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Il cloud computing negli ultimi anni è diventato sempre più diffuso tra le aziende: leggi le novità e i vantaggi che i servizi e l'hardware in cloud offre alle imprese e ai professionist

Tutto sul Cloud Computing: novità, casi studio e approfondimenti

Per Cloud s'intende un modello utile per fornire l'accesso on-demand e di facile utilizzo attraverso una rete a un pool di risorse da configurare, ad esempio, reti di comunicazione, server, strutture di storage, applicazioni e servizi, con dei costi di gestione minimi.

In particolare la nascita della Cloud Computing (l'affitto di servizi software e hardware) si è resa possibile grazie allo sviluppo di tecnologie che permettono la distribuzione delle risorse informatiche a volte anche in modalità multi-cloud.

Grazie al Cloud Computing le aziende possono così usufruire di infrastrutture informatiche che garantiscono maggiore flessibilità, scalabilità e sicurezza.

Per questo motivo il Cloud ha rivoluzionato il modo di operare in ambito IT, offrendo ai clienti servizi scalabili con costi contenuti.

Il cloud fa appello al fornitore dei servizi ed è una tecnologia che viene sempre di più utilizzata dalle grandi aziende (come Apple e Google). Il software di cloud viene fornito all'utente come servizio Internet per cui si ha accesso unicamente ai propri dati.

Il nome cloud risale alla pratica di rappresentare la rete internet come una nuvola nei diagrammi di rete dei primi anni 90. Quando ci riferiamo a cloud storage e CRM basato su cloud intendiamo riferirci al fatto che le risorse e i servizi di sistema che possono svolgere queste attività sono su Internet.

Infatti, solitamente le aziende, grazie al cloud computing non hanno più bisogno di avere la la propria infrastruttura informatica o i propri centri dati ma affittano l’accesso a questi servizi: dalle applicazioni allo storage, da un fornitore di servizi cloud.

Uno dei vantaggi dell'utilizzo dei servizi di cloud computing è che le aziende possono evitare i costi iniziali e la complessità di possedere e mantenere la propria infrastruttura IT, pagando invece semplicemente per ciò che utilizzano, quando lo utilizzano.

A loro volta, i fornitori di servizi di cloud computing hanno il vantaggio di fornire gli stessi servizi a moltissimi clienti.

Le infrastrutture che supportano il cloud computing rappresentano oggi una fetta significativa di tutte le spese IT: secondo le analisi di Gartner entro il 2025 oltre la metà della spesa nei mercati del software applicativo, del software infrastrutturale, dei servizi per i processi aziendali e dell'infrastruttura di sistema si sposterà su cloud, rispetto al 41% del 2022 e inoltre in base alle stime, quasi due terzi della spesa per il software applicativo saranno spostati su cloud computing, rispetto al 57,7% del 2022.
Cosa si intende per cloud?
Cloud computing come termine inizia a circolare dai primi anni 2000 mentre il servizio di computing esiste dagli anni ‘60 del secolo scorso, quando era già possibile affittare un mainframe.

La possibilità di affittare l'accesso alla "potenza di calcolo" è sempre stata fornita attraverso aziende che proponevano servizi applicativi come l'utility computing o il grid computing. Il passo successivo è stato il cloud computing.
Perché usare i servizi cloud?
Di base ai clienti non interessano né l’ubicazione e né l’hardware di un servizio di cloud computing così come è irrilevante conoscere su quale sistema operativo gira. Ovviamente è una semplificazione, perché per alcune tipologie di clienti l'ubicazione dei loro servizi e dei loro dati rimane una questione fondamentale.

I vantaggi dell’usare i servizi cloud computing sono numerosi ma principalmente per le aziende usare il cloud significa non dover acquistare o mantenere la propria infrastruttura informatica: non è necessario acquistare server, aggiornare applicazioni o sistemi operativi, smantellare e smaltire l'hardware o il software quando è obsoleto.

Inoltre grazie agli ingenti investimenti i servizi cloud curano in maniera particolare la sicurezza dei sistemi informatici.

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FAQ: cloud

Le principali piattaforme cloud sul mercato sono AWS, Azure e Google Cloud Platform, che insieme detengono circa due terzi del mercato mondiale. AWS detiene il 32% del mercato ed è noto per la sua predisposizione ai Big Data, potenza di calcolo e supporto a tecnologie Open Source. Azure, con il 22% del mercato, è la scelta ideale per chi necessita di un cloud ibrido e per organizzazioni che utilizzano sistemi Windows. Google Cloud Platform, con l'11% del mercato, è più orientata ai servizi di cloud computing, con vantaggi nel Machine Learning e nell'analisi dei dati. Altri provider significativi includono IBM Cloud, Oracle Cloud, Salesforce, SAP, VMware e Adobe Creative Cloud, ciascuno con caratteristiche distintive e servizi specializzati per rispondere a esigenze specifiche.

