ia e libertà di identità

Tutela dell’identità, la privacy non basta più: serve l’etica by design



Indirizzo copiato

La progressiva innovazione delle PA attraverso l’uso di sistemi di IA e algoritmi richiede di introdurre l’etica come uno strumento fondamentale per garantire la progettazione di servizi che tutelino l’identità del cittadino. Senza etica by design non ci potrà essere vera innovazione nel contesto delle pubbliche amministrazioni

Pubblicato il 22 nov 2023

Simona Tiribelli

Direttrice per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale nell’Institute for Technology and Global Health, Boston, USA, Visiting Scholar in AI Ethics presso la New York University, e Ricercatrice e Docente di Etica dell’Intelligenza Artificiale presso l’Università degli Studi di Macerata

Andrea Tironi

Project Manager – Digital Transformation



Investimenti digitalizzazione
(Immagine: https://pixabay.com/geralt)

La protezione dell’identità individuale è uno degli aspetti chiave nell’innovazione digitale delle PA. In questa trasformazione, la privacy, intesa come difesa dei dati personali, rappresenta uno strumento essenziale per progettare servizi affidabili che rispondano alle esigenze dei cittadini. Tuttavia, è lecito interrogarsi se la sola tutela dei dati personali, pur essendo fondamentale, sia sufficiente a garantire l’integrità dell’identità individuale nel futuro design e utilizzo dei servizi digitali pubblici.

La tutela dell’identità personale del cittadino al centro della trasformazione digitale

La trasformazione digitale ha sollecitato il dibattito, sia nazionale, sia a livello europeo[1], su come utilizzare in modo affidabile sistemi di IA (generativa) e algoritmi probabilistici in senso ampio nel mondo della PA: come beneficiare delle opportunità offerte da tali sistemi per ottimizzare le decisioni amministrative e migliorare efficienza, accesso e personalizzazione dei servizi, prevenendo, al contempo, i rischi per i diritti e le identità dei cittadini. La tutela dell’identità personale del cittadino rappresenta, infatti, un pilastro fondamentale su cui poggia il futuro dell’innovazione delle PA nell’era digitale.

Tuttavia, se fino ad oggi la tutela dell’identità è stata affrontata principalmente attraverso privacy e data protection (GDPR), l’era delle IA e l’imminente entrata dell’AI Act (cfr. valutazione di impatto sui diritti fondamentali), sembrano richiamare in modo più deciso il ruolo cruciale dell’etica e dell’etica by design per la progettazione di servizi digitali realmente capaci di promuovere e tutelare l’identità dei cittadini, oltre i dati e le informazioni che questi generano.[2]

Oltre la privacy come tutela dell’identità personale

Il tema della privacy (informazionale) è da tempo fondamentale nel dibattito pubblico e scientifico, in particolare riguardo alla protezione dell’identità personale nell’era digitale. Numerose fonti contemporanee analizzano la relazione tra privacy e tutela dell’identità personale, alla luce della capacità della prima di essere strumento teorico e pratico adeguato per la tutela della seconda. Questo poiché la concezione di identità personale negli studi sul digitale ha progressivamente assunto una connotazione informazionale.

Il processo di datificazione quasi totalizzante del reale, innescato dalla pervasività delle ICTs digitali, ha dato origine a una concezione principalmente epistemologica del sé, secondo cui, se tutto è digitalizzabile o datificabile, noi siamo i nostri dati e le nostre informazioni, trasformandoci di fatto in soggettività datificabili. Di conseguenza, la privacy informazionale, nella sua duplice accezione positiva (“diritto al controllo sui dati e sulle informazioni che ci riguardano”) e negativa (“diritto di privare ad altri l’accesso ai nostri dati e informazioni”) è divenuta lo strumento ritenuto più adeguato, insieme alla data protection, per la tutela dell’identità personale. Ci chiediamo qui però se la privacy da sola, seppur centrale, sia ancora sufficiente per la tutela del cittadino, nell’era digitale e degli algoritmi.

