Il bando

Smart money, domande dal 24 giugno: a chi spetta e come funziona l’incentivo per startup innovative

Previsto dal decreto Rilancio, l’incentivo Smart money è un incentivo con dotazione di 10 milioni di euro che punta a favorire l’incontro tra le startup e gli ecosistemi dell’innovazione: dal 24 giugno si possono presentare le domande tramite il sito di Invitalia

28 Mag 2021
Gianpiero Ruggiero

Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR

startup

Promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia, “Smart money” è una misura di rafforzamento dell’ecosistema delle startup innovative, prevista dal decreto “Rilancio” [1], con una dotazione di circa 10 milioni di euro, e ora pronta a partire. È stato infatti pubblicato l’avviso che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande per l’accesso alle agevolazioni alle startup innovative per facilitare l’incontro tra le stesse imprese e gli ecosistemi per l’innovazione.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 24 giugno 2021 esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia secondo le modalità e gli schemi resi disponibili nell’apposita sezione. Vediamo in cosa consiste questo incentivo e quali sono i destinatari.

Cos’è Smart Money

L’incentivo Smart Money è rivolto alle startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi per il lancio sul mercato. Mai come ora la misura appare necessaria per puntare al rilancio economico. Facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori o degli altri soggetti abilitati non può che rafforzare la presenza delle startup e supportare quelle imprese innovative, ancora molto fragili in questo periodo di difficoltà.

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Le imprese che si trovano nella fase iniziale della loro attività potranno chiedere un contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca e Innovation hub. Inoltre, dopo aver completato il piano di attività ammesso alle agevolazioni, le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se sono presenti enti abilitati, investitori qualificati o business angels che abbiano fatto investimenti in equity nel capitale sociale.

Cosa finanzia il bando Smart Money

Con il bando Smart Money, infatti, si possono finanziare due forme di intervento:

  1. Contributi a fondo perduto (in misura pari all’80% delle spese sostenute e ritenute ammissibili per l’attuazione dei piani di attività, nel limite massimo di 10 mila euro per start-up innovativa) per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati, connessi alla realizzazione di un piano di attività[2], svolto in collaborazione con gli attori dell’ecosistema;
  2. Contributi a fondo perduto (in misura pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio attuato dagli attori dell’ecosistema dell’innovazione abilitati, nel limite complessivo di 30 mila euro per start-up innovativa) per finanziare l’ingresso nel capitale di rischio[3] delle start-up innovative degli attori dell’ecosistema dell’innovazione.

Attori coinvolti e beneficiari

Potranno presentare domanda di agevolazione le startup innovative, escluse quelle che operano nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura, costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Devono avere sede in Italia, essere di piccole dimensioni e trovarsi in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).

Potranno accedere alle agevolazioni anche le persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa purché, entro 30 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni, l’impresa sia stata costituita e sia stata inoltrata la domanda di iscrizione nel Registro delle imprese. Diversi sono i soggetti abilitati ad operare nell’ambito degli interventi “Smart Money”. Le startup innovative possono chiedere il finanziamento per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:

  • Incubatori certificati e acceleratori;
  • Innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo;
  • Organismi di ricerca.

Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angel e investitori qualificati.

Come presentare il progetto

Per accedere alle agevolazioni, le startup innovative devono presentare un progetto di sviluppo avente le seguenti caratteristiche:

  • contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione della domanda di agevolazione, sebbene da sviluppare nei dettagli più operativi in una fase successiva, che soddisfi esigenze che rendano il progetto scalabile;
  • puntino sull’impegno diretto dei soci dell’impresa proponente e/o di un team dotati di capacità tecniche e gestionali adeguate, in termini di apporto tecnologico e lavorativo o, in alternativa, prevedere il consolidamento del team e di tali capacità tramite la ricerca di professionalità da reperire sul mercato;
  • siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori.

Sono ammissibili i piani di attività che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

  • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto;
  • la gestione della proprietà intellettuale;
  • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale;
  • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie;
  • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale;
  • i lavori preparatori per campagne di crowfunding.

Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco. Tutte le spese devono essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione ed entro 18 mesi dalla data di adozione della delibera di ammissione, essere di importo complessivo inferiore a 10 mila euro al netto di IVA e pagate esclusivamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura.

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Note

  1. Si tratta dell’articolo 38 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34
  2. I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto. Per presentare domanda di agevolazione, bisogna essere in possesso di un pre-accordo o un contratto che evidenzi il coinvolgimento di un ente abilitato nello sviluppo del progetto presentato.
  3. Per ottenere questa forma di contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi. E la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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