garante privacy

Pizzetti, ChatGpt: senza diritti siamo nudi davanti all’intelligenza artificiale

In ChatGpt di OpenAI manca una adeguata informazione che renda agevole agli interessati far valere i loro diritti, a cominciare da un uso consapevole e responsabile della chat. Ma così non possiamo tutelare le nostre identità e relazioni, che sono sempre più basati sui dati. Il provvedimento del Garante anticipa un’epoca

Pubblicato il 03 Apr 2023

Franco Pizzetti

professore emerito diritto costituzionale all'Università di Torino, ex Garante Privacy

Coltivando il verso: la sfida di scrivere poesia con GPT4

In data 30 marzo 2023 il Presidente della Autorità italiana garante dei dati personali, avvalendosi dei poteri d’urgenza previsti dall’art.5.comma 8 del Regolamento 1/200058 e di quanto disposto dall’art.58 par. 2, lettera f) del GDPR, ha adottato un provvedimento di urgenza nei confronti della società OpenAi quale società sviluppatrice e gestrice di ChatGPT, col quale ha disposto con effetto immediato la limitazione provvisoria del trattamento di dati di utenti italiani.

I motivi di un provvedimento d’urgenza, ancora da ratificare

Il provvedimento è conseguente all’allarme scattato in seguito alla pubblicazione di dati sensibili degli utenti avvenuto a causa di un bug contenuto in una libreria open source usata da OpenAi per il servizio di ChatGPT.

ChatGPT è il buco nero della privacy, il Garante ha fatto bene: ecco perché

Il provvedimento, che dovrà essere ratificato dal Collegio nella prima seduta utile, sembra basarsi su due motivi diversi:

  • il primo riguarda la assenza di una adeguata informativa sui trattamenti dei dati personali degli interessati, come dimostrerebbe il fatto che le informazioni fornite da ChatGPT “non sempre corrispondono al dato reale”;
  • il secondo attiene invece al fatto che nel sistema CHARGPT manca la previsione di “qualsivoglia verifica dell’età degli utenti dei servizi forniti da ChatGPT” malgrado che i termini di uso del servizio specifichino che esso “è riservato a soggetti che abbiano compiuto almeno 13 anni”.

In base a questi due motivi, il primo dei quali solo affermato ma non chiaramente motivato stante la urgenza del provvedimento che non ha consentito, si direbbe, una istruttoria adeguata, il Presidente del Garante, avvalendosi appunto dei suoi poteri di urgenza, ha imposto “la limitazione dei trattamenti dei dati personali degli interessati stabiliti sul territorio italiano”.

Poiché, come è ben noto, ChatGPT utilizza un sistema di IA per il suo funzionamento, con particolare riguardo all’analisi dei dati necessaria per interloquire con gli utilizzatori della Chat, il provvedimento del Presidente del Garante ha attirato una singolare ma spiegabile attenzione, compresa la ricerca, non nuova in casi come questi, dell’eventuale esistenza di modalità idonee ad aggirare l’eventuale limitazione dell’uso di questa Chat da parte di interessati stabiliti in Italia.

Sul secondo punto ha fatto molto rumore fra alcune categorie di addetti ai lavori la riflessione che comunque con un adeguato uso di reti VPN la Chat continua ad essere utilizzabile anche da stabilimenti situati in territorio italiano malgrado eventuali, e più che prevedibili, modalità di limitazione dell’uso adottate da OpenAI per conformarsi alla decisione del Garante.

Il dibattito giuridico e tecnico

Sul primo, e certamente più importante, punto invece la discussione si è rapidamente concentrata su due piani distinti ma collegati.

  • Da un lato molti giuristi hanno analizzato il provvedimento dal punto di vista giuridico sia con riguardo alle motivazioni adottate e alle violazioni affermate che con riguardo alla chiarezza e persuasività delle argomentazioni esposte. Da questo punto di vista non è mancato chi ha lamentato una certa assertività delle affermazioni fatte in ordine alle violazioni che si dichiara di aver riscontrato; assertività che certamente potrà essere corretta e superata a valle del completamento della fase istruttoria dopo le risposte che eventualmente OpenAI vorrà fornire, ma che allo stato sono difficilmente confutabili.
  • Sul secondo piano invece le sottolineature tecnologiche relative alla facile aggirabilità del provvedimento appaiono francamente poco interessanti perché ben note e strettamente connesse agli aspetti propri della rete digitale e del suo uso.

