l'iniziativa

Dati aperti e trasparenza per gli aiuti: così la Puglia affronta il Covid-19

Una iniziativa che potrebbe essere replicata anche in altre Regioni permette ai pugliesi di sapere in quali guardie mediche e presidi sanitari sono state distribuite mascherine e altri DPI e di conoscere quali servizi di solidarietà sono stati avviati per la popolazione più in difficoltà. Vediamo di cosa si tratta

16 Apr 2020
Filomena Tucci

Economista, comunicatrice e analista politico


Gli open data per garantire trasparenza sulla rendicontazione della spesa di fondi pubblici (le restituzioni) e anche per geolocalizzare tutte le forme di aiuto dalle imprese e dalla società civile nell’emergenza: così in Puglia, una doppia iniziativa, facilmente replicabile anche in altre regioni, accompagna digitalmente i cittadini e mette in sicurezza i medici.

La prima è una mappa che mostra con mappe geolocalizzate dove trovare le guardie mediche a cui sono stati donati i kit con i DPI e la seconda elenca una serie di servizi di volontariato attivati in tutta la regione e sempre più numerosi.

In pochi giorni sono stati distribuiti 1000 dispositivi di protezione ai medici pugliesi e ne arriveranno altri 3.000 acquistati grazie alle restituzioni dei consiglieri regionali pentastellati.

E contemporaneamente è partita una gara di solidarietà per l’offerta di volontariato

La mappa dei medici protetti

Nel dettaglio, la mappa medici protetti consente quindi ai cittadini di visualizzare dove operano i medici di continuità assistenziale a cui sono arrivati i dispositivi di protezione ed è allo stesso tempo un monitoraggio pubblico di come siano stati impiegati i soldi delle restituzioni, quanti kit siano già stati distribuiti e dove si trovano. Gli open data si confermano così strumento di democrazia e trasparenza perché permettono di vedere, ad esempio, quanti dispositivi di protezione sono arrivati e arriveranno alle guardie mediche pugliesi, in prima linea e disarmate in questa emergenza, e come avverranno le prossime consegne. I cittadini possono così essere informati su dove poter essere visitati in totale sicurezza. Tutti possono vedere come sono stati spesi i soldi delle restituzioni e così si fa cultura della trasparenza.

Perché una mappa dei medici? Perché i medici garantiscono continuità assistenziale e sono l’interfaccia con migliaia di cittadini e senza DPI erano disarmati e potevano ammalarsi e ancora peggio far ammalare.

La mappa della solidarietà

La mappa di solidarietà invece mostra una grande varietà di servizi di volontariato che sono stati attivati in tutta la Puglia.

Sono tantissimi – a Gioia, Adelfia, Putignano – e di tutti i tipi come ad esempio l’assistenza ai disabili attivata dalla protezione civile, la distribuzione pasti a persone vulnerabili e agli immunodepressi offerta dall’associazione di Noicattaro

La mappa geolocalizza anche servizi di prossimità come il panificio che consegna a domicilio gratuitamente, il frantoio che consegna l’olio e la farmacia di San Giovanni Rotondo che consegna le medicine con servizio di consegna gratuito.

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La mappa è in progress. Ogni giorno, attraverso il form, arrivano molte nuove segnalazioni: in poche ore, si è passati da 40 a oltre 610 offerte di servizi e ancora giungono numerose offerte segnalabili sulla pagina “Vuoi Aiutarci”.

L’iniziativa è stata promossa dalla Consigliera Regionale Puglia Antonella Laricchia da sempre attivissima nell’innovazione e realizzata grazie alla stretta collaborazione con l’associazione di opendata pugliese OpenPuglia guidata da Vincenzo Patruno esperto dati presso l’Istituto Nazionale di Statistica, che da anni si dedica a progetti nazionali e internazionali di trasformazione digitale e innovazione “data driven”.

Use case di opendata per la trasparenza

In Italia esistono già diversi casi di successo che hanno fatto storia, nati intorno a comunità di hacker giornalisti e cittadini impegnati.

  • Opencoesione.it che fa trasparenza su utilizzo fondi pubblici.
  • Monithon.it che racconta in maniera puntuale lo stato di avanzamento progetti finanziati attraverso fondi pubblici mediante cittadini monitoranti che raccolgono video e foto.
  • Poi un esempio molto noto, nato dopo il crollo della Schola Armaturarum nel 2010, è quello di openpompei ideato da Studiare Sviluppo per promuovere la cultura della trasparenza della Pubblica amministrazione, conoscere e capire il territorio campano e valorizzare i protagonisti dello sviluppo. Un hackspace o luogo di discussione in cui discutere ed elaborare strategie per Pompei utilizzando opendata per rendere pubblici i dati su gare, appalti servizi forniture e flussi di denaro ma anche monitorare lo stato dei lavori.
  • Fino a spingerci ai progetti più recenti di Integrity a Sibari portato avanti da Actionaid, trasparency international, con gruppo Abele e Monithon e un gruppo di cittadini volontari monitoranti su lavori e spese per la musealizzazione e sistemazione della Casa Bianca del Parco archeologico di Sibari uno strumento che la commissione europea sta applicando in parallelo in undici Paesi: il controllo civico per salvaguardare i fondi europei. Sul tema la commissione non esclude di abbinare l’uso di blockchain per tracciare la filiera della gestione finanziaria di un progetto finanziato.

Use case di piattaforme per l’emergenza

Tra i progetti più significativi di mobilitazione dal basso troviamo sicuramente quello di Actionaid che all’indirizzo covid19italia.help raccoglie domanda e offerta di aiuti per Regione ma non mappa.

Per quanto riguarda i dati, inizialmente la protezione civile raccoglieva dei file in pdf, poi grazie alla collaborazione tra l’associazione OnData e protezione civile ogni giorno l’aggiornamento dei pazienti positivi a covid avviene in automatico.

In passato gli opendata sono stati utili anche per la mappatura degli aiuti in emergenza del terremoto nel centro Italia progetto nato per condividere informazioni utili e verificate sugli eventi sisimici che hanno coinvolto il centro Italia durante i l 2016 e 2017.

Concludendo e ispirandomi ai discorsi sul futuro di Farm Cultural park, è questa più che mai l’occasione per riaffermare la promessa di uno spazio europeo di dati comune e condiviso, e per ricostruire quei rapporti di fiducia (tra cittadini, istituzioni e imprese) oggi a rischio di erosione.

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