Fondo innovazione, le prossime scadenze per i Comuni: come arrivare preparati | Agenda Digitale

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Fondo innovazione, le prossime scadenze per i Comuni: come arrivare preparati

I Comuni che si sono iscritti al Fondo Innovazione hanno di fronte due scadenze importanti: il 28 febbraio e il 31 dicembre. Ecco gli obiettivi da raggiungere

26 Gen 2021
Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation

È fissato al prossimo 28 febbraio il termine entro il quale i Comuni di tutto il territorio nazionale che hanno avuto accesso al Fondo Innovazione, messo a disposizione da pagoPA spa, dovranno dar conto degli obiettivi raggiunti grazie al contributo, il cui obiettivo è potenziare l’adozione della piattaforme IO, pagopPA e SPID.

Il Fondo si affianca al Bando piccoli comuni, come supporto alla digitalizzazione dei comuni, sebbene quest’ultimo abbia come fruitori solo i comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre il Fondo Innovazione sia più ad ampio spettro.

Il Fondo ha avuto un enorme successo: sono 7.246 i Comuni che hanno richiesto di accedervi. Si tratta di un numero rilevante che rappresenta il 92% del totale dei Comuni che sono 7.904. Questo è avvenuto grazie al lavoro di pagopa SPA e dei Partner Tecnologici e Intermediari Tecnologici. Questo mentre pagoPA spa non ha solo il Fondo da gestire, ma anche il grande tema del Cashback, tra le altre cose.

Vediamo cosa prevede il Fondo Innovazione, quali sono le scadenze e quali le novità associate, dal punto di vista dei possibili destinatari, ovvero i comuni.

Dopo il termine di iscrizione scaduto il 15 gennaio, il Fondo Innovazione ha altre 2 scadenze principali:

  • 28 febbraio 2021: la prima scadenza di verifica di quanto fatto
  • 31 dicembre 2021: la seconda scadenza di verifica di quanto fatto

La scadenza del 28 febbraio

Entro il 28 febbraio 2021 andranno raggiunti alcuni obiettivi, che non vanno rendicontati ma saranno verificati da PagoPA Spa sulle piattaforme associate a IO, SPID e pagoPA. Per questo si parla di fondo/contributo e non di bando.

In particolare ogni ente dovrà:

  • App IO: aver fatto l’onboarding e avere un servizio registrato su IO nella sezione servizi
  • SPID: avere attivo l’accesso con SPID su un servizio dell’ente
  • PagoPA: aver classificato i propri servizi in tassonomia e avere almeno 1 nuovo servizio con transazioni effettuate nel periodo dall’attivazione del fondo (o 2 servizi in caso l’ente fosse già attivo su pagoPA con qualche servizio, prima del 15 gennaio).

Per raggiungere questi obiettivi gli enti si possono far aiutare dai Partner Tecnologici PagopA o dagli intermediari tecnologici. Gli enti indicheranno il Partner Tecnologico a supporto delle attività, grazie alla documentazione inviata da pagoPA spa agli aderenti.

Se verrà raggiunto l’obiettivo indicato, sarà possibile ricevere il 20% del contributo, suddiviso per cluster di abitanti come segue:

  • – Basso (0 – 5.000 abitanti): 3.900 euro
  • – Medio Basso (5.000 – 40.000 abitanti):  7.950 euro
  • – Medio Alto (40.000 – 200.000 abitanti):  11.850 euro
  • – Alto (> 200.000 abitanti): 50.000 euro

 La scadenza del 31 dicembre

Entro il 31 dicembre 2021 andranno raggiunti tutti gli obiettivi indicati per il conseguimento del contributo, che non vanno rendicontati ma saranno verificati da PagoPA spa sulle piattaforme associate a IO, SPID e pagoPA.

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In particolare ogni ente dovrà:

  • IO: aver fatto l’onboarding e avere almeno 10 servizi registrati su IO nella sezione servizi;
  • SPID: avere attivo l’accesso con SPID su un servizio dell’ente;
  • PagoPA: aver scelto i servizi che l’ente eroga tra quelli della tassonomia e di questi averne attivato almeno il 70%.

Se verrà raggiunto l’obiettivo indicato, sarà possibile ricevere il rimanente 80% del contributo previsto per fascia di abitanti. In caso non siano stati raggiunti gli obiettivi del 28.02.2021 è comunque possibile ricevere l’80% del contributo se nel frattempo si sono raggiunti gli obiettivi corrispondenti.