Il punto centrale: OpenAI non ci consente di fare valere i nostri diritti nei confronti dell’intelligenza artificiale

Ciò detto, e in attesa dello sviluppo della vicenda e, in particolare, dell’auspicabile contradditorio tra il Garante e OpenAI, vale la pena di osservare che forse, anche come conseguenza della suggestione provocata dal fatto che, sia pure indirettamente, il provvedimento coinvolge anche la nuova tecnologia della IA, merita richiamare l’attenzione su quello che a me pare essere il punto centrale del provvedimento, e cioè la mancanza di una adeguata informazione che renda agevole agli interessati far valere i loro diritti, a cominciare da un uso consapevole e responsabile della Chat.

È questo, del resto, anche il profilo che lega il motivo generale della mancanza di una informativa adeguata e quello più specifico della mancanza di una attenzione adeguata all’età di chi fa uso della Chat.

Da questo punto di vista il provvedimento in questione è assolutamente importante e meritevole della massima valorizzazione.

Come chi scrive ha già detto in diverse occasioni, da ultimo nell’intervento alla giornata organizzata dal Garante per il 25 anniversario della istituzione dell’Autorità, è assolutamente essenziale che nella società digitale sia adeguatamente tutelato e garantito il diritto di coloro che si avvalgono della rete di poter conoscere come sono trattati i dati e da chi, ma soprattutto “chi sono”  “come operano” gli interlocutori che ciascuno può incontrare sulla rete e con i quali può entrare in relazione.

Pizzetti: “Le sfide della nuova privacy nella società digitale e dell’IA”

Nella società digitale non si tratta più solo di tutelare il tradizionale diritto alla privacy inteso come diritto individuale relativo all’uso dei dati riferiti o riferibili a una persona individuata o individuabile”. Certo questo diritto resta ed assume anche una nuova centralità: non a caso tutti i provvedimenti relativi all’uso di tecnologie digitali che si avvalgono del trattamento di dati ribadiscono sempre la loro compatibilità col GDPR e i diritti in esso garantiti.

Tuttavia è altrettanto evidente che una società come quella digitale, sempre più basata su relazioni che comportano scambi di dati, non può limitarsi a tutelare i dati e le reti come infrastrutture tecniche.

Le relazioni si basano sempre più sui dati

Proprio perché le relazioni (personali, sociali, economiche) si basano su dati che non sono solo scambiati nell’ambito della relazione ma anche usati e trattati per definire chi sia l’interlocutore col quale si entra in relazione e se i dati che in rete lo rappresentano e ne definiscono le attività siano o no esatti e affidabili, il diritto degli interessati (che in questa logica diventano tutti gli utenti della rete) ad essere adeguatamente informati sull’uso e l’affidabilità dei dati che concorrono anche a definire i loro interlocutori, e dunque incidono direttamente sulla affidabilità della relazione, diventa assolutamente centrale.

Ovviamente il GDPR, proprio perché pensato da chi ben sapeva che stava arrivando la società digitale e voleva predisporre un apparato normativo adeguato alle nuove esigenze, prima fra tutte quella di consolidare la fiducia degli utenti nella società digitale, contiene già norme utilizzabili nella nova società digitale, prima fra tutte la tante volte citata regola contenuta nell’art.22 circa i trattamenti interamente automatizzati.

Il Garante anticipa una nuova epoca

È evidente però, e sempre più lo sarà, che malgrado ogni sforzo il GDPR presto non sarà più sufficiente e richiederà un aggiornamento profondo. Lo stesso destino, insomma, che toccò a suo tempo alla nota Direttiva 95/46 che proprio il GDPR superò al fin i preparare regole idonee agli sviluppi tecnologici che stava no per arrivare.

