Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr): a che punto è, i subentri, le norme (2019)

Il punto

ANPR, il quadro completo: i subentri dei Comuni, le sfide, i vantaggi e le novità del DL Semplificazione

Nel 2018 c’è stata una vera svolta nel progetto Anpr. Con l’avanzare del progetto, occorre tuttavia anche avere presenti gli obiettivi che ancora sono da raggiungere per l’ottimizzazione delle funzionalità collegate ad un’unica banca dati anagrafica nazionale. Tutti i numeri e le sfide (aggiornato al 21 luglio 2020)

28 Lug 2020
Patrizia Saggini

avvocato, componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR


Procede la realizzazione di ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Anche nota come Anagrafe Unica. Una banca dati che mira a mettere assieme – in un luogo centrale – i dati di tutte le anagrafi dei Comuni italiani (come previsto dal decreto sviluppo bis del 2012 e norme successive).

Da ultimo, con l’art. 62 del Codice delle Amministrazioni Digitali si prevede che l’Anpr contenga non solo i dati anagrafici dei cittadini ma anche i registri di Stato civile e i dati delle liste di leva.

Vediamo a che punto stiamo. 

I numeri dell’ANPR: stato di avanzamento

  • Ad oggi (21 luglio 2020) sono 6335 i Comuni subentrati in ANPR: dopo una flessione dovuta al COVID, procede a passo svelto la costituzione della base dati anagrafica nazionale; la popolazione presente arriva a 47 milioni; siamo quindi molto oltre la soglia simbolica della metà, sia del totale dei Comuni e sia del totale della popolazione residente complessiva e ci avviciniamo al completamento.
  • Nel corso del 2020 sono subentrati Comuni appartenenti a tutte le Regioni, quindi tutti i territori sono rappresentati; è iniziato il subentro anche dei Comuni della Provincia Autonoma di Bolzano, una volta terminato il completamento dell’integrazione con le funzioni che permettono la produzione degli atti e certificati con il bilinguismo.
  • Ci sono esempi virtuosi, come la Regione Valle d’Aosta, che all’inizio del 2019 ha terminato il subentro di tutti i Comuni della Regione, e la Toscana, l’Emilia-Romagna, l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia; seguono la Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto; in coda le altre Regioni.
  • Tutti i capoluoghi di regione sono subentrati, tranne alcuni: Roma, Trieste e Ancona sono in pre-subentro, mentre Bolzano risulta ancora inattivo.
  • Se si pensa che alla fine del 2017 i Comuni presenti nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente erano poco meno di 30, è di tutta evidenza che viene confermata la svolta nel progetto data dal Team Digitale.

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Contributi ai Comuni per l’Anagrafe nazionale della popolazione residente

Proprio per incentivare il processo di subentro, la Funzione Pubblica ha pubblicato un bando che eroga contributi ai Comuni subentrati, utilizzando le risorse dei fondi europei; infatti, per i Comuni che migreranno all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente entro il 31 dicembre 2018 sono previsti dei contributi finanziari messi a disposizione dal Dipartimento della Funzione Pubblica tramite i fondi Pon “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020.

I 14 milioni di euro saranno distribuiti ai Comuni in base alla loro classe demografica, con uno stanziamento che varierà da 1.000 a 7.000 euro a Comune, a seconda del numero di residenti. L’iniziativa del Dipartimento sembra rispondere alle richieste dell’Anci che auspicava una mossa per venire incontro alle difficoltà del comparto locale per integrarsi nel disegno nazionale digitale.

Le somme erogate a titolo di contributo sicuramente non coprono tutte le spese sostenute dal Comune (comprendendo sia le spese per adeguamento software che le spese relative al tempo del personale impiegato per le operazioni di bonifica dei dati e subentro), ma sono comunque un segnale importante che valorizza il ruolo dei Comuni.
È importante sottolineare che le somme del PON costituiscono solo un “impegno di massima”, ma che l’erogazione al Comune potrà avvenire solo a fronte dell’avvenuto subentro.
Le modalità con cui presentare le domande sono state pubblicate sul sito della Funzione Pubblica ed è previsto l’upload nella piattaforma di ANPR di un modulo di richiesta precompilato e firmato dal Sindaco.

