloro che vogliano accedere alla data economy utilizzando i dati (personali e non personali) che legittimamente detengono.

dilaxia_ig_compliance

Cosa prevede il DGA

Il Regolamento UE 2022/868, meglio noto come Data Governance Act, o DGA, definisce le regole e le condizioni che l’Europa ha adottato in materia di data sharing, individuando tre pilastri: il riutilizzo dei dati pubblici, i servizi di intermediazione di dati, l’altruismo dei dati. In altre parole, l’Europa fissa le modalità attraverso le quali i soggetti – pubblici e privati – che intendano contribuire alla creazione di una data economy, possano procedere alla condivisione dei dati (personali e non personali).

Gli obiettivi

La Commissione, infatti, nella sua comunicazione del 2020 ha anticipato l’intenzione di procedere alla creazione di spazi comuni europei di dati individuando una serie di settori quali “la sanità, la mobilità, l’industria manifatturiera, i servizi finanziari, l’energia o l’agricoltura, o una combinazione di tali settori, ad esempio l’energia e il clima, nonché ambiti strategici quali il Green Deal europeo o gli spazi europei di dati per la pubblica amministrazione o le competenze”. L’azione ha l’obiettivo di garantire all’interno dell’Unione il rispetto dei «principi FAIR per i dati», rendendo i dati reperibili (Findable), accessibili (Accessible), interoperabili (Interoperable) e riutilizzabili (Reusable), garantendo nel contempo un elevato livello di cybersicurezza.

L’assunto della Commissione per lo sviluppo del mercato unico è che, in un mercato dei dati che sia equamente concorrenziale, “le imprese competono sulla qualità dei servizi e non sulla quantità dei dati che controllano. Ai fini della progettazione, della creazione e del mantenimento delle condizioni di parità nell’economia dei dati, è necessaria una solida governance in cui i portatori di interessi di uno spazio comune europeo di dati devono partecipare ed essere rappresentati”.

In alcuni settori, come quello sanitario, sono stati presentati gli atti legislativi per la creazione degli spazi europei dei dati[1], mentre nel settore dei trasporti è stata avviata un’azione preparatoria per la costituzione del Mobility Data Space. Il Data Governance Act, pertanto, rappresenta solo l’inizio di un percorso molto più ampio e che comprende anche il Data Act, la cui proposta di regolamento non ha ancora completato l’iter legislativo.

Il riutilizzo di categorie di dati protetti detenuti da enti pubblici

Gli enti pubblici potranno, ad esempio, valorizzare il patrimonio informativo imponendo delle tariffe per l’accesso e l’utilizzo dei dati, a condizione che le stesse siano trasparenti, eque, competitive e che consentano l’accesso alle PMI, le start-up e le istituzioni di ricerca scientifica. Gli enti pubblici, naturalmente, già da tempo consentono l’accesso e il riutilizzo dei loro dati, sulla base delle norme sulla trasparenza amministrativa e all’interno del perimetro delineato dalla direttiva Open Data. Il DGA punta ad estendere tale perimetro e fissare le condizioni per l’accesso e il riutilizzo. Infatti, si tratta dei dati detenuti da enti pubblici, che attualmente sono protetti per motivi di:

  1. riservatezza commerciale, compresi i segreti commerciali, professionali o d’impresa;
  2. riservatezza statistica;
  3. protezione dei diritti di proprietà intellettuale di terzi;
  4. protezione dei dati personali, nella misura in cui tali dati non rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva (UE) 2019/1024.

L’obiettivo della Commissione è quello di favorire la nascita di nuove imprese e l’offerta di nuovi servizi in una cornice regolatoria omogenea a livello europeo, ampliando gli effetti benefici che si sono prodotti con la direttiva (UE) 2019/1024.