L’uso pervasivo di algoritmi probabilistici e delle loro capacità di processare enormi quantità di dati per scoprire modelli e correlazioni di valore su individui, gruppi e popolazione nel suo insieme fa emergere una serie di sfide e limiti del concetto di privacy stesso come tutela dell’identità, nonché, a sua volta, della concezione di identità come informazionale che sembra esserne alla base.

La possibilità degli algoritmi di inferire da dati potenzialmente innocui – quando processati in combinazione con altri dati passati dell’individuo (content based filtering) e/o di altri utenti categorizzati, spesso, come “simili” (si pensi alle tecniche di collaborative filtering) – dati e informazioni sensibili o, persino, intimi sull’individuo sfuma la distinzione tra dati personali e non personali, rendendo ogni dato, in potenza, importante.

Quale valore etico è in gioco nel processo di formazione identitaria

Se, dunque, noi siamo in nostri dati, e ogni dato può diventare, a posteriori (a seguito di processazione algoritmica), importante (o sensibile), e rilevata l’impossibilità di controllare ogni dato e informazione che produciamo, quali dati e informazioni che ci riguardano la privacy è chiamata a tutelare per salvaguardare l’identità e, soprattutto, perché?

L’impasse che sembra formarsi suggerisce la necessità di comprendere meglio quale valore etico è in gioco nel processo di formazione identitaria; il valore, cioè, che giustifica la privacy come tutela dell’identità personale, ovvero come tutela delle persone come uniche, singolari, specifiche o particolari, eguali ma irriducibili le une alle altre, che siamo. Un’analisi di questo valore chiama in causa l’etica e la filosofia morale; un’analisi di come questo valore possa essere violato, promosso, e/o incorporato nei servizi digitali basati su algoritmi chiama in causa l’etica dell’intelligenza artificiale. La tutela dell’identità, infatti, non è una sfida di esclusivo appannaggio giuridico: l’etica svolge un ruolo fondamentale e ci consente di comprendere che non tutte le sfide all’identità possono essere ricomprese negli studi sulla privacy e/o affrontabili attraverso la data protection e che, soprattutto, l’identità personale non si può ridurre solo all’unica dimensione dei nostri dati e delle nostre informazioni.

Intelligenza artificiale e libertà di identità

Nonostante l’identità sia un tema particolarmente complesso, affrontarla da una prospettiva specificatamente etica richiede di rispondere a una domanda definita di “caratterizzazione”: quali elementi e aspetti ci caratterizzano come le persone specifiche, particolari e/o singolari che siamo? Possiamo rispondere a questa domanda da un punto di vista etico, analizzando l’identità come processo aperto che trova nella libertà il suo valore fondamentale; nello specifico, la libertà di scegliere e agire secondo ciò che per noi conta e/o è prioritario: valori, affetti, idee di bene e giusto, legami di appartenenza, impegni condivisi, progetti personali. Questi aspetti caratterizzano chi siamo come persone particolari, ciò sulla base di cui compiamo certe scelte rispetto ad altre; sulla base di cui esprimiamo e formiamo chi vogliamo diventare.

Le condizioni necessarie all’esercizio di questa libertà sono dunque cruciali per garantire la possibilità di formarci in modo genuino e (co)autoriale. In breve, almeno due di esse emergono nel dibattito filosofico-morale in materia: la disponibilità di opzioni alternative (moralmente eterogenee), che ci consentono una pluralità (informazionale, socio-relazionale e morale) tale da consentirci di sfidare le nostre idee e vagliare se sono ottimali o necessitano di essere riviste alla luce di altre per noi migliori – cruciale per sviluppare identità genuine; e l’autonomia, cioè la possibilità di essere (co-)autori delle nostre identità, avallando criticamente come motivo ciò che orienta le nostre scelte e azioni. Queste condizioni, e, con esse, la nostra libertà di identità, possono essere tuttavia messe in discussione.