Il Ministero ha pubblicato qualche giorno fa l’avviso in cui si dice che i contributi sono riconfermati anche fino al 31/12/2020; ciò rappresenta un incentivo importante per i Comuni che – per vari motivi – non hanno avuto modo di effettuare il subentro entro il 31/12/2019.

Non è ancora noto cosa succederà dopo il 31/12/2020, soprattutto per i Comuni che non hanno effettuato il subentro entro quella scadenza; anche nel questionario della Corte dei Conti sullo stato di digitalizzazione dei Comuni – scaduto alla fine di ottobre 2019 – c’è una domanda sull’avvenuto subentro o meno nell’Anagrafe Nazionale.

Anche se – con i numeri che si stanno prospettando per i subentri – si potrebbe anche supporre che alla fine del 2020 non saranno tanti i Comuni che ancora ritardano: ad oggi ne mancano poco più di 1.500, anche se – di questi – 1.035 non risultano ancora aver avviato il pre-subentro (tra questi ci sono sia Comuni capoluogo di regione e sia Comuni di minori dimensioni, la ricerca per singolo Comune è disponibile qui): forse sarebbe opportuno pensare ad una qualche azione di richiamo, anche formale.

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Subentro dei Comuni in ANPR

Parallelamente, parecchie azioni sono state fatte per ottimizzare le operazioni di subentro da parte dei Comuni, con l’importante aiuto delle softwarehouse interessate; a questo link sono disponibili le date già schedulate del subentro.

Sempre sul tema del subentro, è stato pubblicato un documento che illustra in breve quali sono le operazioni necessarie, in modo da aiutare gli uffici anagrafe dei Comuni a pianificare le attività.

Riguardo all’implementazione di nuove funzionalità della piattaforma ANPR, sono stati fatti dei passi in avanti: citiamo fra tutte l’Integrazione con il sistema CIE per l’interscambio dei dati anagrafici al momento dell’emissione del documento di identità, che ottimizzano le comunicazioni e l’utilizzo dei dati tra le due piattaforme coinvolte.

Anpr, la sfida: pro e contro

La nostra testata ha analizzato diversi casi di Comuni che hanno fatto il subentro Anpr, evidenziando pro e contro.

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Portale servizi al cittadino

È stata ribadita più volte la necessità – portata avanti dal Team Digitale, di fare di ANPR non solo una banca dati anagrafica, ma anche il portale per i servizi al cittadino: con il DL Semplificazioni (Art. 30 DL 76/2020) finalmente si prevede che “La certificazione dei dati anagrafici in modalità telematica è assicurata dal Ministero dell’Interno tramite l’ANPR mediante l’emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato, ai sensi del Regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014.”
In questo modo il servizio di rilascio online dei certificati sarà messo a disposizione di tutti i Comuni, con evidenti economie di spesa a beneficio soprattutto dei piccoli Comuni e di uniformità dei livelli di servizio; tra l’altro, è prevista anche l’integrazione dei servizi di ANPR sull’app IO, in modo da rendere disponibili i messaggi di notifica anche in modalità mobile.

Altro aspetto importante, sempre il DL Semplificazione ha precisato il DPR 223/1989 nella parte che riguarda il cambio di residenza, stabilendo che “Le dichiarazioni di cui al secondo periodo del comma 2 (dell’art. 13 DPR 223/1989) sono rese anche in modalità telematica attraverso i servizi resi disponibili dall’ANPR”; quindi significa che il portale per il cittadino dovrà consentire la presentazione online della dichiarazione, attraverso un modulo online – che sostituisce la carta – mettendo a disposizione dei cittadini e delle Amministrazioni un servizi di primaria importanza, dando così la possibilità di sfruttare al meglio i dati anagrafici già contenuti nell’Anagrafe Nazionale.