Tale direttiva prevedeva fin dal considerando 13 che “L’informazione del settore pubblico o le informazioni raccolte, prodotte, riprodotte e diffuse nell’ambito di un compito di servizio pubblico o di un servizio di interesse generale sono un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali e diventeranno una risorsa contenutistica ancora più importante con lo sviluppo di tecnologie digitali avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale, le tecnologie di registro distribuito e l’Internet delle cose. In tale contesto sarà fondamentale anche un’ampia copertura geografica oltre i confini nazionali. Si prevede che maggiori possibilità di riutilizzo di tali informazioni consentano, tra l’altro, a tutte le imprese dell’Unione, incluse le microimprese e le PMI, come pure alla società civile, di sfruttarne il potenziale e contribuire allo sviluppo economico nonché alla creazione e alla salvaguardia di posti di lavoro di qualità, in particolare a vantaggio delle comunità locali, come anche a importanti obiettivi sociali quali la responsabilizzazione e la trasparenza”.

Il DGA, in questo senso, amplia lo spettro dei dati accessibili e riutilizzabili e potrebbe consentire lo sviluppo di altri servizi utili nella data economy.

I servizi di intermediazione e scambio di dati

Accanto al riuso dei dati degli enti pubblici, il DGA disciplina le modalità attraverso le quali potranno essere offerti i servizi di intermediazione e scambio di dati nonché i controlli sul settore al fine di garantire i requisiti di sicurezza fissati dal Regolamento. Le società che vorranno operare in tale settore dovranno notificare all’Autorità competente per i servizi di intermediazione dei dati la loro attività, seguendo la procedura descritta dall’art. 12 DGA.

La regolamentazione sui servizi di intermediazione dei dati è una delle novità più interessanti del DGA, in quanto, consente ai titolari dei dati di valorizzare il proprio patrimonio informativo attraverso la messa a disposizione dei dati personali e non personali che detengono e che, legittimamente, possono condividere.

All’interno del DGA mutano le definizioni dei soggetti e, in particolare, il titolare del dato è definito come “la persona giuridica, compresi gli enti pubblici e le organizzazioni internazionali, o una persona fisica che non è l’interessato rispetto agli specifici dati in questione e che, conformemente al diritto dell’Unione o nazionale applicabile, ha il diritto di concedere l’accesso a determinati dati personali o dati non personali o di condividerli”.[2]

Si comprende che il titolare dei dati è una categoria diversa rispetto titolare del trattamento disciplinato dal GDPR sia per la tipologia di dati (personali e non personali) sia per il perimetro stesso, costituito dai dati sui quali ha il diritto di concedere l’accesso o di condividerli.

Diversamente, il titolare del trattamento definito dal GDPR è il soggetto che, in relazione ai soli dati personali, definisce finalità e mezzi del trattamento (inteso come qualsiasi operazione su dati personali e non limitatamente all’accesso di terzi o alla loro comunicazione).

Nella definizione del titolare dei dati si intuisce il disegno del legislatore su come il DGA andrà ad intersecarsi con il GDPR e con il Data Act. Infatti, è il GDPR a definire le condizioni e il diritto per consentire l’accesso o la trasmissione dei dati personali, mentre il Data Act con la previsione del diritto di portabilità e di accesso dei dati generati dai dispositivi intelligenti, consentirà di valorizzarli, con il limite del rispetto del segreto industriale.

Il rapporto tra DGA e GDPR

In relazione ai dati personali, occorre ricordare il ruolo dell’art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea da cui deriva l’impianto del GDPR che sottolinea la centralità dell’individuo e il diritto inalienabile di mantenere il controllo sui propri dati personali. Questa impostazione è presente nel DGA, prevedendo per ciascuna delle modalità di condivisione e riutilizzo dei dati che, laddove siano coinvolti dati personali, sia garantito agli interessati di essere informati nei casi in cui siano identificati nonostante le misure di pseudonimizzazione e/o anonimizzazione adottate e che sia chiesto loro il consenso laddove non vi siano altre basi giuridiche per il trattamento dei loro dati ai sensi del GDPR.

Lo sviluppo di soluzioni tecniche che siano in linea con le esigenze di sicurezza e riservatezza nonché di controllo dei dati da parte degli interessati è, nei fatti, un primo stimolo allo sviluppo del mercato digitale europeo, come suggerito dallo stesso DGA nella descrizione dei servizi di intermediazione dei dati. Questi sono, infatti descritti come “un servizio che mira a instaurare, attraverso strumenti tecnici, giuridici o di altro tipo, rapporti commerciali ai fini della condivisione dei dati tra un numero indeterminato di interessati e di titolari dei dati, da un lato, e gli utenti dei dati, dall’altro, anche al fine dell’esercizio dei diritti degli interessati in relazione ai dati personali”[3].

