La disinformazione è doppiamente legata alla crisi migratoria in corso a Ceuta, enclave spagnola nei confini marocchini, dove da fine luglio 2026 si sono riversate oltre sessantamila persone provenienti da Marocco e altri Paesi africani ed è alta l’allerta per nuove ondate. Da una parte, come rivela un’inchiesta di Maldita ripresa anche dal New York Times, i social network hanno avuto un ruolo nel triggerare la crisi. D’altra parte, la crisi stessa è stata un terreno fertile per il successivo dilagare di teorie del complotto e fake news. E sono emerse successive nuove campagne online per spingere a una nuova migrazione di massa a Ferragosto, tanto che Meta e TikTok hanno avviato protocolli di crisi per gestire le numerose fake news sul tema.
tecnologia e società
Ceuta, l’inganno social della terra promessa che punta a dividere l’UE
Dalla falsa apertura del confine a Ferragosto alle teorie su Mossad e finanziamenti USA: la crisi di Ceuta mostra come disinformazione, social e propaganda possano influenzare comportamenti reali e alimentare nuove fratture politiche nell’UE
Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu

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