Ricordiamo che alla fine del 2019 è stato pubblicato il servizio di consultazione dei propri dati (già previsto dall’art. 6 del DPCM 194/2014), con anche la possibilità di stampare un’autocertificazione da consegnare alla Pubblica Amministrazione o ad un gestore di pubblico servizio.

LEGGI IL BILANCIO 2017 DEL TEAM DIGITALE SU ANPR E ALTRO

Le norme

Non ultimo, anche il quadro normativo è un tassello importante dell’intero progetto, e necessita di essere adeguato per rispondere al meglio a nuove esigenze e non essere vincolato a specifiche tecnologie, nell’ottica della semplificazione e flessibilità: infatti, è iniziato il percorso di revisione del DPCM appena citato – che costituisce la base normativa per l’intera piattaforma – di cui AGID sta predisponendo una proposta di modifica, e le modifiche più rilevanti sono state apportate dal Decreto Semplificazione appena citato; al comma 6 bis dell’art. 62 del CAD è stata aggiunta la previsione secondo cui “In relazione ai servizi resi disponibili dall’ANPR alle pubbliche amministrazioni e agli organismi che erogano pubblici servizi in base alle previsioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 2014, n. 194, con uno o più decreti del Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e il Ministro per la pubblica amministrazione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e l’Agenzia per l’Italia digitale, sono assicurati l’adeguamento e l’evoluzione delle caratteristiche tecniche della piattaforma di funzionamento dell’ANPR.”

Ricordiamo che i soggetti promotori dell’Anpr sono il Ministero dell’Interno, AgID, Istat, Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) in rappresentanza dei Comuni, Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici (Cisis) per le Regioni, Sogei in qualità di partner tecnologico.

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Obiettivi e parole chiave per il 2020

Rimangono quindi confermati gli obiettivi che ancora sono da raggiungere per l’ottimizzazione delle funzionalità collegate ad un’unica banca dati anagrafica nazionale.

In particolare, le parole chiave da tenere presente per il 2020 sono:

  • Completamento del subentro;
  • Interoperabilità tra le banche dati e le modalità di accesso per altre PA e gestori di pubblico servizio;
  • Servizi online per i cittadini

Rispetto all’accesso ai dati di ANPR da parte delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblico servizio, è stato espressamente previsto all’art. 264 del DL 34/2020 (ora convertito nella Legge 17 luglio 2020, n. 77) che “Le pubbliche amministrazioni certificanti detentrici dei dati di cui al comma 1 ne assicurano la fruizione da parte delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, attraverso la predisposizione di accordi quadro.”
Nello stesso articolo, si ribadisce anche il principio “once only”, stabilendo che “nell’ambito delle verifiche, delle ispezioni e dei controlli comunque denominati sulle attività dei privati, la pubblica amministrazione non richiede la produzione di informazioni, atti o documenti in possesso della stessa o di altra pubblica amministrazione. È nulla ogni sanzione disposta nei confronti dei privati per omessa esibizione di documenti già in possesso dell’amministrazione procedente o di altra amministrazione”.

AGID e il Ministero dell’Interno stanno AGID e il Team Digitale stanno predisponendo i materiali necessari (schemi di convenzione e caratteristiche tecniche della piattaforma tecnologica) per fare in modo che si realizzi la circolarità anagrafica nazionale su cui c’è tanta attesa, per agevolare l’interscambio e la verifica in tempo reale dei dati dei cittadini che si interfacciano con la PA; le funzionalità appena descritte dovrebbero essere disponibili entro la fine del 2020.

Rimane quindi sempre più vero che il completamento del subentro in ANPR dei Comuni non segna la fine, ma rappresenta solo l’inizio del progetto, viste le potenzialità che ci possono essere per ottimizzare la circolazione anagrafica dei dati.

LEGGI: ANPR, GLI OBIETTIVI 2019: SUBENTRI, SERVIZI AL CITTADINO, INTEROPERABILITÀ

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