Infine è disponibile una premialità pari al 25% massimo del contributo erogato:

  • viene raggiunto l’obiettivo del 31 dicembre 2021;
  • le soluzioni che si attuano (solitamente associate ai Partner tecnologici scelti), vengono utilizzate anche da almeno 40 altri enti nella regione, oppure 200 a livello nazionale.

Tale premialità può essere estesa fino al 40% grazie all’attivazione anche della CIE, che singolarmente vale un 25% massimo.

Ulteriori indicazioni di dettaglio si possono trovare sul sito ufficiale del Fondo Innovazione.

Considerazioni di merito

Vanno comunque fatte alcune considerazioni associate al Fondo Innovazione, di metodo oltre che di modello.

  • Interessante è la bassa complessità burocratica nell’iscrizione che richiede poco dati, ha un livello di accesso molto basso (servono solo codice fiscale ente, dati sindaco e firma sindaco).
  • La presenza di documentazione chiara (scritta in italiano e non in burocratese) e completa al link Fondo Innovazione.
  • La chiarezza di obiettivi divisi per date.
  • L’attenzione ai territori: si tratta di un fondo destinati ai comuni, che rafforza l’attenzione mostrata anche con il Bando Piccoli Comuni.
  • L’approccio iterativo e incrementale: sono state date le istruzioni per il primo step, spiegando obiettivi e date anche dei passi successi ma senza dettagli se non per il primo step. In tale modo non si crea confusione nei lettori.
  • Il coordinamento con la politica del MID che prevede entro il 28.02.2021 mediante Decreto Semplificazioni l’adozione di CIE, SPID, IO, pagopPA. E coordinamento con il Bando Piccoli Comuni, riducendo l’erogazione del contributo al 70% in caso si ottengano entrambi. Si è quindi uscita dalla logica a silos, ma si è guardato l’insieme per non confondere gli enti.
  • La premialità associata al comportamento: se usi soluzioni largamente diffuse, ricevi un premio corrispondente. Questo allo scopo di rafforzare l’associazionismo tra enti, la cui forza singola è ridotta rispetto alla forza aggregata.
  • L’ulteriore premialità aggiunta in riferimento alla CIE, fino ad un massimo del 40%, dando la stessa importanza alle due identità digitali (CIE e SPID), come previsto dal Decreto Semplificazioni.
  • La presenza di fondi associati ad obiettivi: negli ultimi anni si era diffusa eccessivamente la formula “a invarianza economica” cosa di cui in molti ovviamente si lamentavano perchè generare cambiamento a invarianza economica è inefficace.
  • Helpdesk di supporto per domande: uno dei grossi limiti dei Bandi precedenti, tra cui il Bando dei Piccoli Comuni, è la possibilità di mandare domande alle quali si ricevono solo risposte aggregate e pubblicate sul sito, spesso scritte in “burocratese”. Il Fondo Innovazione prevedere un’helpdesk per il supporto alla partecipazione che risponda puntualmente alle richieste degli enti.
  • Il nuovo modello di verifica: le verifiche per il raggiungimento degli obiettivi non verranno fatte mediante rendicontazioni, autocertificazioni, function point, ma guardando direttamente le piattaforme tecnologiche per verificare l’adozione e le transazioni o messaggi, quindi l’utilizzo reale.
  • Togliere gli alibi: ci sono obiettivi, scadenze, risorse e supporto. Se non lo faccio è solo “colpa mia”, è difficile dare la colpa ad altri.

Quindi, concludendo, forza Comuni, fatevi sotto che i “soldi” ci sono. Lavoriamo e lavorate per prenderli e digitalizzare il Paese per voi stessi e i cittadini!

Senza contare che in futuro arriveranno altri Fondi: sono appena stati aggiornati il piano NextGenEU e la pianificazione Europea 2021-2027 e in entrambi (che corrispondono a circa 2 trilioni di euro) si parla di “qualche decina di miliardi” dedicati alla digitalizzazione su più anni.

Quindi il consiglio è di guardare con attenzione non solo ai finanziamenti di oggi raggiungendo gli obiettivi, ma di fare dei piani a medio termine seguendo il piano triennale e il pola, allo scopo di utilizzare al i fondi che ci sono e arriveranno anche nel prossimo futuro.

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