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Direttore responsabile Alessandro Longo

Team digital Piacentini

ANPR, la svolta è vicina: ecco che sta succedendo

di Patrizia Saggini, avvocato*

20 Lug 2017

20 luglio 2017

Rendere il processo di subentro in Anpr “scalabile e ripetibile” e rendere tangibili ai Comuni i vantaggi di un database unico: sono queste le sfide che l’Anagrafe unica dovrà vincere, mentre sale a 790 il numero di Comuni che hanno caricato i dati nel portale di pre-subentro. Anpr, potrebbe essere vicino alla svolta

Il Team Digital di Piacentini sta per assumere formalmente il ruolo di coordinamento tecnico dell’Anpr, finalmente: entro fine luglio con il nuovo contratto che  il Ministero dell’Interno e Sogei stanno per firmare (al momento si è in attesa solo del parere di Agid) a quanto risulta alla nostra testata.
Da questo si attende una svolta per il progetto, sia da parte di Sogei e sia da parte dei Comuni. Già nelle ultime settimane ci sono stati segnali di cambiamento: ci sono 790 Comuni che hanno fino adesso caricato i dati nel portale di pre-subentro; un importante incremento rispetto al passato.
In un post pubblicato su Medium Mirko Calvaresi – Tecnical Project Manager di ANPR del Team Digitale – afferma che “Stiamo pianificando il passaggio ad ANPR anche per alcuni grandi Comuni come Firenze, Napoli e Torino, il cui passaggio sarà naturalmente più delicato. Seguiremo direttamente il loro subentro mentre, per realtà più piccole, stiamo cercando città capofila che possano assistere e sostenere i Comuni limitrofi.”

Per quanto riguarda il subentro, infatti, stanno via via aumentando i Comuni che completano il processo di ingresso definitivo in Anpr: ad esempio, il Comune di Anzola dell’Emilia ha concluso positivamente il 27 maggio le operazioni di subentro nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente – Anpr; il Comune ha partecipato fin dalla fine del 2014 ai lavori del gruppo degli enti sperimentatori (tra cui rientrano altri Comuni come Torino, Venezia, Pisa, oltre a Roma e Milano in qualità di uditori).

Anzola è il primo Comune della Provincia di Bologna ad essere subentrato nell’anagrafe nazionale, e si unisce ad altri Comuni dell’Emilia Romagna come Bagnacavallo, S. Agata sul Santerno e Cesena.

Tra gli altri Comuni già subentrati ci sono anche Lavagna, Serravalle Sesia, Chiavari, Corbetta e più recentemente Poggio a Caiano e Nardò.

Precedentemente e nel corso delle operazioni di subentro, il Comune ha effettuato le bonifiche sui dati anagrafici, in base alle segnalazioni di errore o anomalia ricevute in seguito alle operazioni di test e presubentro: in particolare, ha provveduto a rettificare la dicitura di alcuni Comuni di nascita che dall’inizio del ‘900 al 1950 circa hanno subito modifiche di nome o di territorio; le persone interessate da questa modifica manterranno inalterato sia il codice fiscale che la tessera sanitaria e non dovranno rifare i documenti di identità.

L’importanza delle operazioni di bonifica dei dati è proprio uno dei valori aggiunti portati da ANPR: sempre Mirko Calvaresi riporta nel suo post che “da alcune analisi condotte da AgID e Sogei, infatti, emerge come circa l’1% della popolazione abbia dati incongruenti tra quelli registrati all’anagrafe e quelli su altri database nazionali. Seicentomila persone in totale, persone che potrebbero imbattersi in errori burocratici per il calcolo delle tasse o il conteggio della pensione, oppure ancora riguardanti la validità di contratti a loro intestati. È capitato a molti: spendere tempo per sistemare un nome o un cognome, recuperare una notifica inviata a un indirizzo non aggiornato o magari sistemare un codice fiscale errato. Il motivo è proprio da ricercarsi nella frammentazione dei dati e nella mancanza di sincronia tra le base dati.”
Quindi il subentro in ANPR e le operazioni ad esso collegate sono particolarmente importanti, perchè saranno finalizzate a creare una banca dati “uniforme”, che evita gli errori o le inutili duplicazioni di dati, dovuti ad una gestione fino ad ora parcellizzata e frammentaria.

Come già sappiamo, Anpr è uno dei grandi progetti dell’Agenda Digitale italiana, e prevede di far confluire in un unico database nazionale tutti i dati della popolazione, che oggi invece sono gestiti da ciascun Comune; infatti, nella maggior parte dei casi, in questo momento i dati non sono direttamente interrogabili con procedure automatizzate, e quindi la verifica del dato anagrafico da parte di altre Pubbliche Amministrazioni e privati può essere fatta solo con specifica richiesta al Comune.

Uno degli effetti positivi che saranno più evidenti mano a mano che il subentro viene effettuato da molti Comuni sarà la possibilità di rilasciare certificazioni anagrafiche da qualsiasi Comune, e quindi senza il vincolo di dover essere residenti nel Comune in cui si presenta la richiesta, come invece accade adesso; inoltre, a partire dal momento del subentro, i certificati rilasciati dal Comune conterranno dati provenienti dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, e ciò sarà indicato nel testo del documento con una specifica dicitura.