I modelli di servizio cloud più comuni si dividono in tre categorie principali: Infrastructure as a Service (IaaS), che fornisce risorse informatiche virtualizzate come server, storage e networking; Platform as a Service (PaaS), che offre piattaforme di sviluppo e deployment di applicazioni; e Software as a Service (SaaS), che consente l'accesso a software applicativi tramite internet. Esistono anche diverse modalità di implementazione, tra cui cloud pubblici (risorse condivise tra organizzazioni), cloud privati (riservati a un'unica organizzazione) e cloud ibridi (combinazione di pubblico e privato). Il modello SaaS è particolarmente popolare per la sua facilità d'uso, aggiornamenti automatici e accesso universale, con esempi di successo come Salesforce per il CRM, Slack per la comunicazione aziendale e Microsoft 365 per la produttività.

L'adozione del cloud computing offre numerosi vantaggi alle aziende moderne. Innanzitutto, permette una significativa riduzione dei costi operativi grazie al modello pay-as-you-go, eliminando la necessità di investimenti iniziali in hardware. La scalabilità è un altro beneficio fondamentale, consentendo alle organizzazioni di aumentare o diminuire rapidamente le risorse in base alle esigenze. Il cloud garantisce anche maggiore agilità e flessibilità operativa, permettendo un accesso remoto ai dati e alle applicazioni. La sicurezza è migliorata grazie a soluzioni avanzate di protezione implementate dai provider cloud. Inoltre, il cloud facilita la collaborazione tra team distribuiti geograficamente e accelera l'innovazione, consentendo alle aziende di implementare rapidamente nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale e il machine learning. Le applicazioni cloud stanno rivoluzionando i modelli di business tradizionali, offrendo opportunità senza precedenti per l'agilità operativa e la personalizzazione dei servizi.

Garantire la sicurezza dei dati nel cloud richiede un approccio multilivello che integri tecnologie avanzate e best practice. È fondamentale implementare la crittografia dei dati sia in transito che a riposo, utilizzando algoritmi all'avanguardia e gestendo attentamente le chiavi di crittografia. La gestione degli accessi deve basarsi sull'autenticazione multi-fattore e sul principio del minimo privilegio, mantenendo un registro dettagliato di tutti gli accessi. È consigliabile adottare un approccio "Zero Trust", che prevede che nessun utente o dispositivo venga considerato automaticamente affidabile. Per la prevenzione della perdita di dati, è essenziale classificare i dati in base alla sensibilità, implementare controlli di accesso granulari, monitorare continuamente le attività e formare regolarmente il personale sui rischi di sicurezza. Nel contesto del GDPR, è necessario implementare la "privacy by design", garantire la trasparenza nella gestione dei dati e gestire adeguatamente i trasferimenti internazionali di dati e i diritti degli interessati.

La scelta del fornitore di servizi cloud più adatto richiede un'analisi dettagliata di diversi fattori. È essenziale valutare l'affidabilità e la reputazione del provider, verificando la sua storia operativa e la capacità di mantenere elevati standard di servizio. La sicurezza è un aspetto cruciale: il provider deve offrire solide misure di protezione dei dati, conformità alle normative e trasparenza nelle politiche di sicurezza. La scalabilità e le prestazioni devono allinearsi alle esigenze aziendali, garantendo la capacità di crescere senza compromettere l'efficienza. È importante considerare anche i costi complessivi, inclusi quelli nascosti come penali per annullamento di contratti a lungo termine, e la qualità del supporto tecnico offerto. La localizzazione geografica dei data center può influire sulla conformità normativa e sulle prestazioni. Infine, è fondamentale verificare la compatibilità con l'infrastruttura esistente e la facilità di integrazione con altri sistemi. AWS, Azure e Google Cloud offrono ciascuno vantaggi specifici che possono fare pendere la bilancia verso una scelta piuttosto che un'altra.

L'adozione del cloud computing comporta diverse sfide e rischi che le organizzazioni devono affrontare. La mancanza di visibilità è una problematica significativa, poiché diventa difficile tracciare come e da chi viene effettuato l'accesso ai dati, specialmente quando si accede ai servizi cloud al di fuori delle reti aziendali. Il multitenancy negli ambienti di cloud pubblico può esporre a rischi quando i servizi vengono compromessi da attacchi diretti ad altre aziende. La gestione degli accessi e lo shadow IT rappresentano sfide importanti, soprattutto per le organizzazioni che non implementano politiche BYOD adeguate. La conformità normativa è spesso fonte di confusione, specialmente nelle implementazioni di cloud pubblico o ibrido. Le configurazioni errate costituiscono una delle principali cause di violazioni dei dati. Inoltre, l'asimmetria contrattuale con i fornitori cloud può portare a situazioni di lock-in tecnologico, con costi di cambiamento elevati che limitano la libertà negoziale dell'azienda. È fondamentale anche considerare i rischi legati alla sovranità dei dati e ai conflitti di legge tra diverse giurisdizioni.

