Il caso

Venezia, smart city aperta

Offrire servizi innovativi a chi vive o lavora nel proprio territorio e collaborare a iniziative con altre realtà sul territorio italiano: l’obiettivo di Venezia è diventare smart impegnandosi in nuovi progetti per fare sistema con altre amministrazioni locali

06 Nov 2012
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Aggiudicatasi la scorsa settimana il Premio Smart City, promosso da SMAU e dagli Osservatori della School of Management del Politecnico di Milano, Venezia si qualifica ai primi posti fra le città italiane che offrono servizi innovativi e, nel contempo, sta assumendo un ruolo di primo piano in iniziative che coinvolgono altre realtà del nostro Paese, con progetti tesi ad una progressiva riduzione del digital divide e al miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.

Maurizio Carlin, direttore Programmazione e Controllo del Comune di Venezia, ci spiega che attenzione e impegno del comune di Venezia, su questi temi, hanno radici lontane: “Nel rapporto Smart Mobility presentato a Cernobbio lo scorso settembre da Finmeccanica e Studio Ambrosetti, nella classifica delle città più “smart” per aspetti legati a trasporti, mobilità e connettività, Venezia si è scoperta in terza posizione, dietro Roma e Milano. In luglio, inoltre, la nostra città è stata invitata a Barcellona dal sindaco Xavier Triasper partecipare ai lavori di avvio del City Protocol, un’accordo siglato tra metropoli per la condivisione di metodologie, strumenti ed esperienze per uno sviluppo sostenibile delle aree urbane. In quell’occasione è stato definito un percorso che porterà alla nascita della City Protocol Society il prossimo mese di novembre e abbiamo consolidato il rapporto con i rappresentanti delle altre Città italiane presenti, ossia Roma, Milano, Torino e Genova in vista di possibili bandi nazionali o europei in tema di smart city”.

Da quanto tempo Venezia si è dotata di un’organizzazione con l’obiettivo di realizzare questi progetti? “Ad essere sinceri, fino a poco tempo fa il Comune di Venezia non aveva un ente o un’organizzazione che si ponesse l’obiettivo di seguire e coordinare progetti innovativi. Ogni ente, pur collaborando con altri dipartimenti, lavorava nel perimetro delle proprie competenze. Dal mese scorso è stata presa la decisione di aprire un tavolo interdirezionale, coordinato dal sottoscritto, per seguire le attività svolte per questo tipo di iniziative”.

Quali iniziative e progetti hanno portato Venezia al riconoscimento dei requisiti “smart” della città? “A livello di innovazione siamo partiti dall’infrastruttura nel 2007, quando abbiamo avviato da soli il progetto per una rete di connettività cittadina in fibra ottica. E’ stata realizzata da Venis (società del Comune di Venezia che cura lo sviluppo del Sistema Informativo e della Rete di Telecomunicazioni per il Comune) in tre anni, con un investimento di 12 milioni di euro per circa 180 km di cavo. Vi sono collegate le sedi universitarie e, tra laguna e terraferma, abbiamo installato oltre 200 hot spot per l’accesso libero a Internet. Venis in questo ambito è operatore telefonico locale e abbiamo stilato una Carta dei Servizi WiFi che include degli SLA piuttosto impegnativi”.

Quali obiettivi vi siete posti in questi progetti? “Si tratta di obiettivi costanti: vogliamo che la nostra area metropolitana sia funzionale, attraente e concorrenziale per cittadini, per il turismo, per chi offre servizi, per le startup e le imprese. Dobbiamo rispondere alle loro esigenze, migliorando i servizi che offriamo. Siamo orientati a ridurre il digital divide anche nelle zone periferiche (concetto che per noi può significare anche isole poco popolate) e per questo nel febbraio 2011 abbiamo siglato un’intesa con Telecom Italia, per portare la fibra ottica nelle case dei privati e nelle imprese (FTTH), nell’ambito di un progetto in cui l’investimento è a carico della compagnia telefonica, mentre il nostro ruolo è facilitare la realizzazione dal punto di vista burocratico e autorizzativo”.