Le operazioni di subentro – APR e AIRE – terminano solitamente nel giro di poche ore: in realtà, è importante sia l’organizzazione tecnica del passaggio (richiesta e ritiro della smart card presso la Prefettura della propria Provincia per accedere anche alla web app, installazione dei certificati di postazione, ecc.), ma soprattutto il continuo monitoraggio delle segnalazioni inviate nei vari passaggi di collegamento tra il software gestionale, Anpr e soprattutto l’Agenzia delle Entrate: infatti, solo per fare un esempio, ora l’attribuzione del codice fiscale alla persona (ad esempio in caso di nuovo nato) avviene direttamente con l’iscrizione in anagrafe, quindi è importante che tutte le comunicazioni siano validate in tempo reale.

In questa fase, ogni subentro è importante perché permette sia al Comune e soprattutto alla ditta che si è occupata delle integrazioni di perfezionare il lavoro fatto, per poi renderlo replicabile anche per altri Comuni.

Il piano di subentro, in questo modo, potrebbe essere sviluppato in base alle aziende che hanno concluso la sperimentazione con almeno un Comune, che sono così in grado di portare a termine il processo anche per altri Comuni.

La vera sfida – da questo punto di vista – è rendere il processo “scalabile e ripetibile” anche con grandi numeri, partendo da singole situazioni, come ha detto Diego Piacentini nell’intervista a ForumPA dello scorso maggio.

Un’altra sfida – e forse la più importante – è rendere tangibili i vantaggi per i Comuni che derivano dall’avere i dati su un unico database centrale: per citarne solo qualcuno, al termine dell’integrazione che sta facendo ISTAT, i Comuni non dovranno più fare le statistiche periodiche; oppure, se il cambio di residenza avviene tra Comuni già subentrati, non ci sarà più bisogno dello scambio di documentazione dei dati relativi al procedimento.
E proprio per questo, il subentro acquista più valore se i Comuni appartengono ad una stessa zona del territorio.

Il grande passaggio è rappresentato dal mettere a sistema tutte le implicazioni che derivano dalla gestione di un’unica base dati nazionale, come anche fare in modo che – nel lungo periodo – si uniformino anche le procedure operative dei singoli Comuni: ci troviamo infatti di fronte ad uno dei classici casi in cui il software comporta un adeguamento e una standardizzazione dei comportamenti degli operatori, rendendoli uguali su tutto il territorio nazionale.

Proprio per questo, un aspetto fondamentale è costituito da processi di condivisione, comunicazione ed informazione.

Su quest’ultimo aspetto può essere un ottimo strumento la piattaforma Developers.it, in cui in un’apposita sezione dedicata ad Anpr sono stati pubblicati una serie di documenti – in corso di elaborazione – a cui chiunque può partecipare inserendo osservazioni e suggerimenti; in particolare, i documenti sono relativi a:

e sono fondamentali per dare linee guida definite e risposte certe a quesiti aperti da molto tempo, e che sicuramente faciliteranno il subentro da parte dei Comuni.

Inoltre da qualche mese è stato attivato uno specifico sistema di gestione delle segnalazioni su Github (“issue tracking system”), in cui Comuni e Software house possono inserire segnalazioni su problemi di funzionamento o integrazione con la piattaforma di Anpr.

Sempre per quanto riguarda la comunicazione, è stata creata una newsletter che una volta al mese segnala ai Comuni e alle ditte sviluppatrici di software le novità e lo stato di avanzamento del progetto.

Non si può certo dire che il subentro in Anpr costituisca il termine di un processo, anzi.
Sicuramente gli aspetti da valutare sono tanti, e mano a mano che si procede emergono nuove implicazioni da approfondire e risolvere, sia in ottica di ottimizzazione dei processi e sia in ottica di semplificazione della normativa (che ovviamente, nella maggior parte dei casi, è stata scritta molto prima dell’avvento dei sistemi informativi!).

Ma – come abbiamo già detto – la sfida è grande e l’unico modo per affrontarla è giocare la partita fino in fondo.

(*)  L’autore è componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR ma scrive a titolo personale 

  • paolo

    ma per la migrazione ad anpr si rispetterà la scadenza prevista di fine anno oppure ci sarà una proroga?

    • Patrizia Saggini

      Il Piano di subentro è in via di definizione, dovrebbe tenere conto del livello di sviluppo di ciascuna software house rispetto all’integrazione del proprio gestionale con ANPR; non mi risulta che ci siano scadenze fissate per legge.

      • paolo

        l’articolo 62 del CAD (comma 2-bis) fissa come data di completamento della migrazione 31/12/2018

        • Patrizia Saggini

          La data originariamente prevista per il completamento del subentro era fissata dal comma 2 dell’art. 62 al 31 dicembre 2014, ahimè ormai passata da tempo; la data del 31/12/2018 si riferisce al completamento del progetto con le funzionalità dello stato civile.

          • paolo

            la mia impressione è che ci sono troppi soggetti che remano contro perchè preferiscono lo status quo. Non mi riferisco soltanto alle software house che vedono solo le minacce al loro business locale . Penso anche alle pigrizie dei funzionari comunali.

          • Patrizia Saggini

            Come ho avuto più volte occasione di dire, il progetto è molto complesso, e le variabili da tenere presente sono moltissime.
            Le leve su cui fare forza sono la semplificazione del lavoro degli operatori delle PA da un lato, e servizi online ai cittadini dall’altro.

  • Emiliano Stravecchi

    Non è un caso che la svolta sia arrivata con lui https://www.youtube.com/watch?v=8j9U54m5Shk

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