sostenibilità energetica

Risparmio energetico, anche la PA nel suo piccolo può fare la differenza: ecco come

In che modo la PA, sia nel suo complesso che per quanto riguarda i singoli dipendenti, può contribuire al risparmio energetico? Limitare gli sprechi delle apparecchiature ICT si può e si deve, per dare il buon esempio, un contributo al Paese e alla sostenibilità energetica. Ecco come

05 Set 2022
Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation

server cloud

I costi dell’energia sono un tema caldo da quando il costo di elettricità e gas hanno subito impennate notevoli dovute principalmente alla guerra in Ucraina. Un tema che ci riguarda tutti da molto vicino, visto che i rincari non sembrano destinati a fermarsi. E dato che ci riguarda tutti – pubbliche amministrazioni, aziende, privati cittadini – tutti possiamo fare qualcosa per limitare i consumi.

Vogliamo però qui soffermarci sul ruolo delle PA indicando sia una serie di interventi macro che ogni struttura può fare, sia interventi puntuali che può fare ogni dipendente, limitatamente – nel nostro caso specifico – agli apparati ICT. Tali interventi valgono sia per la PA che per le PMI, nessuno escluso.

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In che modo la PA può dare un contributo al risparmio energetico

Crescita del costo dell’energia al kwh in euro, fonte NewsAuto

Ad esempio, il costo della parte energia è passato da 0.30 nell’aprile 2020 al 0.300 del marzo 2022, con un aumento del 900%. E si prevedono rincari anche nel prossimo inverno.

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Considerato che le politiche energetiche di un Paese sono di lungo periodo, cerchiamo comunque di evidenziare come possa la PA dare un contributo al risparmio energetico negli ambienti di lavoro. In fondo essere Civil Servant, significa anche dare il buon esempio e un contributo al risparmio del Paese e alla sostenibilità energetica.

Facciamo un esempio per capire perché interessa tutti: ho un pc in standby 24 ore su 24, che consuma 1 watt in standby. Un watt di consumo in standby sono (contati in modo da capire meglio senza volontà di essere precisi al centesimo), circa 10 Kwh / anno, ovvero ai prezzi attuali dell’energia circa 4 euro/anno. I dipendenti pubblici sono circa 3 milioni, ipotizziamo che ognuno abbia uno strumento in standby, sono 12 milioni di euro. E qui si parla solo di oggetti in standby e solo di 1 oggetto per dipendente. Si pensi che secondo lo studio di un grosso fornitore di energia elettrica internazionale, la bolletta di una famiglia ha al suo interno costi per un 15-20% di strumenti in stand by.

Proseguiamo il ragionamento pensando a tutti gli oggetti in standby negli enti locali e centrali, agli oggetti dimenticati accesi, alle luci accese, apparati non utilizzati accesi etc. e immaginiamo ai prezzi attuali quanti soldi spende la PA (ma anche la PMI e noi a casa nostra) per nulla.

Decidere basandosi sui dati

Spesso si pensa al costo energetico come “al costo della bolletta in blocco”. Quindi per risparmiare cosa faccio? Le azioni classiche sono di tipo macro: ovvero rinegoziare il contratto di fornitura a prezzi inferiori (possibilmente Consip).

In verità spesso il consumo deriva da diversi sistemi o dispositivi. Quindi prima di fare scelte di investimento per ridurre i costi energetici, bisogna capire come e dove viene utilizzata l’energia, ovvero fare una diagnosi energetica (con strumenti digitali di rilevazione). Le moderne soluzioni digitali consentono di studiare il fabbisogno energetico delle apparecchiature elettriche, come server, motori, climatizzatori, generatori, computer, edifici, zone di uffici, e individuare margini di risparmio energetico (e volendo riduzione delle emissioni di CO₂). I dati raccolti, uniti alle competenze necessarie per analizzarli, possono favorire decisioni più efficaci.

Una prima analisi che può fare un ente locale riguarda la spesa di corrente in un anno per edifici e/o per contatori. In tale modo si può cominciare a ragionare su suddivisioni del costo complessivo per zone di valutazione. Efficientare il consumo di energia del 10% su un edificio che consuma solo l’1% del consumo annuo è poco sensato. Meglio lavorare sull’edificio che consuma il 50% efficientando dell’1% il consumo. Nel primo caso avrò risparmiato lo 0.1% di energia, nel secondo caso lo 0.5%.

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Inefficienze ed efficientamenti

I dati raccolti e valutati permettono (se raccolti con strumenti digitali in maniera continuativa) di valutare pattern, trend, inefficienze da eliminare e inefficienze possibili, ottimizzando i consumi e la produzione effettuata da enti o pmi. Ad esempio, certe attività potrebbero essere concentrate durante le ore di luce, visto che ho un impianto fotovoltaico che genera energia, migliorando il rapporto produzione/consumo. Avere dati anche in questo caso cambia di molto i consumi.

Visione energetica sistemica

L’energia nel mondo della PA è un sistema composto da:

  • efficienza energetica degli edifici
  • consumi degli edifici e dei sistemi attivi (es. luce pubblica)
  • produzione di impianti di energie rinnovabili (es. fotovoltaico, idrico …)
  • altro

Entrando nel dettaglio parleremo ora del miglioramento dei costi energetici in ambito ICT.