Ciò può accadere quando algoritmi probabilistici alla base della maggior parte dei servizi di cui fruiamo, apprendendo come raggiungere un certo obiettivo, categorizzano l’utenza in gruppi di “simili” presentando ambienti con contenuti (opzioni: contenuti digitali, opportunità professionali, news, ecc.) a ridotta esposizione epistemica e relazionale (a informazioni e relazioni potenzialmente significative), che rinforzano o sfruttano bias cognitivi (es. bias di conferma), invece che compensarli, erodendo capacità critica e aumentando i costi di sviluppare idee e abbracciare opportunità alternative a quelle di partenza; può accadere altresì quando la personalizzazione di determinati servizi esclude informazioni e, di conseguenza, opportunità potenzialmente rilevanti, a causa di una profilazione de-individualizzata, imprecisa, o a volte persino, come mostrato, discriminatoria. Sfide simili sono sollevate per l’autonomia umana quando, ad esempio, raccomandazioni algoritmiche di contenuti personalizzati si basano su profili costruiti su di noi attraverso la scoperta tramite processazione algoritmica di informazioni potenzialmente sensibili, nonostante non risultino etichettate come tali, capaci di innescare emozioni e comportamenti predefiniti, bypassando la riflessione critica, verso la realizzazione di obiettivi stabiliti da terzi.

Criteri etici di tutela dell’identità

Le sfide sopra accennate richiedono una riflessione specifica su quali criteri etici valorizzare e rendere operativi by design nei servizi digitali pubblici al fine di tutelare le condizioni necessarie per la formazione identitaria nell’era degli algoritmi. Se l’interferenza algoritmica non sembra essere eliminabile tout court (né auspicabile: come gestiremmo l’informational overload senza profilazione e filtri algoritmici?), se si vuole beneficiare delle opportunità di tali sistemi, appare necessario distinguere quali interferenze o azioni di influenza algoritmica siano ammissibili (dopo adeguata regolamentazione), e quali no, perché ingiuste e illegittime.

In altre parole, si tratterà di implementare una profilazione e personalizzazione algoritmiche che possano definirsi etiche.

Ciò richiederà innanzitutto lo sviluppo di profili che siano accurati e, dunque, prevenire azioni de-individualizzanti potenzialmente vulnerabili a correlazioni difettose e discriminatorie. Criteri fondamentali appaiono poi quelli di pluralismo (criterio di eterogeneità) soprattutto per quei servizi che personalizzano l’accesso del cittadino alle informazioni; di intelligibilità (garantire all’utente la comprensione di come è profilato al fine di consentire conoscenza, consapevolezza e capacità di azione e contestazione) e confidenzialità (se da dati potenzialmente innocui è possibile derivare informazione sensibile sui cittadini, questi dovrebbero essere informati e avere la possibilità di chiederne rimozione e divieto d’uso).

Conclusioni

La progressiva innovazione delle PA attraverso l’uso di sistemi di IA e algoritmi richiede di introdurre l’etica come uno strumento fondamentale per garantire la progettazione di servizi che tutelino l’identità del cittadino. L’identità (phygital) del cittadino sarà, infatti, sempre più esposta e, di conseguenza, influenzata dalla progettazione su base algoritmica – o design algoritmico – dei servizi privati e pubblici di cui farà uso; per chi scrive ciò rende fondamentale, per un’innovazione delle PA davvero affidabile, la tempestiva ripresa di alcune azioni di etica by design parzialmente accennate, in precedenza, nella Strategia nazionale per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del paese 2025.

Note


[1]https://www.consilium.europa.eu/media/63818/art-paper-chatgpt-in-the-public-sector-overhyped-or-overlooked-24-april-2023_ext.pdf. Si consideri, inoltre, https://docs.italia.it/italia/design/lg-design-servizi-web/it/versione-corrente/requisiti.html#affidabilita-trasparenza-e-sicurezza.

[2] Per un maggiore dettaglio dei temi al centro di questo articolo, si veda S. Tiribelli, Identità personale e algoritmi. Una questione di filosofia morale, Carocci editore, Roma 2023.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4