In questo quadro è evidente che il provvedimento in discussione, non a caso tutto incentrato sull’assenza di adeguata informativa sui trattamenti dei dati è molto importante proprio per il suo carattere “anticipatorio” di una nuova epoca ormai già in pieno sviluppo. Che poi questo provvedimento utilizzi dal punto di vista giuridico la norma relativa all’informativa relativa ai trattamenti dei dati personali può certamente presentare limiti e legittimare critiche, come del resto è avvenuto.

Tuttavia è evidente che in una situazione come questa, analogamente a quanto accadeva negli anni immediatamente precedenti al GDPR, i Garanti si trovano costretti a usar una “cassetta degli attrezzi” inadeguata elle necessità e segnata da una evidente crescente obsolescenza. Per questo le critiche dei giuristi, molte delle quali in diritto appezzabili e interessanti, non vanno troppo enfatizzate. Esse sono certamente utili a segnalare l’urgenza delle innovazioni normative necessarie e la crescente inadeguatezza di quelle in vigore oggi.

Sono anche preziose per indicare i problemi più urgenti da risolvere e per guidare i Garanti e i futuri legislatori sulla strada di un utile e proficuo aggiornamento della regolazione, senza il quale il rischio concreto è che la società digitale metta in pericolo i nostri diritti fondamentali complessivamente intesi, anche al di là della protezione dei dati in quanto tale.

Un’ultima considerazione merita di essere fatta anche tenendo conto delle sottili ma fondate critiche fatte dai tecnologici circa la facile aggirabilità in concreto del provvedimento.

Queste critiche, pur prevedibili e in parte “maliziose”, mettono in rilievo la debolezza della protezione dei dati o della società digitale operata, pur con ogni sapienza, da una singola Autorità nazionale.

Come tutti constatiamo ogni giorno la società digitale è per sua natura globale e soprattutto la Unione, proprio per consolidare le sue stesse ragioni d’essere, sempre più deve garantire lo “spazio unico digitale europeo”, inteso come uno spazio unico caratterizzato dalla valenza di regole omogenee e di reti interoperabili.

Necessario coordinamento tra Garanti privacy ue

Dunque è pacifico che le Autorità possono utilmente anticipare tutele e garantire modalità di funzionamento della società digitale europea solo se operano in sintonia tra loro e in modo coordinato.

Anche questo era ben noto agli estensori del GDPR che non a caso hanno tanto insistito sul rafforzamento dello EDPB e sulle norme che garantiscono la “cooperazione e coerenza” tra le Autorità di protezione dati.

Dunque un limite del provvedimento del Garante italiano è certamente quello di esser stato adottato, proprio per l’urgenza, in solitudine e senza adeguata consultazione delle altre Autorità.

Tuttavia anche questo limite può trasformarsi in un comportamento virtuoso se, come è auspicabile, non solo il Collegio ratificherà il provvedimento del Presidente ma se la Autorità promuova e stimoli un’adeguata attenzione da parte di tutte le Autorità nazionali proprio nell’ambito ello EDPB.

Infine, proprio tenendo conto delle cose dette, è bene che ci prepariamo fin da ora a un’epoca che vedrà sempre più crescere il ruolo dell’Autorità Garanti e gli strumenti di cooperazione tra di loro. L’evoluzione tecnologica tipica della società digitale è inevitabilmente rapida e continua: per questo i provvedimenti più recenti ampliano i poteri della commissione di adottare atti delegati e tendono a istituire nuovi Comitati e nuove sedi di cooperazione tra le Autorità (si pensi al Regolamento sulla IA attualmente ancora in discussione).

Tuttavia non basteranno i poteri normativi della Commissione e far fronte a evoluzioni così rapide. Sarà certamente necessario e fondamentale che le Autorità garanti rafforzino sempre di più il loro ruolo di correttori e vigilatori della società digitale anche adottando provvedimenti che, come quello qui in esame, siano anticipatori e fortemente innovativi.

Gli studiosi di questa materia, destinata ad essere sempre più affascinante, tengono conto di questa evoluzione che riguarderà anche loro e in particolare i DPO e in generale i responsabili dell’uso dei dati nella società tecnologica.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 2