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Codice Appalti

Banca dati operatori economici: consultazione ottima iniziativa ma con scarsa partecipazione, ecco perché.

di Daniele Tumietto, commercialista

30 Gen 2017

30 gennaio 2017

La consultazione pubblica online sulla BDOE, Banca Dati nazionale degli Operatori Economici, rappresenta un momento importantissimo per esprimere la propria posizione con riferimento agli articoli che sono contenuti nella bozza del decreto istitutivo, ed è stata una iniziativa di apertura del MIT verso tutti i soggetti economici potenzialmente coinvolti.

La scarsa partecipazione a questa iniziativa di trasparenza e coinvolgimento che il Governo ha posto in essere è sorprendente e, forse, è testimonianza del fatto che gran parte dei soggetti interessati preferisce protestare (dopo) piuttosto che partecipare e lavorare (prima) al suo miglioramento. Spero di essere smentito in questi ultimissimi giorni.
Quello che è importante evidenziare è che le consultazioni pubbliche sono tali nel momento in cui la partecipazione è dell’intera collettività. Non quando la formazione delle regole viene fatta con coinvolgimenti differenziati per stakeholder di serie A e di serie B.

Ad esempio nel Forum Italiano sulla Fatturazione Elettronica, dove il confronto è trasparente, in quanto le discussioni sono pubbliche e con il coinvolgimento di tutti i partecipanti, questa modalità di lavoro porta a risultati tendenzialmente positivi. In altri casi, come questo della consultazione sulla BDOE, la logica che fino ad oggi ha prevalso è proprio quella che deve cambiare, bisogna imparare a manifestare pubblicamente i propri interessi e le proprie idee, perché dal confronto aperto e costruttivo si ottiene un risultato positivo per tutti.

All’estero le consultazioni sono pubbliche, e tutti manifestano la posizione nello stesso luogo e con le stesse modalità.
Per esempio, in occasione della riunione del 9 dicembre 2015 della Consulta Nazionale dell’innovazione alla Camera dei Deputati, con Andrea Caccia avevamo presentato la proposta di istituire un multistakeholder forum sull’Agenda Digitale, che poi è stata ripresa all’interno del Codice dell’Amministrazione Digitale. Lì c’era il riferimento al Forum Europeo sulla Fattura Elettronica, partendo dalla considerazione che all’estero la logica del confronto multistakeholder è in vigore da anni e si basa sul fatto che tutti partecipano ai lavori nel medesimo modo.
Tengo a ricordare che nell’ambito dei lavori preparatori per la stesura del testo del decreto legislativo 127/2015, quello che ha introdotto in Italia la fattura elettronica tra privati e la trasmissione dei corrispettivi, avevo proposto al Ministero delle Finanze di prevedere la consultazione preliminare alla pubblicazione dei provvedimenti attuativi del Forum Italiano sulla Fatturazione Elettronica. Nel testo finale licenziato da Consiglio dei Ministri tale proposta è stata mitigata inserendo la previsione di una consultazione delle associazioni di categoria all’interno del predetto Forum.

È stata la prima volta che, in una norma di legge italiana, si è fatto riferimento alla consultazione all’interno del Forum Italiano sulla Fatturazione Elettronica: un’importante apertura verso strumenti di pubblica consultazione dei portatori di interessi che mi auguro diverrà sempre più diffusa nel nostro paese.

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