Un obiettivo impegnativo. “Stiamo dando realizzazione concreta ad un impegno che, con l’assessore Gianfranco Bettin, è stato formalizzato con una modifica allo statuto del Comune, che ha introdotto il concetto di rete come “un’infrastruttura essenziale per l’esercizio dei diritti di cittadinanza” e ha fissato l’impegno a “favorire la crescita della cultura digitale”. Tra le altre iniziative con questo scopo, abbiamo aperto una serie di centri internet – grazie anche al al finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale gestito dalla Regione Veneto – dove anziani e altre categorie di cittadini “a rischio esclusione” possono imparare ad acquisire familiarità con computer, internet e tecnologia”.

Obiettivi concepiti a vantaggio dei cittadini. “Non solo: siamo tra i soci fondatori di FreeItaliaWIFI (http://www.freeitaliawifi.it), insieme alla provincia di Roma e alla Regione Sardegna. E’ il primo progetto di rete federata nazionale di accesso gratuito ad Internet senza fili, in cui il cittadino digitale può navigare a costo zero non solo nelle aree WiFi pubbliche della propria città, ma anche nelle altre reti WiFi delle amministrazioni che hanno aderito alla rete nazionale (ad oggi diciotto realtà tra città, province e regioni). A dimostrazione dell’apertura ad utenti di ogni età, abbiamo un gruppo di utenti anziani che si chiama “Le Calamite”:

Le utenti del gruppo ''Le Calamite'' di Venezia
al lancio della rete WiFi cittadini hanno partecipato come testimonial dell’iniziativa con i loro notebook, a bordo dei vaporetti in circolazione in città. Abbiamo anche registrato un effetto “sociale”: ci è stato riferito che in alcune aree, soprattutto sulla terraferma, la nostra rete – attraverso gli hot spot – viene sfruttata da immigrati per comunicare con i loro Paesi di origine con applicazioni VoIP. Nella nostra rete abbiamo oltre 40mila utenti, tra cittadini digitali (per i quali l’accesso è gratuito) e city user di ogni età (lavoratori, studenti e altri utenti “giornalieri”), riconoscibili perché la maggior parte fruisce dei mezzi pubblici cittadini e si registra al nostro network con il proprio numero di abbonamento.

Anche per trasporti e mobilità ci sono iniziative “smart”? “Certo, basti pensare che alla nostra rete cittadina, ad esempio, abbiamo agganciato la gestione della rete semaforica sulla terraferma. Viabilità e mobilità per Venezia sono legate al traffico “su acqua”: è in corso di studio un progetto che prevede di dotare tutti i natanti in transito nelle nostre acque territoriali di un dispositivo dotato di microsim e GPS, per agevolare la diffusione di informazioni relative al traffico e alle condizioni del mare. E’ un’estensione dell’attuale piattaforma Argos (http://www.argos.venezia.it/), che già utilizziamo per monitorare i flussi di traffico nelle nostre acque territoriali e la velocità e l’itinerario dei natanti. Per gli utenti dotati di smartphone, soprattutto per turisti o persone che si trovano a Venezia per lavoro o altre eventualità, stiamo pensando ad una app per offrire loro indicazioni sugli itinerari in base alle destinazioni prescelte, una sorta di navigatore ad hoc su misura per Venezia. Ma in questo settore abbiamo servizi molto utili che possono essere utilizzati anche da normali telefoni cellulari”.

Quali sono? “Innanzitutto per la sosta nei parcheggi a pagamento c’è Telepago: l’utente si accredita, costituendo un proprio e-wallet e indicando la postazione in cui vuole parcheggiare. La registrazione avviene via SMS e il pagamento avviene decurtando il credito dell’utente. Inoltre c’è il sistema di localizzazione dei vaporetti e degli autobus realizzato da ACTV (l’azienda locale di trasporto pubblico), con la comunicazione ai cittadini dei ritardi o delle variazioni di percorso. Da molto tempo esiste poi l’invio di SMS alert per informare la popolazione di eventi legati alle maree. E’ un servizio oggetto di miglioramento continuo e ci piacerebbe trovare un’azienda che possa sponsorizzare l’invio degli SMS, perché al momento è a carico dell’amministrazione comunale. I numeri di invio sono notevoli, abbiamo 40mila iscritti. Ogni alert inviato significa 40mila messaggi, che il nostro provider (Vodafone) riesce ad inviare tempestivamente”.

La direzione “smart” a cui tende Venezia può dunque rappresentare un esempio concreto di corretto impiego delle risorse disponibili a vantaggio dei cittadini, anche laddove la disponibilità di queste stesse risorse viene limitata dall’applicazione di politiche finanziarie rigide e penalizzanti.

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