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Collaborare nelle smart community

Una analisi di Cisco IBSG spiega come favorire la collaborazione e la partecipazione dei cittadini in un progetto comune. Tra open data, big data, open innovation, il modello della Rete è la nuova infrastruttura su cui persone e aziende possono costruire il futuro

Pubblicato il 25 Feb 2013

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Collaborare nelle smart community

Nel settore pubblico, un fattore chiave per sviluppare strategie efficaci per innovare, aumentare la produttività e la capacità di reagire agli eventi è la possibilità di accedere, con una velocità e un’ampiezza senza precedenti, alle informazioni provenienti da reti complesse e distribuite composte da informazioni, comunità di persone, oggetti. Sfruttando le potenzialità di queste reti, le comunità possono condividere idee, esperienze e conoscenze che favoriscono la partecipazione.

Per migliorare la propria capacità di resilienza nei confronti di cambiamenti che oggi si presentano in forme più complesse e distribuite, i governi devono ridefinire la relazione fra il “centro” – ove risiede il potere e l’autorità – e la “periferia”, dove innovazione e creatività si incontrano e si esprimono al meglio. Un maggiore utilizzo di sistemi di informazione pervasivi e distribuiti, e soprattutto la crescente diffusione di pratiche di co-sviluppo e co-produzione, sta cambiando le regole del gioco nelle attività di governo, rendendo superate le tradizionali “politiche” statali e i limiti che esse impongono.

Attraverso la collaborazione e la condivisione di conoscenze, i processi decisionali si “democratizzano; la tecnologia permette di ampliare la partecipazione della società; incide positivamente sull’inclusione; rende più trasparenti le attività e le scelte dei governi.

CISCO IBSG (Internet Business Solutions Group) ha realizzato una analisi, “Participation, Collaboration and Community” che ha identificato sei trend chiave che stanno trasformando la partecipazione dei cittadini e il concetto di democrazia. Amministrazioni pubbliche e comunità devono prenderli in considerazione e possono avvalersene per progettare, sviluppare e realizzare in modo migliore le proprie policy, le norme, i servizi. Essi sono:

  • l’Open Data e l’utilizzo dell’informazione per favorire l’innovazione e la trasparenza;
  • il fenomeno “Big Data” – ovvero la possibilità di attingere ad una quantità senza precedenti di dati, provenienti dalle più varie fonti, disponendo di metodi efficaci per analizzarli e servirsene per affrontare le principali sfide sociali, economiche ed ambientali;
  • l’Open Innovation e la produzione “tra pari” (peer production);
  • la progettazione centrata sull’utente;
  • la possibilità di connettere alla rete ed in una rete i più diversi luoghi;
  • lo sviluppo di un nuovo livello di fiducia tra cittadini e comunità, ottenuto aumentando il coinvolgimento e la partecipazione.

La possibilità di connettere reti diffuse di persone, esperienze, beni al fine di attivare azioni comuni e condivise sta diventando un fattore critico in un mondo che sperimenta continue transizioni e turbolenze. La capacità di resilienza alimentata dalle reti sociali è l’elemento centrale dello sviluppo di nuovi principi organizzativi che tengano conto della capacità della Rete di intermediare, facilitare e “guidare” l’interazione fra le persone. L’innovazione e la partecipazione nelle comunità si possono favorire attraverso strumenti creati insieme da attori pubblici e privati, costruendo ambienti in cui sperimentare liberamente nuovi modelli di collaborazione.

Le Reti ed i sistemi IT ad esse correlate – ad esempio reti di sensori, data center, device dotati di connessione IP – costituiscono un’infrastruttura solida, sicura ed affidabile su cui persone, aziende ed amministrazioni possono offrire soluzioni innovative e scalabili (che siano applicazioni, servizi o nuovi modelli di business) per vincere le sfide del presente e aiutare la comunità a migliorare la sua capacità di affrontarle. Governi e imprese, collaborando, possono creare valore per la comunità attivando partnership pubblico/private in cui coinvolgere tutti gli attori della comunità interessati a un dato tema e in grado di offrire un contributo operativo o di idee. Investire nella creazione di reti unendo i mezzi del settore pubblico e di quello privato significa gettare le fondamenta necessarie a costruire sistemi di gestione della città e piattaforme per l’offerta di servizi ed a permettere ai cittadini di creare applicazioni ed attivare forme di innovazione aperta.

Trasformare il concetto di “networked society” in iniziative concrete richiede infine la creazione di nuovi modelli di business e organizzativi che mettano al centro innovazione e produttività, ed un diverso approccio all’analisi dell’interazione fra dati, connessioni, applicazioni, componenti delle comunità. Quale che sia l’obiettivo, per attivare processi in grado di ottenere risultati positivi è necessario seguire alcune linee d’azione specifiche, quali:

  • progettare, costruire e testare nuovi sistemi, piattaforme, soluzioni operative, processi di provisioning che permettano agli amministratori e alle comunità di toccare con mano il valore della “connessione” abilitata dalle tecnologie e farne pratica;
  • sviluppare e alimentare nel tempo gruppi di influenza e di collaborazione operativa (formati da opinion maker, esperti, leader pubblici dotati di esperienza, innovatori, imprenditori…) per incoraggiare la discussione su modelli di governance basati su apertura e connessione e metterli in pratica;
  • monitorare e misurare il processo di transizione a tali modelli di innovazione partecipativa e multi-stakeholder, per valutare i risultati ottenuti dalle amministrazioni e dalle altre istituzioni del settore pubblico in termini di innovazione, produttività, resilienza.

Per il successo della collaborazione fra pubblico e privato e delle iniziative basate sulla co-creazione di soluzioni e servizi, è cruciale, infine, adottare un modello di governance organico ed aperto. Invece di prescrivere come si dovrebbero utilizzare i dati, la collaborazione, la rete, le amministrazioni pubbliche dovrebbero creare le condizioni perché gli altri possano essere coinvolti e partecipare attivamente. La sfida consiste nel creare un framework che incoraggi la creazione di connessioni in modo spontaneo. Pertanto, le tecnologie ed i modelli di governance devono mettere al centro i cittadini, creando servizi basati sulle loro esigenze e coinvolgendoli nei processi di progettazione e innovazione.

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