Il mercato del lavoro italiano racconta una contraddizione che si fa ogni anno più evidente. Nel primo semestre del 2026 il 44,8% delle assunzioni programmate dalle imprese è stato giudicato di difficile reperimento, un dato che conferma un trend ormai strutturale: secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, già nel 2024 la difficoltà di reperimento a livello nazionale si attestava al 47,8%, con punte più marcate nelle regioni del Nord-Est e una concentrazione particolare tra le professioni tecniche ad alta specializzazione.
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Il lavoro cambia, ma la scuola discute ancora dei chatbot
Mentre le imprese italiane faticano sempre di più a trovare le competenze di cui hanno bisogno, il dibattito pubblico resta concentrato sull’uso dell’AI in classe. Ma la domanda che la scuola dovrebbe porsi è un’altra: come si forma un giudizio autonomo in un’epoca in cui la risposta, spesso, è già pronta
founder e CEO di Sagitter Training

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