Ogni singola persona può aiutare il risparmio energetico in ambito ICT, con poche e semplici mosse.

Postazioni e strumenti associati

  • PC fisso o portatile: se si possiede un pc fisso, spegnerlo completamente a fine giornata ed eventualmente spegnere anche la ciabatta associata aiuta a proteggere da eventuali eventi atmosferici estremi e a ridurre il consumo di corrente. Rimuovere i software non utilizzati (diversi software hanno agent in background o fanno magari attività all’avvio) si riduce il lavoro del computer.
  • Monitor: il monitor è come la televisione, lasciati in standby consumano qualche watt di corrente, meglio spegnerli completamente.
  • Stampanti: spesso dimenticate accese (sia sulla scrivania che le multifunzioni), le stampanti consumano corrente, soprattutto se non vanno in standby automatico.
  • Attivare lo standby automatico su ogni dispositivo sopra indicato dopo un numero di minuti accettabile, in modo che il dispositivo vada in risparmio energetico se non utilizzato dopo il tempo indicato.

Smartphone e Tablet

Smartphone: spesso li lasciamo in “carica eterna”, oppure li usiamo lasciando aperte mille applicazioni. Come per il pc, aprire tante applicazioni genera consumo di corrente, quindi un minimo di cyber hygiene aiuta. In teoria dovremmo, quindi:

  • rimuovere tutte le applicazioni inutili o non utilizzate
  • tenere aggiornate le applicazioni (a volte i bug generano alto consumo energetico)
  • se si vuole, accettare un po’ meno di velocità del dispositivo in cambio di un buon risparmio energetico (mettendo in risparmio energetico lo smartphone scoprirete che ha una vita molto più lunga di quello che via aspettavate)
  • mettere le applicazioni in modalità scura (lo sfondo bianco consuma più energia)
  • mettere la luminosità ridotta, oppure automatica in modo che la sera si riduca (di giorno serve più luminosità per far fronte alla luce del sole che altrimenti rende non visibili gli schermi)

I tablet, a meno che vengano usati come gli smartphone allora seguono le loro regole, sono solitamente meno utilizzati e spesso la batteria si scarica per accensione senza utilizzo (ovvero quelle tre volte che mi serve lo trovo scarico perché l’avevo dimenticato acceso). Il consiglio è di spegnerlo se non si utilizza.

Batterie e alimentatori

Gli alimentatori, anche se poco, consumano corrente anche se non caricano. Scollegare gli alimentatori dalla corrente in caso di non utilizzo. Per quanto riguarda le batterie, lasciare scaricare le batterie di tablet e smartphone, se poi ricaricate in tempo breve, è la migliore strategie per tenere efficiente la batteria stessa e migliorare la qualità energetica.

Nei Ced ovviamente l’analisi va fatta più in dettaglio e da un esperto, del resto:

  • Seguendo l’avviso dei bandi PNRR associati al cloud, nel medio termine dovrebbe essere possibile eliminare il server dagli enti locali (con relativi apparati: switch, ups, altro). Tipicamente il server consuma tra 300 e 800 watt, quindi un buon consumo visto che rimane acceso 24x7x365.
  • Spesso nella sala server (armadi server, zona server) sono presenti una serie di dispositivi accesi che nessuno tocca perché “nessuno sa cosa fanno”. In questa fase storica spendere un paio di ore di un esperto che verifica che è utile tenere accesi e quali no, potrebbe essere un investimento a ritorno veloce, ovvero generare un risparmio notevole a livello mensile se ci sono apparati che possono essere spenti.
  • Lo stesso ragionamento vale per gli armadietti di rete sparsi nelle strutture ed edifici comunali.
  • A volte, un cambio di apparati può portare a dei risparmi energetici. L’efficientamento energetico ha riguardato negli anni anche i dispositivi, per cui ad esempio uno switch di 10 anni fa consuma di più di uno switch dei giorni nostri a parità di condizioni. Una valutazione del cambio di dispositivi può ridurre i costi. È una voce poco considerata solitamente, ma ogni dispositivo sullo user manual o sul data sheet indica anche il consumo in watt, quindi un raffronto è molto semplice.

Luci e ombre, freddo e caldo

A casa nostra lasciamo accesa la luce o il climatizzatore quando non ci serve? Crediamo di no. Bene perché farlo nell’ambiente di lavoro? Per far vedere che c’è qualcuno in ufficio o in sala Ced anche se momentaneamente assente?

Soprattutto negli uffici pubblici è importante spegnere le luci se gli uffici non sono utilizzati e la sera prima di uscire.

Per quanto riguarda la climatizzazione, avere 20 gradi d’estate o 35 di inverno, è altrettanto insensato (caldaie centralizzate permettendo) oppure lasciare accesi i climatizzatori o riscaldamenti la notte (sperando comunque vengano accesi per tempo la mattina). Tenerli inoltre in buono stato di funzionamento è altrettanto importante per avere una buona efficienza, anche nelle sale server.

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@RIPRODUZIONE RISERVATA

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