L’articolo 10 individua i servizi di intermediazione dei dati che sono soggetti alla procedura di notifica, individuando:

  • Servizi di intermediazione tra i titolari dei dati e i potenziali utenti dei dati, compresa la messa a disposizione di mezzi tecnici o di altro tipo per consentire tali servizi; tali servizi possono includere scambi di dati bilaterali o multilaterali o la creazione di piattaforme o banche dati che consentono lo scambio o l’utilizzo congiunto dei dati, nonché l’istituzione di altra infrastruttura specifica per l’interconnessione di titolari dei dati con gli utenti dei dati”.
  • Servizi di intermediazione tra interessati che intendono mettere a disposizione i propri dati personali o persone fisiche che intendono mettere a disposizione dati non personali e potenziali utenti dei dati, compresa la messa a disposizione di mezzi tecnici o di altro tipo per consentire tali servizi, permettendo in particolare l’esercizio dei diritti degli interessati di cui al regolamento (UE) 2016/679.
  • Servizi di cooperative di dati, intesi quali “servizi di intermediazione dei dati offerti da una struttura organizzativa costituita da interessati, imprese individuali o da PMI, che sono membri di tale struttura, avente come obiettivi principali quelli di aiutare i propri membri nell’esercizio dei loro diritti in relazione a determinati dati, anche per quanto riguarda il compiere scelte informate prima di acconsentire al trattamento dei dati, di procedere a uno scambio di opinioni sulle finalità e sulle condizioni del trattamento dei dati che rappresenterebbero al meglio gli interessi dei propri membri in relazione ai loro dati, o di negoziare i termini e le condizioni per il trattamento dei dati per conto dei membri prima di concedere l’autorizzazione al trattamento dei dati non personali o prima che essi diano il loro consenso al trattamento dei dati personali.”

Un nuovo banco di prova per il GDPR

Il DGA rappresenta, a tutti gli effetti, un nuovo banco di prova per il GDPR in quanto fissa le condizioni giuridiche per la libera circolazione dei dati personali (e non personali) e la loro valorizzazione, con un approccio che mira a tutelare i diritti degli individui e al tempo stesso favorire la costruzione di un mercato accessibile, equo e contendibile.

Il mondo della data protection nella sua accezione più ampia, costituita da giuristi, interpreti, operatori, DPO, tecnici, avrà l’importante compito di individuare le modalità giuridiche e operative (tecniche e di processo) per consentire il perseguimento di tali finalità. Non è un caso che l’Autorità Garante per la protezione dei dati abbia inserito nel calendario ispettivo del secondo semestre del 2023 la verifica delle tecniche di anonimizzazione e pseudonomizzazione adottate nell’ambito del data sharing relativo ai settori della ricerca scientifica e statistica, in quanto sono settori strettamente legati alle nuove normative.

In tale contesto, le soluzioni tecniche e organizzative per garantire il rispetto dei diritti degli interessati e le modalità per la raccolta e gestione dei consensi secondo i parametri indicati dall’art. 7 GDPR rafforzeranno la loro centralità. La riuscita dello sviluppo dei tre pilastri individuati dal DGA, infatti, potrebbe consentire un domani agli operatori dei sistemi di intelligenza artificiale di poter accedere a banche dati che siano rispettose dei principi di protezione dei dati personali e, al tempo stesso, dei diritti di proprietà intellettuale. Su tale aspetto, rappresentato anche dalla qualità dei dati che l’Europa sarà in grado di offrire, si misurerà la riuscita della strada tutta europea di bilanciamento tra i diritti individuali, la tutela della proprietà intellettuale e la “fame di dati” dei nuovi sistemi.

Note


[1] Si veda la proposta di Regolamento COM(2022) 197 final – 2022/0140(COD) – sullo spazio dei dati sanitari.

[2] Art. 2 n. 8) DGA

[3] Art. 2 n. 11) DGA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4