Per garantire la conformità al GDPR nell'utilizzo del cloud storage, è necessario adottare un approccio sistematico che integri misure tecniche e organizzative. Fondamentale è implementare il principio di "privacy by design", integrando la protezione dei dati fin dalle prime fasi di progettazione di qualsiasi soluzione di storage. La trasparenza nella gestione dei dati è essenziale, potendo dimostrare in ogni momento dove si trovano i dati, chi vi ha accesso e come vengono protetti. La crittografia dei dati, sia in transito che a riposo, utilizzando algoritmi all'avanguardia, è una misura tecnica imprescindibile. La gestione degli accessi deve basarsi su sistemi di autenticazione multi-fattore e sul principio del minimo privilegio. Particolare attenzione va posta ai trasferimenti internazionali di dati, implementando sistemi per tracciare e controllare la localizzazione fisica dei dati. È necessario inoltre predisporre sistemi flessibili per gestire i diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione). L'implementazione di un sistema di classificazione dei dati e la documentazione dettagliata di tutte le misure di sicurezza completano l'approccio alla conformità.

I costi del cloud computing si basano su tre fattori principali: l'elaborazione (CPU e memoria utilizzate), lo storage (quantità di dati archiviati) e la rete (traffico dati in entrata e uscita). Tuttavia, esistono costi nascosti che spesso non vengono considerati inizialmente, come i costi di migrazione, formazione, integrazione, consulenza e gestione. Altri centri di costo includono persone (team/reparti) coinvolti, prodotti o servizi e processi come le migrazioni cloud, oltre a eventuali penali per l'annullamento di contratti a lungo termine. I prezzi del cloud seguono principalmente due strategie: pay-as-you-go (pagamento in base all'utilizzo effettivo) o prezzi riservati (sconti per impegni a lungo termine). Per ottimizzare i costi, è fondamentale misurare accuratamente quanto si spende in locale, calcolando sia i costi diretti che quelli indiretti e amministrativi, per comprendere meglio le risorse necessarie. Le applicazioni cloud eliminano molti costi fissi associati all'IT, come l'acquisto di hardware, la manutenzione di server locali e le licenze software rigide, permettendo alle aziende di pagare solo per ciò che effettivamente utilizzano.

Implementare una strategia di cloud ibrido efficace richiede un approccio bilanciato che combini il meglio dei cloud pubblici e privati. Azure è particolarmente indicato per questa soluzione, essendo la scelta migliore per chi necessita di un cloud ibrido, specialmente nelle organizzazioni che utilizzano sistemi operativi Windows. Una strategia efficace parte dalla valutazione dei carichi di lavoro esistenti, determinando quali applicazioni e dati sono adatti al cloud pubblico e quali devono rimanere in ambienti privati per motivi di sicurezza, conformità o prestazioni. È fondamentale implementare un'architettura che garantisca l'interoperabilità tra i diversi ambienti, utilizzando strumenti di orchestrazione che permettano di gestire risorse distribuite come un unico sistema. La sicurezza deve essere progettata in modo coerente su tutti gli ambienti, con politiche unificate per l'identità, l'accesso e la protezione dei dati. È importante anche mantenere un certo grado di autonomia decisionale rispetto ai fornitori, evitando lock-in tecnologici attraverso architetture evolutive che permettano di sostituire componenti senza fermare l'intero sistema.

L'integrazione dell'intelligenza artificiale con i servizi cloud rappresenta una frontiera strategica per le aziende moderne. Secondo Gartner, entro il 2028, il cloud computing si trasformerà da disgregatore tecnologico a componente necessaria per mantenere la competitività aziendale, con oltre la metà delle aziende che adotteranno piattaforme cloud specifiche per settore. L'AI e il machine learning permettono alle organizzazioni di sfruttare l'ambiente fornito dai provider cloud per automatizzare i carichi di lavoro attraverso piattaforme altamente efficienti. Google Cloud Platform è particolarmente avanzata in questo ambito, offrendo vantaggi nel machine learning e nell'analisi dei dati. Quando l'AI diventa l'interfaccia dei processi, con agenti che consultano dati e attivano azioni, la frontiera si sposta dall'implementare singole funzionalità all'assicurare l'affidabilità del sistema: dati, integrazioni, regole, tracciabilità, sicurezza e governance. Per un'integrazione efficace, è essenziale implementare policy chiare, garantire la tracciabilità delle azioni degli agenti AI e mantenere il controllo dei dati, evitando che l'AI diventi una nuova forma di dipendenza tecnologica.

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