sistema identità digitale

Mucci: “Lo Spid facilita le frodi di identità, serve un passo indietro”

Bisogna ragionare sulla necessità di avere più soggetti certificatori, oppure appoggiarsi ai pubblici ufficiali.
Se questo porta a tempi troppo lunghi di accreditamento, pensare ad alternative che, probabilmente abbassano il livello di sicurezza (mai quanto una webcam), ma che perlomeno consentono una reale partenza dello strumento SPID, e superare lo stallo delle adozioni

Pubblicato il 09 Nov 2016

Mara Mucci

già vicepresidente della commissione d’inchiesta sullo stato della digitalizzazione della PA nella XVII leg, informatica, resp. PA di Azione

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Mucci: “Lo Spid facilita le frodi di identità, serve un passo indietro”

Ci troviamo ancora a parlare di SPID. Vorremmo farlo in termini positivi, ma purtroppo non è possibile. E su questo sto per fare una interrogazione parlamentare.

Ci tengo a premettere che il sistema pubblico identità digitale potrebbe, sulla carta, essere uno strumento potentissimo, da cui trarre estremi benefici in termini di semplificazione e accesso ai servizi.

Ma, tra errori e capitomboli, a più di un anno dal “lancio ufficiale” mi risulta siano state rilasciate poco più di 140.000 identità. Ho parlato con assessori comunali che volevano far partire servizi con Spid e non ci sono riusciti per lungaggini e contrattempi con i certificatori accreditati. Problemi di cui l’amministrazione non conosce le motivazioni.

Oggi si aggiunge un problema ancora più preoccupante: il problema sicurezza.

Sì perché sul fronte digitale e virtuale, il cittadino ha bisogno di estrema fiducia nello strumento. Altrimenti semplicemente non lo usa.

Le indagini fatte da alcuni giornalisti fanno emergere quanto sia serio e reale il rischio di frode e di sostituzione di identità nel momento in cui il primo riconoscimento viene fatto via webcam.

Basta un documento falso ed il gioco è fatto, posso sostituirmi ad un soggetto ed entrare in possesso della sua identità digitale, verificata e perfettamente valida.

Premetto che io sono assolutamente contro la burocratizzazione dei processi, ma il tema identità non può certamente essere esposto a rischi potenziali, che come abbiamo visto, sono anche reali.

Dunque serve un passo indietro. Probabilmente la prima autenticazione necessita di una mediazione di un pubblico ufficiale, che verifichi una prima volta il documento, e metta in moto meccanismi digitali classici come password, token, sms etc. Un’autenticazione dunque più “forte”.

In secondo luogo ragionare seriamente sulla necessità di avere più soggetti certificatori, oppure appoggiarsi ai pubblici ufficiali.

Se questo porta a tempi troppo lunghi di accreditamento, pensare ad alternative che, probabilmente abbassano il livello di sicurezza (mai quanto una webcam), ma che perlomeno consentono una reale partenza dello strumento SPID, e superare questo stallo numerico un po’ imbarazzante.

Esistono poi altri strumenti già in mano ai cittadini, che lo stato ha finanziato e che continua a finanziare. La carta di identità elettronica e la carta dei servizi, ora regionale. Entrambi dispongono di chip, entrambi partono da riconoscimenti, uno certamente più forte dell’altro (la carta regionale dei servizi viene spedita a casa, e fa fede l’anagrafe. Perché non inviare a casa una parte del codice di accesso a SPID ad esempio, e magari pensare a rendere interoperabili questi altri servizi già in possesso del cittadino?)

Insomma, sono certa che qualcosa si possa fare, che il sistema può e deve essere migliorato, l’importante è che si evitino strumenti troppo rischiosi come la semplice webcam. Non facciamoci ridere dietro sulle cose serie …

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti
Giuseppe Cascella
Giuseppe Cascella
9 anni fa

L’ho detto parecchi mesi fa in una riunione all’Università Di ……., ma tutti andavano di fretta perché i soldi erano stati stanziati e c’era il rischio di perderli. SPID senza un dato biometrico, meglio una foto associata, NON FUNZIONA ! Tutti i grandi player (sistemi di pagamento) si sono accorti di questo e stanno cercando una soluzione funzionale. Nel 2007 un brevetto italiano ha aperto la strada al selfie per i pagamenti. Ma all’epoca ho concepito solo l’idea non la tecnologia. La strada che si sta aprendo ora è quella di autenticare la foto! Solo così SPID funzionerà.
Al momento un altro brevetto italiano del 2008 ci viene in aiuto per semplificare la procedura, utilizzare due banche dati ed un apparecchio fotografico per il selfie, installabili dovunque ci sia un pubblico ufficiale; in particolare il sistema fu concepito per verificare ed autenticare i votanti in un seggio elettorale per evitare brogli.

big brother
big brother
9 anni fa

Questa Mara Mucci mi sembra troppo infatuata di faccialibro e twitter.
L’agenda digitale è concepita dai governi solo come succhia-soldi dei cittadini-sudditi.
Copiare dalle banche e usare un semplice user+pass+token e basta?

People&Change

Tutti
CARRIERE
AI E LAVORO
COMPETENZE
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x